Memorabilia (21)

Una serie di post dedicata a oggetti particolari legati alla musica che mi sono trovato a possedere più o meno per caso; a differenza di tanti colleghi che ne vanno a caccia e ne posseggono centinaia se non migliaia, io me ne sono sempre abbastanza fregato, però in tanti anni di attività un tot di cose le ho raccolte e allora ho pensato di presentarle qui e raccontarne la storia, un po’ come sto ancora facendo con i dischi più strani che ho e le foto da me scattate, e come ho fatto con le spillette. In linea di massima si tratta di gadget realizzati dalle case discografiche a scopo promozionale o celebrativo, ma non mancherà qualche chicca privata.Nel tour italiano del 1980, oltre a quella gialla che tutti conoscono, i Devo indossavano questa particolare tuta, lanciata nel 1979 all’epoca del secondo album Duty Now For The Future. L’esemplare qui fotografato è quello indossato da Bob Mothersbaugh al concerto romano del 22 giugno 1980, lo stesso giorno in cui scattai (tra le altre) questa foto, e mi fu regalata proprio da lui. Fino agli ultimi anni ’80 riuscivo persino a entrarci dentro, e infatti ho avuto modo di sfoggiarla in un paio di feste di carnevale. Poi l’ho conservata, e l’ho fatto talmente bene che per almeno due decenni non mi è più capitata sotto gli occhi; oggi, finalmente, è risaltata fuori. Quando accadrà lo stesso con gli occhialini di cartone con dedica, donatimi nella stessa occasione ed evidentemente conservati ancora meglio, farò incorniciare tutto il set.

Memorabilia 1: Cartonato di In Utero dei Nirvana.
Memorabilia 2: Spaghetti dei Guns N’Roses.
Memorabilia 3: Bevute con Modena City Ramblers, Gaznevada e Skiantos.
Memorabilia 4: L’accendino Zippo dei Litfiba.
Memorabilia 5: Il “mobile” dei Sonic Youth.
Memorabilia 6: Il whisky dei Calibro 35.
Memorabilia 7: I testi rilegati dei Sisters Of Mercy.
Memorabilia 8: La lente di ingrandimento dei Litfiba.
Memorabilia 9: Le carte da gioco dei Casino Royale.
Memorabilia 10: Blocnotes e Mousepad dei Litfiba.
Memorabilia 11: Doppio disco di platino dei Nirvana.
Memorabilia 12: Foto autografata degli Hoodoo Gurus.
Memorabilia 13: Scaletta e locandina Sick Rose.
Memorabilia 14: Disegno originale Tre Allegri Ragazzi Morti.
Memorabilia 15: Statuetta di Jim Morrison.
Memorabilia 16: Set dei Metallica.
Memorabilia 17: De-Evolution: il libro.
Memorabilia 18: Devo, Mechanical Man autografato da sei (!) Devo.
Memorabilia 19: Testa in ceramica di David Bowie.
Memorabilia 20: Sagomati di Carmen Consoli.

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Oltre le stelle (37)

Nel 2000, quando Il Mucchio Selvaggio era settimanale (la fase durò dall’ottobre 1996 al dicembre 2004), Gianluca Testani varò una simpatica rubrica che occupava due pagine in ogni numero. Si chiamava, appunto, “Oltre le stelle” ed era una sorta di appendice de “Le stelle del Mucchio”, la tabella nella quale i componenti dello staff della rivista assegnavano da sempre il loro “voto” – dalle cinque stelle di “imperdibile” alle due palle di “inascoltabile”, con in mezzo “formidabile”, “adorabile”, “apprezzabile”, “ascoltabile” e “prescindibile” – ad alcune decine di album di uscita recente. L’idea di Gianluca era semplice ed efficace: lui sceglieva uno di questi dischi, uno dei più importanti, e cinque o sei di noi altri dovevano commentarlo in circa mille caratteri, privilegiando i toni discorsivi ed evitando quelli da recensione. Insomma, più che il “critico” scriveva l’appassionato, a ruota libera e in prima persona.
Consapevole che con il senno di poi spesso non mi trovo più d’accordo con me, anche per colpa di ascolti non sempre approfonditi e dello spirito ludico della rubrica, in questo spazio riproporrò via via tutti i miei “Oltre le stelle”, in ordine cronologico, cinque per volta.
POLLY PAULUSMA
Scissors In My Pocket
* * *
Apparsa come un fulmine a ciel sereno in una scena britannica per lo più in sintonia con altri generi di suoni, Polly Paulusma ha raccolto molti applausi e qualche mugugno: i primi da parte dei numerosi estimatori del miglior folk-pop, che da tempo non si imbattevano in una sua interprete così fresca e ispirata, e i secondi dai rockettari intransigenti e dai modernisti a ogni costo, che evidentemente non hanno gradito la tanta pubblicità ottenuta dalla fanciulla. Comunque sia, Scissors In My Pocket è a mio avviso un ottimo album, assai ben costruito sul piano formale – siamo d’accordo, non è originale in assoluto, ma la sua riconoscibilità non è cosa da poco – e dotato di una aggraziata, godibilissima intensità. Ascoltarlo mesi orsono fu una splendida sorpresa, continuare ad affidarlo al lettore è un’esperienza sempre suggestiva.
(da Il Mucchio Selvaggio n.595 del 12 ottobre 2004)

