Articoli con tag: radio

Scalette (14)

Ho avviato la mia attività di conduttore/autore radiofonico nel 1977, a nemmeno diciassette anni (qui come andò, per chi magari fosse interessato), e da allora mi sono trovato davanti a un microfono molte centinaia di volte (dal 1982 in avanti, solo per la RAI), sempre scegliendo autonomamente i brani da trasmettere; un tonante vaffanculo alle canzoni imposte o suggerite “””dall’alto”””, perché per me la radio è sempre stata intrattenimento culturale e non intrattenimento becero a base dei (per lo più merdosi) successi commerciali del momento “perché è quelli che la gente vuole ascoltare”. Chiaramente, conservo le scalette di tutte le mie trasmissioni, e complice la nostalgia – sono fermo da ormai tre anni: a quanto pare, la radio come so farla io non è più gradita – ho pensato potesse essere una buona idea proporne qualcuna qui, con le opportune spiegazioni.
imagesLa scaletta che segue andò in onda dalle 2.00 alle 5.00 del 22 novembre 2009, ovviamente a Stereonotte. Sono ventisei canzoni che raccontano di fantasmi in senso lato, o di gente scomparsa che racconta la sua storia o comunque comunica in varie maniere con i viventi.

Kaleidoscope – Ghost Riders In The Sky
Dream Syndicate – See That My Grave Is Kept Clean
White Stripes – Little Ghost
Gun Club – Ghost On The Highway
Stan Ridgway – Camouflage
Warren Zevon – Roland The Headless Thompson Gunner
Eels – Friendly Ghost
Suicide – Ghost Rider
Guadalcanal Diary – Ghost On The Road
Damien Jurado – Ghost Of David
Joe Perrino & The Mellowtones – La danza degli spettri
Red Hot Chili Peppers – American Ghost Dance
Patti Smith – Ghost Dance
Fabrizio De André – Fiume Sand Creek
Francesco Guccini – Auschwitz
Bruce Springsteen – The Ghost Of Tom Joad
Judee Sill – The Phantom Cowboy
Tori Amos – Happy Phantom
Ramones – Pet Semetery
Paul Roland – Gabrielle
Jennifer Gentle – The Stammering Ghost
Birdmen Of Alkatraz – Young Maiden Ghost
Iron Maiden – Phantom Of The Opera
Mars Volta – Miranda That Ghost Isn’t Holy Anymore
Elio e le Storie Tese – La vendetta del fantasma formaggino
Fall – There’s A Ghost In My House

Scalette n.1 – Italia rock 1978-2000
Scalette n.2 – “Il bersaglio” 1
Scalette n.3 – Mai arrivati all’album
Scalette n.4 – Canzoni con il 3
Scalette n.5 – Canzoni sulle droghe
Scalette n.6 – Psichedelia UK dei Sixties
Scalette n.7 – “Il bersaglio” 2
Scalette n.8 – Band con tre elementi
Scalette n.9 – Canzoni di natale alternative
Scalette n.10 – Duetti
Scalette n.11 – Canzoni per altri musicisti
Scalette n.12 – Musicisti “mascherati”
Scalette n.13 –  Stereodrome 24/10/88

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Scalette (13)

Ho avviato la mia attività di conduttore/autore radiofonico nel 1977, a nemmeno diciassette anni (qui come andò, per chi magari fosse interessato), e da allora mi sono trovato davanti a un microfono molte centinaia di volte (dal 1982 in avanti, solo per la RAI), sempre scegliendo autonomamente i brani da trasmettere; un tonante vaffanculo alle canzoni imposte o suggerite “””dall’alto”””, perché per me la radio è sempre stata intrattenimento culturale e non intrattenimento becero a base dei (per lo più merdosi) successi commerciali del momento “perché è quelli che la gente vuole ascoltare”. Chiaramente, conservo le scalette di tutte le mie trasmissioni, e complice la nostalgia – sono fermo da ormai tre anni: a quanto pare, la radio come so farla io non è più gradita – ho pensato potesse essere una buona idea proporne qualcuna qui, con le opportune spiegazioni.

Stereodrome 24-10-88

La scaletta sopra, fotografata dal foglio scritto di mio pugno al tempo, è un tipico esempio delle trasmissioni che conducevo assieme alla collega Luisa Mann nel primo canale stereo della Rai, tutte le sere dal lunedì al venerdì ore 21-24, a cavallo tra 1988 e 1989. Il programma si chiamava Stereodrome e ha preceduto sia cronologicamente che per impostazione di massima il molto più ricordato e pubblicizzato Planet Rock. Chi all’epoca non c’era si renda conto di che cose fantastiche si potevano fare alla Rai, grazie a funzionari illuminati come Eodele Bellisario, spaziando tra novità e Storia (nonché interviste e a volte concerti). Per chi fosse interessato, qui c’è quella della prima puntata del ciclo, ripresa sul blog quando ancora non avevo deciso di dedicare alle scalette una serie di post.

