Il Muro del Canto

Sono rimasto abbastanza deluso dal fatto che il terzo album del Il Muro del Canto non sia riuscito a entrare (mi pare di aver capito che sarebbe bastato un solo voto in più) nella cinquina dei dischi che si sono contesi l’ultima Targa Tenco nella categoria “in dialetto”. Sarà per la prossima volta, o almeno spero; recupero intanto una delle recensioni che ho scritto del disco in questione, disco che figura nella mia playlist del 2016 appena uscita su “Blow Up” di dicembre, che sarà proposta qui nel blog a fine anno.

il-muro-del-canto-copFiore de niente
(Goodfellas)
Minimi dubbi (anzi, nessuno) che lo stile de Il Muro del Canto, come più o meno tutti quelli legati al folk, mal si presti a radicali “evoluzioni”. I suoi requisiti di base, dall’equilibratissimo impianto strumentale elettroacustico all’inconfondibile voce grave del frontman Daniele Coccia, non potrebbero divergere più di tanto dalla strada finora battuta senza sacrificare quelle che della band capitolina sono la forza e l’essenza; ovvero, una formula che profuma di classico ma che è a tutti gli effetti personale e nuova, capace di recuperare ed esaltare attraverso musiche e testi intensi, solenni e quantomai suggestivi nel loro incontro di ombre e luci, la bellezza della poetica romana e romanesca. Continua a leggere

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Anarchy In The U.K. (40)

anarchy-40-copIl 26 novembre 2016, il primo 45 giri dei Sex Pistols ha compiuto quarant’anni, e su Fanpage.it abbiamo deciso di celebrarlo degnamente. In poche ore, il giorno stesso, sono così stati pubblicati ben tre miei contributi, ovvero:

un articolo “celebrativo”, che al tempo stesso è una sorta di “punk for dummies.

una videointervista a Glen Matlock, originario bassista della band nonché autore della musica del brano, filmata a Roma mesi fa.

la mia rubrica settimanale “La Torre di Babele”, dedicata nella circostanza all’arrivo del punk in Italia.

Credo avesse senso riportare qui i relativi link, a beneficio di quanti non seguono Fanpage o non mi leggono su Facebook.

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Afterhours

Credevo di averlo già fatto da alcuni mesi, ma mi sbagliavo. Recupero allora adesso la mia recensione dell’ultimo album degli Afterhours, anche e soprattutto in previsione delle ormai imminenti playlist del 2016. Nella mia, ovviamente, Folfiri o Folfox c’è.

VAL_open both sides_6mm_LP1043 [Convertito]Folfiri o Folfox (Universal)
Si può dare a un disco un titolo che sia comprensibile solo ai medici e a quanti hanno avuto incontri ravvicinati con il dramma di un tumore al colon-retto? Si può e, anzi, si deve, per (cercare di) esorcizzare tenebre forse mai così tanto spaventose. E Manuel Agnelli l’ha fatto, scavando nel suo personale abisso – la perdita del padre, dopo una lunga e angosciosa malattia – ed estraendone versi spesso crudi ma sempre genuinamente poetici, collegati assieme in una storia che ne comprende altre; una storia privata che però scarta verso la sfera sociale, la fede (quella che non c’è), il sentimento, i massimi sistemi, raccontata con linguaggio più criptico che esplicito ma non per questo meno espressivo e comunicativo. Continua a leggere

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Pop Corn – settimana 9

isoradio-logoDal 26 settembre 2016, ogni sera dal lunedì al venerdì attorno alle 22 e 15, è possibile ascoltare su Rai IsoRadio uno spazio di circa venti minuti da me ideato e condotto: “Pop Corn: musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ’60 e ’70”. Una preziosa occasione per approfondire canzoni belle, significative o comunque interessanti che andavano per la maggiore nella Penisola in quel periodo d’oro per il rock e il pop, ascoltandole e sentendone raccontare le storie.
Qui le scalette e i link diretti per lo streaming delle cinque puntate trasmesse dal 21 al 25 novembre, dedicate al 1960.

