presentazioni

AudioReview n.396


È in edicola il n.396 (febbraio-marzo) di “AudioReview” (qui il sommario completo). Assieme alle tante pagine tecniche dedicate a tutto ciò che gira attorno al mondo dell’Hifi, la rivista contiene la solita, ampia sezione recensioni (34 pagine tra Classica, Jazz e Rock-Pop) da me organizzata. In questo numero mi sono occupato personalmente di Jonathan Wilson (disco del mese), Franz Ferdinand, Zen Circus, Calibro 35, Grant-Lee Phillips e Dunk; nella puntata n.22 della rubrica di due pagine “Le canzoni raccontate – Storie, retroscena e leggende della musica che gira intorno”, dove sono analizzati e spiegati famosi brani rock, mi sono occupato di Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd.

Annunci
Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

Vinile n.12

Dopo due numeri in cui ho battuto la fiacca, ho scritto un nuovo articolo per il numero 12 di Vinile, appena uscito nelle edicole e, come si può desumere dagli “strilli” in copertina, ricchissimo di argomenti insoliti e ovviamente interessanti. Il mio contributo è un pezzo di dieci pagine dedicato al punk italiano degli anni ‘70, sia vero che più o meno finto: dai primi Skiantos ai Decibel, dai Chrisma ai Revolver, dai Rancid X agli Elektroshock, dai Judas alla serie “Rock ‘80” della Cramps, non senza qualche digressione laterale; solo punk e “fake punk”, solo uscite del periodo 1977-1980. Sono cose delle quali ho già scritto (in maniera diversa, certo), ma questa è la prima volta che l’ho fatto con taglio collezionistico oltre che divulgativo: quindi, anche con note sulle varie edizioni e con tutte le corrette quotazioni dei dischi.

Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

Blow Up n.237

È già in tutte le edicole il nuovo numero di Blow Up. pieno come sempre di belle cose: dalla prima parte di un excursus sui dischi essenziali della psichedelia britannica degli anni ’80 a trattazioni estese su Berth Jansch e Simple Minds, più i dischi da isola deserta di Simon Reynolds e tanto altro che potrete scoprire da voi cliccando qui. Per quanto mi riguarda, ho contributo con varie recensioni: Federico Fiumani e Alex Spack, Lalli e Stefano Risso, Mamavegas, Guignol, Filippo Andreani, un paio di chicche di oscuro punk settantasettino e il libro di Levi Henriksen Norwegian Blues. 132 pagine per € 6,00, non fate i micragnosi.

Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

Classic Rock n.63

È in edicola il numero di febbraio di Classic Rock. Per festeggiare i cinquant’anni appena compiuti dall’epocale come Vincebus Eruptum ho scritto un articolo di ben cinque pagine sull’indimenticabile 1968 dei Blue Cheer; ho inoltre recensito molto in esteso il nuovo album dei Warrior Soul e l’ennesima ristampa dei Radio Birdman, e più sinteticamente i nuovi lavori di Television Personalities, Turin Brakes e Winstons. Nel numero si parla inoltre di Yardbords, King Crimson, ZZ Top, Pink Floyd, Post-Rock, Federico Fiumani e molto altro. 132 pagine di grande formato per € 5,90.

Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

AudioReview n.395


È in edicola il n.395 (gennaio-febbraio) di “AudioReview” (qui il sommario completo). Assieme alle tante pagine tecniche dedicate a tutto ciò che gira attorno al mondo dell’Hifi, all’interno è contenuta un’ampia sezione recensioni (34 pagine tra Classica, Jazz e Rock-Pop) organizzata da me, che si avvale della collaborazione di Riccardo Bertoncelli, Eddy Cilìa, Donato Zoppo, Aldo Gianolio, Piercarlo Poggio, Filippo Gonnelli, Marco Cicogna, Laura Albergante, Guido Festinese, Enzo Pavoni, Paolo Occhiuto, Massimo Privitera, Luca Buti e Fabio Chiarini. In questo numero mi sono occupato personalmente, tra le altre cose, di Calexico, GianCarlo Onorato, Atomic Rooster, Glen Hansard e Neil Young; ho inoltre firmato la ventunesima puntata di “Le canzoni raccontate – Storie, retroscena e leggende della musica che gira intorno”, rubrica di due pagine che racconta, analizza e spiega famosi brani rock, nella quale ho preso in esame Won’t Get Fooled Again degli Who.

Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

Blow Up n.236


È in edicola il numero di gennaio di Blow Up, che contiene fra le altre cose un lungo excursus sui venti dischi da non perdere del fenomeno punk-funk 1979-1983, articoli su Yellow Magic Orchestra e Robert Ashley, l’ampio spazio “Collateral” dedicato a letteratura, cinema e fumetti, più recensioni e rubriche. Qui tutti i contenuti. Io ho scritto degli nuovi album di Dish Is Nein (ex Disciplinatha), Andrea Chimenti e Antonio Aiazzi, della raccolta di psichedelia britannica Looking At The Pictures In The Sky e del libro di John Doe (e altri) sul punk di Los Angeles.
Da segnalare anche il volumetto della collana “Director’s Cut” a proposito dei Red Crayola, firmato da Stefano I. Bianchi; gli abbonati lo avranno già ricevuto assieme al giornale, mentre tutti gli altri possono cercarlo nelle edicole delle principali città o acquistarlo a € 10 presso il sito o su Amazon.
La rivista, di 132 pagine, costa invece € 6,00.

Categorie: presentazioni | 2 commenti

Classic Rock n.62

È in edicola da qualche giorno il numero di gennaio di Classic Rock, mensile con cui collaboro stabilmente da ormai tre anni e mezzo. Per quanto riguarda i miei personali contributi di questo mese, nessun articolo lungo (a febbraio, comunque, ce ne sarà uno bello assai), ma solo tre recensioni: due piuttosto estese, dell’esordio dei Greta Van Fleet e della ristampa “deluxe” di Rocket To Russia dei Ramones, e una standard del nuovo U2. La rivista ha però ben altri motivi di interesse, dagli elenchi commentati di alcuni fra i migliori album stranieri e italiani del 2017 ai pezzi articolati e più o meno corposi su Queens Of The Stone Age, John Entwistle, Queen, Gianni Maroccolo, Bon Scott e Marilyn Manson, più naturalmente la consueta mole di rubriche, recensioni, interviste brevi e altro. 132 pagine di grande formato per € 5,90.

Categorie: presentazioni | Lascia un commento

Anno nuovo, vita nuova

Ci pensavo ormai da un bel po’, senza riuscire ad arrivare a una decisione sul da farsi. Addirittura, mi era passato per la mente di interrompere ogni pubblicazione su “L’ultima Thule”, lasciando on line tutto il pregresso ma concludendo l’avventura con un post intitolato “Mission is terminated” (sì, alla Throbbing Gristle); in fondo, tra otto giorni il mio blog festeggerà i cinque anni di presenza in Rete con un bilancio di circa 1.100 post e quasi 800.000 pagine lette, più la ciliegina di due “Targhe Mei Musicletter”… ci poteva stare, un “bene, è stato bello, grazie a tutti, mi dedico ad altro”, ma alla fine… perché? Meglio continuare, apportando però qualche piccola modifica che vado adesso a illustrare.
Allora… a partire dal 2018 continuerò a proporre materiale vecchio dai miei archivi, ma non caricherò nulla di quello che apparirà dai numeri di gennaio in avanti nelle riviste alle quali ho il piacere e l’onore di collaborare in pianta stabile, ovvero “AudioReview”, “Blow Up”, “Classic Rock” e “Vinile”. Già evitavo di recuperare gli articoli lunghi, ma da ora in poi farò lo stesso pure con le recensioni; quanti fossero interessati alle mie considerazioni/opinioni sulle uscite post-2017 dovranno quindi orientarsi sui giornali e solo su quelli. Sul blog provvederò ovviamente a informare in tempo reale su quanto di mio uscirà su carta, e pazienza se quelli che non vogliono mettere la mano in tasca non mi leggeranno più e si accontenteranno di articoli, recensioni, playlist e quant’altro antecedenti all’anno appena iniziato, alle scalette dei miei programmi alla radio, a brevi appunti su dischi/artisti/eventi che non tratterò sulle riviste di cui sopra. Come ho già detto varie volte, “L’ultima Thule” è nato per non “far morire” il mio immenso archivio e per far sì che il mio nome e le mie gesta (detto scherzosamente, eh) fossero noti agli appassionati, agli addetti ai lavori e ai musicisti che hanno come fonte di informazione soltanto il web; dato che per me il giornalismo legato alla musica è una professione e non un hobby, mi sembra giusto riservare una sorta di esclusiva a quegli editori che mi danno spazio e mi pagano per riempirlo. Il blog è gratuito e so bene che, se ne offrissi la lettura a una cifra anche simbolica o poco più, i click crollerebbero; per cui, non amando neppure la strategia alternativa delle libere donazioni, rivendico il diritto di donare solo quello che mi sembra sensato, almeno rispetto alla situazione attuale (il futuro è un’ipotesi…).
Ciò detto, lascio spazio ad eventuali commenti e rivolgo naturalmente a tutti i miei più sinceri auguri per il 2018.

