playlist

1989: la mia playlist

Ormai non mi mancano da recuperare molte delle playlist da me compilate in tempo reale, ovvero all’inizio dell’anno successivo a quello di pertinenza: meno di dieci, e mi sto quindi ponendo il quesito se sia o no il caso di cominciare a pensare a una nuova serie – con il senno di poi, ovvio – di playlist “con il senno di poi” per gli anni dal 1978 in giù, playlist che sarebbero come sempre molto soggettive, prive di qualsivoglia pretesa di oggettività. In attesa di decidere il da farsi, ecco un altro vecchio elenco (che in origine apparve su “Velvet”) delle mie personali preferenze per il 1989; tranne giusto un paio sono tutti dischi che periodicamente riascolto trovandoli ancora bellissimi, e trovarmi ancora in sintonia con il me stesso di ventinove anni fa non mi dispiace affatto.
Bad Brains – Quickness
Birdmen Of Alkatraz – From The Birdcage
Bob Dylan – Oh Mercy
The Gang – Reds
Jesus And Mary Chain – Automatic
Mary My Hope – Museum
The Men They Couldn’t Hang – Silver Town
Mudhoney – Mudhoney
New Christs – Distemper
Pixies – Doolittle
Red Temple Spirits – If Tomorrow I Were Leaving For Lhasa
Lou Reed – New York
Stan Ridgway – Mosquitos
Soundgarden – Louder Than Love
Neil Young – Freedom

 

 

 

 

Annunci
Categorie: playlist | 8 commenti

Rock (non in) italiano

Dopo quelle relative al Rock (in) italiano 1955-2000 e 2001-2010, rispettivamente di 100 e 50 titoli, mancava da recuperare solo una delle liste apparse sul Mucchio Extra di album rock fondamentali realizzati nel paese che sembra una scarpa: questa, uscita nel n.38 dell’estate 2012, con 50 album del periodo 1980-2010 cantati (del tutto o in prevalenza) in una lingua diversa dall’italiano e in qualche caso non cantati affatto. Mi assumo ogni responsabilità della scelta e ricordo che i titoli sono stati divisi in tre categorie di importanza – “i primi dieci” sono irrinunciabili, “gli altri quindici” essenziali, “gli ultimi venticinque” comunque di grande rilevanza/bellezza – e che prima di inviare commenti poco sensati sarebbe il caso di leggere introduzione e istruzioni per l’uso.
Introduzione
Nei suoi undici anni e mezzo di storia, questa è la terza volta che Extra dedica uno dei suoi ormai famosi elenchi di album fondamentali al rock nazionale. La prima fu nel lontanissimo n.8, con i “100” cantati in italiano dagli albori al 2000, e la seconda nello scorso numero, con i “50” (ancora nella lingua di Dante) del periodo 2001-2010. Per chiudere il discorso, quindi, mancava solo una lista che prendesse in esame quanto accaduto dalle nostre parti nell’ambito del rock – termine da intendere, come sempre, in un’accezione ampia ed elastica – corredato da testi in inglese, o anche (in massima parte) strumentale. Probabilmente qualcuno penserà che stiamo raschiando il fondo del barile e che l’argomento non meritava un simile risalto, ma concedeteci di vederla in altro modo: benché questo rock abbia avuto in parecchie circostanze rilevanza assai relativa anche all’interno dei patri confini, la sua qualità – almeno per quanto concerne gli artisti qui selezionati e qualche altra decina che abbiamo dovuto dolorosamente omettere – è tutt’altro che trascurabile. Senza dimenticare che alcuni di essi (nemmeno tanto pochi, a ben vedere…) sono riusciti ad affacciarsi all’estero con discreti consensi di culto e in una manciata di casi persino di massa, a conferma della teoria che, in contesti “di nicchia” e nonostante le difficoltà legate all’operare alla periferia dell’Impero, possiamo giocarcela ad armi (più o meno) pari con chiunque. Certo, il pur ricco panorama alternative autoctono non ha mai generato gruppi o solisti in grado di ottenere un successo autentico e duraturo a livello planetario, analogo per dimensioni a quello di – per citare altri “provinciali” – Kraftwerk, Mano Negra/Manu Chao, Sigur Rós, dEUS o Motorpsycho (e non si tirino in ballo gli Eiffel 65, che al di là dello spessore discutibile sono stati solo una pur luminosa meteora), ma di ciò bisogna incolpare i soliti preconcetti degli anglo-americani verso il nostro rock e il ruolo più che secondario dell’Italia nella scacchiera del music-business mondiale, con conseguente, scarso peso delle nostre etichette e agenzie di promozione. I “numeri” del nostro mercato, per dischi e concerti, sono così poco significativi che già si incontrano seri problemi di “importazione”, perché molti si interrogano se valga la pena di darsi da fare per ottenere risultati che hanno ottime probabilità di rivelarsi risibili… figuriamoci quanto possiamo venire calcolati nel momento in cui proviamo a esportare.
Chiarito che il tema era interessante, restava solo da stabilirne il raggio d’azione, da delimitare il lasso temporale su cui focalizzarci… e dato che negli anni ‘50 e ‘60, per il pop/rock tricolore, l’inglese era una specie di idioma alieno, e che nei Settanta era usato in modo assai limitato, la selezione dei “50” è stata effettuata negli abbondanti tre decenni che vanno dal 1980 – che potremmo definire come l’Anno Zero del “nuovo rock”, quello nato sulla scia del punk e della new wave – fino a oggi. Un periodo decisamente lungo in cui l’inglese ha goduto di fortune alterne, ora preferito a causa della maggiore adattabilità alle strutture musicali (e, va detto, perché permette di nascondere con più facilità le eventuali carenze poetiche/contenutistiche dei testi), ora non preso in considerazione – o accantonato dopo un po’: accade piuttosto di frequente – a vantaggio di una comunicazione più chiara e immediata. Addirittura ci sono stati momenti in cui le due “scuole di pensiero” erano in aperto conflitto, con relative schiere contrapposte di sostenitori e detrattori che accusavano di resa al demone del “commerciale” o di mistificazioni da poseur. Analizzando un po’ la storia, per buona parte degli anni ‘80 gli artisti rock consacrati all’inglese hanno sopravanzato nel numero quelli dediti all’italiano. Con la sola eccezione dei Krisma nessuno di loro è riuscito ad alzare la testa fuori dal circuito underground, in patria così come altrove, ma alcuni hanno almeno raccolto concreti riscontri su scala extranazionale in settori specifici: Raw Power e Cheetah Chrome Motherfuckers nell’hardcore, Pankow e Kirlian Camera nel post-punk, Sick Rose e Not Moving nel multiforme panorama neo-Sixties. Scenario un po’ diverso nel decennio seguente, con la superiorità quantitativa di un rock in italiano capace di imporsi anche nelle classifiche ufficiali e un ricco panorama sotterraneo di anglofili occasionalmente saliti alla ribalta al di là delle Alpi e/o dell’Atlantico: il caso più eclatante è quello degli Uzeda, noisers catanesi invitati da John Peel negli studi della BBC e messi sotto contratto dalla Touch & Go di Chicago. Situazione simile nell’ultima dozzina d’anni, benché con la sostanziale differenza che il vertiginoso aumento delle proposte e i vantaggi nell’instaurare e mantenere contatti offerti da Internet hanno moltiplicato le opportunità di pubblicare dischi e suonare dal vivo in tutto il mondo (o quasi): più che eloquenti gli accordi siglati con etichette straniere non proprio di secondo piano da band come Linea 77 (Earache), Jennifer Gentle (Sup Pop), Zu (Ipecac), Larsen (Young God), A Classic Education (Lefse), Ufomammut (Neurot), Port Royal (Resonant), Calibro 35 (Nublu), My Cat Is An Alien (Ecstatic Peace, Atavistic) e Lacuna Coil (Century Media). Un’esclation mai verificatasi in precedenza (e questa è solo la punta dell’iceberg!) che ha avuto tra i suoi più graditi, clamorosi effetti collaterali la copertina concessa dal mensile britannico The Wire ai My Cat Is An Alien o il successo di vendite, negli Stati Uniti e non solo, dei Lacuna Coil; le collaborazioni di musicisti stranieri e label europee e americane con i talenti di casa nostra, comunque, sono ormai all’ordine del giorno e non stupiscono più. Stupiscono sempre, invece, gli ostacoli incontrati in Italia da chi sceglie l’inglese: si pensi a Elisa, praticamente costretta a “convertirsi” nonostante la positiva risposta del mercato autoctono ai suoi primi album, o ai bravissimi …A Toys Orchestra, la cui pur buona visibilità non rende (ancora?) giustizia al loro notevole valore.
Non resta molto altro da aggiungere, tranne che se avessimo deciso di partire dai ‘70 e non dal 1980 saremmo stati piacevolmente costretti a inserire (ma non chiedeteci al posto di chi…) An Escape From A Box dei Circus 2000 (Ri-fi, 1972), What Me Worry? degli Electric Frankenstein (Cramps, 1975), Suàn di Armando Piazza (Black Beautiful Butterfly, 1972), Profondo rosso dei Goblin (Cinevox, 1975) e The Trip dei Trip (RCA, 1970), mentre se non avessimo escluso a prescindere i mini-LP – formato parecchio popolare negli anni ‘80 – ci saremmo dovuti impegnare per trovar posto almeno a Lazare dei Minox (Lacerba, 1986), Ash Grove Primroses dei Leanan Sidhe (Spittle, 1986), On The Other Side Of The Tracks (High Rise, 1990), l’omonimo dei Peter Sellers & The Hollywood Party (Toast, 1987) e No Given Path dei Weimar Gesang (Supporti Fonografici, 1986); e infine, se avessimo contemplato i dischi con più titolari, non avremmo potuto non infilare in qualche modo The Great Complotto – Pordenone (Italian, 1981). Comportandoci come invece abbiamo fatto ci siamo risparmiati un sacco di rogne, ma non per questo confidiamo di aver scongiurato il pericolo di ricevere le abituali critiche per questa o quell’assenza. Serenamente, le attendiamo.