Lunedì 21/11/16
Adriano Celentano – Il tuo bacio è come un rock
Fred Buscaglione – Guarda che luna
Ghigo Agosti – Coccinella
Giorgio Gaber – Genevieve

Martedì 22/11/16
Edith Piaf – Milord
Dalida – Les Enfants du Pirée
Jula De Palma – Noi
Mina – Il cielo in un stanza

Mercoledì 23/11/16
Shadows – Apache
Marty Robbins – El Paso
Dean Martin – Rio Bravo
Nelson Riddle – De Guello

Giovedì 24/11/16
Neil Sedaka – Oh! Carol
Bobby Darin – Mack The Knife
Pat Boone – Words
Paul Anka – Puppy Love

Venerdì 25/11/16
Elvis Presley – It’s Now Or Never
Percy Faith – A Summer Place
Tony Dallara – Romantica
Gianni Meccia – Il barattolo

La prima settimana (26-30 settembre)
La seconda settimana (3-7 ottobre)
La terza settimana (10-14 ottobre)
La quarta settimana (17-21 ottobre)
La quinta settimana (24-28 ottobre)
La sesta settimana (31 ottobre-4 novembre)
La settima settimana (7-11 novembre)

L’ottava settimana (14-18 novembre)

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In edicola (novembre)

edicola
Come ogni mese, nelle edicole è possibile acquistare riviste con miei articoli, interviste e recensioni che non sono diffusi contemporaneamente in Rete e che potrebbero apparirvi con sensibile ritardo (o mai). Questo il quadro completo di novembre (ma ricordo che sono ancora disponibili Vinile n.4 e lo Speciale Cure).

AudioReview n.381Sezione musicale da me curata, rubrica “Le canzoni raccontate” sulla storia e il significato di brani famosi (questo mese, Blowin’ In The Wind di Bob Dylan), intervista a Enzo Avitabile, recensione estesa di Leonard Cohen, recensioni di Enzo Avitabile, Billy Bragg & Joe Henry, Nick Cave, Fabio Cinti, Dente, Francesco Di Bella, Metamorfosi, Neurosis, Agnes Obel, Hope Sandoval & The Warm Inventions, Leonard Cohen (ristampa in vinile) .

Blow UpBlow Up n.222. Recensioni di Mother Island e Rhino 39.

 

 

 

 

 

 

 

cr48-copClassic Rock n.48. Recensioni di Temple Of The Dog e Green Day.

 

 

 

 

 

 

 

can1-cop(Noi siamo) Cantautori n.1. Intervista a Manuel Agnelli a proposito di X Factor, recensione di Leonard Cohen.

 
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Michele Gazich

Un bellissimo e atipico disco di canzone d’autore italiana che secondo me meriterebbe di essere conosciuto e apprezzato molto più di quanto stia accadendo, perché Michele Gazich non è “gggiovane” e “cool” – rimanendo nell’ambito di chi non è ancora “star” – come Calcutta, Thegiornalisti o Pop X, e lo spazio disponibile sui media più o meno generalisti è per loro. Questo, invece, è un album per chi pensa che la musica sia una cosa seria.

gazich-copLa via del sale
(FonoBisanzio)
Michele Gazich è conosciuto principalmente come violinista e “organizzatore di suoni”, in virtù di un’attività in studio e dal vivo che lo ha visto accanto a molti colleghi di area – semplificando al massimo – folk-rock: da Massimo Bubola e Massimo Priviero a Michelle Shocked, Eric Andersen, Victoria Williams, Marc Olson, Mary Gauthier. Continua a leggere

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Pop Corn – settimana 8

logo-isoradio-4Dal 26 settembre 2016, ogni sera dal lunedì al venerdì attorno alle 22 e 15, è possibile ascoltare su Rai IsoRadio uno spazio di circa venti minuti da me ideato e condotto: “Pop Corn: musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ’60 e ’70”. Una preziosa occasione per approfondire canzoni belle, significative o comunque interessanti che andavano per la maggiore nella Penisola in quel periodo d’oro per il rock e il pop, ascoltandole e sentendone raccontare le storie.
Qui le scalette e i link diretti per lo streaming delle cinque puntate trasmesse dal 14 al 18 novembre, dedicate al 1974/1975. Sì, accorpati, perché anche volendo essere di bocca buona, in quei due anni le classifiche italiane dei 45 giri lasciavano un po’ a desiderare in quanto a musica “di qualità”.

