Quando il punk infettò Roma

Questa sera sono stato da Hellnation, famoso negozio “alternativo” di dischi, libri e magliette, per la presentazione di un libro: il debutto della Rave Up Books, divisione editoriale della mai troppo lodata Rave Up Records, per la quale anch’io sto per pubblicare un tomo del quale vi parlerò al momento opportuno. Firmato da Claudio Pescetelli, Lo stivale è marcio – Storie italiane, punk e non – è una bella ricostruzione, realizzata con cura certosina attraverso testimonianze dirette e indirette, dell’arrivo del punk in Italia: musica e costume, equivoci e (dis)informazione, eventi e illusioni, storia e leggenda, tutti assieme appassionatamente in 350 pagine per molti versi sorprendenti (e un CD allegato con brani altrove inediti tecnicamente precari ma di enorme valore documentale). Tanti anni fa mi ero cimentato in un lavoro analogo, anche se molto più conciso e focalizzato solo su Roma, per quel magnifico giornale che era “Bassa Fedeltà”: fu, almeno credo, il primo lavoro serio e approfondito sull’argomento.

Punk a RomaBarbari a Roma
Visto che siamo tra persone serie, non vi racconterò balle che possano rendermi più credibile e/o stimabile ai vostri occhi: non leggerete, dunque, che nel ‘77/’78 cantavo in una cover band di Damned e Ramones, o che sfidavo le notti romane con una spilla da balia ad incattivirmi il volto e un giubbotto di pelle con la scritta “I don’t care” verniciata sulla schiena. All’epoca dei miei diciassette anni, però, acquistavo dischi, conducevo trasmissioni radio (anche se non ancora punk oriented al 100%), assistevo ai concerti e avevo modo di incontrare quanti – non troppo numerosi, in verità – condividevano con me interessi e passioni musicali: vivevo in qualche modo la “scena”, insomma, e sono stati proprio i miei ricordi – per fortuna non tanto sbiaditi – a fungere da base di partenza per questo piccolo viaggio in un passato ormai remoto. Un viaggio effettuato assieme ai veri protagonisti di quei giorni, ritrovati e intervistati allo scopo di ricostruire – spesso con una certa difficoltà: dopo vent’anni la memoria può fare brutti scherzi – il quadro completo di date, nomi, luoghi, avvenimenti e atmosfere.
Quella che segue, per lo più narrata in prima persona da alcuni dei suoi rappresentanti più attivi e in vista, è l’unica, vera storia del primo punk capitolino.

Continua qui: http://libri.goodfellas.it/roma-brucia.html

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Categorie: articoli | Tag: , | 13 commenti

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13 pensieri su “Quando il punk infettò Roma

  1. Sandro

    Bello il Metal X E con Rina e Claudio

  2. Anonimo

    Onore al Bocca….che nn è stato menzionato nel libro, vero precursore dei cento celle city rockers, suicidatosi fra il 79 e l’80.Volevo soltatnto dire,( credo a nome anche di altri del gruppo), che noi nn siamo discepoli di nessuno….chi si è arrogato tale privilegio……ha omesso qualche notizia.( ho la cambiata a suo piacimento).

    • Per la ricostruzione storica di quella fase sono stato aiutato da Luigi Bonanni, il mio unico riferimento diretto, che a quanto mi risultava e mi risulta era parte determinante della storia. Se puoi darmi ulteriori informazioni o vuoi fare qualche rettifica, ben venga!
      Riguardo al Bocca… se, come credo, è quello che ho conosciuto io, sapevo che era morto per via di un incidente con una stufa a gas… ma direi dopo il 1980.