Istruzioni per l’uso
Alla trentottesima lista di album a nostro avviso fondamentali potrebbe magari non esserci più bisogno delle “istruzioni per l’uso” generiche, ma dato che c’è sempre il rischio – meglio: la speranza – che per qualcuno questo sia il primo Extra in assoluto, eccoci a spiegare che i cinquanta dischi commentati nelle prossime pagine, suddivisi in tre settori/fasce di importanza decrescente, vorrebbero fungere da (ampia) introduzione a uno specifico ambito musicale: nel caso in oggetto, il rock italiano non cantato in italiano o prevalentemente strumentale. Tutti i dischi scelti sono stati pubblicati dal 1980 in poi (il perché non ci sia nulla di più vecchio è illustrato nell’articolo introduttivo) e tutti rientrano in un concetto piuttosto ampio di “rock” che esclude tanto il pop e la dance più disimpegnati quanto le cosiddette radici (folk, blues, country…), il metal, il progressive e le avanguardie più estreme; una selezione forse più limitata del solito in termini stilistici ma che certo non difetta di eclettismo. Organizzarla non è stato semplice ma alla fine riteniamo di aver fatto un buon lavoro, privilegiando in linea di massima gli artisti ormai storicizzati e/o con alle spalle una lunga carriera e lasciando fuori quelli, pur promettenti, saliti al proscenio solo da poco. Fatti salvi i nomi imprescindibili per qualità e notorietà, come di consueto si è cercato di concedere spazio al maggior numero di tendenze possibile: anche per questo motivo non sono state concesse deroghe al principio “un solo album per ciascuna band o solista”. Specifichiamo inoltre che non abbiamo preso in considerazione live, album disponibili solo in download, antologie e compilation.
Inevitabilmente, qualcuno osserverà che alcuni dei titoli qui presentati contengono anche brani in italiano, ma essi costituiscono evidentemente più o meno sporadiche eccezioni in repertori indirizzati in altro modo; per par condicio, quindi, abbiamo voluto omettere le pur valide prove in inglese di Carmen Consoli o Cristina Donà, mentre per quanto riguarda gli Afterhours abbiamo preferito il During Christine’s Sleep realizzato quando Manuel Agnelli e compagni adottavano soltanto testi in inglese al Ballad For Little Hyaenas che nella loro recente produzione è null’altro che una bella anomalia. Spiace, infine, avere cassato gente di spessore quali Cut, Mojomatics, Intellectuals, Fabrizio Cammarata & The Second Grace, Sleeves, Extrema, Kim Squad & Dinah Shore Zeekapers, Three Second Kiss, Knot Toulose, Technogod, The Niro, Father Murphy, Franlin Delano e tanti altri, ma non c’erano alternative: avevamo solo cinquanta caselle da riempire e l’aritmetica, purtroppo, non brilla per flessibilità.

