Articoli con tag: editoria e mercato

AudioReview n.402

È in edicola già da vari giorni il numero di ottobre di AudioReview, del quale potete leggere qui il sommario completo. Per quanto riguarda i miei contributi personali, oltre a coordinare come sempre la vasta sezione delle recensioni di dischi (Classica, Jazz e Rock-Pop), mi sono occupato di Suede, Riccardo Sinigallia, Alice In Chains, Mudhoney, Big Red Machine e Gene Clark, oltre che della raccolta “Try A Little Sunshine” e di una ristampa dei Wire. Nella rubrica “Le canzoni raccontate” ho infine scritto di “Respect”, mettendo a raffronto Otis Redding e Aretha Franklin.

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Blow Up n.245

È in edicola il numero di ottobre di “Blow Up”, come al solito pieno di (tante) cose belle (qui il sommario, per chi è interessato ad approfondire). Per quanto riguarda me, oltre ad aver recensito una manciata di nuovi dischi (Shoes, Radiodervish, Dan Stuart, Glen Matlock), ho tenuto a battesimo una nuova rubrica chiamata “Playlista”, con una selezione di dieci brani – commentati, certo – dedicati a un tema specifico. Per la “prima” ho scelto un argomento che può sembrare di cazzeggio, ma vi assicuro che non è affatto così: “Canzoni italiane con bestemmie”.

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Classic Rock n.71


È già in edicola il numero di ottobre di “Classic Rock”, che come si evince dagli strilli di copertina presenta grande ricchezza e varietà di argomenti trattati. Per quanto riguarda i miei contributi, vi troverete un’intervista a Steve Turner per il nuovo album e per i trent’anni trascorsi dall’uscita del primo singolo dei Mudhoney, alcune schede dello speciale sui dischi consigliati degli anni ’90 e un bel mucchietto di recensioni (Giorgio Canali, Catpower, John Grant, MC5, Kristin Hersh, John Grant, Tom Morello, Greta Van Fleet, Crazy World Of Arthur Brown).
Buona lettura a chi lo acquisterà.

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AudioReview n.401

È in edicola da alcuni giorni il numero di settembre di AudioReview. Il sommario completo è qui, ma per quanto concerne i miei contributi segnalo la consueta, ampia rubrica di approfondimento “Le canzoni raccontate” (a questo giro mi sono occupato di “Time” dei Pink Floyd) e le recensioni di Interpol, Dirty Projectors, Jayhawks, Anna Calvi, Jim James, Giant Sand e Gryphon.

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Blow Up n.244

È in edicola il n.244 di “Blow Up”, altro numero “maxi” da 196 pagine al prezzo di € 9. Ovviamente è ricchissimo di argomenti che potrete scoprire leggendo qui, ma per quanto riguarda i miei contributi mi fa particolarmente piacere segnalare che dopo un bel po’ di tempo sono ritornato a scrivere un articolo lungo, molto lungo, ovvero una monografia di ben dieci pagine sui Chills che tanto amo. In più, ho recensito molto in esteso il nuovo di Anna Calvi e in spazi più normali quelli di Javier Escovedo, Andrea Tich e Mudhoney.

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Classic Rock n.70

È in edicola il numero di settembre di “Classic Rock”, che come gli strilli di copertina dicono con chiarezza è pieno di articoli sui temi più disparati. Per quanto mi riguarda, ho scritto tre parti dello “speciale” su Prince (introduzione generale e ampie schede su “1999” e “Around The World In A Day”) e ho recensito parecchio in esteso il nuovo degli Alice In Chains e, più in breve, un paio di altri dischi.
Causa rincoglionimento, un mese fa mi sono proprio dimenticato di dare conto del numero di agosto, il 69, nel quale – per la cronaca – mi sono occupato di Psychedelic Furs, Gorillaz, Comus, Gryphon e Celibate Rifles.

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I CD del Mucchio (1999-2004)