Scalette n.1 – Italia rock 1978-2000
Scalette n.2 – “Il bersaglio” 1
Scalette n.3 – Mai arrivati all’album
Scalette n.4 – Canzoni con il 3
Scalette n.5 – Canzoni sulle droghe
Scalette n.6 – Psichedelia UK dei Sixties
Scalette n.7 – “Il bersaglio” 2
Scalette n.8 – Band con tre elementi
Scalette n.9 – Canzoni di natale alternative
Scalette n.10 – Duetti
Scalette n.11 – Canzoni per altri musicisti
Scalette n.12 – Musicisti “mascherati”

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Web-bizzarrie (2)

Frequento il Web dal 1995, sono su Facebook dal 2009 e in tutti questi anni, nel mondo virtuale, mi sono trovato mio malgrado coinvolto in un bel po’ di cose piuttosto curiose. In questa serie ne racconto alcune: sia appena accadute, sia relative al passato. Un avvertimento: anche se hanno una specie di “morale”, le questioni sono comunque del tutto autoreferenziali.

Non prevedevo di allungare la serie così presto, ma visto che questa vicenda è recentissima perché non raccontarla in tempo reale? Allora… ieri, 11 marzo, sono stato taggato dalla pagina Facebook “Afterhours Fan Club”. Nel post, del quale riporto qui sotto lo screenshot, si riportava uno stralcio della mia “storica” recensione di Hai paura del buio? degli Afterhours, in riferimento al venticinquesimo compleanno del disco.
After 1Immediatamente dopo aver letto il post mi sono accorto che qualcosa non tornava: non avevo dubbi sul fatto che Hai paura del buio? fosse stato pubblicato sì nel 1997, ma in autunno. Fatte le verifiche del caso, perché della memoria è sempre meglio non fidarsi, ho scritto all’amministratore della pagina, con il quale mi era già capitato di scambiare qualche parola via messenger, e gli ho comunicato l’errore, inviandogli poi le stesse spiegazioni che potete leggere nel mio commento più in basso e una foto di una pagina del Mucchio Selvaggio (un numero del settembre 1997, il 274 o il 275) nel quale si annunciava l’imminente uscita del disco per il 20 ottobre. Lui mi ha risposto che la data dell’11 marzo 1997 era quella riportata da Wikipedia, che la pagina “festeggiava” da anni festeggiava la ricorrenza l’11 marzo e che anche altre pagine e siti facevano lo stesso, ma che le mie osservazioni erano inattaccabili. E, quindi, ha pubblicato un secondo post, che riporto qui.
After 2
Non sono certo andato a controllare per quanto tempo la data di uscita sballata è stata lì su Wikipedia, ma ho capito subito da cosa era stato provocato l’errore: dal fatto che l’11 marzo del 2014 aveva visto la luce l’edizione celebrativa doppia del disco e che, quindi, qualcuno ha pensato che la sua uscita fosse stata fatta coincidere con il giorno di uscita del disco originale. Non so a voi, ma per come la vedo io è paradossale che su Wikipedia ci fosse una simile vaccata (che naturalmente ho corretto; voi che dite, arriverà qualche genio a rimettere quella sbagliata?) a proposito di un album tanto importante: anticipare di oltre sette mesi la data di pubblicazione è indubbiamente un po’ troppo, e non sarebbe mai e poi mai successo se chi ha riportato la falsa notizia avesse semplicemente cercato fonti del 1997. E qui si torna al solito discorso di come sia assurdo che la Rete faccia molto spesso riferimento solo a fonti “di Rete” piuttosto che a fonti (di carta) d’epoca, che per cose di questo tipo sono di norma molto più affidabili. Sarebbe il caso che più persone informate dei fatti reali intervenissero a correggere le vaccate di Wikipedia (io quando le noto e ho tempo lo faccio, ma di tempo ne ho poco), onde evitare che rimangano per sempre e continuino a diffondersi.

Web-bizzarrie (1)

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Web-bizzarrie (1)

Frequento il Web dal 1995, sono su Facebook dal 2009 e in tutti questi anni, nel mondo virtuale, mi sono trovato mio malgrado coinvolto in un bel po’ di cose piuttosto curiose. In questa serie ne racconto alcune: sia appena accadute, sia relative al passato. Un avvertimento: anche se hanno una specie di “morale”, le questioni sono comunque del tutto autoreferenziali.