I primi 10
Boohoos – Moonshiner
Calibro 35 – Ritornano quelli di…
Gaznevada – Sick Soundtrack
Giardini di Mirò – Dividing Opionions
Julie’s Haircut – After Dark My Sweet
Not Moving – Sinnermen
Pankow – Freiheit für die Sklaven
Sick Rose – Faces
Uzeda – Different Section Wires
Zu – Carboniferous

Gli altri 15
Allison Run – God Was Completely Deaf
Beatrice Antolini – A due
…A Toys Orchestra – Technicolor Dreams
Carnival Of Fools – Towards The Lighted Town
Gang – Barricada Rumble Beat
Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo – Disconoir
Jennifer Gentle – Valende
Samuel Katarro – The Halfduck Mystery
Kirlian Camera – Pictures Of Eternity
Krisma – Cathode Mamma
Neon – Rituals
Raw Power – Screams From The Gutter
Rocking Chairs – Freedom Rain
Steeplejack – Pow Wow
Yuppie Flu – Days Before The Day

Gli ultimi 25
A Classic Education – Call It Blazing
Afterhours – During Christine’s Sleep
Aucan – Black Rainbow
Bingo – Close Up
Birdmen Of Alkatraz – From The Birdcage
Brutopop – La teoria del frigo vuoto
Casino Royale – Jungle Jubilee
Cheap Wine – Crime Stories
Cheetah Chrome Motherfuckers – Into The Void
Confusional Quartet – Confusional Quartet
Disco Drive – Things To Do Today
Elisa – Asile’s World
Eversor – September
Fasten Belt – No Escape From Acid Hysteria
Guano Padano – 2
Howth Castle – Rust Of Keys
Lacuna Coil – Comalies
Larsen – Rever
Linea 77 – Ketchup Suicide
Magic Potion – Misplaced In Your Perfect World
My Cat Is An Alien – Mort aux vaches
One Dimensional Man – You Kill Me
Port Royal – Afraid To Dance
Ufomammut – Idolum
Zen Circus – Villa Inferno

Categorie: playlist | Tag: | 3 commenti

Stereodrome, 10-10-88

Esattamente trent’anni fa, dalle frequenze di RaiStereoUno, prendeva il via una delle mie più importanti e gratificanti esperienze dai microfoni di RadioRai, “Stereodrome”. Il programma, che come il successivo “Planet Rock” era una creatura dell’illuminato Eodele Bellisario, andava in onda cinque sere a settimana (dal lunedì al venerdì) dalle 21 alle 24, senza limiti alla scelta di cosa trasmettere; una vera pacchia per me e la mia compagna d’avventura Luisa Mann, professionista esemplare e persona splendida con la quale ho vissuto quattro mesi fantastici di lavoro, amicizia, divertimento.
Quest’estate, con Luisa, avevamo pianificato una piccola celebrazione del trentennale: rifare pari-pari a Radio Elettrica, l’emittente web messa su con amore dal vecchio amico Gianpaolo Castaldo, la prima puntata del nostro “Stereodrome”. L’improvvisa, drammatica scomparsa di Luisa, un mese fa (ne ho scritto qui, tra le lacrime) ha reso impossibile l’attuazione del proposito, ma avevo comunque deciso di registrare la trasmissione da solo, alla memoria. Ho così recuperato il quadernone delle scalette, scoprendo che in quel primo programma, in realtà, Luisa non c’era stata: un problema con il suo contratto, non firmato dalla direzione, le aveva impedito di andare in onda, come da inflessibili regole RAI. Insomma, sia lei che io l’avevamo rimosso, ma quella prima trasmissione del 10 ottobre 1988 la condussi da solo e allora, no, riproporla ancora da solo non avrebbe avuto senso. Sono stato anche a lungo indeciso se approntare o meno questo post, ma il desiderio di ricordare ancora una volta Luisa – a tutti voi che leggete, non a me che mai la dimenticherò – è stato più forte del dolore che sapevo avrei rinnovato buttando giù queste poche righe; scansionata dalla prima pagina del quadernone di cui sopra, ecco allora la scaletta completa di quello “Stereodrome”.

Categorie: memorie, playlist | Tag: | 7 commenti

2003: la mia playlist

Negli ultimi mesi sto centellinando il recupero delle mie playlist annuali apparse in tempo reale su questa o quella delle riviste con le quali collaboravo; delle trentanove compilate dal 1979 al 2017 ne ho qui proposte già ventotto (ventinove con questa) e mi piacerebbe che la pubblicazione delle ultime fosse ogni volta un piccolissimo “evento”, con tutte le virgolette del caso. Riavvolgo allora il nastro a tre lustri fa ed estraggo dall’archivio l’elenchino uscito a suo tempo sul Mucchio: quindici titoli suddivisi in tre classi di gradimento, molti dei quali ritornano tuttora a tuonare dalle mie casse.
PS: Sì, lo so che il disco di Cody ChesnuTT è del settembre 2002, ma praticamente tutti lo scoprirono qualche mese dopo e, insomma, è andata così.
I primi cinque
Deftones – Deftones
Ivano Fossati – Lampo viaggiatore
White Stripes – Elephant
Wire – Send
VV.AA. – Desert Sessions Vol. 9 + 10
Gli altri cinque
Blur – Think Tank
Cody ChesnuTT – The Headphone Masterpiece
Marlene Kuntz – Senza peso
Mauro Pagani – Domani
Lou Reed – The Raven
Gli ultimi cinque
The Coral – Magic And Medicine
The Kills – Keep On Your Mean Side
Iggy Pop – Skull Ring
Yeah Yeah Yeahs – Fever To Tell
Warren Zevon – The Wind

Categorie: playlist | Lascia un commento

I CD del Mucchio (1999-2004)