È una storia – non granché significativa, me ne rendo conto, ma questo spazio è mio e ci faccio quello che voglio – di un po’ d’anni fa, quando anche in Italia si usava allegare alle riviste di musica compilation in CD. Le chiamavano sampler e servivano a presentare, attraverso un singolo brano, dischi recenti; in pratica, le etichette concedevano gratuitamente a scopo promozionale il diritto di pubblicare nei CD canzoni estratte dai loro prodotti, mentre le riviste – che però, a parte occasionali eccezioni, sostenevano le spese di stampa dei compact – guadagnavano appeal sulla concorrenza. Lo so che oggi suona comico, ma al tempo andava così e tutti i giornale ambivano a sfoggiare questi allegati, anche perché incalzati dai distributori che grazie al costo di vendita più alto (il CD era un bene “prezioso” ed era logico che gli acquirenti lo pagassero) guadagnavano di più; per il loro lavoro, i distributori trattengono di norma, fra un impiccio e l’altro, più del 40% del prezzo di copertina.
Al Mucchio, dal 1999 al 2005, si è fatto qualcosa di simile: i dischetti non si vendevano assieme alle copie in edicola, ma erano spediti – gratuitamente – solo agli abbonati. Si voleva, insomma, spingere i lettori ad abbonarsi – formula sempre molto conveniente per l’editore – per poter ottenere i CD esclusivi. In quegli anni la rivista era settimanale e i compact regalati erano sei all’anno, uno ogni due mesi; in tutto ne sono stati confezionati trenta e ne sto parlando in questa sede perché la selezione delle scalette competeva a me; in pratica, vagliavo le offerte di brani che arrivavano dai promoter e selezionavo altro materiale che mi sembrava opportuno inserire, inoltravo a chi di dovere le richieste, raccoglievo i file, stabilivo la sequenza e preparavo un master, che inviavo alla ditta che si occupava della stampa. Delle copertine, spesso buffe, si occupava la grafica Tania Russo, mettendoci quello che piaceva a lei o seguendo gli input di chi aveva voglia di suggerire qualcosa. Dico la verità, io avrei preferito una soluzione omogenea di tipo seriale, ma capii da subito che sarebbe stato molto meglio lasciare alla direzione l’OK sulla veste grafica “in cambio” della non-ingerenza sulla scelta delle canzoni. Ecco dunque che sei delle prime copertine furono decise da Max Stèfani, che volle immortalarvi il suo cane Seppia (maggio 1999), uno dei suoi due asini (novembre 1999), due immagini da un suo libro dedicato ai nativi americani (dicembre 2000 e febbraio 2001), un cavallo di razza Appaloosa che tanto gli piaceva e che magari ha pure acquistato (aprile 2001) e un disegno di suo figlio Leon (dicembre 2001); l’unica “mia” è quella del giugno 2001 (il mio cane, Achille) e quella del luglio 1999 raffigurava – se ben ricordo – la figlia neonata di un’amica di Daniela Federico, mentre tutte le altre sono creazioni di Tania Russo, molte delle quali realizzate con la complicità di suoi conoscenti disposti a mettersi davanti all’obiettivo in pose più o meno bislacche.
Chiaramente, dato che non sono uno di quelli che vogliono apparire per forza (qualcuno lo dice, ma non è vero: è male informato o mente sapendo di mentire), non ho mai “firmato” il lavoro svolto; da nessuna parte, infatti, figuravo come responsabile dei CD e delle note di presentazione che contemporaneamente a ogni uscita apparivano su una doppia pagina sul Mucchio. Giorni fa mi è capitata fra le mani una scatola con l’intera collezione di trenta compilation, la prima del maggio 1999 e l’ultima dell’estate 2004; in realtà i compact regalati agli abbonati sono stati cinque o sei di più, ma questi altri erano raccolte che ci arrivavano già pronte e che, quindi, sono estranee al discorso qui affrontato (così come le quattro compilation che realizzai nel 2011/2012 in collaborazione con Cramps, Glitterhouse, Trovarobato e Kscope). Questi dischetti non hanno grande valore (in Rete li si acquista al massimo a cinque euro cadauno) e non contengono brani rari/inediti; nel complesso, però, la qualità artistica è di norma più che buona, i nomi coinvolti sono – anche con il senno di poi – notevoli e confesso che, riascoltandone qualcuno in macchina, ne ho ricavato belle sensazioni. E allora, mi sono detto, perché non raccontare la vicenda, con qualche retroscena? Di sicuro più di un vecchio abbonato li avrà trovati interessanti.

MAGGIO 1999: Fantastic Plastic Machine – Theme From Luxury; Inger Lorre – She’s Not Your Friend; Mogwai – Cody; 24 Grana – Vesto sempre uguale; Pavement – Cream Of Gold; Sebadoh – Flame; Trans AM – Runners Standing Still; Gentle Waves – Weatheshow; Estra – Soffochi?; James Hardway – Sleep Tonight; Massimo Volume – Dopo; Sleater-Kinney – Burn Don’t Freeze; Bows – Big Wings; Looper – Burning Flies; Subsonica – Ancora ad odiare.

LUGLIO 1999: The Black Heart Procession – Blue Tears; Pennywise – My Own Country; Mr. Scruff – Spandex Man; Senzabenza – Finché l’alba non mi troverà; To Rococo Rot – Tomorrow; Tram – Nothing Left To Say; Afterhours – Non si esce vivi dagli anni ’80; Pepe Deluxe – The Beat Experience; Scott 4 – Troubles 1-2-3; The Hellacopters – The Electric Index Eel; Yuppie Flu – Wheel Deal; Avia – Exil Exit; Ritmo Tribale – Lumina; Joan Of Arc – If It Feels/Good To It; Tre Allegri Ragazzi Morti – Catena.

SETTEMBRE 1999: Regular Fries – Dust It; Assalti Frontali – A trenta miglia di mare; Demolition Doll Rods – Sex Machine; Montgolfier Brothers – Even If My Mind Can’t Tell You; Mina – Sechs Furs Parkeet; Lalli – Terra vista dalla luna; The Chesterfield Kings – I Walk In Darkness; Penthouse – Creeper’s Reef; Subsonica – Il cielo su Torino; Prolapse – Essence Of Cessna; Willard Grant Conspiracy – I Miss You Best; Mosquitos – One Face; Dauerfisch – Whole Lotta Weasel; Sud Sound System – Reggae Party; Gnac – Hennebert Sleeve.

NOVEMBRE 1999: Mark Lanegan – Shiloh Town; Solex – Escargot!; Hugo Race – Polestar; Ginevra Di Marco – Canto di accoglienza; Royal Trux – Witch’s Tit; Dub Narcotic Sound System & Jon Spencer Blues Explosion – Love Ain’t On The Run; Red Stars Theory – September; Andrea Parker – The Unknown; Julie’s Haircut – Black T Shirt; Salako – The Bird And The Bag; Diaframma – Un balordo che ti cerca; Gorky’s Zygotic Mynci – Desolation Blues; Radar Bros. – All The Ghosts; Marco Parente – Falso movimento; One Dimensional Man – My Ship.

GENNAIO 2000: The Folk Implosion – My Ritual; Venus – White Star Line; Salaryman – Thomas Jefferson Airplane; Cristina Donà – Mangialuomo; Ben Christophers – Before The Winter Parade; Nebula – You Mean Nothing; Campag Velocet – Only Answers Delay Our Time; Broken Dog – You’ve Gone Over To The Other Side; Woodbine – Tricity Tiara; Zu – Testa di cane; The Eiffel Tower – Off Again; Bauhaus – The Passion Of Lovers; Marlene Kuntz – L’odio migliore (dal vivo); Peter Ulrich – Life Among The Black Ship; Papa M – Up North Kids.