DEVENDRA BANHART
Rejoicing In The Hands
* * *
Per quanto mi riguarda, Devendra Banhart ha un solo limite: alla lunga mi – e ci tengo a sottolineare “alla lunga” e “mi” – rompe un tantino le palle. Sarà la timbrica monocorde, la ripetitività di varie sue canzoni o l’impalpabilità di certe strutture, ma del resto c’è chi trova tedioso persino Nick Drake… A parte queste osservazioni personali, Rejoicing In The Hands è un signor disco, di quelli che possono spalancare finestre su mondi magari sconosciuti o addirittura aprire terzi occhi, specie quando il Nostro – accade, ad esempio, in Sight To Behold – costruisce sonorità sono più compiute e intense. Insomma, un cantautore folk deviato come ce ne sono pochi in circolazione, forse nessuno: se maturasse senza smarrire la sua allucinata, fascinosa naïvete diventerebbe con tutta probabilità davvero grande.
(da Il Mucchio Selvaggio n.596 del 19 ottobre 2004)

FELIX DA HOUSECAT
Devin Dazzle & The Neon Fever
* * *
Dei miei rapporti un po’ strani con la black music in genere, e con quella “nuova” in particolare, ho già scritto altre volte, per cui non starò qui a ripetermi. Però con Il Gatto Felix, a scanso di equivoci, mi diverto: mi intrigano il suo gusto citazionista, la sua intelligenza, la sua arguzia e anche il suo innegabile mestiere, e anche se a volte mi capita di perdermi un po’ tra le sue infinite pirotecnie, posso affermare che Devin Dazzle & The Neon Fever mi piace, e che aver rimandato il suo ascolto fino a oggi (per una volta, chissà perché?, non mi sono fidato della recensione di Eddy, ma voi non diteglielo) è stata una bella cazzata. Ma recupererò il tempo perduto, statene certi, considerando che sul mio lettore almeno What She Wants e Nina hanno già conquistato l’heavy rotation.
(da Il Mucchio Selvaggio n.597 del 26 ottobre 2004)

PJ HARVEY
Uh Huh Her
* * *
Il mondo è bello perché è vario, si dice. E dunque, come ci sono quelli che considerano la nostra Polly Jean molto sexy, ci sta pure che taluni possano trovare Uh Huh Her scadente. Le tre stelle qui apposte, le stesse di una manciata di mesi fa, sono però a parere di chi scrive la giusta valutazione per un album certo non cruciale né rivoluzionario (anzi, a ben vedere piuttosto “di retroguardia”) ma apprezzabilissimo a livello sia di ispirazione che di realizzazione: PJ graffia, punge, stuzzica, si diverte e scava in profondità nel cuore e nello stomaco, con canzoni “di base” dotate di autenticità e carisma. E va bene così.
(da Il Mucchio Selvaggio n.598 del 2 novembre 2004)

KEANE
Hopes And Fears
*
Sono andato a ripescare i numeri pre-estivi del Mucchio per verificare quante stelline avessi all’epoca assegnato a Hopes And Fears, e devo ammettere di esserci rimasto di sasso. Fatico infatti a credere – che sia stato un refuso? – di avergliene assegnate ben tre, giudizio che abitualmente premia dischi con i quali, anche magari per lassi di tempo limitati, mi concedo frequentazioni piuttosto assidue. Il debutto dei Keane lo avevo invece ascoltato pochissimo, tanto che nel mio aggravatissimo hard-disk mentale il solo dato era il vago ricordo di “una sorta di versione più ridondante dei Coral”. Sempre che ai tempi non fosse davvero un refuso, oggi non potrei mai confermare il voto di allora: canzone per canzone i Keane sono anche bravi, ma alla lunga sono troppo zuccherosi. Come la Nutella: nelle dosi giuste è più o meno una prova dell’esistenza di Dio, ma mangiandone un intero barattolo sarà impossibile evitare il mal di pancia.
(da Il Mucchio Selvaggio n.599 del 9 novembre 2004)