È una storia – non granché significativa, me ne rendo conto, ma questo spazio è mio e ci faccio quello che voglio – di un po’ d’anni fa, quando anche in Italia si usava allegare alle riviste di musica compilation in CD. Le chiamavano sampler e servivano a presentare, attraverso un singolo brano, dischi recenti; in pratica, le etichette concedevano gratuitamente a scopo promozionale il diritto di pubblicare nei CD canzoni estratte dai loro prodotti, mentre le riviste – che però, a parte occasionali eccezioni, sostenevano le spese di stampa dei compact – guadagnavano appeal sulla concorrenza. Lo so che oggi suona comico, ma al tempo andava così e tutti i giornale ambivano a sfoggiare questi allegati, anche perché incalzati dai distributori che grazie al costo di vendita più alto (il CD era un bene “prezioso” ed era logico che gli acquirenti lo pagassero) guadagnavano di più; per il loro lavoro, i distributori trattengono di norma, fra un impiccio e l’altro, più del 40% del prezzo di copertina.
Al Mucchio, dal 1999 al 2005, si è fatto qualcosa di simile: i dischetti non si vendevano assieme alle copie in edicola, ma erano spediti – gratuitamente – solo agli abbonati. Si voleva, insomma, spingere i lettori ad abbonarsi – formula sempre molto conveniente per l’editore – per poter ottenere i CD esclusivi. In quegli anni la rivista era settimanale e i compact regalati erano sei all’anno, uno ogni due mesi; in tutto ne sono stati confezionati trenta e ne sto parlando in questa sede perché la selezione delle scalette competeva a me; in pratica, vagliavo le offerte di brani che arrivavano dai promoter e selezionavo altro materiale che mi sembrava opportuno inserire, inoltravo a chi di dovere le richieste, raccoglievo i file, stabilivo la sequenza e preparavo un master, che inviavo alla ditta che si occupava della stampa. Delle copertine, spesso buffe, si occupava la grafica Tania Russo, mettendoci quello che piaceva a lei o seguendo gli input di chi aveva voglia di suggerire qualcosa. Dico la verità, io avrei preferito una soluzione omogenea di tipo seriale, ma capii da subito che sarebbe stato molto meglio lasciare alla direzione l’OK sulla veste grafica “in cambio” della non-ingerenza sulla scelta delle canzoni. Ecco dunque che sei delle prime copertine furono decise da Max Stèfani, che volle immortalarvi il suo cane Seppia (maggio 1999), uno dei suoi due asini (novembre 1999), due immagini da un suo libro dedicato ai nativi americani (dicembre 2000 e febbraio 2001), un cavallo di razza Appaloosa che tanto gli piaceva e che magari ha pure acquistato (aprile 2001) e un disegno di suo figlio Leon (dicembre 2001); l’unica “mia” è quella del giugno 2001 (il mio cane, Achille) e quella del luglio 1999 raffigurava – se ben ricordo – la figlia neonata di un’amica di Daniela Federico, mentre tutte le altre sono creazioni di Tania Russo, molte delle quali realizzate con la complicità di suoi conoscenti disposti a mettersi davanti all’obiettivo in pose più o meno bislacche.
Chiaramente, dato che non sono uno di quelli che vogliono apparire per forza (qualcuno lo dice, ma non è vero: è male informato o mente sapendo di mentire), non ho mai “firmato” il lavoro svolto; da nessuna parte, infatti, figuravo come responsabile dei CD e delle note di presentazione che contemporaneamente a ogni uscita apparivano su una doppia pagina sul Mucchio. Giorni fa mi è capitata fra le mani una scatola con l’intera collezione di trenta compilation, la prima del maggio 1999 e l’ultima dell’estate 2004; in realtà i compact regalati agli abbonati sono stati cinque o sei di più, ma questi altri erano raccolte che ci arrivavano già pronte e che, quindi, sono estranee al discorso qui affrontato (così come le quattro compilation che realizzai nel 2011/2012 in collaborazione con Cramps, Glitterhouse, Trovarobato e Kscope). Questi dischetti non hanno grande valore (in Rete li si acquista al massimo a cinque euro cadauno) e non contengono brani rari/inediti; nel complesso, però, la qualità artistica è di norma più che buona, i nomi coinvolti sono – anche con il senno di poi – notevoli e confesso che, riascoltandone qualcuno in macchina, ne ho ricavato belle sensazioni. E allora, mi sono detto, perché non raccontare la vicenda, con qualche retroscena? Di sicuro più di un vecchio abbonato li avrà trovati interessanti.

MAGGIO 1999: Fantastic Plastic Machine – Theme From Luxury; Inger Lorre – She’s Not Your Friend; Mogwai – Cody; 24 Grana – Vesto sempre uguale; Pavement – Cream Of Gold; Sebadoh – Flame; Trans AM – Runners Standing Still; Gentle Waves – Weatheshow; Estra – Soffochi?; James Hardway – Sleep Tonight; Massimo Volume – Dopo; Sleater-Kinney – Burn Don’t Freeze; Bows – Big Wings; Looper – Burning Flies; Subsonica – Ancora ad odiare.

LUGLIO 1999: The Black Heart Procession – Blue Tears; Pennywise – My Own Country; Mr. Scruff – Spandex Man; Senzabenza – Finché l’alba non mi troverà; To Rococo Rot – Tomorrow; Tram – Nothing Left To Say; Afterhours – Non si esce vivi dagli anni ’80; Pepe Deluxe – The Beat Experience; Scott 4 – Troubles 1-2-3; The Hellacopters – The Electric Index Eel; Yuppie Flu – Wheel Deal; Avia – Exil Exit; Ritmo Tribale – Lumina; Joan Of Arc – If It Feels/Good To It; Tre Allegri Ragazzi Morti – Catena.

SETTEMBRE 1999: Regular Fries – Dust It; Assalti Frontali – A trenta miglia di mare; Demolition Doll Rods – Sex Machine; Montgolfier Brothers – Even If My Mind Can’t Tell You; Mina – Sechs Furs Parkeet; Lalli – Terra vista dalla luna; The Chesterfield Kings – I Walk In Darkness; Penthouse – Creeper’s Reef; Subsonica – Il cielo su Torino; Prolapse – Essence Of Cessna; Willard Grant Conspiracy – I Miss You Best; Mosquitos – One Face; Dauerfisch – Whole Lotta Weasel; Sud Sound System – Reggae Party; Gnac – Hennebert Sleeve.

NOVEMBRE 1999: Mark Lanegan – Shiloh Town; Solex – Escargot!; Hugo Race – Polestar; Ginevra Di Marco – Canto di accoglienza; Royal Trux – Witch’s Tit; Dub Narcotic Sound System & Jon Spencer Blues Explosion – Love Ain’t On The Run; Red Stars Theory – September; Andrea Parker – The Unknown; Julie’s Haircut – Black T Shirt; Salako – The Bird And The Bag; Diaframma – Un balordo che ti cerca; Gorky’s Zygotic Mynci – Desolation Blues; Radar Bros. – All The Ghosts; Marco Parente – Falso movimento; One Dimensional Man – My Ship.

GENNAIO 2000: The Folk Implosion – My Ritual; Venus – White Star Line; Salaryman – Thomas Jefferson Airplane; Cristina Donà – Mangialuomo; Ben Christophers – Before The Winter Parade; Nebula – You Mean Nothing; Campag Velocet – Only Answers Delay Our Time; Broken Dog – You’ve Gone Over To The Other Side; Woodbine – Tricity Tiara; Zu – Testa di cane; The Eiffel Tower – Off Again; Bauhaus – The Passion Of Lovers; Marlene Kuntz – L’odio migliore (dal vivo); Peter Ulrich – Life Among The Black Ship; Papa M – Up North Kids.

MARZO 2000: Automobile – Be Someone Else Tonight; Snapcase – Target; Yo La Tengo – Everyday; Tosca – Ocean Beat; Wipers – Rest Of My Life; Sycamore Trees – No Regrets & No Blames; Motorpsycho – The Other Fool; Millencolin – Penguins & Polarbears; Eric Mingus – I Reject This Reality; Asterix – Captain Flint; Laika – Glory Cloud; Songs: Ohia – Tigress; Cotton Mather – Homefront Cameo; 16 Horsepower – Burning Bush; Stormandstress – Oh, When My Lady Comes.

