presentazioni

Classic Rock 79

È in edicola il numero di giugno di “Classic Rock”, più “classic” che mai. A livello di recensioni, i miei contributi sono minimi (il nuovo dei Pere Ubu e una ristampa dei Buzzcocks), ma in compenso sono stato parecchio attivo per quanto riguarda l’articolo di copertina dedicato alla produzione anni ’70 di Elton John, occupandomi in esteso di Empty Sky, Tumbleweed Connection e Goodbye Yellow Brick Road e più sinteticament di Here And There. Dovermi immergere come mai avevo fatto prima per ragioni professionali nella musica di questo straordinario artista mi ha regalato un paio di giorni bellissimi.

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Blow Up n.253

È in edicola da ieri il numero di giugno di “Blow Up”, del quale potrete scoprire quasi ogni dettaglio cliccando qui. Per quanto mi riguarda, oltre alle recensioni di alcuni nuovi dischi (Raconteurs, Peter Perrett, Anuseye, ristampa dei Social Distortion), ho contribuito con due articoli: uno, di sei pagine, si concentra sui dischi carcerari di Johnny Cash in occasione dei cinquant’anni di “At San Quentin”, mentre l’altro, di quattro, è dedicato ai negozi di dischi di Roma (la rubrica “Grand Tour”).

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AudioReview n.409


È da qualche giorno in edicola il numero di maggio di AudioReview. Se non vi accontentate della copertina e vi interessa il sommario completo, potete leggerlo qui. Per quanto riguarda i miei personali contributi, oltre ad aver come sempre curato l’ampia sezione musicale, mi sono occupato di You’re So Vain di Carly Simon nella rubrica “Le canzoni raccontate”, ho intervistato Simone Cristicchi e ho recensito vari dischi: una ristampa in vinile dei Blind Faith, i nuovi di Francesco Di Giacomo, Banco, Jade Bird, Bruce Hornsby e Cisco, un doppio CD con i tre album storici di Beaver & Krause.

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Classic Rock n.78

È in edicola il numero di maggio di Classic Rock, nel quale – come si può vedere dagli strilli di copertina – c’è parecchio hard rock (ma anche molto altro). A questo giro i miei contributi sono stati minimi: solo tre recensioni (Bad Religion, Dream Syndicate e il cofanetto “Losing Touch With My Mind“). In compenso, benché avessi cercato di oppormi, sono stato intervistato a proposito del mio libro su “Siberia” dei Diaframma.

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Blow Up n.252


È in edicola da qualche giorno il numero di maggio di “Blow Up”, ricchissimo di contenuti che potete scoprire con uno sguardo agli strilli di copertina e approfondire maggiormente a questo link. Per quanto riguarda me, ho recensito molto in esteso il nuovo album dei Fast Animals And Slow Kids e, più in breve, quelli di Bad Religion, Danso Key e Juju.

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AudioReview n.408

È in edicola già da un paio di settimane il numero di aprile di AudioReview, nel quale come ogni mese ho organizzato l’ampia sezione musicale e scritto un bel po’ di cose. Per la precisione: tre pagine di intervista a Enrico Ruggeri, due della rubrica “Le canzoni raccontate” dedicata questo mese a “Diamonds & Rust” di Joan Baez e le recensioni dei nuovi album di La Batteria, Giuda, Enrico Ruggeri e Teho Teardo, nonché di una ristampa dei Van Der Graaf Generator.

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Roma brucia (il libro)

Ci pensavo da un sacco di tempo, ma lo lasciavo sempre tra le “idee che forse un giorno…” perché, devo ammetterlo, mi sembrava un po’ da sboroni, come dicono in Emilia. Poi ho chiesto pareri persone dell’ambiente (e non) delle quali mi fido e tutte hanno concordato nel dirmi che se non l’avessi fatto avrei meritato la qualifica di cretino. Non contento della risposta troppo generica, ho voluto sapere da ciascuno perché secondo loro “dovessi”, e le opinioni ottenute mi sono parse valide. Esempi? “Sarebbe il primo libro mai uscito sulle scene alternative romane degli ultimi quarant’anni”, “Il tuo immenso archvio sull’argomento è disperso tra centinaia di riviste, è giusto raccoglierlo”, “Diversamente da ciò che accade per altre città, tanti pensano che Roma abbia in fondo prodotto poca musica significativa, e non è vero”, “Qualsiasi cosa di nuovo sia successo qui dalla fine dei ‘70, tu in qualche modo l’hai vissuta e raccontata in tempo reale”.
Insomma, mi hanno convinto. E allora ho frugato ovunque per tirar fuori qualsiasi cosa avessi scritto su artisti romani di qualità, indipendentemente dal genere. Capito quali potevano essere le dimensioni del lavoro ho cercato un editore, trovandolo pressoché subito in Goodfellas. Chiusi gli accordi, sono passato alla fase operativa, assemblando dodici capitoli e due appendici (lasciando anche fuori qualcosa: le 608 pagine erano un limite invalicabile). I capitoli, ciascuno dei quali è dedicato a una macroarea musicale, sono in ordine più o meno cronologico e sono introdotti da una breve presentazione. Al loro interno, centinaia di recensioni, decine di interviste, un tot di articoli di tipo monografico, copertine di tutti i dischi trattati, foto a iosa. So perfettamente che alcuni stili – il metal, per citarne uno – non sono affrontati, ma non me ne sono preoccupato: “Roma brucia” non è né ha mai voluto essere una sorta di enciclopedia della musica nella Capitale. È, invece, un’enorme antologia di testimonianze antiche e più recenti sull’attività di oltre duecento tra band e solisti che inizia con il primo punk e arriva alla scena folk-rock in romanesco passando per il post-punk, i vari recuperi creativi, il rock “antagonista”, la canzone d’autore dei ’90, l’indie eccetera eccetera eccetera. Una quindicina dei nomi presenti sono in copertina, ma per chi fosse interessato al resto il sommario è consultabile qui; quanti volessero invece sbirciare all’interno possono invece farlo cliccando qui e qui.
Inutile, suppongo, sottolineare la mia soddisfazione per aver potuto rendere omaggio alla musica della città dove sono nato, anche se a spingermi all’impresa non è stato il campanilismo ma il desiderio di condividere e contribuire per quanto possibile ad allargare la conoscenza di tante belle storie di rock e dintorni.