MARZO 2000: Automobile – Be Someone Else Tonight; Snapcase – Target; Yo La Tengo – Everyday; Tosca – Ocean Beat; Wipers – Rest Of My Life; Sycamore Trees – No Regrets & No Blames; Motorpsycho – The Other Fool; Millencolin – Penguins & Polarbears; Eric Mingus – I Reject This Reality; Asterix – Captain Flint; Laika – Glory Cloud; Songs: Ohia – Tigress; Cotton Mather – Homefront Cameo; 16 Horsepower – Burning Bush; Stormandstress – Oh, When My Lady Comes.

MAGGIO 2000: It’s Jo And Danny – The Ones With Open Mouths; The (International) Noise Conspiracy – I Wanna Know About U; Grandaddy – Hewlett’s Daughter; Laundrette – That Plush; Toshack Highway – I’ve Lost The Feeling; New Bomb Turks – Continental Cats; Delgados – Accused Of Stealing; Dirty Three – I Really Should’ve Gone Out Last Night; Six Minute War Madness – Un filo di vita; Giant Sand – Astonished (In Memphis); Looper – On The Flipside; Six By Seven – Another Love Song; May Queens – If You Want It; Broadcast – You Can’t Fall; For Carnation – Tales (Live From The Crypt).

LUGLIO 2000: Blonde Redhead – Loved Despite Of Great Faults; Coldplay – Bigger Stronger; NOFX – Dinosaurs Will Die; Muse – Overdue; Mojave 3 – She Broke You So Softly; Baustelle – Il musichiere 999; Monkeywrench – Thirteen Nights; Jimi Tenor – Hypnotic Drugstore; New Wet Kojak – Sticky 2 Me; Beth Hirsch – Gabrielle; Don Air – Please Baby; Jet.Sons – Fortunata dea; Clinic – The Return Of Evil Bill; Dianogah – At The Mercy Of The Mustang; L’Enfance Rouge – Davos Bei Nacht.

OTTOBRE 2000: The Go-Betweens – Magic In Here; Black Heart Procession – We Always Knew; Downset – Pure Trauma; Sigur Ros – Flugufrelsarinn; The Thievery Corporation – Lebanese Blonde; Songs: Ohia – The Body Burned Away; The Unbelievable Truth – Pedestrian; Starlite Desperation – Mona Lisa Shake; Heather Nova – Walk This World; The Residents – Hanging By His Hair. Road; Tommy Guerrero – Blue Masses; Thee S.T.P. – Lazy Liza; Le Hammond Inferno – C.K. T-Shirts; Wisdom Of Harry – Coney Island Of You Mind; Don Caballero – The Peter Criss Jazz.

DICEMBRE 2000: The Heads – Legavaan Satellite; Gentle Waves – Falling From Grace; Elettrojoyce – Ginestra; Cinerama – 146 Degrees; Hefner – The Day That Thatcher Dies; Yuppie Flu – Order The Player Off The Field; Warrior Soul – Love Destruction; Bright Eyes – Something Vague; Cosmic Rough Riders – Baby, You’re So Free; Samiam – Super Brava; Cut – Sugar Babe; Whistler – Little Boulders; Il Parto delle Nuvole Pesanti – Le cose che mi restano; Damien Jurado – Great Today; Menlo Park – Neighbourhood; Joe Leaman – Easily Updated; Brave Captain – Where’s My Head?; A Short Apnea – III.

FEBBRAIO 2001: Stephen Malkmus – Phantasies; Magnetic Fields – All My Little Words; Electric Frankenstein – Already Dead; Calla – Fear Of Fireflies; Blend – Candies; Steve Wynn – Sustain; Aluminum Group – Worrying Kind; Folkabbestia – Tammurriata a mare nero; Gonzales – The Name They Gave Me; 90 Day Men – Jupiter And Io; Arab Strap – Rocket, Take Your Turn; Oranger – Sorry Paul; Geoff Farina – Special Diamonds; Manishevitz – Words For The Cause; Joan Of Arc – Knight Fights Every Day.

APRILE 2001: Tom McRae – You Cut Her Hair; South – I Know What You’re Like; Rollercoaster – All These Nights; Bobo Rondelli – Corri treno; Brychan – Bad Pink Vibe; Future Pilot AKA – Beat Of A Drum; Elf Power – Jane; Bartok – Slacker; Bonnie Prince Billy – Just To See My Holly Home; Lowgold – Beauty Dies Young; Rebecca Moore – Stilletold Young Stars; Jennifer Gentle – Bring The; Snow Patrol – I’d Found The Right Words To Say; Bisca – Migrante; Matmos – Lipostudio… And So On.

GIUGNO 2001: Bandabardò – Succederà; Danko Jones – Sex Change Shake; Elk City – Dreams Of Steam; Julie’s Haircut – Pass The Ashtray; Clearlake – Something To Look Forward To; Lars Fredericksen & The Bastards – Wine And Roses; Jim Avignon – A Friendly Dog; Mouse On Mars – Doit; Married Monk – Greyhound; Nectarine No.9 – Pocket Radiodrops; Elle – Blues; Mirabilia – Easy Go; Verde Matematico – Farfalle; Old Time Relijun – Dark Of The Male, Light Of The Female; Bardo Pond – LB.

