Lalli (1998-2007)

C’è da un paio di mesi in circolazione un nuovo e particolare album di Lalli cointestato a Stefano Risso, Un tempo, appena, del quale ho scritto su “Blow Up”. Un’ottima occasione per recuperare dall’archivio tutte le mie recensioni dei vecchi dischi e assemblare un post che fa inevitabilmente coppia con quello dedicato alla produzione 1998-2006 di Stefano Giaccone. Per chi volesse approfondire, di Lalli avevo già riproposto un’intervista, che si può leggere qui.

Tempo di vento
(Il Manifesto)
A un mese esatto dal debutto in proprio di Stefano Giaccone, per una (nemmeno tanto) strana coincidenza temporale ci troviamo ora ad occuparci di Tempo di vento, l’esordio di quella Lalli che di Stefano è stata alter ego e compagna di viaggio in numerose e più o meno lunghe avventure, dagli storici Franti a loro filiazioni quali Environs, Orsi Lucille e Howth Castle: un’opera ancora una volta di straordinaria intensità, che pur evidenziando decise analogie “concettuali” (e anche sonore) con quella di Giaccone possiede di sicuro un diverso respiro melodico, per via di una scrittura più orientata verso la forma-canzone (naturalmente senza traccia di pop) così come per l’impronta vocale – profonda e nel contempo lieve – della bravissima autrice e chanteuse. Continua a leggere

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (37-39)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” dell’ultima settimana, nella quale si è parlato della musica più significativa sul piano dei riscontri nelle classifiche italiane nel biennio 1984/1985. Per una volta, sulla “qualità” (almeno secondo i miei parametri) ho dovuto con poche eccezioni chiudere un occhio.

Lunedì 16/04/18
Duran Duran – A View To A Kill
Spandau Ballet – Only When You Leave
Simple Minds – Up On The Catwalk
Wham! – Freedom

Mercoledì 18/04/18
Stevie Wonder – I Just Called To Say I Love You
Prince – Raspberry Beret
Bruce Springsteen – Downbound Train
Paul Young – Love Of The Common People

Venerdì 20/04/18
USA For Africa – We Are The World
Band Aid – Do They Know It’s Christmas?
Musicaitalia per l’Etiopia – Volare
Artists United Against Apartheid – Sun City

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (31-36)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette dei sei “Pop Corn” delle ultime due settimane, nelle quali si è parlato del 1984.

Lunedì 02/04/18
Deep Purple – Perfect Strangers
Van Halen – Jump
Yes – Owner Of A Lonely Heart
Queen – Radio Ga Ga

Mercoledì 04/04/18
Antonello Venditti – Notte prima degli esami
Fabrizio De André – A dumenega
Mario Castelnuovo – Nina
Enrico Ruggeri – Il mare d’inverno

Venerdì 06/04/18
Bronski Beat – Smalltown Boy
Alphaville – Big In Japan
Frankie Goes To Hollywood – Relax
Talk Talk – Such A Shame

Lunedì 09/04/18
Alison Moyet – Love Resurrection
Bonnie Tyler – Total Eclipse Of The Heart
Cyndi Lauper – Girls Just Want To Have Fun
Gianna Nannini – Fotoromanza

Mercoledì 11/04/18
John Lennon – Borrowed Time
Jimmy Cliff – Reggae Night
David Sylvian – Red Guitar
Russ Ballard – Voices

Venerdì 13/04/18
Michael Jackson/Mick Jagger – State Of Shock
Alice/Franco Battiato – I treni di Tozeur
Joe Jackson – Happy Ending
Mike Oldfield – To France

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Stefano Giaccone (1998-2006)

Torinese nato a Los Angeles, classe 1959, Stefano Giaccone è un autentico eroe underground, come dimostrano le tante storie di musica da lui messe in fila, a partire da quella cruciale dei Franti. È del 1998 l’avvio della sua attività (più o meno) da solista ed è proprio questa che voglio qui celebrare recuperando le mie recensioni pubblicate dal 1998 al 2006, che se non erro dovrebbero coprire tutti i dischi usciti fino ad allora. In seguito, Stefano ha arricchito la sua produzione con altri titoli dei quali non mi sono però occupato; direi però che la mia parte l’ho fatta, no?