Categorie: presentazioni | 31 commenti

Blaue Reiter (1982-1983)

Nel lontanissimo 1983 mi capitò di recensire il (secondo) demo di una band piemontese che di lì a poco sarebbe sparita per rinascere subito dopo dalle sue ceneri con un’altra ragione sociale. Il gruppo si chiamava in origine Blaue Reiter e per la sua nuova, non molto lunga vita (da me al tempo assai propagandata: qui una retrospettiva) si ribattezzò Viridanse. In epoca recente, i Viridanse sono poi addirittura ritornati in attività, realizzando due ottimi album dei quali non ho mancato di occuparmi sulle pagine di Blow Up. Considerato il mio stretto rapporto con l’ensemble in tutte le sue incarnazioni, è stato dunque un vero piacere, per me, scrivere le note di presentazione di un LP postumo contenente tutto il materiale registrato in studio dai Blaue Reiter; il disco in questione si intitola My Inner Thought ed è stato pubblicato alla fine dell’anno scorso in una tiratura limitata (solo vinile, niente CD) dalla Syntehtic Shadows.

È facile collegare a un periodo preciso il momento in cui i Blaue Reiter vissero, per dirla con il maestro Andy Warhol, i loro quindici minuti di (pur relativa) fama, suscitando curiosità a livello underground e inanellando una discreta sequenza di concerti. Accadde soprattutto dopo l’uscita – nell’autunno 1982 – di Gathered, antologia di emergenti curata dello staff di quel “Rockerilla” che all’epoca era la rivista di riferimento per chiunque fosse interessato alle nuove tendenze rock. Continua a leggere

Categorie: presentazioni | Tag: , | Lascia un commento

Baustelle 22-11-17

Ventuno anni fa, proprio di questi tempi, ricevetti un demo da una band toscana che mi parve da subito promettente. Non rimasi folgorato, ma la sostanza c’era e allora perché non incoraggiare i ragazzi? La mia recensione di quella cassettina, la prima in assoluto ottenuta dal gruppo sulla stampa, apparve sul Mucchio del 7 gennaio 1997, e da allora quei ragazzi – tre sono gli stessi di allora – hanno fatto parecchia strada, divenendo una delle realtà più luminose della scena musicale italiana. Hanno pubblicato una bella serie di dischi tra rock, pop “alto” e canzone d’autore, collezionato sold out, raccolto premi e riconoscimenti, il tutto rimanendo fedeli alla loro indole ed evitando i soliti trucchi che servono per raggiungere e mantenere il successo. E io, nel mio ruolo ovviamente defilato, sono sempre stato con loro, seguendoli con autentica passione, genuino affetto e costante curiosità.
Da oggi, ventidue novembre duemiladiciassette, è uscito L’amore e la violenza / Una storia dei Baustelle, la mia biografia autorizzata del gruppo. Per realizzarla ho goduto del pieno appoggio dei tre Baustelle, ma dato che mi piace far le cose come si deve ho intervistato altri ventuno protagonisti della vicenda, mettendo assieme una sorta di oral history nella quale mi sono ritagliato il ruolo della “voce fuori campo”; ad essa, che è il cuore del libro, ho aggiunto otto approfondite interviste d’epoca, una per ciascun periodo (quattro mie, quattro di colleghi/amici che me ne hanno gentilmente concesso l’uso), note critiche sugli album, una dettagliata discografia e tre “appendici” dedicate agli interessi artistici di Claudio, Francesco e Rachele fuori dalla band. Sono venute fuori 208 pagine di testo (più sedici di inserti fotografici) formato 17×24, che la Giunti ha confezionato splendidamente: copertina e retro di cartone pesante legati da una costina di tela, una vera sciccheria. Esiste, comunque, anche la versione digitale.
L’amore e la violenza / Una storia dei Baustelle si può acquistare sul sito dell’editore o in ogni libreria. Comprese, ovviamente, quelle in Rete, dove se ne possono anche leggere alcuni estratti.

