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1988: la mia playlist

Questa del 1988 fu una delle (purtroppo pochissime) mie playlist apparse su “Velvet”, mensile dalla vita piuttosto travagliata della quale sono stato anche (co)editore. È una storia interessante che dovrei decidermi a raccontare nel dettaglio, prima che gli anni trascorsi alterino o cancellino i ricordi, e prima o poi lo farò. Intanto, ecco i dodici titoli faticosamente selezionati tre decenni fa, che come sempre rispecchiavano i miei ascolti reali; insomma, senza forzature volte a dare di sé l’immagine di giornalista “cool” (quanti ce n’erano, quanti ce ne sono ancora) o di esperto “obiettivo”. L’assenza di Green dei R.E.M., comunque, rimane per me un mistero, specie considerando che sulla band, in contemporanea all’uscita del disco, avevo pure scritto un lungo articolo, e che nella recensione di “AudioReview” gli avevo assegnato un 9, lo stesso voto da me dato a Daydream Nation e Ultramega OK (trattati nella stessa pagina, non so se mi spiego: significa che questi tre capolavori sono usciti praticamente assieme).
Nick Cave And The Bad Seeds – Tender Prey
Tracy Chapman – Tracy Chapman
Crazyhead – Desert Orchid
Dog Soldier – Name Your Poison
Feelies – Only Life
Jane’s Addiction – Nothing’s Shocking
Social Distortion – Prison Bound
Sonic Youth – Daydream Nation
Soundgarden – Ultramega OK
Steeplejack – Pow Wow
U2 – Rattle And Hum
Waterboys – Fisherman’s Blues

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1985
1986
1987
1990
1991
1995
1996
1997
2000
2001
2002

2004
2006
2007
2013
2014
2015
2016
2017

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Pop Corn ’80 (10-12)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” della settimana scorsa, con i link diretti per l’ascolto.

Lunedì 12/2/18
Rod Stewart – Young Turks
George Harrison – All Those Years Ago
Eric Clapton – I Can’t Stand It
Bob Dylan – The Groom’s Still Waiting At The Altar

Mercoledì 14/2/18
Banco del Mutuo Soccorso – Paolo Pà
Premiata Forneria Marconi – Come ti va?
Ivan Cattaneo – Una zebra a pois
Alberto Camerini – Rock’n’roll robot

Venerdì 16/2/18
AC/DC – Let’s Get It Up
Van Halen – Unchained
Clash – One More Time
Genesis – Man On The Corner

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Pop Corn ’80 (7-9)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” di questa settimana, con i link diretti per l’ascolto.

Lunedì 29/1/18
Orchestral Manoeuvres – Enola Gay
Visage – Fade To Grey
Telex – Diskow Moskow
Buggles – Video Killed The Radio Star

Mercoledì 31/1/18
Vasco Rossi – Siamo solo noi
Gianna Nannini – Autostrada
Alice – Per Elisa
Pino Daniele – A me me piace ‘o blues

Venerdi 2/2/18
Sugarhill Gang – Rapper’s Delight
John Lennon – Woman
Franco Battiato – Bandiera bianca
Phil Collins – In The Air Tonight

Pop Corn ’80 (1-3)
Pop Corn ’80 (4-6)

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2002: la mia playlist

Il tradizionale elenco dei “miei” dischi del 2002 apparve sul Mucchio ed era un po’ strano. Non comprendeva album italiani, perché di quelli mi ero occupato in una trattazione a parte (che magari riproporrò qui, prima o poi), e i quindici titoli erano suddivisi in tre categorie di gradimento. Rileggendoli oggi, non rilevo nefandezze, né scelte che mi fanno pensare “ma come avrò fatto a inserire…?”; credo sia una buona cosa. PS. Sì, lo so che i Noir Desir è del 2001 (settembre), ma dato che in Italia uscì l’anno seguente, e tutti – me compreso – ne parlarono solo allora, non volli lasciarlo fuori.
Solomon Burke – Don’t Give Up On Me
Korn – Untouchables
Pearl Jam – Riot Act
Queens Of The Stone Age – Songs For The Deaf
Steve Von Till – If I Should Fall To The Field
Audioslave – Audioslave
Johnny Cash – American IV – The Man Comes Around
Noir Désir – Des visages des figures
Bruce Springsteen – The Rising
Tom Waits – Alice + Blood Money
Interpol – Turn On The Bright Lights
Libertines – Up The Bracket
Mudhoney – Since We’ve Become Translucent
Joey Ramone – Don’t Worry About Me
System Of A Down – Steal This Album!

