Classic Rock n.156

È nelle edicole il n.156 di “Classic Rock”, che assieme a molto altro (vedere strilli) contiene parecchie cose scritte da me: un articolo di undici pagine su Bob Marley (con appendice sulle influenze del reggae sul rock degli anni ’70), un’intervista ai Bloody Riot e recensioni di Bloody Riot, Cramps, Rolling Stones, Strokes,  Jack White e Litfiba (il concerto di Roma).

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Blow Up n.340

È già da un po’ nelle edicole superstiti di tutta Italia il numero di settembre di Blow Up, 130 pagine di cose interessanti – e spesso imprevedibili – che potrete scoprire nel dettaglio cliccando qui. A livello personale ho contribuito alla seconda parte del dossier sul punk con un articolo su “dieci inni mancati del primo punk che (forse) non avete mai ascoltato” e ho firmato le mie abituali rubriche Fratelli d’Italia – Vizi, virtù e “dietro le quinte” musicali del paese che sembra una scarpa, che si muove sul confine tra serietà e facezie (questo mese ho parlato di beat cristiano) e Discopatie (su particolari dischi da collezione: in questo caso, mi sono occupato delle prime uscite di D.O.A. e Subhumans). Ho poi ho scritto le recensioni dei nuovi dischi di Altro, Beabadoobee, Chow, Danilo Cristofaro, Dear Bongo, Marco Fracasia, Wops-Pischelli, Spleen e Yuppie Flu, nonché di un recupero dagli archivi dei Devo.

Ricordo anche il quarantatreeesimo titolo della collana di libri “Director’s Cut”, firmato da Paolo Bertoni e dedicato ai Current 93. Gli abbonati l’hanno ricevuto con il numero scorso, ma chi non rientrasse nella categoria e lo volesse acquistare potrà farlo direttamente sul sito cliccando qui.

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Blow Up n.338/339

È arrivato nelle edicole di tutta Italia il numero di luglio/agosto di Blow Up, 148 pagine di cose interessanti – e spesso imprevedibili – che potrete scoprire nel dettaglio cliccando qui. A livello personale mi sono limitato alle mie abituali rubriche Fratelli d’Italia – Vizi, virtù e “dietro le quinte” musicali del paese che sembra una scarpa, che si muove sul confine tra serietà e facezie (questo mese ho parlato di Vinicio Capossela) e Discopatie (su particolari dischi da collezione: in questo caso, mi sono occupato della discografia Harvest dei Wire). Ho poi ho scritto le recensioni dei nuovi album di Jack White, Paul McCartney, Bloody Riot, Don Antonio e Max Gazzè, oltre a quelle di due dischi di recupero dagli archivi di Sick Rose e Luna Incostante.

Assieme al numero, gli abbonati hanno ricevuto il quarantatreeesimo titolo della collana di libri “Director’s Cut”, firmato da Paolo Bertoni e dedicato ai Current 93. Chi non rientrasse nella categoria e lo volesse acquistare potrà farlo direttamente sul sito cliccando qui.

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Blow Up n.337

Mi ero proprio dimenticato di segnalare la disponibilità nelle edicole di tutta Italia del numero di giugno di Blow Up, con tante cose interessanti – e spesso imprevedibili – che potrete scoprire nel dettaglio cliccando qui. Rispetto a maggio, mi sono limitato alle mie abituali rubriche Fratelli d’Italia – Vizi, virtù e “dietro le quinte” musicali del paese che sembra una scarpa, che si muove sul confine tra serietà e facezie (questo mese ho parlato dei dischi della Lady Day) e Discopatie (su particolari dischi da collezione: in questo caso, mi sono occupato delle prime uscite della Sarah Records). Ho poi ho scritto le recensioni di due dischi di recuperi dal passato di due band di culto americane della seconda metà degli anni ’70, Flyboys e La Peste.

Ricordo inoltre il quarantaduesimo titolo della collana di libri “Director’s Cut”, firmato da Riccardo Bertoncelli e dedicato a Robert Wyatt. Gli abbonati l’hanno ricevuto assieme alla rivista ad aprile, ma chi non rientrasse nella categoria e lo volesse acquistare potrà farlo direttamente sul sito cliccando qui.

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Speciale Oasis

Con gli Oasis ho un rapporto un po’ strano, nel senso che li ho sempre ascoltati con piacere (le qualità di songwriter di Noel Gallagher non sono – credo – in discussione, anche se “attinge” tantissimo, così come non lo è l’efficacia del sound) ma non sono mai riuscito ad apprezzarli sotto il profilo critico come invece è avvenuto, per rimanere più o meno in tema, con i Blur. Comunque, sono stato contento di aver partecipato a questo bell’albo speciale curato dall’amico Francesco Donadio e confezionato dalla Sprea, disponibile nelle edicole o presso il sito (cliccare qui), che mi ha offerto l’occasione di approfondire e ripassare un tot di cose. È stata una partecipazione di peso: lunghi articoli su Definitely Maybe, (What’s The Story) Morning Glory, Heathen Chemistry e sulla carriera da solista di Noel Gallagher.

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