MAGGIO 2000: It’s Jo And Danny – The Ones With Open Mouths; The (International) Noise Conspiracy – I Wanna Know About U; Grandaddy – Hewlett’s Daughter; Laundrette – That Plush; Toshack Highway – I’ve Lost The Feeling; New Bomb Turks – Continental Cats; Delgados – Accused Of Stealing; Dirty Three – I Really Should’ve Gone Out Last Night; Six Minute War Madness – Un filo di vita; Giant Sand – Astonished (In Memphis); Looper – On The Flipside; Six By Seven – Another Love Song; May Queens – If You Want It; Broadcast – You Can’t Fall; For Carnation – Tales (Live From The Crypt).

LUGLIO 2000: Blonde Redhead – Loved Despite Of Great Faults; Coldplay – Bigger Stronger; NOFX – Dinosaurs Will Die; Muse – Overdue; Mojave 3 – She Broke You So Softly; Baustelle – Il musichiere 999; Monkeywrench – Thirteen Nights; Jimi Tenor – Hypnotic Drugstore; New Wet Kojak – Sticky 2 Me; Beth Hirsch – Gabrielle; Don Air – Please Baby; Jet.Sons – Fortunata dea; Clinic – The Return Of Evil Bill; Dianogah – At The Mercy Of The Mustang; L’Enfance Rouge – Davos Bei Nacht.

OTTOBRE 2000: The Go-Betweens – Magic In Here; Black Heart Procession – We Always Knew; Downset – Pure Trauma; Sigur Ros – Flugufrelsarinn; The Thievery Corporation – Lebanese Blonde; Songs: Ohia – The Body Burned Away; The Unbelievable Truth – Pedestrian; Starlite Desperation – Mona Lisa Shake; Heather Nova – Walk This World; The Residents – Hanging By His Hair. Road; Tommy Guerrero – Blue Masses; Thee S.T.P. – Lazy Liza; Le Hammond Inferno – C.K. T-Shirts; Wisdom Of Harry – Coney Island Of You Mind; Don Caballero – The Peter Criss Jazz.

DICEMBRE 2000: The Heads – Legavaan Satellite; Gentle Waves – Falling From Grace; Elettrojoyce – Ginestra; Cinerama – 146 Degrees; Hefner – The Day That Thatcher Dies; Yuppie Flu – Order The Player Off The Field; Warrior Soul – Love Destruction; Bright Eyes – Something Vague; Cosmic Rough Riders – Baby, You’re So Free; Samiam – Super Brava; Cut – Sugar Babe; Whistler – Little Boulders; Il Parto delle Nuvole Pesanti – Le cose che mi restano; Damien Jurado – Great Today; Menlo Park – Neighbourhood; Joe Leaman – Easily Updated; Brave Captain – Where’s My Head?; A Short Apnea – III.

FEBBRAIO 2001: Stephen Malkmus – Phantasies; Magnetic Fields – All My Little Words; Electric Frankenstein – Already Dead; Calla – Fear Of Fireflies; Blend – Candies; Steve Wynn – Sustain; Aluminum Group – Worrying Kind; Folkabbestia – Tammurriata a mare nero; Gonzales – The Name They Gave Me; 90 Day Men – Jupiter And Io; Arab Strap – Rocket, Take Your Turn; Oranger – Sorry Paul; Geoff Farina – Special Diamonds; Manishevitz – Words For The Cause; Joan Of Arc – Knight Fights Every Day.

APRILE 2001: Tom McRae – You Cut Her Hair; South – I Know What You’re Like; Rollercoaster – All These Nights; Bobo Rondelli – Corri treno; Brychan – Bad Pink Vibe; Future Pilot AKA – Beat Of A Drum; Elf Power – Jane; Bartok – Slacker; Bonnie Prince Billy – Just To See My Holly Home; Lowgold – Beauty Dies Young; Rebecca Moore – Stilletold Young Stars; Jennifer Gentle – Bring The; Snow Patrol – I’d Found The Right Words To Say; Bisca – Migrante; Matmos – Lipostudio… And So On.

GIUGNO 2001: Bandabardò – Succederà; Danko Jones – Sex Change Shake; Elk City – Dreams Of Steam; Julie’s Haircut – Pass The Ashtray; Clearlake – Something To Look Forward To; Lars Fredericksen & The Bastards – Wine And Roses; Jim Avignon – A Friendly Dog; Mouse On Mars – Doit; Married Monk – Greyhound; Nectarine No.9 – Pocket Radiodrops; Elle – Blues; Mirabilia – Easy Go; Verde Matematico – Farfalle; Old Time Relijun – Dark Of The Male, Light Of The Female; Bardo Pond – LB.

OTTOBRE 2001: The (International) Noise Conspiracy – Capitalism Stole My Virginity; Gorky’s Zygotic Mynci – These Winds Are In My Heart; Animals That Swim – All Your Stars Are Out; Broken Dog – How Can I Explain; Michael J. Sheehy – Love Insane; Diaframma – Il futuro sorride a quelli come noi; Rocket From The Crypt – This Bad Check Is Gonna Stick; Hot Water Music – Jack Of All Trades; Quasi – The Sword Of God; Califone – Bottles And Bones; Zephyrs – Setting Sun; Amstrong – Everyone Is A Poet These Days; Her Space Holiday – Lydia; Bed – The Lucky hand; US Maple – Me, Digital.

DICEMBRE 2001: Pernice Brothers – Working Girls; Denise James – Who Sent You Love; Papa M – Beloved Woman; Hem – Leave Me Here; Reindeer Section – Sting; Trembling Blue Stars – Under Lock And Key; Seafood – Pleasurehead; Maximilian Hecker – Green Night; Guignol – Profondo blu; Arnold – Jus de lune; Hood – I Can’t Find My Brittle Youth; One Dimensional Man – You Kill Me; New End Original – Titanic; Explosions In The Sky – Yasmin The Light; Jackie-O Motherfucker – Something On Your Mind.

FEBBRAIO 2002: Bad Religion – Sorrow; Division Of Laura Lee – Access Identity; They Might Be Giants – Bangs; New Pornographers – Mass Romantic; Ooberman – Running Girl; Silver Jews – Time Will Break The World; Caravan de Ville – Corri Lola; Neil Halstead – Driving With Bert; Hope Sandoval & The Warm Inventions – Suzanne; Halifax Pier – Passing; Snafu – Vivo da morire; Millionaire – Come With You; Gare du Nord – Pablo’s Blues; Minox – The Lost Poet; Blaine L. Reininger / Gianluca Lo Presti – Freedom.