Lunedì 14/11/16
Gary Glitter – I’m The Leader Of The Gang
Suzi Quatro – The Wild One
Grand Funk Railroad – The Loco-Motion
Abba – Waterloo

Martedì 15/11/16
Rolling Stones – Angie
Goblin – Profondo rosso
10cc – I’m Not In Love
Doobie Brothers – Long Train Running

Mercoledì 16/11/16
Francesco De Gregori – Rimmel
Antonello Venditti – Roma
Alan Sorrenti – Dicitencello vuje
Nuova Compagnia di Canto Popolare – Tammurriata nera

Giovedì 17/11/16
Paul McCartney & Wings – Live And Let Die
John Lennon – Mind Games
George Harrison – You
Ringo Starr – Photograph

Venerdì 18/11/16
Bob Dylan – Knockin’ On Heaven’s Door
Carl Douglas – Kung Fu Fighting
Platters – Only You
Ike And Tina Turner – Nutbush City Limits

La prima settimana (26-30 settembre)
La seconda settimana (3-7 ottobre)
La terza settimana (10-14 ottobre)
La quarta settimana (17-21 ottobre)
La quinta settimana (24-28 ottobre)
La sesta settimana (31 ottobre-4 novembre)
La settima settimana (7-11 novembre)

 

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Jeff Buckley

Avevo recuperato già parecchi miei scritti su Jeff Buckley, come un’intervista e le recensioni di un album e un DVD entrambi postumi, e altri ancora di sicuro ne recupererò. Oggi, nel giorno in cui Buckley jr. avrebbe compiuto cinquant’anni, tocca a un live, “posticcio” finché si vuole ma certo, in sé, davvero assai bello.

buckley-copMystery White Boy
Live ‘95-’96
(Columbia)
Ricordo benissimo, senza bisogno di consultare vecchie agende, dove e quando ho assistito per la prima (e purtroppo unica) volta a un concerto di Jeff Buckley: Vidia di Cesena, 17 febbraio 1995. Una performance di incredibile intensità, capace di sorprendendermi nonostante i ripetuti e appassionati ascolti di Live At Sin-é e Grace mi avessero dato la piena consapevolezza della enorme statura dell’artista. Non ero preparato a quello che ho visto e sentito: mi aspettavo “solo” una serata di grande musica e mi sono invece trovato di fronte a una sorta di celebrazione religiosa, un rito catartico in cui un ragazzo già diventato uomo immolava se stesso mettendo a nudo la sua anima e nel contempo spogliava le anime di quanti erano davanti a lui, ipnotizzati dal quel travolgente turbine di emozioni pure, delicate e all’occorrenza selvagge. Non è retorica, magari indotta dalla solita, innata tendenza a beatificare gli scomparsi, come sa chiunque abbia goduto di quella o di un’altra esibizione. Continua a leggere

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Hüsker Dü

Oltre tre decenni fa, con tutto l’ardore e l’ingenuità dei miei ventisei anni, scrissi questa monografia su una delle band-cardine degli anni ’80, almeno per gli appassionati e i cultori di faccende davvero rock. Una mezza rottura di palle imposta dall’obbligo di fornire dati altrimenti difficili da reperire e “spiegare” dischi che potevano essere acquistati quasi solo ascoltandoli, con l’impossibilità di divagare su altre questioni a causa degli spazi stretti imposti dalle poche pagine. Andava benissimo così e non solo non rinnego nulla ma, anzi, rivendico con orgoglio il mio impegno per propagandare, su un giornale di indole “tradizionalista” com’era il Mucchio di allora, musiche nuove e alternative. E sorrido nel rileggere l’involontaria “gufata” (doppia: a ben vedere, ce n’è una pure nella citazione del Bianchini usata in chiusura), dato che dopo questo articolo gli Hüsker Dü realizzarono un unico altro album (Warehouse: Songs And Stories; ne recupererò prima o poi la recensione) e optarono con sommo dispiacere di tutti per il definito “rompete le righe”.
husker-du-fotoIl senso della trasgressione
Alla voce “trasgredire”, il dizionario riporta una semplice definizione: “non osservare e rispettare i limiti, gli ordini, i comandi, gli obblighi”. Non si rischiano smentite affermando che il termine ben si addice a una band che, in sette anni di carriera, ha infranto parecchie delle più consolidate regole del music-business, pubblicando sette album (di cui uno doppio) e solo quattro singoli e un 12”, proponendo come prima prova a 33 giri un LP dal vivo, rifiutando qualsiasi sofisticheria di look e strappando alla Warner Bros un contratto che la lascia assolutamente libera di seguire la propria strada senza imposizioni di carattere commerciale. Molti altri, comunque, sono gli elementi che rendono gli Hüsker Dü un gruppo assolutamente unico. Continua a leggere