Corpi sparsi
(On/Off)
Corpi sparsi è documento integrale dell’omonimo spettacolo che il sassofonista, bassista e cantante Stefano Giaccone (Franti, Environs, Orsi Lucille, Howth Castle, Banda di Tirofisso, Kina) e il tastierista Claudio Villiot hanno proposto tra il 1995 e il 1997 nei teatri di svariate città d’Italia. Elaborato nella forma di un atto unico di cinquanta minuti, l’album è una brillante, atipica incursione nei meandri di un suono visionario ma non allucinato, dove i riferimenti anche espliciti al jazz colto, alle tradizioni popolari e a certa avanguardia sono sublimati in un insieme sonoro di straordinaria intensità: merito delle musiche, così fluide e vive a dispetto delle loro strutture non proprio lineari, e merito dei testi, splendidi sia quando la nuda recitazione non è forse alla loro altezza in termini di forza suggestiva e sia nei (pochi) momenti in cui Giaccone li distende in abbozzi più o meno enfatici di canto (la Dove degli Ishi, Casina sola). Album spesso e imponente, lirico fino a stordire l’anima e nel contempo intriso di contenuti poeticamente “antagonisti”, Corpi sparsi ha bisogno solo di un ascolto attento per rivelarsi in tutta la sua esuberante espressività: magari un po’ cupa, magari a tratti inquietante e magari di rado immediata, ma sempre in grado di rivelare i colori sgargianti che si celano sotto la coltre di grigio che sembra avvolgerla.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.290 del 27 gennaio 1998

Le stesse cose ritornano
(On/Off)
Stefano Giaccone è da oltre quindici anni figura di spicco dell’underground autoctono, ma per ragioni che non ci siamo preoccupati di approfondire questo suo Le stesse cose ritornano – atteso, vero esordio solista dell’ex Franti, Environs, Howth Castle, Kina, Orsi Lucille, Ishi e quant’altro – è uscito a nome Tony Buddenbrook e sotto l’egida della stessa On/Off che già marchiò il Corpi sparsi firmato assieme a Claudio Villiot; quest’ultimo dato ci fa sapere che purtroppo non si è chiuso, come da noi invece apertamente auspicato, l’accordo con il Consorzio Produttori Indipendenti, che aveva mostrato interesse a pubblicare il CD nella collana “Taccuini” e quindi a garantirgli una promozione e una distribuzione adeguate al suo spessore artistico. Continua a leggere

Categorie: recensioni | Tag: | Lascia un commento

Mario De Luigi (1944-2018)

Ho trovato la triste notizia ieri notte, nella posta, dopo una giornata trascorsa fuori, e sono rimasto senza parole. Con Mario ci si conosceva da decenni, senza frequentazioni per via degli ostacoli geografici ma con simpatia e stima reciproca. In tempi recenti i rapporti si erano fatti più stretti, per via dell’Archivio di “Musica e Dischi” che è stato ed è fondamentale per il mio spazio a RAI Isoradio, per un bell’incontro all’ultimo MEI con lui, Guido Racca e Zibba a parlare di classifiche e per la ben nota vicenda delle dimissioni dalla giuria delle Targhe Tenco, argomento sul quale nell’ultimo anno ci siamo più volte confrontati correttamente, amichevolmente, affettuosamente. Pochi giorni fa mi aveva contattato per interposta persona, perché non stava bene e non aveva voce; pensavo fosse una sciocchezza, e invece se ne stava andando.
Nell’ambiente della musica tutti conoscevano il Mario De Luigi giornalista e studioso, che a tutti mancherà. A me e a tanti altri mancherà pure la persona gentile ma determinata, colta e attenta, con la quale scambiare idee e dalla quale ascoltare e imparare, perché ne aveva viste tantissime. Per quanto mi riguarda, da lui ho ricevuto solo gentilezze, che spero di avere adeguatamente contraccambiato. Ciao Mario, non ti dimenticherò.