Categorie: presentazioni | Tag: , | 1 commento

Punk! (dieci anni dopo)


Sono passati esattamente dieci anni dall’uscita di “Punk!”, che – senza nulla voler togliere ai numerosi altri – è il mio “libro della vita”. Tuttora in catalogo, è un volume di grande formato (21,5×28) di 266 pagine in carta pesante, con tanto testo e tante foto, venduto ad appena 24,50 € (di listino) grazie alla lodevole politica commerciale della Giunti. È un libro dal taglio unico, per l’Italia e (a quanto mi risulta) per il resto del mondo: non perché si concentra solo sul primo punk, quello dei ’70, ma perché prende in esame la nascita, lo sviluppo e le produzioni discografiche delle varie scene locali, non limitandosi ai soliti nomi arcinoti ma citando tutti coloro che all’epoca incisero almeno un 45 giri. La trattazione è suddivisa in diciotto capitoli abbastanza omogenei per lunghezza, dedicati nell’ordine a New York, Londra, Manchester, Scozia e Irlanda, L’altra Inghilterra, Boston, Los Angeles, San Francisco, Ohio, Detroit, Texas, L’altra America, Canada, Australia e Nuova Zelanda, Francia, Scandinavia, L’altra Europa e Italia. Ne vado molto più che orgoglioso e sono molto contento che in questi dieci anni sia entrato in parecchie migliaia di case, divenendo una pubblicazione “di riferimento” per ogni interessato alla materia. Ci lavorai per circa tre anni rubando ogni ritaglio di tempo all’ordinaria amministrazione, e ricordo come di frequente consultassi la Rete per rassicurarmi che nessuno, più all’estero che qui, avesse approntato un’opera simile, cosa che mi avrebbe poi qualificato come “copione”. Non è andata così e “Punk!” è rimasto one of a kind; e, come volevo, sempre attuale, perché la storia del primo punk è quella e non potrà certo essere cambiata, benché in questi dieci anni sul mercato siano apparse molte ristampe estese e lavori confezionati con materiali d’archivio anche inediti.

Categorie: presentazioni | Tag: | 9 commenti

And the winner is… (again)

Accolgo con soddisfazione la notizia che “L’ultima Thule” si è aggiudicato per la seconda volta (la prima fu nel 2014) la “Targa MEI Musicletter”, assegnata annualmente al “Miglior blog personale” che si occupa di musica. Un sincero grazie ai componenti della giuria, quest’anno molto più ampia del passato, che hanno voluto accordarmi la loro preferenza, e naturalmente a tutti coloro che mi seguono.

Congratulazioni a “Rockol“, che ha ottenuto la Targa come “Miglior sito”, e a Big Time, vincitore del Premio speciale come “Migliore ufficio stampa”.

Categorie: presentazioni | 8 commenti

Vinile n.8

Sul nuovo numero di Vinile, in edicola già da qualche giorno e ancora per alcune settimane (si tratta di un bimestrale), c’è un mio lungo articolo – ben 14 pagine – dedicato agli Afterhours. Il taglio è “sui dischi” e quindi anche “da collezionisti”, con tutte le uscite dal 1987 a oggi (compresi promozionali e stranezze) e le relative quotazioni medie di ciascuna. Mi diverte, per così dire, sottolineare quanto io sia un pessimo “promoter” di me stesso: da nessuna parte ho scritto (o fatto scrivere) che sono l’autore di Senza appartenere a niente mai, la biografia atipica (ma ufficiale) di Manuel Agnelli uscita per Vololibero ormai un anno e nove mesi fa e tuttora acquistabile pressoché ovunque.
Ovviamente, il n.8 di Vinile contiene un sacco di altre cose interessanti, a partire da un articolo sui dischi più rari (e quindi cari, ma non potete immaginare quanto) di Vasco Rossi che mi ha lasciato basito.

Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

The End (1983-1985)

La bellezza di trentatré anni fa, nell’ottobre del 1984, recensii il demo di una giovane band di Fano chiamata The End. Proprio la recensione qui fotografata, ripresa molto dopo nel mio libro Noi conquisteremo la luna – Scritti sulla new wave italiana, 1980-1985. Alla luce delle acerbe ma evidenti qualità dei ragazzi, non avrei mai pensato che quel nastro sarebbe rimasto un episodio isolato; anzi, avrei scommesso che di lì a poco sarebbe giunto un disco. Invece, non è andata così, e i The End scomparvero rapidamente dai radar. Tre decenni abbondanti dopo, mi sono deciso a rimediare all’ingiustizia, “costringendoli” a tirar fuori dai cassetti tutto il materiale all’epoca registrato e, assieme, abbiamo assemblato un album di addirittura diciannove tracce, pubblicato in CD – con una bellissima veste grafica e un ricco libretto informativo – dalla sempre ricettiva Spittle Records. Il disco si intitola Tears In My Eyes 1983-1985 ed è reperibile con facilità un po’ ovunque. Se a qualcuno interessa…

Categorie: presentazioni | Tag: , | Lascia un commento

In edicola (aprile)

edicolaDopo un mese di pausa, dovuto allo scoramento perché i numeri delle visualizzazioni ottenute dai post “In edicola” sono deprimenti rispetto a quelli dei post normali, torno a ricordare come ogni mese, nelle edicole, sia possibile acquistare riviste con miei articoli, interviste e recensioni che non sono diffusi contemporaneamente in Rete e che potrebbero apparirvi con sensibile ritardo (o mai). Questo il quadro completo di aprile.

Vinile n.7. Lungo articolo sulla prima produzione di Fabrizio De André per l’etichetta Karim, con “lettera aperta” a chi di dovere affinché essa sia finalmente valorizzata come merita.

 

 

 

 

 

AudioReview n.386Sezione musicale da me curata, rubrica “Le canzoni raccontate” sulla storia e il significato di brani famosi (questo mese, Bohemian Rhapsody dei Queen), recensione estesa dei Depeche Mode, recensioni di Jesus And Mary Chain, Edda, Le Luci della Centrale Elettrica, Cesare Basile e Lift To Experience (ristampa).

 

 

Blow Up n.227. Recensioni di Crowd e Scent Merci.

 

 

 

 

 

 

 

Classic Rock n.53. Intervista ai Residents, recensioni di Bardo Pond, Buzzcocks (ristampa), Father John Misty, Red Lorry Yellow Lorry (ristampa), Soundgarden (ristampa), Wire.

 

Categorie: presentazioni | Tag: | 1 commento

Ho fatto l’attore

Non posso dire che sia la prima volta, dato che ho interpretato piccoli ruoli in alcuni videoclip (una decina di anni fa mi era anche passata per la mente un’idea assurda che ho avuto il buon gusto di archiviare: essere in cinquanta videoclip prima del cinquantesimo compleanno), ma in questo caso si è trattato di una recitazione vera e propria, anche se agevolata dal fatto che dovevo indossare i panni di… me stesso. È accaduto nel 2015 e il progetto “Bye Bye Radio” – organizzato da alcuni componenti dello staff di Radio Bombay di Perugia – sembrava essere stato ormai abbandonato; invece, anche con mia sorpresa, l’idea di una web serie dedicata al mondo della musica italiana cosiddetta alternativa è stata ritirata fuori dal cassetto. Ecco così che l’unica puntata finora girata, della quale sono co-protagonista assieme ai Fast Animals And Slow Kids, è in circolazione, intitolata “Quando non sei Federico Guglielmi”.
Chiaramente (in caso contrario, non mi sarei prestato), tutto è corre sul filo dell’ironia e dell’autoironia. Prender parte alla cosa, lo ammetto, mi ha divertito assai, e nulla mi importa se qualcuno penserà che sono un cretino; almeno per certi aspetti, è vero.
Qui il link alla pagina “di lancio” di Fanpage, nella quale c’è ovviamente il link alla puntata (che dura cinque minuti e mezzo)