In “Oltre le stelle” 1: Belle And Sebastian, Sinéad O’Connor, Pearl Jam, Jay-Jay Johanson, Deftones.
In “Oltre le stelle” 2: Giovanni Lindo Ferretti, Coldplay, Giant Sand, Badly Drawn Boy, Blonde Redhead.
In “Oltre le stelle” 3: Black Heart Procession, Radiohead, Mojave 3, Rancid, Go-Betweens.
In “Oltre le stelle” 4: U2, Marlene Kuntz, Amen, PJ Harvey, Gentle Waves.
In “Oltre le stelle” 5: Menlo Park, Lambchop, Fatboy Slim, Johnny Cash, Aluminum Group.
In “Oltre le stelle” 6: Godspeed You Black Emperor!, Songs: Ohia, Cousteau, Geoff Farina, Kings Of Convenience.
In “Oltre le stelle” 7: Magnetic Fields, Stephen Malkmus, Steve Wynn, Tortoise, Arab Strap.
In “Oltre le stelle” 8: Orb, Bonnie “Prince” Billy, Tom McRae, John Frusciante, Daft Punk.
In “Oltre le stelle” 9: Nick Cave, Manic Street Preachers, R.E.M., Mogwai, Mark Eitzel.
In “Oltre le stelle” 10: Lift To Experience, Black Crowes, Tindersticks, Radiohead, Manu Chao.
In “Oltre le stelle” 11: Tool, Sparklehorse, Mark Lanegan, Muse, Travis.
In “Oltre le stelle” 12: Tricky, Mercury Rev, Thalia Zedek, Björk, Bob Dylan.
In “Oltre le stelle” 13: Stereolab, Spiritualized, White Stripes, Strokes, Eels.
In “Oltre le stelle” 14: Fugazi, Gorky’s Zygotic Mynci, Starsailor, Aphex Twin, Ryan Adams.
In “Oltre le stelle” 15: Sodastream, Jim O’Rourke, Mick Jagger/Paul McCartney, Black Rebel Motorcycle Club, Notwist.
In “Oltre le stelle” 16: Bad Religion, Cornelius, Chemical Brothers, Lambchop, Joey Ramone.
In “Oltre le stelle” 17: Teenage Fanclub & Jad Fair, Marianne Faithfull, Boards Of Canada, Gomez, Desaparecidos.
In “Oltre le stelle” 18: Neil Young, Elvis Costello, Jon Spencer Blues Explosion, Badly Drawn Boy, Pedro The Lion.
In “Oltre le stelle” 19: Wilco, Tom Waits, Bruce Springsteen, Moby, Dot Allison.
In “Oltre le stelle” 20: Korn, David Bowie, Vines, Sonic Youth, Solomon Burke.
In “Oltre le stelle” 21: Red Hot Chili Peppers, Primal Scream, Flaming Lips, Coldplay, Queens Of The Stone Age.
In “Oltre le stelle” 22: Interpol, Underworld, Peter Gabriel, Beck, Black Heart Procession.
In “Oltre le stelle” 23: Steve Von Till, Sigur Ros, The Libertines, Badly Drawn Boy, Pearl Jam.
In “Oltre le stelle” 24: Johnny Cash, Suicide, Beth Gibbons & Rustin Man, Audioslave, The Roots.
In “Oltre le stelle” 25: Nick Cave, Jimi Tenor, Calexico, Zwan, Marlene Kuntz.
In “Oltre le stelle” 26: Go-Betweens, Massive Attack, Lou Reed, Cat Power, Stephen Malkmus.
In “Oltre le stelle” 27: Kills, Turin Brakes, White Stripes, Daniel Johnston, Wire.
In “Oltre le stelle” 28: Blur, Cody ChesnuTT, Warlocks, Arab Strap, Yeah Yeah Yeahs.
In “Oltre le stelle” 29: Marilyn Manson, Radiohead, Grandaddy, Mogwai, Eels.
In “Oltre le stelle” 30: Thrils, Mars Volta, Kings Of Leon, The Coral, Neil Young.
In “Oltre le stelle” 31: Warren Zevon, Josh Rouse, Kraftwerk, Muse, Joe Strummer.
In “Oltre le stelle” 32: A Perfect Circle, Robert Wyatt, Belle And Sebastian, Outkast, Frankie HI-NRG MC.
In “Oltre le stelle” 33: Twilight Singers, Ryan Adams, Oi Va Voi, Damien Rice, Isobel Campbell.
In “Oltre le stelle” 34: Air, Sophia, Al Green, Verdena, Auf Der Maur.
In “Oltre le stelle” 35: Lambchop, Franz Ferdinand, Joss Stone, The Veils, Sondre Lerche.
In “Oltre le stelle” 36: Blonde Redhead, N*E*R*D*, Patti Smith, Prince, Morrissey.