Categorie: memorie | Tag: | Lascia un commento

Here (Teho Teardo nel ’98)

Un’esperienza che è rimasta purtroppo senza seguito, questa organizzata esattamente vent’anni fa da Mauro Teho Teardo, ma ciò non significa certo che meriti di essere rimossa dalla memoria. A me illo tempore piacque tantissimo, al punto che finì persino nella mia playlist personale del 1998.

Brooklyn Bank
(Sonica)
Dopo Meathead e Matera, Mauro Teho Teardo estrae dal suo magico cappello un altro progetto di grandissimo interesse, allestito e portato avanti assieme a un musicista che, come lui, ha dedicato buona parte della sua ormai lunga attività alle contaminazioni tra musica “convenzionale” ed elettronica: Jim Filer Coleman dei Cop Shoot Cop, ensemble tra i più rivoluzionari e brillanti della scena newyorkese dei ‘90. E proprio nella Big Apple, per di più con il prezioso contributo di svariati illustri ospiti (i più presenti: Carolyn “Honeychild” Coleman e Lydia Lunch alle voci, il bassista degli Swans Bill Bronson e il batterista dei Barkmarket Rock Savage) sono stati registrati quasi tutti gli episodi di questo Brooklyn Bank, che accostano in uno splendido amalgama armonie celestiali e atmosfere cupe e inquietanti, strutture ipnotiche di sapore drum’n’bass e delicati fraseggi di pianoforte e violoncello, assalti cerebrali e aggressioni fisiche, suggestioni anni ‘80 e immagini del terzo millennio, parole sussurrate e campionamenti.
Sostenuto da ritmi quasi mai incalzanti e comunque dotato di un’aggressività che si manifesta (a tratti) solo a livello subliminale, l’esordio degli Here abbatte efficacissimamente ogni barriera di genere, imponendosi con la perfezione formale e il carisma di dodici canzoni avvolgenti e visionarie (Cello, Pain, Coatless e Scava, quest’ultima con liriche in italiano, alcune delle più significative): mutatis mutandis, matrimoni così riusciti tra umanità e tecnologia non venivano celebrati dai giorni ormai lontani dei primi Tuxedomoon.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.321 del 30 settembre 1998

Categorie: recensioni | Tag: | 1 commento

Prozac+ (1998)

Sono stato un po’ colto di sorpresa, perché proprio non me l’aspettavo, della reunion dei Prozac+, una band che ha segnato profondamente il panorama rock italiano della seconda metà dei ’90: solo due concerti, il 26 maggio al MiAmi di Milano e il 31 agosto all’Home Festival di Treviso, e poi chissà. L’occasione è il ventennale di AcidoAcida, il secondo album del gruppo di Pordenone, che all’epoca ottenne clamorosi consensi di vendite. Benché viaggiassi verso i quarant’anni e i Prozac+ piacessero soprattutto ai gggiovani, il mio appoggio al progetto fu dal primo istante genuinamente entusiastico: intervista e copertina dell’inserto Fuori dal Mucchio per il debutto Testa plastica, intervista e copertina – questa volta del giornale vero e proprio – per AcidoAcida (con replica due anni più tardi per 3Prozac+). Come esimermi, dunque, dal recuperare dall’archivio quanto scritto in quel 1998?