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1985
1986
1987
1990
1991
1995
1996
1997
2000
2001

2004
2006
2007
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2016
2017

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Pop Corn ’80 (4-6)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” di questa settimana, con i link diretti per l’ascolto.

Lunedì 22/1/18
Kate Bush – Babooshka
Barbra Streisand – Woman In Love
Diana Ross – Upside Down
Donna Summer – The Wanderer

Mercoledì 24/1/18
Lucio Battisti – Una giornata uggiosa
Neil Young – Captain Kennedy
Stevie Wonder – Master Blaster
Bob Marley – Could You Be Loved

Venerdì 26/1/18
Krisma – Many Kisses
Decibel – Contessa
Keith Emerson – Mater Tenebrarum
Robert Palmer – Johnny And Mary

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Pop Corn ’80 (1-3)

Dopo il lungo ciclo di ben 205 puntate dedicato agli anni ’60 e ’70 andato in onda nel 2016/17, lo scorso 15 gennaio sono riprese – sempre su Rai Isoradio – le trasmissioni di “Pop Corn”, con una nuova serie di 75 spazi incentrata sulla “musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ‘80”. Sarebbe forse superfluo dire, ma lo dico lo stesso perché non si sa mai, che il termine “musica di qualità” va interpretato in modo un po’ più esteso di quanto potrebbero pensare coloro che erano abituati ad altri miei programmi di rock a volte anche “estremo”, ma dato che “Pop Corn” è indissolubilmente legato ai Top 25 italiani, album e singoli, c’è da adeguarsi; il mio stile di conduzione, volto a fare intrattenimento culturale”, è però sempre lo stesso, le scelte musicali sono interamente mie e le sorprese continueranno a essere all’ordine del giorno.
“Pop Corn” va in onda su Rai Isoradio (anche in Rete) ogni lunedì, mercoledì e venerdì attorno alle 22 e 15; sono state pianificate anche repliche notturne, ma per chi preferisse la differita, tutte le puntate – comprese quelle del vecchio ciclo, nonché quelle di “Giovedì? Vinile!” e “Il mio canto libero” – sono disponibili in streaming. Qui le scalette dei tre “Pop Corn” di questa settimana, con i link diretti per l’ascolto.

Lunedì 15/1/18
Rolling Stones – Dance Pt.1
Status Quo – Whatever You Want
Queen – Another One Bites The Dust
Dire Straits – Romeo And Juliet

Mercoledì 17/1/18
Fabrizio De André – Una storia sbagliata
Edoardo Bennato – Sei come un juke-box
Lucio Dalla – Meri Luis
Ivan Graziani – Firenze (Canzone triste)

Venerdì 19/1/18
Blondie – Call Me
Ramones – Baby I Love You
Pretenders – Brass In Pocket
Police – Message In A Bottle

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2017: la mia playlist

Per la quinta volta, la mia playlist annuale è apparsa sulle pagine di “Blow Up”, rivista nella quale scrivo regolarmente dall’estate del 2013. Sono in tutto quindici titoli divisi in tre blocchetti: nel primo i tre album che ho apprezzato di più (a pari merito) e negli altri due le seconde scelte, sei stranieri e sei italiani (sempre tutti a pari merito). La divisione fra prodotti esteri e autoctoni non è stata voluta né tantomeno vuole essere discriminatoria: a elenco compilato, ho notato di avere inserito lo stesso numero di stranieri e di italiani, e ho pensato che in questo modo avrei potuto evidenziare meglio questi ultimi.
Il podio
Algiers – The Underside Of Power
Baustelle – L’amore e la violenza
Peter Perrett – How The West Was Won
Runners mondo
Dream Syndicate – How Did I Find Myself Here?
King Krule – The Ooz
Magnetic Fields – 50 Song Memoir
Robert Plant – Carry Fire
Sparks – Hippopotamus
St Vincent – Masseduction
Runners Italia
Paolo Benvegnù – H3+
Brunori Sas – A casa tutto bene
Andrea Laszo De Simone – Uomo donna
Mauro Ermanno Giovanardi – La mia generazione
Ianva – Canone europeo
Mannarino – Apriti cielo