OTTOBRE 2001: The (International) Noise Conspiracy – Capitalism Stole My Virginity; Gorky’s Zygotic Mynci – These Winds Are In My Heart; Animals That Swim – All Your Stars Are Out; Broken Dog – How Can I Explain; Michael J. Sheehy – Love Insane; Diaframma – Il futuro sorride a quelli come noi; Rocket From The Crypt – This Bad Check Is Gonna Stick; Hot Water Music – Jack Of All Trades; Quasi – The Sword Of God; Califone – Bottles And Bones; Zephyrs – Setting Sun; Amstrong – Everyone Is A Poet These Days; Her Space Holiday – Lydia; Bed – The Lucky hand; US Maple – Me, Digital.

DICEMBRE 2001: Pernice Brothers – Working Girls; Denise James – Who Sent You Love; Papa M – Beloved Woman; Hem – Leave Me Here; Reindeer Section – Sting; Trembling Blue Stars – Under Lock And Key; Seafood – Pleasurehead; Maximilian Hecker – Green Night; Guignol – Profondo blu; Arnold – Jus de lune; Hood – I Can’t Find My Brittle Youth; One Dimensional Man – You Kill Me; New End Original – Titanic; Explosions In The Sky – Yasmin The Light; Jackie-O Motherfucker – Something On Your Mind.

FEBBRAIO 2002: Bad Religion – Sorrow; Division Of Laura Lee – Access Identity; They Might Be Giants – Bangs; New Pornographers – Mass Romantic; Ooberman – Running Girl; Silver Jews – Time Will Break The World; Caravan de Ville – Corri Lola; Neil Halstead – Driving With Bert; Hope Sandoval & The Warm Inventions – Suzanne; Halifax Pier – Passing; Snafu – Vivo da morire; Millionaire – Come With You; Gare du Nord – Pablo’s Blues; Minox – The Lost Poet; Blaine L. Reininger / Gianluca Lo Presti – Freedom.

APRILE 2002: Black Moses – Second Skin; Ikara Colt – Pop Group; Desaparecidos – Manana; Clinic – Harmony; Lo-Fi Sucks – 67/73; The Promise Ring – Get On The Floor; Jad Fair & Teenage Fanclub – Behold The Miracle; Tanya Donelly – The Night You Saved My Life; Ginevra Di Marco – Trama tenue; Sofa Surfers – Home Truths; Cornelius – Drop; Larsen – Finger Number Six; Giant Sand – Red Right Hand; Johnny Dowd – True Love; Neil Michael Hagerty – Oklahoma Township.

GIUGNO 2002: Andrea Chimenti – Vanità; Pony Club – Single; The Cooper Temple Clause – Amber; Six By Seven – Flypaper For Freaks; Micevice – Raise A Shout; Tram – Three Years; Alfie – Bends For 72 Miles; Valentina Dorme – Ford; Wilt – Distortion; 20 Miles – Rhythm Bound; Eric Mingus – Roll With The Demons; Pedro The Lion – Penetration; Guided By Voices – Everywhere With Helicopter; Buffalo Daughter – Earth Punk Rockers; Trans AM – You Will Be There.

AGOSTO 2002: Estra – Finché posso; Miossec – Consolation; Noir Desir – Le grand incendie; Mercanti di Liquore – Santa Sara; Jane Weaver – A Bird Stole The Gold; Radar Brothers – On The Line; Jacob Golden – Come On Over; Kleinkief – Thomastarlovexpress; Jackdrag – My Favorite Hole; Müm – Now There’s That Fear Again; Aloha – Let Your Head Hang Low; Breeders – Full On Idle; Giorgio Canali – Se viene il lupo; Yeah Yeah Yeahs – Bang; Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo – La sequenza del fiore di carta.

OTTOBRE 2002: The Thievery Corporation – Un simple historie; Tarwater – Dogs And Light Tents; Baxter Dury – Auntie Jane; Cheap Wine – Murdere Song; Black Heart Procession – Tropics Of Love; Karate – Ice Or Ground; Cha Cha Cohen – August; Delgados – Coming In For The Cold; Sleater-Kinney – Oh!; Queen Adreena – Under The Floodboard World; Motorpsycho – Neverland; Soft Boys – Unprotected Love; Wire – In The Art Of Stopping; D4 – Party; Mudhoney – Our Time Is Now.

DICEMBRE 2002: Steve Von Till – This River; Bright Eyes – Bowl Of Oranges; Calvin Johnson – Lies Goodbye; Neko Case – Pretty Girls; Badly Drawn Boy – You Were Right (live); The Standard – Tree Line; Jets To Brazil – William Tell Override; Libertines – Boys In The Band; New Christs – Sunny Day Sun; Diaframma – I giorni dell’ira; Marcello Murru – Testaccio; Aluminum Group – Two Lights; Sharko – I Went Down; The Residents – Caring; Saint Etienne – Amateur; Votiva Lux – Atlantic.

FEBBRAIO 2003: Skiantos – Largo all’avanguardia; New Bomb Turks – Leaving Town; Steve Wynn & The Miracle 3 – California Style; Johnny Marr + The Healers – Inbetweens; V-Twin – Needle In The Red; Calla – Strangler; The Sea And Cake – Left Side Clouded; DJ Muggs – Faded; Carnival Of Fools – The Stranger (Came Back In Town); Jesse Malin – Wendy; The Go-Betweens – Too Much Of One Thing; Clearlake – Wonder If The Snow Will Settle; Canyon – The Long Weekend; Three Second Kiss – Freedom Is Freedom Even If It Looks Like A Ghost; Jackie-O Motherfucker – Sun Ray Harvester.

APRILE 2003: A.R.E. Weapons – Fuck You Pay Me; Burning Brides – Plank Of Fire; The New Folk Implosion – Fuse; Brad – Shinin’; Magnolia Electric Co. – Almost Was Good Enough; Chris Robinson – Silver Car; John Doe – Forever For You; Daniel Johnston – Fish; Howe Home – Torque; Cristina Donà – Il mondo; Lalli – Samira piccola; Stefano Giaccone – Canzone urgente; Yuppie Flu – All That Shines; Laundrette – Weekender; The Angels Of Light – All Souls Rising; Dirty Three – Alice Wading.