APRILE 2002: Black Moses – Second Skin; Ikara Colt – Pop Group; Desaparecidos – Manana; Clinic – Harmony; Lo-Fi Sucks – 67/73; The Promise Ring – Get On The Floor; Jad Fair & Teenage Fanclub – Behold The Miracle; Tanya Donelly – The Night You Saved My Life; Ginevra Di Marco – Trama tenue; Sofa Surfers – Home Truths; Cornelius – Drop; Larsen – Finger Number Six; Giant Sand – Red Right Hand; Johnny Dowd – True Love; Neil Michael Hagerty – Oklahoma Township.

GIUGNO 2002: Andrea Chimenti – Vanità; Pony Club – Single; The Cooper Temple Clause – Amber; Six By Seven – Flypaper For Freaks; Micevice – Raise A Shout; Tram – Three Years; Alfie – Bends For 72 Miles; Valentina Dorme – Ford; Wilt – Distortion; 20 Miles – Rhythm Bound; Eric Mingus – Roll With The Demons; Pedro The Lion – Penetration; Guided By Voices – Everywhere With Helicopter; Buffalo Daughter – Earth Punk Rockers; Trans AM – You Will Be There.

AGOSTO 2002: Estra – Finché posso; Miossec – Consolation; Noir Desir – Le grand incendie; Mercanti di Liquore – Santa Sara; Jane Weaver – A Bird Stole The Gold; Radar Brothers – On The Line; Jacob Golden – Come On Over; Kleinkief – Thomastarlovexpress; Jackdrag – My Favorite Hole; Müm – Now There’s That Fear Again; Aloha – Let Your Head Hang Low; Breeders – Full On Idle; Giorgio Canali – Se viene il lupo; Yeah Yeah Yeahs – Bang; Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo – La sequenza del fiore di carta.

OTTOBRE 2002: The Thievery Corporation – Un simple historie; Tarwater – Dogs And Light Tents; Baxter Dury – Auntie Jane; Cheap Wine – Murdere Song; Black Heart Procession – Tropics Of Love; Karate – Ice Or Ground; Cha Cha Cohen – August; Delgados – Coming In For The Cold; Sleater-Kinney – Oh!; Queen Adreena – Under The Floodboard World; Motorpsycho – Neverland; Soft Boys – Unprotected Love; Wire – In The Art Of Stopping; D4 – Party; Mudhoney – Our Time Is Now.

DICEMBRE 2002: Steve Von Till – This River; Bright Eyes – Bowl Of Oranges; Calvin Johnson – Lies Goodbye; Neko Case – Pretty Girls; Badly Drawn Boy – You Were Right (live); The Standard – Tree Line; Jets To Brazil – William Tell Override; Libertines – Boys In The Band; New Christs – Sunny Day Sun; Diaframma – I giorni dell’ira; Marcello Murru – Testaccio; Aluminum Group – Two Lights; Sharko – I Went Down; The Residents – Caring; Saint Etienne – Amateur; Votiva Lux – Atlantic.

FEBBRAIO 2003: Skiantos – Largo all’avanguardia; New Bomb Turks – Leaving Town; Steve Wynn & The Miracle 3 – California Style; Johnny Marr + The Healers – Inbetweens; V-Twin – Needle In The Red; Calla – Strangler; The Sea And Cake – Left Side Clouded; DJ Muggs – Faded; Carnival Of Fools – The Stranger (Came Back In Town); Jesse Malin – Wendy; The Go-Betweens – Too Much Of One Thing; Clearlake – Wonder If The Snow Will Settle; Canyon – The Long Weekend; Three Second Kiss – Freedom Is Freedom Even If It Looks Like A Ghost; Jackie-O Motherfucker – Sun Ray Harvester.

APRILE 2003: A.R.E. Weapons – Fuck You Pay Me; Burning Brides – Plank Of Fire; The New Folk Implosion – Fuse; Brad – Shinin’; Magnolia Electric Co. – Almost Was Good Enough; Chris Robinson – Silver Car; John Doe – Forever For You; Daniel Johnston – Fish; Howe Home – Torque; Cristina Donà – Il mondo; Lalli – Samira piccola; Stefano Giaccone – Canzone urgente; Yuppie Flu – All That Shines; Laundrette – Weekender; The Angels Of Light – All Souls Rising; Dirty Three – Alice Wading.

GIUGNO 2003: White Hassle – She’s Dead; Gallery Of Mites – Chocolate Rabbit; The Cramps – Fissure Of Rolando; Estra – Noi deserti; Deadburger – Suture; Lotus – Yeahjaouijasi!; Robyn Hitchcock – Round Song; Jeffrey Lewis – Gold; Nina Nastasia – I Say That I Will Go; Mosquitos – Heartcake; Arab Strap – Flirt; Mogwai – Haunted By A Freak; Elle – People Are Coming In The A.M.; Giardini di Mirò – The Comforting Of A Transparent Life; Roy Paci & Aretuska – È troppo tardi.

AGOSTO 2003: Steve Turner – Nothing But The Blues; Cut – On Fire; Enon – Starcastic; Tim Burgess – Head In Straps; Mauro Pagani – Psycho; Rosaluna – Salomè; Sodastream – Blinky; Terje Nordgarden – Nothing Comes That Easy; I Am Kloot – From Your Favourite Sky; The Tyde – Takes A Lot Of Tryin’; British Sea Power – Apologies To Insect Life; Cesare Basile – Albero di Giuda; Pinomarino – L’alluvione del ’43; Josh Rouse – Flight Attendant; Baustelle – EN.

OTTOBRE 2003: The Carlsonics – Senator Trudge And The Clap Division; The Black Eyed Snakes – Foresight; Julie’s Haircut – (Your Life Highlights For The) Academy Awards; Okkervil River – Song About A Star; The Decemberists – The Soldiering Life; The Zephyrs – One Year Many Mistakes; The Groovers – Noise And Silence; Grandpaboy – Souvenirs; Mark Olson & The Creekdippers – Custom Detroit Railroad; Hogwash – Watershed; The Pearlfishers – I Can’t Believe You Met Nancy; Ben & Jason – Sail On Heaven’s Seas; Diana Darby – Falling Down; Movietone – Ocean Song; Hugo Race + True Spirit – Ramacca.

DICEMBRE 2003: Black Lipstick – Corporate Happy Hour; The Fiery Furnaces – South Is Only A Home; Isobel Campbell – Amorino; Encode – Fading Here; Edson – And Then She Flung Me The Truth; Mark Eitzel – Jenny; Oi Va Voi – Od Yeshoma; Brychan – Desert Flower; The Band Of Blacky Ranchette – The Train Singer’s Song; Daunbailò – Hotel Miramar; My Ruin – Made To Measure; Nebula – Carpe diem; es – Judy California; Music A.M. – Blackflash; The Merola Matrix – Sì.

