Articoli con tag: radio

Scalette (16)

Ho avviato la mia attività di conduttore/autore radiofonico nel 1977, a nemmeno diciassette anni (qui come andò, per chi magari fosse interessato), e da allora mi sono trovato davanti a un microfono molte centinaia di volte (dal 1982 in avanti, solo per la RAI), sempre scegliendo autonomamente i brani da trasmettere; un tonante vaffanculo alle canzoni imposte o suggerite “””dall’alto”””, perché per me la radio è sempre stata intrattenimento culturale e non intrattenimento becero a base dei (per lo più merdosi) successi commerciali del momento “perché è quelli che la gente vuole ascoltare”. Chiaramente, conservo le scalette di tutte le mie trasmissioni, e complice la nostalgia – sono fermo da ormai quattro anni: a quanto pare, la radio come so farla io non è più gradita – ho pensato potesse essere una buona idea proporne qualcuna qui, con le opportune spiegazioni.
Questa scaletta andò in onda dalle 2.00 alle 5.25 del 28 febbraio 2010, naturalmente su Stereonotte: trenta canzoni di ispirazione letteraria, stilisticamente molto varie come da mia consolidata abitudine. Enjoy!

10,000 Maniacs – Hey Jack Kerouac
Elliott Murphy – The Ballad Of Sal Paradise
Black Rebel Motorcycle Club – Weight Of The World
Laurie Anderson – Language Is A Virus
Cure – Killing An Arab
Joy Division – Atrocity Exhibition
Sonic Youth – Schizophrenia
Jefferson Airplane – White Rabbit
Rush – Tom Sawyer
Fabrizio De André – Dormono sulla collina
Metallica – For Whom The Bell Tolls
Iron Maiden – Phantom Of The Opera
Lou Reed – Who Am I?
Pippo Pollina – Finnegan’s Wake
Waterboys – The Stolen Child
Francesco Guccini – Odysseus
Metamorfosi – Sfruttatori
Bo Hansson – The Horns Of Rohan
Guns N’Roses – Catcher In The Rye
Green Day – Who Wrote Holden Caulfield?
Yo La Tengo – The Crying Of Lot G
Radiohead – My Iron Lung
Talking Heads – Houses In Motion
David Bowie – Big Brother
Iggy Pop – I Want To Go To The Beach
Bruce Springsteen – The Ghost Of Tom Joad
Bob Dylan – Highway 61 Revisited
Mau Mau – Corto Maltese
Africa Unite – Il partigiano John
Modena City Ramblers – Ahmed l’ambulante

Scalette n.1 – Italia rock 1978-2000
Scalette n.2 – “Il bersaglio” 1
Scalette n.3 – Mai arrivati all’album
Scalette n.4 – Canzoni con il 3
Scalette n.5 – Canzoni sulle droghe
Scalette n.6 – Psichedelia UK dei Sixties
Scalette n.7 – “Il bersaglio” 2
Scalette n.8 – Band con tre elementi
Scalette n.9 – Canzoni di natale alternative
Scalette n.10 – Duetti
Scalette n.11 – Canzoni per altri musicisti
Scalette n.12 – Musicisti “mascherati”
Scalette n.13 – Stereodrome 24/10/88
Scalette n.14 – Storie di fantasmi
Scalette n.15 – Album di culto

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Scalette (15)

Ho avviato la mia attività di conduttore/autore radiofonico nel 1977, a nemmeno diciassette anni (qui come andò, per chi magari fosse interessato), e da allora mi sono trovato davanti a un microfono molte centinaia di volte (dal 1982 in avanti, solo per la RAI), sempre scegliendo autonomamente i brani da trasmettere; un tonante vaffanculo alle canzoni imposte o suggerite “””dall’alto”””, perché per me la radio è sempre stata intrattenimento culturale e non intrattenimento becero a base dei (per lo più merdosi) successi commerciali del momento “perché è quelli che la gente vuole ascoltare”. Chiaramente, conservo le scalette di tutte le mie trasmissioni, e complice la nostalgia – sono fermo da ormai quattro anni: a quanto pare, la radio come so farla io non è più gradita – ho pensato potesse essere una buona idea proporne qualcuna qui, con le opportune spiegazioni.
La scaletta che segue andò in onda dalle 2.00 alle 5.00 del 15 novembre 2009, naturalmente su Stereonotte, ed era dedicata a una serie di album più o meno “di culto”. Ventotto canzoni dei generi più disparati, ma comunque rock.