Punk, pop e fantasia
Se ne parlava da così tanto tempo, di questo famigerato secondo album dei Prozac+, che alcuni cominciavano a dubitare che avrebbe visto la luce: il dissesto della Vox Pop/Flying in parallelo all’uscita “fantasma” del CD-singolo Baby, la conseguente necessità di accasarsi presso una nuova etichetta e soprattutto i cambiamenti di indirizzo del mercato rischiavano infatti di rompere per sempre quello che è forse il giocattolo “pop” più ingegnoso, colorato e divertente mai regalatoci dalla scena musicale nostrana, impedendo in tal modo all’indiscussa next big thing del 1996 di diventare, appunto, big. Invece, e almeno un sospiro di sollievo è d’obbligo, il lavoro in questione ha finalmente fatto la sua comparsa sugli espositori dei negozi. Addirittura migliore di come era stato in origine concepito, proprio grazie a quei ritardi imprevisti che hanno dato al gruppo la possibilità di ponderare meglio alcune scelte e aggiungere alla scaletta alcuni brani di più recente composizione.
Nel comodo ufficio messo a disposizione dalla EMI, i Prozac+ sono – tanto per non smentirsi – più euforici e anfetaminici (ehm…) del solito, quasi come sulle assi dei duecento palchi calpestati (e massacrati a furia di salti) dall’uscita di Testa plastica ad oggi. I primi trenta secondi bastano a farmi capire che convertire l’anarchia verbale dei nostri discorsi in una fluida sequenza di domande e risposte sarà un’impresa titanica. Pazienza. Gli occhi di Eva, il piercing di Elisabetta e la simpatica faccia da schiaffi di GianMaria meritano ampiamente qualche ora di fatica in più.

Già all’epoca di Testa plastica, le accuse di essere “venduti” (a non si sa bene chi o cosa) erano all’ordine del giorno. Figuriamoci ora che avete un contratto con la EMI.
È prevedibile che quanti diffondevano queste voci un anno fa continueranno a farlo anche adesso, ma sinceramente non crediamo che l’esserci legati a una multinazionale possa alimentare simili dicerie. Sarebbe stupido, visto che ormai tutti sanno – come d’altronde è dimostrato da tutti i dischi italiani pubblicati nei ‘90 – che le major non costringono i propri artisti a chissà quali nefandezze musicali o di comportamento pubblico. Ci siamo arrivati molti dopo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, ma finalmente anche da noi il circuito cosiddetto alternativo e il mondo delle multinazionali sembrano aver trovato il terreno d’incontro per lavorare in modo proficuo. Continua a leggere

Categorie: interviste, recensioni | Tag: | Lascia un commento

Blow Up n.239

Da prima di pasqua, in quei bellissimi posti denominati “edicole” che molti di voi purtroppo non frequentano (più) è disponibile numero di aprile 2018 di “Blow Up”, del quale potrete apprendere i ricchi contenuti leggendo gli strilli sulla copertina o, ancora meglio, cliccando qui. A questo giro le mie firme sono solo due, ma ho speso molte battute per raccontare due album italiani importanti, quelli di Motta e dei Bud Spencer Blues Explosion. € 6,00 per 132 pagine. In edicola si trova anche il decimo libro della collana “Director’s Cut”, opera di Christian Zingales e dedicato a Prince, che costa 10 euro (ed è ovviamente acquistabile anche sul sito). Gli abbonati alla rivista, però, l’hanno ricevuto o lo riceveranno gratis.

Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

1998: la mia playlist

La playlist del 1998 che compilai all’inizio del 1999 per il Mucchio Selvaggio comprendeva un totale di venticinque album, venti stranieri e cinque italiani. Se qui ce ne sono soltanto ventidue è perché – per adeguare questa playlist alle altre – ho escluso quelli che non erano “normali” album, vale a dire i live dei Social Distortion e dei Pussy Galore (oltretutto, postumo) e la ristampa allargata in formato quattro CD della compilation “Nuggets”. Nel tentativo che come sempre risulterà vano di evitare i soliti equivoci, ribadirò che la playlist non ha pretese di oggettività, ma semplicemente contiene i dischi da me più ascoltati/apprezzati tra quelli pubblicati nell’anno in questione. Scrivere che qualcosa “manca” non ha dunque alcun senso.