GIUGNO 2003: White Hassle – She’s Dead; Gallery Of Mites – Chocolate Rabbit; The Cramps – Fissure Of Rolando; Estra – Noi deserti; Deadburger – Suture; Lotus – Yeahjaouijasi!; Robyn Hitchcock – Round Song; Jeffrey Lewis – Gold; Nina Nastasia – I Say That I Will Go; Mosquitos – Heartcake; Arab Strap – Flirt; Mogwai – Haunted By A Freak; Elle – People Are Coming In The A.M.; Giardini di Mirò – The Comforting Of A Transparent Life; Roy Paci & Aretuska – È troppo tardi.

AGOSTO 2003: Steve Turner – Nothing But The Blues; Cut – On Fire; Enon – Starcastic; Tim Burgess – Head In Straps; Mauro Pagani – Psycho; Rosaluna – Salomè; Sodastream – Blinky; Terje Nordgarden – Nothing Comes That Easy; I Am Kloot – From Your Favourite Sky; The Tyde – Takes A Lot Of Tryin’; British Sea Power – Apologies To Insect Life; Cesare Basile – Albero di Giuda; Pinomarino – L’alluvione del ’43; Josh Rouse – Flight Attendant; Baustelle – EN.

OTTOBRE 2003: The Carlsonics – Senator Trudge And The Clap Division; The Black Eyed Snakes – Foresight; Julie’s Haircut – (Your Life Highlights For The) Academy Awards; Okkervil River – Song About A Star; The Decemberists – The Soldiering Life; The Zephyrs – One Year Many Mistakes; The Groovers – Noise And Silence; Grandpaboy – Souvenirs; Mark Olson & The Creekdippers – Custom Detroit Railroad; Hogwash – Watershed; The Pearlfishers – I Can’t Believe You Met Nancy; Ben & Jason – Sail On Heaven’s Seas; Diana Darby – Falling Down; Movietone – Ocean Song; Hugo Race + True Spirit – Ramacca.

DICEMBRE 2003: Black Lipstick – Corporate Happy Hour; The Fiery Furnaces – South Is Only A Home; Isobel Campbell – Amorino; Encode – Fading Here; Edson – And Then She Flung Me The Truth; Mark Eitzel – Jenny; Oi Va Voi – Od Yeshoma; Brychan – Desert Flower; The Band Of Blacky Ranchette – The Train Singer’s Song; Daunbailò – Hotel Miramar; My Ruin – Made To Measure; Nebula – Carpe diem; es – Judy California; Music A.M. – Blackflash; The Merola Matrix – Sì.

FEBBRAIO 2004: Massimo Zamboni – Miccia prende fuoco; Rocket From The Tombs – 30 Seconds Over Tokyo; The Stands – When This River Rolls Over You; The Veils – The Tide That Left And Never Came Back; Andrew Bird – Action/Adventure; Chris Eckman – The Black Field; Sun Kil Moon – Salvador Sanchez; The Zen Circus – Time Killed My Love; Methel & Lord – Pleasure To Kill; Hector Zazou – Elle est si belle; Paolo Benvegnù – Fiamme; 24 Grana – Giornata psicologicamente impossibile; Diaframma – Vaiano; Xiu Xiu – Clowne Towne; Marta sui tubi – L’equilibrista.

APRILE 2004: The Blueskins – Bad Day; Flesh Eaters – Miss Muerte; The New Strychnines – Strychnine; Oneida – Wild Horses; The Shins – So Says I; Girls In Hawaii – Short Song For A Short Mind; All Night Radio – Daylight Till Dawn; Merci Miss Monroe – Gentlemen Prefer Blondes; Sufjan Stevens – The Dress Looks Nice On You; Iain Archer – Pressure Drop; Jolie Holland – Sascha; Hamell On Trial – Halfway; Telefon Tel Aviv – I Lied; Ultraviolet Makes Me Sick – Counter Clockwise; Lanterna – Canyons.

ESTATE 2004: The (International) Noise Conspiracy – Black Mask; Ikara Colt – Wanna Be That Way; Giorgio Canali & Rossofuoco – No pasaran; Firewater – Dark Days Indeed; Caravan de Ville – La verità è nascosta; Jesse Malin – Monna Lisa; Onelinedrawing – Over It; Joanna Newsom – This Side Of The Blue; Polly Paulusma – She Moves In Secret Ways; Delays – Long Time Coming; Oranger – Going Under; One Dimensional Man – Mad At Me; Micecars – Americans; The Creekdippers – The End Of The Highway; Broken Social Scene – Lover’s Spit; El-Muniria – Fino in fondo; Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo – Una Calibro 9 per Tony Rodriguez; Stan Ridgway – Classic Hollywood Ending.

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AudioReview n.400


Per una rivista il numero 400 non è un traguardo da poco e sono dunque più che lieto di comunicare che nelle edicole è disponibile quello di AudioReview, specialissimo per quantità di pagine (260, per un prezzo di sette euro) e contenuti; al di là degli spazi dedicati alle questioni di attualità, il numero è infatti in larga misura celebrativo e contiene anche interventi di molte firme storiche che non fanno parte dell’organico attuale. Da collaboratore antichissimo (dopo il direttore Mauro Neri sono quello che vanta la maggiore anzianità di servizio: il mio primo pezzo è apparso su un numero attorno al 55), sono fiero di aver contribuito a questo gran bel risultato.
Il sommario completo è leggibile qui. Per quanto riguarda il mio materiale, segnalo la puntata n.26 della rubrica “Le canzoni raccontate” (si parla di “God Save The Queen” dei Sex Pistols) e le recensioni di Jennifer Warnes, Parquet Courts, Snow Patrol, Arthur Buck e del cofanetto incentrato sul folk-pop britannico dei Sixties “Gathered From Coincidence”, oltre a un elenco “sentimentale” dei miei 40 album da isola deserta. Lo stesso elenco è stato compilato anche dagli altri  componenti dello staff della sezione musica (Classica, Jazz, Rock-Pop) che ho il piacere e l’onore di organizzare dal 1999. Da non perdere, insomma.