Athletico Spizz 80 – Brainwashing Time
Punishment Of Luxury – All White Jack
Monochrome Set – The Mating Game
Only Ones – Another Girl, Another Planet
Alley Cats – Today
Flesh Eaters – Azami
Crime – Murder By Guitar
Nuns – Suicide Child
Comus – The Bite
Godz – Permanent Green Light
Dr. Strangely Strange – Frosty Mornings
Medicine Head – Next Time The Sun Comes Round
Lime Spiders – Weirdo Libido
Stems – Love Will Grow
Sunnyboys – Show Me Some Discipline
Moffs – Another Day In The Sun
Open Mind – I Feel The Same Way Too
Blossom Toes – Look At Me I’m You
July – Dandelion Seeds
Kaleidoscope – Dive Into Yesterday
Flor – U secunnu
Lula – I pesci di Mururoa
Santa Sangre – Non prendo rose per te
Scisma – L’universo
Rattlers – On The Beach
Diodes – Tired Of Waking Up Tired
Shoes – Do You Gonna Get Lucky
Nerves – Where You Find Out

Scalette n.1 – Italia rock 1978-2000
Scalette n.2 – “Il bersaglio” 1
Scalette n.3 – Mai arrivati all’album
Scalette n.4 – Canzoni con il 3
Scalette n.5 – Canzoni sulle droghe
Scalette n.6 – Psichedelia UK dei Sixties
Scalette n.7 – “Il bersaglio” 2
Scalette n.8 – Band con tre elementi
Scalette n.9 – Canzoni di natale alternative
Scalette n.10 – Duetti
Scalette n.11 – Canzoni per altri musicisti
Scalette n.12 – Musicisti “mascherati”
Scalette n.13 – Stereodrome 24/10/88
Scalette n.14 – Storie di fantasmi

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Scalette (14)

Ho avviato la mia attività di conduttore/autore radiofonico nel 1977, a nemmeno diciassette anni (qui come andò, per chi magari fosse interessato), e da allora mi sono trovato davanti a un microfono molte centinaia di volte (dal 1982 in avanti, solo per la RAI), sempre scegliendo autonomamente i brani da trasmettere; un tonante vaffanculo alle canzoni imposte o suggerite “””dall’alto”””, perché per me la radio è sempre stata intrattenimento culturale e non intrattenimento becero a base dei (per lo più merdosi) successi commerciali del momento “perché è quelli che la gente vuole ascoltare”. Chiaramente, conservo le scalette di tutte le mie trasmissioni, e complice la nostalgia – sono fermo da ormai tre anni: a quanto pare, la radio come so farla io non è più gradita – ho pensato potesse essere una buona idea proporne qualcuna qui, con le opportune spiegazioni.
imagesLa scaletta che segue andò in onda dalle 2.00 alle 5.00 del 22 novembre 2009, ovviamente a Stereonotte. Sono ventisei canzoni che raccontano di fantasmi in senso lato, o di gente scomparsa che racconta la sua storia o comunque comunica in varie maniere con i viventi.

Kaleidoscope – Ghost Riders In The Sky
Dream Syndicate – See That My Grave Is Kept Clean
White Stripes – Little Ghost
Gun Club – Ghost On The Highway
Stan Ridgway – Camouflage
Warren Zevon – Roland The Headless Thompson Gunner
Eels – Friendly Ghost
Suicide – Ghost Rider
Guadalcanal Diary – Ghost On The Road
Damien Jurado – Ghost Of David
Joe Perrino & The Mellowtones – La danza degli spettri
Red Hot Chili Peppers – American Ghost Dance
Patti Smith – Ghost Dance
Fabrizio De André – Fiume Sand Creek
Francesco Guccini – Auschwitz
Bruce Springsteen – The Ghost Of Tom Joad
Judee Sill – The Phantom Cowboy
Tori Amos – Happy Phantom
Ramones – Pet Semetery
Paul Roland – Gabrielle
Jennifer Gentle – The Stammering Ghost
Birdmen Of Alkatraz – Young Maiden Ghost
Iron Maiden – Phantom Of The Opera
Mars Volta – Miranda That Ghost Isn’t Holy Anymore
Elio e le Storie Tese – La vendetta del fantasma formaggino
Fall – There’s A Ghost In My House

Scalette n.1 – Italia rock 1978-2000
Scalette n.2 – “Il bersaglio” 1
Scalette n.3 – Mai arrivati all’album
Scalette n.4 – Canzoni con il 3
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Scalette n.10 – Duetti
Scalette n.11 – Canzoni per altri musicisti
Scalette n.12 – Musicisti “mascherati”
Scalette n.13 –  Stereodrome 24/10/88

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Scalette (13)

Ho avviato la mia attività di conduttore/autore radiofonico nel 1977, a nemmeno diciassette anni (qui come andò, per chi magari fosse interessato), e da allora mi sono trovato davanti a un microfono molte centinaia di volte (dal 1982 in avanti, solo per la RAI), sempre scegliendo autonomamente i brani da trasmettere; un tonante vaffanculo alle canzoni imposte o suggerite “””dall’alto”””, perché per me la radio è sempre stata intrattenimento culturale e non intrattenimento becero a base dei (per lo più merdosi) successi commerciali del momento “perché è quelli che la gente vuole ascoltare”. Chiaramente, conservo le scalette di tutte le mie trasmissioni, e complice la nostalgia – sono fermo da ormai tre anni: a quanto pare, la radio come so farla io non è più gradita – ho pensato potesse essere una buona idea proporne qualcuna qui, con le opportune spiegazioni.