Afghan Whigs
1965

Tony Buddenbrook
Le stesse cose ritornano

Jerry Cantrell
Boggy Depot

Carmen Consoli
Mediamente isterica

Eels
Electro-Shock Blues

Max Gazzè
La favola di Adamo ed Eva

Gluecifer
Soaring With Eagles…

Gianluca Grignani
Campi di popcorn

Here
Brooklyn Bank

Jon Spencer Blues Explosion
Acme

Korn
Follow The Leader

Lalli
Tempo di vento

Mark Lanegan
Scraps At Midnight

Makers
Psychopathia Sexualis

Mudhoney
Tomorrow Hit Today

New Bomb Turks
At Rope’s End

Pearl Jam
Yield

Queens Of The Stone Age
Q.O.T.S.A.

R.E.M.
Up

‘68 Comeback
A Bridge Too Fuckin’ Far

Smashing Pumpkins
Adore

Sonic Youth
A Thousand Leaves

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1990
1991
1995
1996
1997
2000
2001
2002

2004
2006
2007
2013
2014
2015
2016
2017

Categorie: playlist | 4 commenti

Pop Corn ’80 (28-30)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” dell’ultima settimana, nella quale si è parlato ancora (e per l’ultima volta) di 1983, con i link diretti per l’ascolto.

Lunedì 26/3/18
Lucio Dalla – Noi come voi
Ivano Fossati – La musica che gira intorno
Eugenio Finardi – Laura degli specchi
Pierangelo Bertoli – Nuova emigrazione

Mercoledì 28/3/18
Joe Jackson – Steppin’ Out
Jackson Browne – For A Rocker
Men At Work – Who Can It Be Now?
Tears For Fears – Change

Venerdì 30/3/18
Police – Every Breath You Take
Pink Floyd – Not Now John
Michael Jackson – Billie Jean
David Bowie – Let’s Dance

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

The Slickee Boys (1976-1984)

Questa volta il recupero dagli archivi è la monografia che quasi trentaquattro anni fa dedicai a uno di quei gruppi adorabili che non riescono a ottenere ampi consensi ma che sanno come colpire gli appassionati. Benché l’abbia ripulito dai refusi e sfrondato di qualche legnosità, il pezzo rimane stilisticamente pesante oltre che didascalico come i tempi in fondo imponevano (su certi artisti e dischi era arduo reperire informazioni e pertanto, avendole, era doveroso riportarle), ma rimane un reperto prezioso. La band avrebbe poi pubblicato altri due album di studio, Uh Oh… No Breaks (1985) e Fashionably Late (1988), che probabilmente avrò recensito in tempo reale (vedrò di farle saltar fuori, se esistono), e due dal vivo (Live At Last, 1989, e A Postcard From The Day, 2006, quest’ultimo con nastri del 1980-1982); non è insomma poi rimasta a lungo come auspicavo, ma così va il mondo. Cybernetic Dreams Of Pi, presente anche nella mia playlist del 1983, resta in ogni caso un disco di rara godibilità, andatevelo ad ascoltare su YouTube (sy Spotify non c’è).
Benché nati nell’anno di grazia 1976, e nonostante il numero piuttosto alto di dischi immessi sul mercato, gli Slickee Boys non hanno mai goduto di particolari attenzioni da parte di critica e pubblico. La loro scoperta è infatti avvenuta soltanto allìinizio di quest’anno, grazie alla popolarità recentemente conquistata dal sound di derivazione Sixties e grazie all’innegabile bellezza dell’album Cybernetic Dreams Of Pi. Gli Slickee Boys non sono, dunque, furbastri che cercano di ottenere consensi proponendo la musica underground oggi maggiormente apprezzata: la loro carriera è stata sempre indissolubilmente legata al r’n’r, ed è perciò doveroso da parte nostra, vista la loro perenne dedizione alla nobile causa. fornirvi qualche informazione in più sulla loro misconosciuta ma interessante attività. Continua a leggere