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Ryley Walker

Il precedente album di Ryley Walker, Primrose Green, si era piazzato fra i tre lavori usciti nel 2015 da me maggiormente apprezzati. Quest’anno niente podio, ma fra i “magnifici 15” il nuovo capitolo Golden Sings That Have Been Sung certo non poteva mancare. Anche se, ascoltandolo senza riferimenti, lo si potrebbe scambiare per la ristampa di un disco dei tardi Sixties.

walker-copGolden Sings That
Have Been Sung
(Dead Oceans)
Al terzo atto di una carriera avviata nel 2014 con All Kinds Of You e proseguita lo scorso anno con il magnifico Primrose Green, Ryley Walker si conferma uno dei più ispirati talenti “retromaniaci” emersi da un bel po’ di tempo a questa parte, forte di un sound evocativo e intensissimo che partendo dal folk si apre alla psichedelia, al rock, al jazz inteso più come attitudine che come canone; nessuno stupore, insomma, che il suo nome sia stato spesso accostato a quelli di Tim Buckley, del Van Morrison dei tardi Sixties, di Nick Drake, dei grandi chitarristi della Takoma Records – già, perché il Nostro è pure bravissimo con la sei corde – come Leo Kottke o John Fahey. Continua a leggere

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Pop Corn – settimana 7

logo-isoradio-4Dal 26 settembre 2016, ogni sera dal lunedì al venerdì attorno alle 22 e 15, è possibile ascoltare su Rai IsoRadio uno spazio di circa venti minuti da me ideato e condotto: “Pop Corn: musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ’60 e ’70”. Una preziosa occasione per approfondire canzoni belle, significative o comunque interessanti che andavano per la maggiore nella Penisola in quel periodo d’oro per il rock e il pop, ascoltandole e sentendone raccontare le storie.
Qui le scalette e i link diretti per lo streaming delle cinque puntate trasmesse dal 7 all’11 novembre, dedicate al 1967.

Lunedì 7/11/16
Nino Ferrer – La pelle nera
Don Backy – L’immensità
Little Tony – Cuore matto
Fausto Leali – A chi

Martedì 8/11/16
Luigi Tenco – Ciao, amore, ciao
Giganti – Proposta
Gianni Pettenati – La rivoluzione
Giorgio Gaber – E allora dai

Mercoledì 9/11/16
Beach Boys – Good Vibrations
Monkees – I’m A Believer
Scott McKenzie – San Francisco
Flower Pot Men – Let’s Go To San Francisco

Giovedì 10/11/16
Stevie Wonder – Il sole è di tutti
Rocky Roberts – Stasera mi butto
Mal & The Primitives – Yeeeeeeh!
Rokes – Bisogna saper perdere

Venerdì 11/11/16
Nomadi – Dio è morto
Ribelli – Pugni chiusi
Equipe 84 – 29 settembre
Dik Dik – Senza luce

La prima settimana (26-30 settembre)
La seconda settimana (3-7 ottobre)
La terza settimana (10-14 ottobre)
La quarta settimana (17-21 ottobre)
La quinta settimana (24-28 ottobre)
La sesta settimana (31 ottobre-4 novembre)

 

 

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Teho Teardo – Blixa Bargeld

Credevo di aver già recuperato almeno uno dei miei articoli su Teho Teardo, ma mi sbagliavo; qualcosa in Rete già c’era, ma si trattava di un pezzo per Fanpage a proposito di Still Smiling, primo atto della collaborazione fra il poliedrico artista di Pordenone e il leader degli Einstürzende Neubauten. In questo caso, invece, l’argomento è il secondo album della “strana coppia”, da me fra l’altro intervistata in video – vedere qui – in occasione dell’uscita.

teardo-bargeld-copNerissimo (Spècula)
Il sodalizio fra Teho Teardo e il leader degli Einstürzende Neubauten, che tre anni fa aveva trovato per la prima volta sbocco in un intero album (Still Smiling), aveva ottime possibilità di rimanere il tipico “one shot”, se non altro per i mille impegni del nostro eclettico compositore, molto attivo a livello internazionale nel campo della musica per immagini, e del suo più famoso compagno d’avventura tedesco, fra le icone dell’avant-rock degli ultimi trentacinque anni. Continua a leggere