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Classic Rock n.68


È in edicola da una decina di giorni il numero di luglio di “Classic Rock”, ricco di argomenti che potrete scoprire con uno sguardo attento agli strilli di copertina. Io vi ho contribuito dilungandomi sulla “super deluxe” di Appetite For Destruction dei Guns N’Roses, analizzando i due cofanetti antologici dei Buffalo Springfield e recensendo il disco d’esordio degli Arthur Buck (Joseph Arthur e Peter Buck), il box Gathered From Coincidence della Grapefruit dedicato al folk-pop britannico dei ’65/’66 e la ristampa estesa di Mixed Up dei Cure.

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Cinque anni con Blow Up

Con il numero 242/243 in edicola ora, per il quale ho recensito un concerto degli Arctic Monkeys, un box con i primi dischi di Alan Sorrenti e una ristampa dei Celibate Rifles (qui il sommario completo, particolarmente ricco per via del maggior numero di pagine rispetto al solito), festeggio i primi cinque anni a “Blow Up”. Già un lustro. Poco o tanto? Dipende dai punti di vista, ma di sicuro il tempo è trascorso in fretta da quel numero di luglio/agosto del 2013 in cui la mia firma appariva per la prima volta sul mensile diretto da Stefano I. Bianchi; come avevo più volte dichiarato, se mai me ne fossi andato dal Mucchio era su “Blow Up” che avrei voluto scrivere e per fortuna, dopo il burrascoso abbandono, “Blow Up” non mi ha chiuso la porta in faccia. Con il SIB ho sempre avuto un ottimo rapporto, da quando ci conoscemmo ad “Arezzo Wave” più di trent’anni fa, con alcuni collaboratori avevo avuto contatti e con altri ho iniziato ad averli solo dopo il mio ingresso; non si sono così creati problemi, al di là di qualche piccolo incidente di percorso dovuto alla mia esuberanza caratteriale e alle inevitabili difficoltà di accettare appieno un ruolo subordinato quando si è invece abituati da sempre a fare ciò che si vuole, se non proprio a dettare le linee. È un fatto psicologico, irrazionale, e se lo sto scrivendo qui è soprattutto per scusarmene e solo in minima parte per cercare giustificazioni.
Più d’uno mi ha domandato come mai su “Blow Up” non scriva tanto quanto facevo sul Mucchio, e a tutti ho risposto “per colpa mia”. Questo nel senso che per quanto riguarda quella che si potrebbe definire “ordinaria amministrazione” (ovvero recensioni et similia), propongo solo gli argomenti che mi andrebbe davvero di affrontare ma non sempre sono tempestivo nel farlo; per i materiali “di peso”, ovvero gli articoli di tante pagine (che SIB sarebbe ben felice di pubblicare) ho invece l’handicap di non potermi quasi mai concedere una settimana di “full immersion” in un tema (e per un pezzo da 40/50.000 battute ne ho bisogno: è un mio limite, lo so) e dalla stessa “ansia da prestazione” che avevo con “Extra”. Alla fine, comunque, non mi posso lamentare più di tanto, avendo finora firmato sette dossier più o meno corposi su Crime (182/183), Victor Jara (184), Devo (185), Folk-rock in romanesco (186), Black Flag (188), Peter Perrett/Only Ones (234) e Fall (238) e ad aver curato quattro “20 Essentials” su Proto punk (206/207), Punk 1976/77 USA, (209), Punk 1976/77 Europa (210) e Punk 1978-79 (225). A questi vanno aggiunti quattro articoli (o interviste) più brevi (Toy, Algiers, Ork Records, Psycotic Pineapple), cinquantaquattro schede per vari “20 Essentials” e trecentoquindici recensioni (trecentodue di dischi, sei di libri e sette di concerti).
Colgo dunque l’occasione della ricorrenza per ringraziare i compagni di cordata per avermi fatto sentire da subito “a casa” e per i tanti momenti esilaranti che mi hanno regalato (dagli scambi di mail collettivi, sia globali che ristretti, vengono spesso fuori cose pazzesche) assieme alle “dritte”. L’avventura continua e tutti speriamo che ci riserverà altre soddisfazioni, anche se il mondo dell’editoria è quello che ben sappiamo e viverci dentro è sempre più difficile. Dico la verità, avrei voluto festeggiare anche con un mio libro della collana “Director’s Cut”, ma non sono ancora riuscito a completarlo; abbiate però fede, arriverà.