Categorie: articoli | Tag: , | Lascia un commento

AudioReview n.397


È da qualche giorno in edicola il n.397 (aprile) di “AudioReview”. Assieme alle tante pagine tecniche dedicate a tutto ciò che gira attorno al mondo dell’Hifi, la rivista contiene la solita, ampia sezione recensioni (34 pagine tra Classica, Jazz e Rock-Pop) da me organizzata. In questo numero mi sono occupato personalmente di Belle And Sebastian (disco del mese), Decemberists, Jack White, Breeders, Jack White, Baustelle, Ilaria Graziano/Francesco Forni, Decibel, Felt (ristampa) e Spirit (cofanetto antologico); nella ventitreesima puntata della rubrica “Le canzoni raccontate – Storie, retroscena e leggende della musica che gira intorno”, nella quale sono analizzati e spiegati in due pagine famosi brani rock, ho scritto di Born To Be Wild degli Steppenwolf.

Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

Classic Rock n.65

È da oggi in edicola il numero di aprile di Classic Rock, nel quale ho recensito molto in esteso il nuovo album di Jack White, mi sono occupato più sinteticamente dell’ultimo dei Sick Rose e di due cofanetti di New York Dolls e Jazz Butcher e soprattutto ho raccontato nel dettaglio, in tre pagine fittissime, una splendida storia di mezzo secolo fa, quella dei due concerti di Johnny Cash al Penitenziario di Folsom. Per il resto dei contenuti, basta uno sguardo agli strilli di copertina. 132 pagine di grande formato per € 5,90.

Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (25-27)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” dell’ultima settimana, nella quale si parla di 1983, con i link diretti per l’ascolto.

Lunedì 19/3/18
Duran Duran – Is There Something I Should Know?
Depeche Mode – Everything Counts
Righeira – Vamos a la playa (italian version)
Scialpi – Rocking Rolling

Mercoledì 21/3/18
Toquinho – Acquarello
Joan Armatrading – Drop The Pilot
Freur – Doot-Doot
Greg Kihn Band – Jeopardy

Venerdì 23/3/18
Robin Gibb – Juliet
Mike Oldfield – Moonlight Shadow
Culture Club – Do You Really Want To Hurt Me?
Matia Bazar – Vacanze romane

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (22-24)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” dell’ultima settimana, nella quale si parla di “casi” da classifica degli anni 1982 e 1983, con i link diretti per l’ascolto.

Lunedì 12/3/18
Vasco Rossi – Vita spericolata
Teresa De Sio – Voglia ‘e turna’
Battiato – La torre
Francesco De Gregori – La donna cannone

Mercoledì 14/3/18
Paul McCartney/Stevie Wonder – Ebony And Ivory
Paul McCartney/Michael Jackson – Say Say Say
Peter Gabriel – Shock The Monkey
Captain Sensible – Wot

Venerdì 16/3/18
Nada – Ti stringerò
Alice – Messaggio
America – Survival
Iron Maiden – Run To The Hills

Categorie: playlist | Tag: | 3 commenti

1983: la mia playlist

L’annata 1983 fu davvero pazzesca e per cercare di renderle giustizia pubblicai sul Mucchio una playlist di addirittura ventiquattro album solo di cosiddetto nuovo rock, per di più integrata con un’ulteriore listina di esclusi suddivisi per genere. Rileggendola mi sono però accorto della presenza di cinque titoli “inadatti”, diciamo così, in quanto di breve durata (EP o mini e non album veri e propri) e/o assemblati con materiale live/di archivio; ho così cassato – soffrendo un po’ – gli “intrusi” (Avengers, Cramps, Gun Club, Last e Soft Verdict) e li ho sostituiti con altrettanti LP stilisticamente affini recuperati dalle “riserve”, ottenendo alla fine questo schieramento.
Bad Brains – Rock For Light
Bauhaus – Burning From The Inside
Cabaret Voltaire – The Crackdown
Clock DVA – Advantage
Flesh Eaters – A Hard Road To Follow
Fleshtones – Hexbreaker!
45 Grave – Sleep In Safety
Green On Red – Gravity Talks
Bruce Joyner – Way Down South
Neats – Neats
R.E.M. – Murmur
Sex Gang Children – Song And Legend
Shockabilly – Heart vs Shockabilly
Slickee Boys – Cybernetic Dreams Of Pi
Social Distortion – Mommy’s Little Monster
Soft Cell – The Art Of Falling Apart
Sonic Youth – Confusion Is Sex
Spear Of Destiny – Grapes Of Wrath
The Stranglers – Feline
U2 – War
Alan Vega – Saturn Strip
Violent Femmes – Violent Femmes
X – More Fun In The New World
XTC – Mummer