  3. peppe "spit"

    Salve Federico,
    ho trovato il tuo blog mentre cercavo altre cose in rete e mi hai fatto fare con gioia un salto indietro nel tempo di quasi 35 anni…ma siamo veramente così vecchi??? È incredibile quanto tutte le cose di cui parli mi sembrino vissute nelle scorse settimane!
    Ho vissuto, come te, intensamente l’ERA di cui scrivi… avevo 16 anni , oggi 50 ma lo spirito “incendiario”, ti garantisco, è rimasto quello.
    Ero al liceo Mamiani e i miei amici più cari erano Filippo/Lucifero (eravamo nella stessa classe…) e i fratelli Alex e Stefano Murzi: i LUXFERO sono nati lì, a scuola eravamo sempre insieme ma fuori anche di più…
    Ricordo perfettamente il giorno in cui incontrai gli allora TRANCEFUSION : volevano un chitarrista punk e mi provinarono a casa dei Bianco (credo!) vicino a p.zza Fiume… poi non se ne fece nulla, ma rimasi folgorato dalla personalità carismatica del grande Cristiano Rea col quale continuai a incontrarmi spesso come anche , più tardi, con Vittorio Tedesco (al BIBOBAR di p.zza s.apostoli o al UONNA di via cassia) che abitava come me a Primavalle. Ora però basta con i ricordi…
    Ti scrivo per segnalarti l’esistenza di un documento che potrebbe risultare utile e sorprendente allo stesso tempo: nelle settimane in cui a Roma si svolgeva il Festival all’Espero, la Rai venne diverse volte a riprendere e intervistare dentro e fuori dal teatro, realizzando materiale che venne inserito in un servizio sulla “cultura giovanile” dell’epoca , poi effettivamente trasmesso nello stesso periodo in un programma tipo TV7 (o simile, non ricordo esattamente…).
    Chissà se si riesce a recuperarlo, o se è andato perduto? Sarebbe un tassello molto interessante, penso, da inserire nelle ricerche, tue e di altri, sul materiale che documenta quel periodo.
    Un abbraccio e grazie ancora per il viaggio temporale.
    Peppe ”Spit”

    • spit

      Piccola annotazione per Federico: due sere fa ero a cena con Filippo, e mi diceva (non con assoluta certezza, passati +30 anni) che quel documentario venne trasmesso dal “Dipartimento scuola educazione” quindi (crediamo) da Rai3… Tu lo hai già incrociato nelle tue ricerche?…e poi: sai che i LUXFERO suonano di nuovo con una formazione che è praticamente quella originale? un saluto grande, a presto.

      • pierpaolo de iulis

        ciao Peppe, nn ci conosciamo, ma sono l’editore del libro ‘lo stivale e’ marcio’ e produttore dell’Lp dei Luxfero e di tanti altri. Rave Up records…Volevo chiederti se avevi registrazioni o altro materiale utile per le mie ricerche/produzioni. Ah, stasera organizzo un concerto di un gruppo punk inglese del 77…i PIGS, al Fanfulla. Se ti va, passa…sarà una serata 100% punk rock! ciaoo Pier 3498342300

  4. pino

    Certo potevi evidenziare un po’ gli Elektroshock.

    • In realtà nell’articolo originale (quello uscito sulla rivista) c’era un box di 2000 battute dedicato espressamente all’album degli Elektroshock. Qui nel blog non l’ho recuperato, mi sembrava una specie di corpo estraneo…

  5. Lupus in fabula: una settimana fa citavo sul blog te e la tua competenza di massimo esperto italiano di punk parlando proprio dei a Bloody Riot. Meno male che hai deciso di recuperare questo pezzo, una miniera di informazioni e una perfetta ricostruzione dell’atmosfera di un’epoca. Grazie mille!

  6. Gian Luigi Bona

    Fenomenale !!!

  7. Grande ricostruzione di un’epoca e di un ambiente. Solo una precisazione: Marco Conidi suonava con i Cinecity Acids … Ciao e ancora complimenti!

    • Grazie, Alessandro.
      Dopo quindici anni non ricordo proprio da dove provenisse quell’informazione. Verificherò e, nel caso, correggerò. Grazie ancora!

    • Verificato e corretto. Luigi Bonanni, per sua stessa ammissione, non ricordava bene, ma adesso l’informazione è sicura (fonte: lo stesso Conidi). Grazie della segnalazione.

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