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Nessuno più nel Mucchio

Che ci crediate o meno, non avrei grande voglia di scrivere sul tema “Il Mucchio non c’è più”, notizia diffusa ieri (qui l’annuncio ufficiale) che ha sorpreso notevolmente chi a differenza di me non lo sapeva già. Però quasi tutti i miei lettori se lo aspettano e li posso anche capire: dopo i tre post del 2013 che a livello di “numeri” hanno spopolato (questo, quest’altro e ancora questo, per chi ha bisogno di un ripasso), mi è stato fatto notare che ci sarebbe voluta una sorta di chiusura del cerchio, e che sarebbe stato meglio se avesse avuto uno svolgimento organico invece di essere divisa tra mille commenti su Facebook. E dunque ok, e sia, procedo di getto e rispondo subito alla domanda che mi hanno rivolto almeno in duecento: “ti dispiace?”. Sono come sempre sincero e rispondo: “no”. Per me Il Mucchio era morto nell’aprile di cinque anni fa, da allora non ne ho comprato né letto un solo numero e poi da qualche mese aveva pure cambiato nome, chissà se per scelta concettuale/artistica o per ragioni di carattere pratico/legale. Ho consacrato a quella rivista venticinque anni pieni della mia vita, le ho dato tanto e tanto ne ho ricevuto, ma il pensiero – non lo nego, ogni tanto mi attraversava la mente – che un giornale che per me ha significato moltissimo fosse governato da due persone a mio avviso inadeguate al compito mi disturbava. Chiaramente, non c’entrava solo la professione, ma c’erano seri motivi personali: a quelle due persone avevo concesso fiducia e amicizia senza condizioni, e non potrò mai perdonare né dimenticare quello che considero un orribile, reiterato tradimento a base di fandonie che io (scemo) mi bevevo, atteggiamenti dittatoriali di rara sgradevolezza (capitava spesso che, quando cercavo di oppormi a idee che ritenevo bislacche, mi venisse detto che conoscevo l’ubicazione della porta), decisioni imposte “dall’alto” (le virgolette sono importanti, eh) e intromissioni insensate volte solo ad affermare il proprio dominio, il tutto – come avrei appreso solo dopo – mentre si continuava a mungere la vacca dei contributi statali. Guadagnarsi il mio disprezzo e il mio astio non è facile, ci sono riusciti davvero in pochi, ma per quelli che sono stati così bravi non ci sarà alcuna possibilità di recupero della situazione e le loro disgrazie saranno per me sempre fonte di appagamento scevro da rimorsi; vi interessa sapere quale è stato il punto di non ritorno? Il giorno in cui, appena trascorsi i sei mesi dopo i quali non avrei più potuto contestare la mia dichiarazione di non avanzare più nulla per il lavoro svolto alla Stemax (che avevo dovuto firmare per poter ricevere i sedici mesi di compensi arretrati, e che mai avrei impugnato a posteriori perché io ho una parola sola), hanno riesumato pateticamente il “mio” Extra affidandone la direzione a un collega per il quale, ecco, non nutro grande simpatia; immaginavo sarebbe durato ben poco e ho avuto ragione (tre numeri orribili), ma il gesto mi ha talmente disgustato che… basta. Non ho invece malanimo nei confronti di tutti gli altri che negli ultimi cinque anni al Mucchio hanno venduto o regalato il loro lavoro, qualificato o meno che fosse. Sì, tutti sapevano degli scheletri e facevano finta di niente, ma scrivere per una testata storica appaga l’ego e favorisce “la carriera”; non è magari bello ma è umano, e sì, posso dire di capirli, ma ammetto di avere poco fa idealmente inalberato un bel dito medio a uno solo di costoro, uno di quei leccaculo opportunisti che di sicuro riapparirà da qualche altra parte perché l’erba cattiva non muore mai ma intanto, excuse my french, suca forte.
Voltiamo pagina. Mi è capitato di leggere da varie parti generici attestati di dispiacere perché ogni rivista che chiude è una sconfitta per la cultura (o, almeno, una certa cultura), e più o meno sono d’accordo. Va però rimarcato che “Il Mucchio” non ci ha salutati per difficoltà economiche legate al basso numero di acquirenti e alle scarse inserzioni pubblicitarie; ok, se la passava un po’ peggio della diretta concorrenza ma non così tanto peggio, e magari tirando la cinghia avrebbe resistito ancora. La chiusura è invece figlia degli strascichi giudiziari connessi alla lite sanguinosissima tra due ex soci di una cooperativa un po’ sui generis, quegli stessi due soci che per molti anni si sono assegnati stipendi e benefit principeschi (leggere qui e qui, ma cercando un po’ in Rete salta fuori di tutto e di più) grazie ai contributi statali. Apprendere che per uno dei due la faccenda non è finita qui, e che i tribunali avranno altro lavoro mi fa sperare in ulteriori gioie; e non ditemi che sono cattivo, no… è solo profondamente giusto che sia così.
Rileggo quello che ho scritto finora e mi rendo conto di aver lasciato trasparire sentimenti che non mi fanno onore; pazienza, non credo che ritornerò sull’argomento e quindi non modifico le riflessioni a caldo. Mi astengo inoltre dal commentare alcune amenità presenti nella lettera di addio perché non voglio infierire ulteriormente, dicendo solo che addossare la responsabilità della chiusura all’ex direttore e al Tribunale brutto e cattivo è probabilmente l’ennesima furbata per suscitare compassione, come nell’ormai famosa campagna di salvataggio “Io sto nel Mucchio” per la quale – ingenuo e idiota che sono – misi pure la faccia. Cali allora il sipario sul “Mucchio Selvaggio”, quel sipario che sarebbe dovuto scendere un bel po’ di tempo fa, augurandosi che dopo la lunga e penosa agonia il caro estinto riposi finalmente in pace. Addio Mucchio Selvaggio, anche se – al di là del riferimento a un film magnifico – il tuo nome mi è sempre parso brutto e inadatto, ti ho amato alla follia.

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Blow Up n.241

Il numero di giugno di “Blow Up”, del quale potete leggere qui il sommario completo, è pieno più che mai di contenuti inusuali e stimolanti, dai “20 Essentials” dello slowcore a Moebius & Conny Plank, dai My Cat Is An Alien agli Ain Soph. I miei contributi sono purtroppo esigui, in larghissima parte per colpa mia, e si limitano alle recensioni di un ottimo cofanetto della Cherry Red dedicato alla New Wave Of British Heavy Metal e dei nuovi album di Emma Tricca e Dead Cat In A Bag. Però a contare davvero è che vinca la squadra, chi mette a segno i gol ha importanza molto relativa. In tutte le edicole, 132 pagine per 6 fottutissimi euro.