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1985
1986
1987
1990
1991
1995
1996
1997
2000
2001

2004
2006
2007
2013
2014
2015
2016

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1995: la mia playlist

L’elenco dei dischi da me più apprezzati fra quelli usciti nel 1995 venne pubblicata nel numero di Rumore del gennaio 1996. La richiesta era di soli dieci titoli e naturalmente non ne consegnai di più, e dato che non sono solito “barare” la ripropongo dunque tale e quale. Non so se oggi cambierei qualcosa, ma riguardandola non vedo proprio nulla che mi induca a pensare “ma come ho fatto a metterlo?”. Buona scoperta, o riscoperta, a quanti non conoscessero o avessero dimenticato una o più di queste piccole e grandi meraviglie.
Alice In Chains – Alice In Chains
Almamegretta – Sanacore 1.9.9.5.
Boss Hog – Boss Hog
Julian Cope – 20 Mothers
Drywall – Work The Dumb Oracle
Garbage – Garbage
PJ Harvey – To Bring You My Love
N.N. – Inchiostro & Volume
Fausto Rossi – L’erba
Smashing Pumpkins – Mellon Collie And The Infinite Sadness

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1985
1986
1987
1990
1991
1996
1997
2000
2001

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2016

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2004: la mia playlist

Faccio emergere dall’archivio un’altra vecchia playlist, pubblicata all’epoca sul Mucchio e composta da quindici titoli suddivisi in tre categorie di gradimento. Tutti gli elenchi dello staff erano corredati da un breve commento, che ripropongo qui.
Mark Lanegan Band – Bubblegum
Neurosis – The Eye Of Every Storm
Stan Ridgway – Snakebite
Elizabeth Anka Vajagic – Stand With The Stillness Of This Day
Massimo Zamboni – Sorella sconfitta
Marianne Faithfull – Before The Poison
Franz Ferdinand – Franz Ferdinand
PJ Harvey – Uh Huh Her
Nada – Tutto l’amore che mi manca
Têtes de bois – Pace e male
Lost Sounds – Lost Sounds
Gianni Maroccolo – A.C.A.U.
Mission Of Burma – On Off On
Elliott Smith – From A Basement On The Hill
Tuxedomoon – Cabin In The Sky

A differenza del 2003, quando identificare quindici titoli davvero degni è stata una faccenda piuttosto laboriosa, quest’anno ho avuto problemi di abbondanza: solo con gli album ai quali avevo via via assegnato le quattro stelle – non di più, perché in questo mi faccio prendere dall’avarizia – sono arrivato a venticinque. Dieci da eliminare, quindi, e non è stato uno scherzo, anche se a facilitare l’operazione sono intervenuti strani arzigogoli mentali che mi hanno fatto escludere i dischi non totalmente nuovi (il live di Lou Reed, i Rocket From The Tombs, il Creuza de mä di Mauro Pagani), equilibrare i “settori” (mi spiace per Polly Paulusma e Auf Der Maur, ma alla voce “rock al femminile” ho preferito inserire altro, così come dalla casella “italiani” sono rimasti fuori Massimo Bubola e Verdena), omettere qualcosa di molto noto a vantaggio di qualcosa che probabilmente sarò solo io a segnalare (e non per fare lo snob, ma perché ascolto tantissimo underground e questo non può non trovare riscontro nei miei personali Oscar).
Ciò premesso, i miei quindici si spiegano quasi da soli: dai sotterranei d’oltreoceano arrivano la tenebrosa Elizabeth Anka Vajagic, i torridi e apocalittici Neurosis e i “senza compromessi” Lost Sounds, che non faranno musica per tutti i palati ma che hanno saputo colpirmi rispettivamente al cuore, al cervello e al corpo. Stan Ridgway, Marianne Faithfull, Nada e Tuxedomoon, oltre agli imprevisti – un po’ come i Wire lo scorso anno – Mission Of Burma sono invece gli amori di gioventù ritornati con gemme che mai mi sarei aspettato così splendenti, a ricordare che la classe e l’ispirazione non hanno età e sono in grado di superare le vicissitudini per riemergere in tutto il loro fulgore. Un discorso che vale anche per Massimo Zamboni e Gianni Maroccolo, due grandissimi della scena nazionale che – ultraquarantenni – hanno esordito come solisti con due lavori di spiccate personalità e intensità, nati da una necessità interiore e non da capricci. Poi i Franz Ferdinand, l’unico gruppo giovane che è riuscito a farmi ballare. I Têtes de bois, che mi hanno ipnotizzato, ed Elliott Smith, che mi ha commosso e fatto maledire il destino porco che se l’è voluto portar via anzitempo. E poi loro due, Mark e PJ, che dovrebbero innamorarsi e avere un tot di bambini ai quali affiderei a priori – buon sangue non può mentire – il futuro del nostro rock: mentre vivremo un 2005 per il quale è lecito nutrire speranze, teniamo d’occhio le pagine del gossip incrociando le dita.