Categorie: memorie, presentazioni | 1 commento

Uniplux (1981)

Benché li abbia conosciuti in tempo reale, ho sempre avuto difficoltà a considerare gli Uniplux un gruppo punk; un po’ senza dubbio lo erano, ma il loro sound e il loro approccio erano comunque piuttosto diversi da quelli degli esponenti “classici” del genere. Lo prova il loro primo 45 giri, edito nel 1982 addirittura dalla RCA, con un lato rock (melodico, e con voce femminile) e uno ben più aggressivo; se tutti i pezzi del repertorio fossero stati nello stile del secondo, i ragazzi avrebbero di sicuro raccolto consensi maggiori in quel circuito alternativo che fondamentalmente li snobbava, preferendogli colleghi più feroci e allineati – anche sul piano dell’estetica – al Verbo dominante. Trentacinque (e più) anni più tardi, un album solo in vinile – della cui esistenza sono indirettamente responsabile – consente di inquadrare meglio gli Uniplux.

Storia piuttosto breve ma parecchio intricata, quella della prima fase di attività del gruppo romano che, dopo essersi chiamato inizialmente Smash, adottò un nome che si ispirava a un diffuso farmaco da assumere per via rettale: tre anni da quando Fabio Nardelli e Francesco “Papero” Mancinelli – ben presto raggiunti da Renato Dal Piaz – trovarono l’uno nell’altro l’ideale partner in crime a quando, nel 1982, la band si sciolse, salvo poi rinascere e proseguire in modo discontinuo la propria parabola con altri organici facenti capo al solo Nardelli. Questo 33 giri si concentra però solo sui giorni ricchi di entusiasmo in cui gli Uniplux si impegnavano per fondere il loro antico amore per l’hard rock dei ’70 con l’attrazione per quel punk che pure da noi, in cronico ritardo sul resto del mondo, stava provando ad alzare la testa; un progetto, insomma, in piena sintonia con il clima di giorni in cui energia e voglia di fare – e dire: essenziali i testi in italiano, non privi di ingenuità ma determinati nella loro denuncia di disagio esistenziale e insoddisfazione socio-politica – compensavano le eventuali carenze di lucidità e i problemi incontrati per suonare dal vivo, registrare in maniera decente, semplicemente esser presi sul serio. Nonché farsi ingaggiare da un’etichetta… che doveva essere major, ovvio, perché il piccolo circuito indipendente snobbava quel tipo di sound e autoprodursi era una faccenda assai complicata. Continua a leggere

Categorie: presentazioni | Tag: , | 2 commenti

In edicola (febbraio)

edicola Come ogni mese, nelle edicole è possibile acquistare riviste con miei articoli, interviste e recensioni che non sono diffusi contemporaneamente in Rete e che potrebbero apparirvi con sensibile ritardo (o mai). Questo il quadro di febbraio.

 

ar384AudioReview n.384Sezione musicale da me curata, intervista di tre pagine a Enrico Rava, rubrica “Le canzoni raccontate” sulla storia e il significato di brani famosi (questo mese, Aqualung dei Jethro Tull), articolo di approfondimento sul box The Early Years dei Pink Floyd, recensione estesa degli XX, recensioni di Mannarino, Paul Roland e Gianni Maroccolo (ristampa in vinile).

 

Blow UpBlow Up n.225. Cura e introduzione, più cinque schede, dell’articolo di diciotto pagine “20 Essentials: Punk 1978-1979”.

 

 

 

 

 

 

cr51-copClassic Rock n.51. Introduzione del lungo articolo di copertina sui Clash e pezzi specifici su “Cut The Crap”, i live della band e la carriera solistica di Joe Strummer.Recensioni di Michael Chapman e dei cofanetti Let’s Go Down And Blow Our Minds (psichedelia britannica dei Sixties) e dei Social Distortion.

.

 

 

can3(Noi siamo) Cantautori n.3. Recensioni di Brunori Sas, Mannarino, Ivan Graziani, Mick Harvey e Neil Young.

 

 

 

 

 

 

vinile6-copVinile n.6. Schede sui dischi da solista di Mauro Pagani.

Categorie: presentazioni | Tag: | Lascia un commento

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)