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Classic Rock n.67

È un edicola il numero di giugno di “Classic Rock”, ricco come d’abitudine di contenuti interessanti che potrete scoprire passando in rassegna gli strilli della copertina. Minimi, in questa occasione, i miei contributi: una macrorecensione del nuovo Arctic Monkeys e una microrecensione dell’ultimo dei Damned.

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AudioReview n.399


Già dalla scorsa settimana è in edicola “AudioReview” di giugno, con la solita quantità di articoli dedicati sulla tecnica al servizio del buon ascolto e l’altrettanto abituale sezione musica da me curata con un centinaio di recensioni di Classica, Jazz e Rock-Pop. Io ho firmato quelle di Arctic Monkeys (disco del mese), Stephen Malkmus, Belly, Fabio Cinti Led Zeppelin (ristampa) e Paradise Lost (ristampa). La venticinquesima puntata della mia rubrica “Le canzoni raccontate” è stata invece dedicata a “Candle In The Wind” di Elton John.

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Blow Up n.240


È disponibile nelle migliori edicole (e presso il sito) il numero di maggio di “Blow Up”, rivista con la quale ho il grande piacere di collaborare da ormai quasi cinque anni anche se, per varie ragioni, i miei contributi sono spesso esigui. Ad esempio, questo mese mi sono limitato a quattro recensioni (il concerto romano di Sid Griffin, l’album di Paolo “Spunk!” Bertozzi, due raccolte di materiale inedito dei tardi anni ’70 dei Real Kids e dei Gags), e quindi le ragioni per le quali dovreste proprio acquistare il giornale sono altre: l’articolo di copertina dedicato al mio amato Ryley Walker, un “de profundis” che Riccardo Bertoncelli ha dedicato al “New Musical Express”, altri pezzi lunghi su Quicksilver Messenger Service, Larry Heard e “Rimini” di Fabrizio De André, rubriche varie, recensioni, libri, fumetti, cinema. Qui, comunque, il sommario completo. 130 pagine per 6 euro, fatelo vostro.

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La Trap

Negli ultimi due giorni, causa forzato stazionamento in sale di attesa, ho avuto modo di leggere un’infinità di commenti sulla trap scritti – davvero da chiunque – sulla scia dell’onda emotiva provocata dalla scaletta del Concertone di Piazza San Giovanni. Giovani che la esaltavano, giovani che la schifavano, vecchi che la schifavano, vecchi che la esaltavano non so se per apertura mentale o se per non sembrare, appunto, vecchi, giovani e vecchi che nemmeno sapevano di cosa stessero parlando ma che qualcosa dovevano dirla per forza, eccheccazzo. Per lo più chiacchiere ottuse/senza senso, motivate da questa esigenza che tutti sembrano avere di far sapere al “popolo del web” che esistono, camminano su questa terra e che sono persino in grado di formulare delle opinioni (e chi pensa “ma tu non stai facendo lo stesso?”, si ricordi che commentare la musica e ciò che le sta attorno è da una quarantina d’anni il mio lavoro).
L’unica cosa che non ho letto (il che non vuol dire che da qualche parte non ci sia, eh; io, però, non mi ci sono imbattuto) è che, al di là di ogni giudizio estetico, artistico e concettuale, più che prendersela con la trap e con i pischelli che la suonano e ascoltano, figli dei loro tempi e della società disastrata nella quale vivono/viviamo, dovremmo interrogarci su quanta responsabilità noi (più o meno) vecchi abbiamo sull’andazzo dei tempi e della società che l’ha generata, ‘sta benedetta/maledetta trap. Trap che a me, a scanso di equivoci, rivolta le budella oltre ogni umana e disumana immaginazione, ma che mi sono impegnato almeno un minimo a conoscere per questioni professionali. Va da sé che su di essa non mi importa di esprimermi compitamente, a meno che qualcuno non mi paghi (e molto bene) per farlo… ma è molto improbabile che accada, e quindi benissimo così.
PS: Chi si stia chiedendo che c’entra con l’argomento trattato l’immagine a corredo del post (che è di puro cazzeggio: in questa circostanza, non si commetta l’errore di prendermi troppo sul serio), provi a digitare “la trap” su Google images. Io l’ho fatto per curiosità, e quando ho visto i primi risultati non ho resistito alla tentazione di costruirci attorno un post; fosse saltato fuori Sfera ebbasta, avrei di sicuro evitato.

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AudioReview n.398

È in edicola il nuovo numero di “AudioReview”, del mese di maggio, con un’infinità di articoli dedicati alla tecnica al servizio del buon ascolto e “la solita” sezione musicale da me curata con un centinaio di recensioni di Classica, Jazz e Rock-Pop. Io ho scritto di A Perfect Circle (disco del mese), della ristampa “deluxe” di “Burattino senza fili” di Edoardo Bennato e di altre novità come il tributo a Battisti/Panella “LB/R La bellezza riunita”, Anna von Hasselwolff, David Byrne, Filippo Andreani, Motta. Inoltre, nella ventiquattresima puntata della rubrica “Le canzoni raccontate” mi sono concentrato su “A Whiter Shade Of Pale” dei Procol Harum.

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Vinile n.13

È in edicola il nuovo numero di “Vinile”, bimestrale che racconta “storie di musica, collezioni, emozioni” che, come potete vedere dagli strilli della copertina qui postata, abbonda di contenuti interessanti. Il mio contributo è un articolo di dieci pagine su Elio e le Storie Tese, con focus sulla loro discografia in vinile ma con qualche finestra aperta sulle più interessanti curiosità in CD. 132 pagine di grande formato e coloratissime per € 9,90.

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