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1985
1986
1987
1990
1991
1996
1997
2000
2001

2006
2007
2013
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2015
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1985: la mia playlist

Come ormai faccio quasi sempre a inizio mese, recupero dal cassetto un’ennesima playlist d’epoca. Questa del 1985 uscì sul Mucchio e la suddivisione dei dodici titoli in sei categorie la rende decisamente curiosa. Trentuno anni e mezzo dopo averla compilata la memoria non mi sostiene e non sono quindi in grado di dire quanto la selezione degli album risentì dell’eventuale scelta a monte di impostare l’elenco in questo bizzarro modo, o se invece l’impostazione arrivò soltanto dopo la selezione stessa. Ma saperlo non è poi così importante, giusto?

Roots rock
R.E.M. – Fables Of The Reconstruction
Thin White Rope – Exploring The Axis

Punk oriented rock
Hüsker Dü – Flip Your Wig
Zarkons – Riders In The Long Black Parade
New wave rock
Wall Of Voodoo – Seven Days In Sammystown
Sisters Of Mercy – First And Last And Always

Rock
AA.VV. – Lost In The Stars
Tom Waits – Rain Dogs
Avant-rock
Dead Can Dance – Spleen And Ideal
Jesus And Mary Chain – Psychocandy

Rock italiano
Litfiba – Desaparecido
Viridanse – Mediterranea

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1986
1987
1990
1991
1996
1997
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2001

2006
2007
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2001: la mia playlist

Per il 2001, così come per altri anni, le playlist annuali prevedevano quindici album suddivisi in tre categorie di apprezzamento (personale e non necessariamente “critico”, a scanso di equivoci). Rileggo le mie scelte e per fortuna mi ci ritrovo al 100%, compiacendomi del mio eclettismo e del fatto tutti i titoli in elenco sono in seguito ritornati – quale più, quale meno – a risuonare nelle mie orecchie. Non ci sono album italiani solo perché, come spesso accadeva, avevano una playlist a parte.
Björk – Vespertine
Mark Lanegan – Field Songs
Tool – Lateralus
System Of A Down – Toxicity
White Stripes – White Blood Cells
Arab Strap – The Red Thread
Black Rebel Motorcycle Club – BRMC
Manu Chao – Proxima Estacion: Esperanza
R.E.M. – Reveal
Strokes – Is This It
Laurie Anderson – Life On A String
Nick Cave – No More Shall We Part
Mogwai – Rock Action
Muse – Origin Of Symmetry
Iggy Pop – Beat’em Up

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
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1990: la mia playlist