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Vinile n.19

È nelle edicole da qualche giorno il n.19 (accidenti, come corre il tempo!) di Vinile, rivista con la quale collaboro più o meno stabilmente. In questa circostanza ho commentato parecchio per esteso – più di 25.000 battute tra articolo introduttivo e schede – la discografia anni’70 – solo anni ’70 – di Antonello Venditti, che limitatamente a quel lasso di tempo è stato senza dubbio uno dei vertici della canzone d’autore italiana per profondità, personalità e ispirazione. Poi naturalmente all’interno si parla di tanti altri argomenti interessanti, come potete vedere dagli strilli di copertina.

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Classic Rock n.77

È in edicola da una decina di giorni il numero di aprile di “Classic Rock”. Nell’articolo principale si parla di 100 grandi album deigli anni ’60, ma il programma – come si può capire dagli strilli di copertina – è come sempre ricco e diversificato. I miei contributi alla causa sono un’intervista alla band canadese The Damn Truth (in queste settimane per la prima volta in tour in Europa, Italia compresa: 11 aprile a Cantù e 13 a Ravenna), più alcune recensioni: Stephen Malkmus, Keith Richards (ristampa), Rema-Rema (ristampa) e Flamin’ Groovies (ristampa).

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Blow Up n.251

È arrivato nelle edicole il numero di aprile di “Blow Up”, ricco di argomenti che potete scoprire con uno sguardo agli strilli di copertina e approfondire cliccando qui. A livello personale ho contribuito con le recensioni di quattro nuovi album (Dave-Id Busaras e Giancarlo Ferrari, Le capre a sonagli, Giulio Casale e Virginiana Miller) e firmando due delle nostre rubriche a rotazione: in “Playlista” ho raccontato dieci “impossibili” adattamenti italiani di canzoni straniere, in “Ripeschiamoli” ho puntato i riflettori su una piccola, grande band new wave del periodo a cavallo tra ’70 e ’80, i Fashion (Music). 148 pagine a 7 €: non fate i taccagni, sono soldi ben spesi.

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AudioReview n.407

È in edicola il numero di marzo di AudioReview, del quale potete leggere qui il sommario completo. Per quanto mi riguarda, oltre ad avere come sempre curato l’ampia sezione musicale con recensioni di classica, jazz e rock-pop,ho firmato un’intervista a Cristiano De André e la trentatreesima puntata della rubrica “Le canzoni raccontate”, nella quale mi sono occupato di Rock N Roll Nigger di Patti Smith. Ho inoltre scritto dei nuovi album di Massimo Volume, Umberto Maria Giardini, Ligabue, Giulio Casale, Giardini di Mirò e Karen O. & Danger Mouse, nonché della ristampa “deluxe” di Talk Is Cheap di Keith Richards.

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Blow Up n.250


Dopo il superlavoro degli ultimi mesi (ben sei articoli lunghi/lunghissimi tra settembre e febbraio), su questo numero di Blow Up ho scritto poco: giusto due recensioni, quelle dell’album in coppia di Karen O. & Danger Mouse e di una ristampa degli Hates. Ci sono però un sacco di cose belle e interessanti firmate da altri, per scoprire le quali vi invito a cliccare qui. Il passaggio in edicola per investire i 7 euro richiesti per queste 148 pagine dovrebbe poi essere strettamente consequenziale.

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Classic Rock n.76


È in edicola il nuovo “Classic Rock”. Oltre che con le recensioni del nuovo Steve Gunn e delle ristampe dei Green River, ho contribuito con un lungo articolo sul Paisley Underground (la fase iniziale, con ampie schede su dieci dischi fondamentali), corredato della recensione del recente auto-tributo “3×4” e di un’intervista a Sid Griffin dei Long Ryders, nella quale si parla soprattutto dell’eccellente album del ritorno, “Psychedelic Contry Soul”.