FEBBRAIO 2004: Massimo Zamboni – Miccia prende fuoco; Rocket From The Tombs – 30 Seconds Over Tokyo; The Stands – When This River Rolls Over You; The Veils – The Tide That Left And Never Came Back; Andrew Bird – Action/Adventure; Chris Eckman – The Black Field; Sun Kil Moon – Salvador Sanchez; The Zen Circus – Time Killed My Love; Methel & Lord – Pleasure To Kill; Hector Zazou – Elle est si belle; Paolo Benvegnù – Fiamme; 24 Grana – Giornata psicologicamente impossibile; Diaframma – Vaiano; Xiu Xiu – Clowne Towne; Marta sui tubi – L’equilibrista.

APRILE 2004: The Blueskins – Bad Day; Flesh Eaters – Miss Muerte; The New Strychnines – Strychnine; Oneida – Wild Horses; The Shins – So Says I; Girls In Hawaii – Short Song For A Short Mind; All Night Radio – Daylight Till Dawn; Merci Miss Monroe – Gentlemen Prefer Blondes; Sufjan Stevens – The Dress Looks Nice On You; Iain Archer – Pressure Drop; Jolie Holland – Sascha; Hamell On Trial – Halfway; Telefon Tel Aviv – I Lied; Ultraviolet Makes Me Sick – Counter Clockwise; Lanterna – Canyons.

ESTATE 2004: The (International) Noise Conspiracy – Black Mask; Ikara Colt – Wanna Be That Way; Giorgio Canali & Rossofuoco – No pasaran; Firewater – Dark Days Indeed; Caravan de Ville – La verità è nascosta; Jesse Malin – Monna Lisa; Onelinedrawing – Over It; Joanna Newsom – This Side Of The Blue; Polly Paulusma – She Moves In Secret Ways; Delays – Long Time Coming; Oranger – Going Under; One Dimensional Man – Mad At Me; Micecars – Americans; The Creekdippers – The End Of The Highway; Broken Social Scene – Lover’s Spit; El-Muniria – Fino in fondo; Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo – Una Calibro 9 per Tony Rodriguez; Stan Ridgway – Classic Hollywood Ending.

Categorie: playlist, presentazioni | Tag: | 3 commenti

Pop Corn ’80 (73-75)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le ultime tre scalette, con le quali si è chiuso il discorso sul 1989 e si è concluso il ciclo anni ’80.

Lunedì 09/07/18
Simple Minds – Mandela Day
Depeche Mode – Personal Jesus
Cure – Lullaby
The Cult – Fire Woman

Mercoledì 11/07/18
Pat Metheny – Slip Away
Les Negresses Vertes – Zobi la mouche
Johnny Clegg + Savuka – Asimbonanga
Miles Davis – Mr. Pastorius

Venerdì 13/07/18
Beastie Boys – Hey Ladies
Skid Row – 18 And Life
Fine Young Cannibals – She Drives Me Crazy
Tin Machine – Under The God

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (70-72)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette degli ultimi tre “Pop Corn”, nei quali si è parlato del 1989.

Lunedì 02/07/18
Lou Reed – Romeo Had Juliette
Bob Dylan – Political World
Van Morrison – Orangefield
Elvis Costello – Veronica

Mercoledì 04/07/18
Queen – I Want It All
Rolling Stones – Mixed Emotions
Guns N’Roses – Used To Love Her
Aerosmith – F.I.N.E.

Venerdì 06/07/18
Paola Turci – Bambini
Edie Brickell – What I Am
Tina Tuner – The Best
Madonna – Like A Prayer

 

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (67-69)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette degli ultimi tre “Pop Corn”, nei quali si è parlato degli eventi più significativi nelle classifiche italiane del biennio 1988/89.

Lunedì 25/06/18
Tracy Chapman – For My Lover
Tanita Tikaram – Twist In My Sobriety
Ofra Haza – Galbi
Enya – Orinoco Flow

Mercoledì 27/06/18
Prince – Partyman
Phil Collins – A Groovy Kind Of Love
Edoardo Bennato – Vendo Bagnoli
Jovanotti – Vasco

Venerdì 29/06/18
Elton John – Healing Hands
Paul McCartney – My Brave Face
U2 – Desire
Pink Floyd – Time (live)

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (64-66)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette degli ultimi tre “Pop Corn”, con i quali si è proseguito il discorso sul 1988 avviato nei precedenti tre.

Lunedì 18/06/18
Black – Wonderful Life
Morrissey – Suedehead
Scritti Politti – Oh Patti (Don’t Feel Sorry For Loverboy)
Talking Heads – Blind

Mercoledì 20/06/18
Luca Carboni – Silvia lo sai
Enrico Ruggeri – Marta che parla con Dio
Franco Battiato – E ti vengo a cercare
Ivano Fossati – Questi posti davanti al mare

Venerdì 22/06/18
Scorpions – Rhythm Of Love
Metallica – One
Bon Jovi – Bad Medicine
Toto – Stop Loving You

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (61-63)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette degli ultimi tre “Pop Corn”, con i quali si è avviato il discorso sul 1988.

Lunedì 11/06/18
MARRS – Pump Up The Volume
Art Of Noise/Tom Jones – Kiss
Afrika Bambaata/UB40 – Reckless
INXS – Need You Tonight

Mercoledì 13/06/18
Ziggy Marley – Tomorrow People
Mori Kanté – Yé Ké Yé Ké
Gipsy Kings – Bamboleo
Eddy Grant – Gimme Hope Jo’Anna

Venerdì 15/06/18
Guesch Patti – Etienne
Belinda Carlisle – Heaven Is A Place On Earth
Patti Smith – Paths That Cross
Joni Mitchell – My Secret Place

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (58-60)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette degli ultimi tre “Pop Corn”, con i quali si chiude il discorso sul 1987.

Lunedì 04/06/18
Michael Jackson – I Just Can Stop Loving You
Aretha Franklin & George Michael – I Knew You Were Waiting
David Bowie – Bang Bang
Freddie Mercury – The Great Pretender

Mercoledì 06/06/18
Suzanne Vega – Luka
Grazia Di Michele – Le ragazze di Gauguin
Francesco De Gregori – I matti
Bob Geldof – This Is The World Calling

Venerdì 08/06/18
ABC – When Smokey Sings
Communards – Never Can Say Goodbye
Cure – Just Like Heaven
Eurythmics – Beethoven (I Love To Listen To)

 

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (55-57)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette degli ultimi tre “Pop Corn”, focalizzati sul 1987.