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Classic Rock 93

Si trova ormai in tutte le edicole il numero di agosto di “Classic Rock”,con copertina “coraggiosa” e in allegato un opuscolo di quiz musicali. I contenuti principali si possono desumere dagli strilli e sono come al solito piuttosto vari. Per quanto mi riguarda, ho contribuito con le ampie schede di quattro album dei Kraftwerk (quelli “centrali”, dal 1975 al 1981) e con le recensioni di tre nuovi dischi: Jayhawks, Psychedelic Furs e Steve Von Till.

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Memorabilia (20)

Una serie di post dedicata a oggetti particolari legati alla musica che mi sono trovato a possedere più o meno per caso; a differenza di tanti colleghi che ne vanno a caccia e ne posseggono centinaia se non migliaia, io me ne sono sempre abbastanza fregato, però in tanti anni di attività un tot di cose le ho raccolte e allora ho pensato di presentarle qui e raccontarne la storia, un po’ come sto ancora facendo con i dischi più strani che ho e le foto da me scattate, e come ho fatto con le spillette. In linea di massima si tratta di gadget realizzati dalle case discografiche a scopo promozionale o celebrativo, ma non mancherà qualche chicca privata.Due sagomati in cartone per uso promozionale di Carmen Consoli realizzati rispettivamente per il terzo album Mediamente isterica e per il secondo Confusa e felice. Il primo è alto una settantina di centimetri, il secondo circa trenta; li ho con me dall’epoca dell’uscita dei dischi, 1998 e 1997; li avevo notati negli uffici romani della PolyGram (poi assorbita dalla Universal) e me li faci dare da qualche amico/a che lavorava lì.

Memorabilia 1: Cartonato di In Utero dei Nirvana.
Memorabilia 2: Spaghetti dei Guns N’Roses.
Memorabilia 3: Bevute con Modena City Ramblers, Gaznevada e Skiantos.
Memorabilia 4: L’accendino Zippo dei Litfiba.
Memorabilia 5: Il “mobile” dei Sonic Youth.
Memorabilia 6: Il whisky dei Calibro 35.
Memorabilia 7: I testi rilegati dei Sisters Of Mercy.
Memorabilia 8: La lente di ingrandimento dei Litfiba.
Memorabilia 9: Le carte da gioco dei Casino Royale.
Memorabilia 10: Blocnotes e Mousepad dei Litfiba.
Memorabilia 11: Doppio disco di platino dei Nirvana.
Memorabilia 12: Foto autografata degli Hoodoo Gurus.
Memorabilia 13: Scaletta e locandina Sick Rose.
Memorabilia 14: Disegno originale Tre Allegri Ragazzi Morti.
Memorabilia 15: Statuetta di Jim Morrison.
Memorabilia 16: Set dei Metallica.
Memorabilia 17: De-Evolution: il libro.
Memorabilia 18: Devo, Mechanical Man autografato da sei (!) Devo.
Memorabilia 19: Testa in ceramica di David Bowie.

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Il disco più strano che ho (9)

Più che di “disco strano” in questo caso bisognerebbe parlare di “disco irriverente”… e anche triviale, visti i doppi sensi che suggerisce. Procediamo però con ordine. I King Kurt erano (in realtà sono, visto che anni fa si sono riformati e si esibiscono anche dal vivo) una band britannica che ha avuto qualche momento di relativa gloria negli anni ’80. Suonavano un r’n’r/psychobilly piuttosto fracassone ed erano famosi principalmente per i loro concerti senza freni, nei quali succedevano cose simili a quelle che in Italia abbiamo visto con gli Skiantos. Nel 1986 pubblicarono per la Stiff il loro secondo LP intitolato Big Cock, e chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la lingua che fu di Shakespeare penserà subito a… quell’organo lì, specie considerando come dalla copertina di colore rosa fuoriesca un disco rosso. Non proprio un tocco di classe, ok, ma la cosa più divertente è che nel retrocopertina, apparentemente per smentire le allusioni sconvenienti ma in realtà per sottolinearle, ci sia un fotomontaggio che raffigura il gruppo sotto un grosso… gallo.
Il disco più strano che ho 1: Shadowy Men On A Shadowy Planet
Il disco più strano che ho 2: Tampax
Il disco più strano che ho 3: Diaframma/Litfiba
Il disco più strano che ho 4: The “You’ll Hate This Record” Record
Il disco più strano che ho 5: Johnny And The Dicks
Il disco più strano che ho 6: A Tribute To Billy Joel
Il disco più strano che ho 7: Gusto Forte
Il disco più strano che ho 8: The Music Maniac ‘Gimmick’ Compilation

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