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Siberia, il libro

Quanti nel 2010 erano abbonati al Mucchio ricorderanno di sicuro i librini della collana “Rock italiano – I grandi album” che gli venivano inviati tre volte all’anno: erano storie dettagliate di dischi di grande valore raccontate attraverso interviste appositamente raccolte a coloro che vi furono coinvolti, con l’autore nel ruolo di “voce fuori campo” che spiegava, contestualizzava, integrava con dati e aneddoti. La veste tipografica era un po’ cheap, ma a caval donato non si guarda in bocca, giusto?
Il quarto volumetto della serie, mai venduto nelle librerie e da un pezzo esaurito, era mio e si concentrava sul primo album dei Diaframma, “Siberia”, uno dei capolavori del rock italiano di ogni epoca e un disco al quale il tempo non ha sottratto fascino e “centralità”. Ora, la Hellnation Books in associazione con la Red Star Press ha voluto pubblicarne una versione aggiornata, integrata con ulteriori interviste e con un capitolo inedito sul “Reloaded”, nonché arricchita di materiale fotografico, il tutto in un lussuosa edizione formato 45 giri con copertina cartonata e carta di pregio. Ne vado naturalmente assai fiero e sarà per me un enorme piacere presentarlo al pubblico assieme a Federico Fiumani (il 17 marzo saremo a Milano al Book Pride e il 19 a Firenze al Libraccio, ma ce ne saranno di sicuro altre). Chi volesse acquistarlo può farlo presso il sito della Red Star (basta cliccare qui), oppure – dai prossimi giorni – nelle migliori librerie.
“Siberia” è dedicato all’amico che produsse il 33 giri nel 1984, Ernesto De Pascale, purtroppo scomparso nel 2011. Le sue parole, risalenti al 2010, sono però nel libro, assieme a quelle di Federico Fiumani, Gianni Cicchi, Miro Sassolini, Leandro Cicchi, Sergio Salaorni, Alberto Pirelli, Giampiero Barlotti, Bruno Casini, Nicola Vannini, Maurizio Guarducci, Edoardo Daidone, Luca Cantasano, Lorenzo Moretto, Gianni Maroccolo, Manuele Fior, Cristiano Godano, Madaski, The Niro ed Elena Stancanelli, che ringrazio nuovamente per i preziosi contributi.

 

 

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AudioReview n.406

È già da qualche giorno nelle edicole il numero di febbraio di AudioReview, del quale potete leggere qui il sommario completo. Oltre alla cura dell’ampia sezione musica (classica, jazz, rock-pop), ho contribuito con la trentaduesima puntata della rubrica “Le canzoni raccontate” (dedicata a “Woodstock” di Joni Mitchell) con un’intervista a Federico Zampaglione/Tiromancino e con le recensioni dei nuovi album di Roberto Vecchioni, Cass McCombs, Joe Jackson e BandaJorona, nonché della ristampa estesa di “Viaggio senza vento” dei Timoria.

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Blow Up n.249


È uscito in tutte le edicole il nuovo numero di Blow, 148 pagine per 7 euro, ricchissimo di contenuti che potrete approfondire cliccando qui. Per quanto riguarda me, vi ho contribuito con sei pagine di retrospettiva sui Buzzcocks (Beppe Recchia e Christian Zingales hanno poi “completato il discorso”, occupandosi rispettivamente della produzione solistica di Pete Shelley e della carriera di Howard Devoto) e con le nove della terza (e ultima) parte del mio dossier sul “synthpunk” americano a cavallo degli anni ’70 e ’80, oltre che con le recensioni del nuovo Pavlov’s Dog e della raccolta-(auto)tributo al Paisley Underground “3×4“.

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Classic Rock n.75

Se penso a quando ho iniziato a scrivere su “Classic Rock” mi sembra ieri, e invece i numeri che contengono miei articoli sono già, speciali esclusi, ben cinquantadue. A quest’ultimo ho contribuito con un pezzo di tre pagine su “Tommy” degli Who contestualizzato al 1969, con un’intervista a Manuel Agnelli e con le recensioni di vari nuovi album (Long Ryders, Michael Chapman, Bob Mould, Massimo Volume e Afterhours) e di due ristampe dei Buzzcocks.

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AudioReview n.405

È in edicola il numero di gennaio di AudioReview, che ovviamente è dedicato in prevalenza ad argomenti tecnici ma che si occupa anche parecchio di musica, con recensioni di classica, jazz, rock-pop, world, vinile e quant’altro scritte da irreprensibili esperti. Per quanto riguarda i miei contributi personali, segnalo la trentunesima puntata della rubrica “Le canzoni raccontate – Storie, retroscena e leggende della musica che gira intorno” (dedicata a “Roxanne” dei Police) e, nella sezione musica, recensioni di Bruce Springsteen (disco del mese), Colter Wall, Deerhunter, Sharon Van Etten, Third Ear Band (ristampa) e Max Gazzè (ristampa vinile).

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