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Yoko Ono

Non sono sicuro di avere un’opinione precisa su Yoko Ono, e questo la dice lunga – credo – sull’inafferrabilità della signora. Ho scritto poche volte di lei, e l’ultima è stata in occasione dell’uscita di quello che dovrebbe tuttora essere il suo ultimo, vero album.

ono-copTake Me To The Land Of Hell
(Chimera)
Nel bene e talvolta nel male, Yoko Ono è senza dubbio un’icona. Non ha espiato la colpa – ammesso che colpa sia stata: magari è andata meglio così – di aver fatto sciogliere i Beatles, ma nei circa quarantacinque anni successivi al suo incontro con John Lennon è stata un personaggio atipico e spesso destabilizzante. Comunque, una donna bruciata dal sacro fuoco dell’arte, tanto che alla bellezza di ottant’anni – li ha compiuti nel febbraio scorso – preferisce continuare a creare, realizzare dischi ed essere attiva in più ambiti invece di tirare i remi in barca e godersi in pace il suo enorme patrimonio. Continua a leggere

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Bombino

Di sicuro fra i miei album preferiti di questo 2016. Sono ormai passati vari anni dal primo manifestarsi anche in Europa del cosiddetto desert blues, e il fenomeno non ha ancora stancato… o, quantomeno, non ha ancora stancato me; ed è difficile che lo faccia, finché continueranno a uscire dischi di questo livello.

bombino-copAzel (Partisan)
Sono parecchi anni che le musiche generate dall’incontro tra il folk del Sahara e il rock ottengono spazio presso i media occidentali, purtroppo – ma, sotto un altro aspetto, non è un male – in parallelo alle cronache delle tensioni e dei conflitti che flagellano le terre fra Algeria, Mali e Niger. Dell’ultimo è nativo Bombino, per l’anagrafe Omara Moctar, ormai principale “ambasciatore” – alla pari dei Tinariwen – del sound, della filosofia di vita e delle istanze del suo popolo; Nomad, l’album del 2013 prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys, ha raccolto consensi ben oltre il circuito della world, rendendo abbastanza noto anche dalle nostre parti (si è esibito alla Notte della Taranta, ha lavorato con Jovanotti…) questo artista che, oltre a cantare con un approccio fra lo ieratico e il sanguigno, sa maneggiare con straordinaria perizia le sei corde, rendendo omaggio alle sue radici ma non nascondendo l’ammirazione per Jimi Hendrix, Carlos Santana e Mark Knopfler. Continua a leggere

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Pop Corn – settimana 6

logo-isoradio-4Dal 26 settembre 2016, ogni sera dal lunedì al venerdì attorno alle 22 e 15, è possibile ascoltare su Rai IsoRadio uno spazio di circa venti minuti da me ideato e condotto: “Pop Corn: musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ’60 e ’70”. Una preziosa occasione per approfondire canzoni belle, significative o comunque interessanti che andavano per la maggiore nella Penisola in quel periodo d’oro per il rock e il pop, ascoltandole e sentendone raccontare le storie.
Qui le scalette e i link diretti per lo streaming delle cinque puntate trasmesse dal 31 ottobre al 4 novembre, dedicate al 1970.

Lunedì 31/10/16
Beatles – Let It Be
Black Sabbath – Paranoid
Aphrodite’s Child – It’s Five O’Clock
Creedence Clearwater Revival – Travelin’ Band

Martedì 1/11/16
Shocking Blue – Venus
Christie – Yellow River
Lally Stott – Chirpy Chirpy Cheep Cheep
Mungo Jerry – In The Summertime

Mercoledì 2/11/16
Fabrizio De André – Il pescatore
Little Tony – La spada nel cuore
Lucio Battisti – Fiori rosa fiori di pesco
Computers – Ragazzo solo ragazza sola

Giovedì 3/11/16
Michel Delpech – Wight Is Wight
Byrds – Ballad Of Easy Rider
Giuliano – Il ballo dei fiori
Fausto Leali – Hippy

Venerdì 4/11/16
Simon & Garfunkel – El condor pasa
Harry Nilsson – Everybody’s Talking
George Baker Selection – Little Green Bag
John Lennon & Plastic Ono Band – Instant Karma

La prima settimana (26-30 settembre)
La seconda settimana (3-7 ottobre)
La terza settimana (10-14 ottobre)
La quarta settimana (17-21 ottobre)

La quinta settimana (24-28 ottobre)