Un anno notevole, il 1990, ricco di musica di qualità. Avrei potuto dire lo stesso affidandomi alla memoria od operando un’analisi superficiale, ma il concetto emerge in modo ancor più evidente esaminando l’elenco degli album ai quali, in tempo reale, assegnai i voti più alti in sede di recensione sulle riviste per le quali all’epoca scrivevo regolarmente, cioè Velvet e AudioReview. I miei “album del 1990” furono dunque i dodici qui sotto, anche se quell’anno non compilai alcuna playlist riassuntiva: su Audioreview non le abbiamo mai fatte e su Velvet ne pubblicammo una generale, senza le preferenze dei singoli collaboratori. Possibile che, se ne avessi dovuto compilare una all’inizio del 1991, logicamente pescando anche tra i dischi che non avevo recensito, qualche titolo sarebbe stato diverso, ma pure così com’è mi sembra bellissima.

Arson Garden – Under Towers
Chills – Submarine Bells
Danzig – Lucifuge
House Of Love – The House Of Love
Jane’s Addiction – Ritual de lo habitual
Mazzy Star – She Hangs Brightly
Negazione – 100%
Ozric Tentacles – Erpland
Pixies – Bossanova
Pussy Galore – Historia de la musica rock
Lou Reed & John Cale – Songs For Drella
The Seers – Psych-Out

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1986
1987
1991
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Pop Corn – Finale (7 di 7)

Dopo il ciclo di sedici settimane dedicato ai 45 giri (dal 26 settembre 2016 al 13 gennaio 2017) e quello di diciotto focalizzato sugli LP (dal 15 gennaio al 26 maggio 2017), “Pop Corn: musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ’60 e ’70” – lo spazio di “intrattenimento culturale” di circa venti minuti da me ideato e condotto per Rai Isoradio – ha terminato la sua terza e ultima fase, di sette settimane.
Ecco le scalette, con i link diretti per l’ascolto in streaming, delle cinque puntate trasmesse dal 10 al 14 luglio, le ultime di un ciclo di quindici dedicato a canzoni che avrebbero sicuramente potuto (e magari dovuto) entrare nelle zone alte delle nostre classifiche, ma non l’hanno fatto.

Lunedì 10/7/17
Aerosmith – Walk This Way
Van Halen – Runnin’ With The Devil
Fleetwood Mac – Don’t Stop
Styx – Babe

Martedì 11/7/17
Piero Ciampi – Ha tutte le carte in regola
Umberto Bindi – Via Cavour in quel caffè
Herbert Pagani – Cento scalini
Duilio Del Prete – La canzone di Jackie

Mercoledi 12/7/17
Jacques Brel – Amsterdam
Serge Gainsbourg/Brigitte Bardot – Bonnie & Clyde
Lee Hazlewood/Nancy Sinatra – Summer Wine
Scott Walker – Mathilde

Giovedì 13/7/17
Elvis Costello – Oliver’s Army
Nick Lowe – Cruel To Be Kind
The Jam – The Eton Rifles
Clash – London Calling

Venerdì 14/7/17
Mauro Pelosi – Vent’anni di galera
Tito Schipa Jr. – La bomba A
Ivan Cattaneo – Boys And Boys
Franco Battiato – L’era del cinghiale bianco

Pop Corn – Finale (1 di 7)
Pop Corn – Finale (2 di 7)
Pop Corn – Finale (3 di 7)
Pop Corn – Finale (4 di 7)
Pop Corn – Finale (5 di 7)
Pop Corn – Finale (6 di 7)

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1997: la mia playlist

Rileggo questa playlist di vent’anni fa, al tempo edita sul Mucchio e/o Rumore, e un po’ mi stupisco: è davvero strana. Accanto a dischi che, sì, ci stanno tutti, contiene due/tre titoli che non riascolto probabilmente da allora, e qualcun altro che fatico a credere di avere inserito. In ogni caso, dato che nelle liste di fine anno ho inserito sempre e solo gli album dai quali ero stato più impressionato nei dodici mesi precedenti, non posso che prendere atto della relativa bizzarria di queste scelte.