Lunedì 28/05/18
Bangles – Walk Like An Egyptian
Level 42 – Lessons In Love
Richenel – Dance Around The World
New Order – True Faith

Mercoledì 30/05/18
Paul Simon – The Boy In The Bubble
Sting – Englishman In New York
Terence Trent D’Arby – If You Let Me Stay
Little Steven – Bitter Fruit

Venerdì 01/06/18
Los Lobos – La bamba!
Fleetwood Mac – Seven Wonders
U2 – In God’s Country
Pink Floyd – Learning To Fly

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

1992: la mia playlist

Benché all’epoca scrivessi per tre mensili, il 1992 è stato un altro anno di quelli – non tanti, fortunatamente – per i quali non ho pubblicato una playlist “in tempo reale” (cioè nei primi mesi dell’anno dopo: “AudioReview” non proponeva alcun elenco, “Rumore” ne fece solo uno redazionale deciso non ricordo davvero come e “Velvet” morì prima di arrivare al 1993). Per quella che potete leggere qui sotto, allora, ho di nuovo adottato l’unico metodo possibile per evitare le playlist “con il senno di poi”, quelle che alla fine sono capaci di compilare un po’ tutti: ho esaminato le mie recensioni d’epoca e ho annotato gli album ai quali ho dato i voti più alti. Certo, mancano titoli che ventisei anni fa ho ascoltato tantissimo e dei quali per varie ragioni non ebbi la possibilità di scrivere (il primo che mi viene in mente: Slanted And Enchanted dei Pavement), ma pazienza: anche se meno “reale” di altre, rimane pur sempre una playlist pienissima di cose notevoli. O no?
Alice In Chains – Dirt
Assalti Frontali – Terra di nessuno
Black Crowes – The Southern Harmony…
Blind Melon – Blind Melon
Julian Cope Jehovahkill
Cure – Wish
Danzig – How The Gods Kill
Faith No More – Angel Dust
Jesus And Mary Chain – Honey’s Dead
Kyuss – Blues For The Red Sun
Ministry – Psalm 69
Rage Against The Machine – Rage Against The Machine
Ride – Going Blank Again
Sonic Youth – Dirty
Swans – Love Of Life
Warrior Soul – Salutations From The Ghetto Nation

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
19791980 – 19821983198419851986 – 198719881990 – 19911995 – 1996 – 199719982000 – 2001200220042006 – 2007 – 200820132014201520162017

Categorie: playlist | 4 commenti

Pop Corn ’80 (52-54)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette degli ultimi tre “Pop Corn”, dedicati a dischi o artisti particolarmente significativi a livello di riscontri commerciali nel biennio 1986/87.

Lunedì 21/05/18
Duran Duran – Notorious
Spandau Ballet – Through The Barricades
A-ha – The Living Daylights
Europe – The Final Countdown

Mercoledì 23/05/18
Smiths – Bigmouth Strikes Again
Depeche Mode – Strangelove
Whitney Houston – I Wanna Dance With Somebody
Madonna – Who’s That Girl

Venerdì 25/05/18
Prince – Sign O’ The Times
Zucchero – Pippo
Bruce Springsteen – War
Joe Cocker – You Can Leave Your Hat On

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (49-51)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” della settimana scorsa, nella quale si è parlato per la seconda volta del 1986.

Lunedì 14/05/18
Gianna Nannini – Bello e impossibile
Fabio Concato – Il bel pianista
Tina Turner – Typical Male
James Brown – Living In America

Mercoledì 16/05/18
Bob Dylan – Got My Mind Made Up
Joe Jackson – Home Town
Billy Joel – Modern Woman
Rod Stewart – Love Touch

Venerdì 18/05/18
David Sylvian – Taking The Veil
Pete Wylie – Sinful
Steve Winwood – Higher Love
Peter Gabriel – Sledgehammer

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

2008: la mia playlist

Estrarre dall’archivio la playlist del 2008 e rendersi conto di quanto sia “recente” anche se gli anni trascorsi sono ben dieci suscita pensieri contrastanti. Al di là di ciò, rileggendola con occhio critico mi sembra bella, nel senso che i dischi in essa contenuti rimangano validi e in qualche caso importanti, e “interessante” nel suo saltare dal classico al moderno, dal ruvido all’aggraziato, dal rock al pop di qualità, dall’italiano allo straniero; una selezione sincera di quelli che furono al tempo i miei ascolti più frequenti, senza filtri legati all’importanza più o meno oggettiva né forzature da addetto ai lavori che ci tiene a apparire brillante acuto alla moda yeah.
Afterhours – I milanesi ammazzano il sabato
Baustelle – Amen
Black Mountain – In The Future
Bonnie “Prince” Billy – Lie Down In The Light
Dirtbombs – We Have You Surrounded
Marianne Faithfull – Easy Come Easy Go
Last Shadow Puppets – The Age Of The Understatement
Le Luci della Centrale Elettrica – Canzoni da spiaggia deturpata
Portished – Third
TV On The Radio – Dear Science

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1983
1984
1985
1986
1987
1988
1990
1991
1995
1996
1997
1998
2000
2001

2002
2004
2006
2007
2013
2014
2015
2016
2017

Categorie: playlist | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (46-48)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” della settimana scorsa, nella quale si è parlato per la prima volta del 1986.

Lunedì 07/05/18
Run DMC – Walk This Way
Talking Heads – Wild Wild Life
Rolling Stones – One Hit (To The Body)
Queen – Who Wants To Live Forever

Mercoledì 09/05/18
Lucio Battisti – Don Giovanni
Lucio Dalla – Se io fossi un angelo
Angelo Branduardi – Quando tu sarai
Enrico Ruggeri – Il portiere di notte

Venerdì 11/05/18
Doctor & The Medics – Spirit In The Sky
Human League – Human
Double – The Captain Of Her Heart
Berlin – Take My Breath Away

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Pop Corn ’80 (43-45)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili per l’ascolto in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” della settimana scorsa, nella quale si è parlato ancora – per l’ultima volta – del 1985.

Lunedì 30/04/18
Simply Red – Money’s Too Tight
Fine Young Cannibals – Johnny Come Home
Prefab Sprout – Faron Young
Marillion – Keyleigh

Mercoledì 02/05/18
Madonna – Like A Virgin
Paul Hardcastle – 19
Paolo Conte – La fisarmonica di Stradella
Renzo Arbore – Ma la notte no

Venerdì 04/05/18
Grace Jones – Slave To The Rhythm
Sade – The Sweetest Taboo
Pat Metheny/David Bowie – This Is Not America
Huey Lewis And The News – The Power Of Love

Categorie: playlist | Tag: | Lascia un commento

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)