Stereodrome 24-10-88

La scaletta sopra, fotografata dal foglio scritto di mio pugno al tempo, è un tipico esempio delle trasmissioni che conducevo assieme alla collega Luisa Mann nel primo canale stereo della Rai, tutte le sere dal lunedì al venerdì ore 21-24, a cavallo tra 1988 e 1989. Il programma si chiamava Stereodrome e ha preceduto sia cronologicamente che per impostazione di massima il molto più ricordato e pubblicizzato Planet Rock. Chi all’epoca non c’era si renda conto di che cose fantastiche si potevano fare alla Rai, grazie a funzionari illuminati come Eodele Bellisario, spaziando tra novità e Storia (nonché interviste e a volte concerti). Per chi fosse interessato, qui c’è quella della prima puntata del ciclo, ripresa sul blog quando ancora non avevo deciso di dedicare alle scalette una serie di post.

Scalette n.1 – Italia rock 1978-2000
Scalette n.2 – “Il bersaglio” 1
Scalette n.3 – Mai arrivati all’album
Scalette n.4 – Canzoni con il 3
Scalette n.5 – Canzoni sulle droghe
Scalette n.6 – Psichedelia UK dei Sixties
Scalette n.7 – “Il bersaglio” 2
Scalette n.8 – Band con tre elementi
Scalette n.9 – Canzoni di natale alternative
Scalette n.10 – Duetti
Scalette n.11 – Canzoni per altri musicisti
Scalette n.12 – Musicisti “mascherati”

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Web-bizzarrie (2)

Frequento il Web dal 1995, sono su Facebook dal 2009 e in tutti questi anni, nel mondo virtuale, mi sono trovato mio malgrado coinvolto in un bel po’ di cose piuttosto curiose. In questa serie ne racconto alcune: sia appena accadute, sia relative al passato. Un avvertimento: anche se hanno una specie di “morale”, le questioni sono comunque del tutto autoreferenziali.

Non prevedevo di allungare la serie così presto, ma visto che questa vicenda è recentissima perché non raccontarla in tempo reale? Allora… ieri, 11 marzo, sono stato taggato dalla pagina Facebook “Afterhours Fan Club”. Nel post, del quale riporto qui sotto lo screenshot, si riportava uno stralcio della mia “storica” recensione di Hai paura del buio? degli Afterhours, in riferimento al venticinquesimo compleanno del disco.
After 1Immediatamente dopo aver letto il post mi sono accorto che qualcosa non tornava: non avevo dubbi sul fatto che Hai paura del buio? fosse stato pubblicato sì nel 1997, ma in autunno. Fatte le verifiche del caso, perché della memoria è sempre meglio non fidarsi, ho scritto all’amministratore della pagina, con il quale mi era già capitato di scambiare qualche parola via messenger, e gli ho comunicato l’errore, inviandogli poi le stesse spiegazioni che potete leggere nel mio commento più in basso e una foto di una pagina del Mucchio Selvaggio (un numero del settembre 1997, il 274 o il 275) nel quale si annunciava l’imminente uscita del disco per il 20 ottobre. Lui mi ha risposto che la data dell’11 marzo 1997 era quella riportata da Wikipedia, che la pagina “festeggiava” da anni festeggiava la ricorrenza l’11 marzo e che anche altre pagine e siti facevano lo stesso, ma che le mie osservazioni erano inattaccabili. E, quindi, ha pubblicato un secondo post, che riporto qui.
After 2
Non sono certo andato a controllare per quanto tempo la data di uscita sballata è stata lì su Wikipedia, ma ho capito subito da cosa era stato provocato l’errore: dal fatto che l’11 marzo del 2014 aveva visto la luce l’edizione celebrativa doppia del disco e che, quindi, qualcuno ha pensato che la sua uscita fosse stata fatta coincidere con il giorno di uscita del disco originale. Non so a voi, ma per come la vedo io è paradossale che su Wikipedia ci fosse una simile vaccata (che naturalmente ho corretto; voi che dite, arriverà qualche genio a rimettere quella sbagliata?) a proposito di un album tanto importante: anticipare di oltre sette mesi la data di pubblicazione è indubbiamente un po’ troppo, e non sarebbe mai e poi mai successo se chi ha riportato la falsa notizia avesse semplicemente cercato fonti del 1997. E qui si torna al solito discorso di come sia assurdo che la Rete faccia molto spesso riferimento solo a fonti “di Rete” piuttosto che a fonti (di carta) d’epoca, che per cose di questo tipo sono di norma molto più affidabili. Sarebbe il caso che più persone informate dei fatti reali intervenissero a correggere le vaccate di Wikipedia (io quando le noto e ho tempo lo faccio, ma di tempo ne ho poco), onde evitare che rimangano per sempre e continuino a diffondersi.

Web-bizzarrie (1)

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