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1985
1986
1987
1988
1990
1991
1995
1996
1997
2000
2001
2002

2004
2006
2007
2013
2014
2015
2016
2017

Categorie: playlist | 11 commenti

Pop Corn ’80 (19-21)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” della settimana conclusasi oggi, nella quale si parla ancora del 1982, con i link diretti per l’ascolto.

Lunedì 5/3/18
Hall & Oates – Private Eyes
Simon & Garfunkel – Mrs. Robinson
Chicago – Hard To Say I’m Sorry
Toto – Rosanna

Mercoledì 7/3/18
Giuni Russo – Un’estate al mare
Loredana Bertè – Non sono una signora
Lucio Battisti – E già
Alberto Camerini – Tanz bambolina

Venerdì 9/3/18
Asia – Heat Of The Moment
Alan Parsons Project – Eye In The Sky
Clash – Should I Stay Or Should I Go
Dire Straits – Industrial Disease

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Cut (2000-2010)

Proprio ieri ho ricevuto dalla sempre lodevole Area Pirata la ristampa in CD (con accluso codice per scaricare svariate tracce bonus) di A Different Beat, un vecchio album dei Cut risalente al 2006. Inevitabile dragare l’archivio alla ricerca di cosa avessi scritto della band bolognese, con la soddisfazione di aver trovato tanto e una certa sorpresa nello scoprire che l’unica recensione della quale ero più che sicuro – quella dell’esordio Operation Manitoba, AD 1998 – in realtà non è mai esistita; sapevo invece di non essermi occupato degli ultimi due dischi del gruppo, il vinile The Battle Of Britain del 2011 e l’ultimo Second Skin (2017). Ecco allora ciò che ho pubblicato in tempo reale sui Cut dal 2000 al 2010: la loro intera produzione del periodo, compreso l’A Different Beat di cui sopra. Al di là dei discorso sulla musica, riveste particolare interesse la prima recensione, che apre una finestra su un mondo oggi antichissimo.

Contact
(Gamma Pop-Vitaminic)
La copertina dei Cut qui riprodotta, in realtà, non esiste. Cioé, non proprio: esiste come file eventualmente stampabile da accoppiare a un “singolo” anch’esso virtuale, almeno come supporto discografico: le due tracce altrimenti inedite che ne fanno parte sono infatti reperibili esclusivamente sul Web nel sito di Vitaminic (la prima è scaricabile gratis, la seconda costa duemila lire); insomma, a meno di ripensamenti o futuri recuperi in qualche antologia, l’ascolto di Contact e Highlights & Glory sarà riservato solo a chi se la sentirà di accantonare (abiurare, per il momento, è per fortuna prematuro) la filosofia dell’oggetto-disco a favore di quella della musica libera da vincoli di carattere fisico/feticistico. Sorprende magari un poco che tale operazione, a quanto mi risulta senza precedenti nell’ambito degli artisti italiani già (relativamente) emersi, veda protagonisti una band come i Cut e un’etichetta come la Gamma Pop, entrambi legati a concetti abbastanza “classici” di suono e strategie: il quartetto bolognese, che tutti ricorderete titolare dell’eccellente album Operation Manitoba, è infatti dedito ad una proposta di scuola punk’n’roll, mentre la label emiliana ha addirittura in catalogo un paio di lavori in vinile… Continua a leggere

Categorie: recensioni | Tag: , | Lascia un commento

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)