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La Sub Pop pre-Nirvana

Per il n.13 del Mucchio Extra, con copertina a Kurt Cobain, scrissi un lungo articolo sui Nirvana. Fra i “boxini” di approfondimento che lo corredavano c’era anche questo dedicato ai primi passi della Sub Pop Records. Mi sembra sensato riproporlo qui.
sub-pop-logoDato che la Sub Pop ha conquistato una seria notorietà nel 1989/1990, cioè quando il mondo ha iniziato ad accorgersi dei Nirvana, a livello di automatismi mentali sono in parecchi ad associare in modo scorretto etichetta e gruppo, reputando la loro nascite contemporanee e attribuendo al secondo tutti i meriti del successo della prima. In realtà le cose sono molto diverse: la Sub Pop fa infatti la sua comparsa addirittura nel 1979, quando il giovane Bruce Pavitt fonda a Olympia – la Capitale dello Stato di Washington – la fanzine “Subterranean Pop”. Dapprima fotocopiata e poi via via più professionale, la rivistina – dedicata logicamente al panorama musicale underground – abbrevia la sua testata nel 1980 con il n.3, per cessare le pubblicazioni nel 1983 dopo sei uscite cartacee e tre compilation in formato cassetta (con brani di artisti alternativi di ogni dove) tutte rigorosamente numerate dall’1 al 9; quell’anno, con il trasferimento a Seattle, l’intraprendente Pavitt battezza quindi Sub Pop prima una rubrica di recensioni sul giornale “Rocket” e più avanti anche un programma della radio KCMU, entrambi consacrati alla propaganda di musica poco nota. Continua a leggere

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Wilco

Era logico che prima o poi sarebbe accaduto: i Wilco hanno realizzato un album che, almeno a mio avviso, non regge il confronto con la loro miglior produzione. Non che sia brutto, intendiamoci, ma… vabbè, leggetevi la mia recensione di un paio di mesi fa. Per altro materiale sulla band americana, cliccate qui (una recensione) e qui (intervista a Jeff Tweedy).

wilco-copSchmilco (Anti)
Da quel 1995 in cui esordirono con A.M., questo è il decimo album di studio dei Wilco e il terzo che, almeno negli USA, ha visto la luce per il marchio autogestito dBpm, dopo che tutti i precedenti – nonché il live Kicking Television e i frutti della collaborazione con Billy Bragg in onore di Woody Guthrie – erano stati pubblicati da etichette del giro Warner. Ed è in fondo curioso che una band apprezzata soprattutto per i suoi (riusciti) tentativi di sperimentazione in ambito rock abbia realizzato uno dei suoi lavori più accessibili proprio dopo essersi affrancata dalle multinazionali. Continua a leggere

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Pop Corn – settimana 5

logo-isoradio-4Dal 26 settembre 2016, ogni sera dal lunedì al venerdì attorno alle 22 e 15, è possibile ascoltare su Rai IsoRadio uno spazio di circa venti minuti da me ideato e condotto: “Pop Corn: musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ’60 e ’70”. Una preziosa occasione per approfondire canzoni belle, significative o comunque interessanti che andavano per la maggiore nella Penisola in quel periodo d’oro per il rock e il pop, ascoltandole e sentendone raccontare le storie.

Qui le scalette e i link diretti per lo streaming delle cinque puntate trasmesse dal 24 al 28 ottobre, dedicate al 1963.

Lunedì 24/10/16
Pat Boone – Speedy Gonzales
Ben E. King – Stand By Me
Joao Gilberto – Desafinado
Ray Charles – I Can’t Stop Loving You

Martedì 25/10/16
Michele – Se mi vuoi lasciare
Piero Focaccia – Stessa spiaggia, stesso mare
Edoardo Vianello – Abbronzatissima
Gino Paoli – Sapore di sale

Mercoledì 26/10/16
Petula Clark – Chariot
Catherine Spaak – Quelli della mia età
Francoise Hardy – L’età dell’amore
Connie Francis – Un violino nel mio cuore

Giovedì 27/10/16
Neil Sedaka – La terza luna
Richard Anthony – Per questa volta
Paul Anka – Piangerò per te
Steve Lawrence – Non amarmi così

Venerdì 28/10/16
Don Backy – Amico
Adriano Celentano – Si è spento il sole
Ricky Gianco – Il tramonto
Little Tony – T’amo e t’amerò

La prima settimana (26-30 settembre)
La seconda settimana (3-7 ottobre)
La terza settimana (10-14 ottobre)
La quarta settimana (17-21 ottobre)

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