Il 2 marzo scorso, giorno del compleanno di Lou Reed, su due pagine Facebook (una personale, una di un gruppo pubblico) è apparso il post qui sotto, che si allacciava a un altro post di due anni prima, sempre dello stesso autore. Ho oscurato ogni riferimento perché mi interessa solo esporre i fatti e non “attaccare” chicchessia.
Webbizzarrie1In sintesi, benché in modo “simpatico”, sono stato accusato di avere copiato da Facebook un breve commento a un concerto di Lou Reed del lontano 1992, accusa ribadita anche in un commento qui sul blog (che ho cancellato ora che tutto si è risolto). So bene che l’usanza di “rubare” scritti altrui è molto diffusa (un tale che molto in teoria sarebbe mio collega lo fa tranquillamente, giustificandosi in questo modo: “se un altro ha scritto esattamente quello che volevo scrivere io, perché non copiaincollarlo? Le parole sono di tutti”), ma io la vedo diversamente e le rare volte che riprendo qualcosa di qualcun altro riporto sempre la fonte, per cui un minimo mi sono girate. Anche per l’assurdità della faccenda: il mio post, quello che avrei plagiato, risale al 27 gennaio 2016, cioè più di quattro anni prima. Con qualche difficoltà, sono riuscito a contattare chi mi incolpava, esponendo le mie ragioni. Ragioni che ritengo siano state ritenute valide, visto che ieri, nello stesso gruppo pubblico, è stato riportato il post qui sotto.
Webbizzarrie2Quindi, in sintesi, è stato detto a chiare lettere che – ovviamente – non avevo copiato nulla. L’ipotesi più logica per spiegare l’accaduto è che l’autore del post aveva copiato me (o qualcun altro che aveva copiato da me), per poi dimenticarsi di averlo fatto e, conseguentemente, “denunciarmi” per furto di scritti senza nemmeno controllare la data del mio primo post; anche perché gli scritti non si somigliano, ma sono assolutamente identici. Ho accettato comunque le scuse, ci mancherebbe altro, e senza strascichi rancorosi. 
Di questa curiosa vicenda ho parlato con il mio amico Giorgio, che tra le altre cose mi ha fornito questa interessante riflessione: “è anche abbastanza emblematico, perché leggiamo così tante stronzate sui social che ognuno crede che nella sua bolla può fare quello che gli pare, convinto che rimanga tutto in quel contesto; invece, non è per niente così”. Esatto. Per questo credo che chiunque, prima di scrivere qualsiasi cosa di denigratorio nei confronti di qualcun altro, dovrebbe quanto meno riflettere se sia il caso di farlo; e, soprattutto, verificare bene la fondatezza di quello che scrive. Poi, sì, lo so che sono (forse) troppo suscettibile e tignoso, ma sono fatto così e non ho alcuna intenzione di cambiare. 😀

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Scalette (12)

Ho avviato la mia attività di conduttore/autore radiofonico nel 1977, a nemmeno diciassette anni (qui come andò, per chi magari fosse interessato), e da allora mi sono trovato davanti a un microfono molte centinaia di volte (dal 1982 in avanti, solo per la RAI), sempre scegliendo autonomamente i brani da trasmettere; un tonante vaffanculo alle canzoni imposte o suggerite “””dall’alto”””, perché per me la radio è sempre stata intrattenimento culturale e non intrattenimento becero a base dei (per lo più merdosi) successi commerciali del momento “perché è quelli che la gente vuole ascoltare”. Chiaramente, conservo le scalette di tutte le mie trasmissioni, e complice la nostalgia – sono fermo da ormai tre anni: a quanto pare, la radio come so farla io non è più gradita – ho pensato potesse essere una buona idea proporne qualcuna qui, con le opportune spiegazioni.

Stereonotte foto

Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 2010 dalle 2,00 alle 5,30, proposi a Stereonotte una scaletta di ventotto brani accumunati da un curioso dettaglio: tutti i musicisti o i gruppi che le avevano pubblicati salivano sul palco (o comunque apparivano in pubblico) “mascherati”, o almeno – nel caso delle band – con abiti coordinati tipo divise o comunque con qualcosa di evidente che li omologava e caratterizzava. Devo dire che fu piuttosto divertente.

Kraftwerk – Computer World
Devo – Gut Feeling
Confusional Quartet – Bologna Rock
Eterea Post Bong Band – Necrophilia r’n’r
Residents – Caring
Nash The Slash – Children Of The Night
Marilyn Manson – Posthuman
Alice Cooper – Billion Dollar Babies
David Bowie – Starman
Genesis – Dancing With The Moonligh Knight
Zolar-X – Mirrors
Lordi – Hard  Rock Hallelujah
Death SS – Family Vault
Kiss – King Of The Night Time World
Paul Revere And The Raiders – Kicks
I Ragazzi dai Capelli Verdi – Un tipo per te
Monks – Monk Time
The Hives – Main Offender
White Stripes – Dead Leaves And The Dirty Ground
Johnnys – Bleeding Heart
Ramones – I Wanted Everything
Tre Allegri Ragazzi Morti – Occhi bassi
Clinic – Circle Of Fifth
Phantom Surfers – Dead Hickeys
The Mummies – A Girl Like You
Buckethead – Welcome To Bucketheadland
Slipknot – Circle
Daft Punk – Human After All

Scalette n.1 – Italia rock 1978-2000
Scalette n.2 – “Il bersaglio” 1
Scalette n.3 – Mai arrivati all’album
Scalette n.4 – Canzoni con il 3
Scalette n.5 – Canzoni sulle droghe
Scalette n.6 – Psichedelia UK dei Sixties
Scalette n.7 – “Il bersaglio” 2
Scalette n.8 – Band con tre elementi
Scalette n.9 – Canzoni di natale alternative
Scalette n.10 – Duetti
Scalette n.11 – Canzoni per altri musicisti

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