Afterhours – Hai paura del buio?
Auntie Christ – Life Could Be A Dream
Blur – Blur
Nick Cave – The Boatman’s Call
Cheater Slicks – Forgive Thee
Demolition Doll Rods – Tasty
Dirtys – You Should Be Sinnin’
Litfiba – Mondi sommersi
Modena City Ramblers – Terra e libertà
Oblivians – Play 9 Songs With Mr.Quintron

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1986
1987
1991
1996
2000
2006
2007
2013
2014
2015
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Pop Corn – Finale (6 di 7)

Dopo il ciclo di sedici settimane dedicato ai 45 giri (dal 26 settembre 2016 al 13 gennaio 2017) e quello di diciotto focalizzato sugli LP (dal 15 gennaio al 26 maggio 2017), “Pop Corn: musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ’60 e ’70” – lo spazio di circa venti minuti da me ideato e condotto che va in onda ogni sera dal lunedì al venerdì attorno alle 22 e 15 su Rai Isoradio – è entrato nella sua terza e ultima fase, di sette settimane. L’obiettivo rimane quello dell’intrattenimento culturale, attraverso l’ascolto e le storie di canzoni belle, significative o comunque interessanti che andavano per la maggiore nella Penisola in quel periodo d’oro per il rock e il pop.
Ecco le scalette, con i link diretti per l’ascolto in streaming, delle cinque puntate trasmesse dal 3 al 7 luglio, che fanno parte di un ciclo di quindici dedicato a canzoni che avrebbero sicuramente potuto (e magari dovuto) entrare nelle zone alte delle nostre classifiche, ma non l’hanno fatto.

Lunedì 3/7/17
Ragazzi del sole – Atto di forza n.10
Bit-Nik – Manifesto beat
Ranger Sound – Ricordarmi
Jaguars – Devi combattere

Martedì 4/7/17
Zombies – She’s Not There
Gerry % The Pacemakers – I’m The One
Standells – Dirty Water
Box Tops – The Letter

Mercoledì 5/7/17
Iggy Pop – The Passenger
Lou Reed – Walk On The Wild Side
Joni Mitchell – Help Me
Janis Joplin – Me And Bobby McGee

Giovedì 6/7/17
Area – L’elefante bianco
Biglietto per l’Inferno – Il nevare
Metamorfosi – E lui amava i fiori
Stormy Six – Stalingrado

Venerdì 7/7/17
Steppenwolf – Magic Carpet Ride
Sly & The Family Stone – Everyday People
Johnny Cash – I Walk The Line
Roy Orbison – Oh, Pretty Woman

Pop Corn – Finale (1 di 7)
Pop Corn – Finale (2 di 7)
Pop Corn – Finale (3 di 7)
Pop Corn – Finale (4 di 7)
Pop Corn – Finale (5 di 7)

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Pop Corn – Finale (5 di 7)

Dopo il ciclo di sedici settimane dedicato ai 45 giri (dal 26 settembre 2016 al 13 gennaio 2017) e quello di diciotto focalizzato sugli LP (dal 15 gennaio al 26 maggio 2017), “Pop Corn: musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ’60 e ’70” – lo spazio di circa venti minuti da me ideato e condotto che va in onda ogni sera dal lunedì al venerdì attorno alle 22 e 15 su Rai Isoradio – è entrato nella sua terza e ultima fase, di sette settimane. L’obiettivo rimane quello dell’intrattenimento culturale, attraverso l’ascolto e le storie di canzoni belle, significative o comunque interessanti che andavano per la maggiore nella Penisola in quel periodo d’oro per il rock e il pop.
Ecco le scalette, con i link diretti per l’ascolto in streaming, delle cinque puntate trasmesse dal 26 al 30 giugno, che fanno parte di un ciclo di quindici dedicato a canzoni che avrebbero sicuramente potuto (e magari dovuto) entrare nelle zone alte delle nostre classifiche, ma non l’hanno fatto.

Lunedì 26/6/17
Jefferson Airplane – Somebody To Love
Pink Floyd – See Emily Play
Jimi Hendrix – Purple Haze
Traffic – Paper Sun

Martedì 27/6/17
Bruce Springsteen – Prove It All Night
Randy Newman – Short People
Jackson Browne – Here Come Those Tears Again
Steve Miller Band – The Joker

Mercoledì 28/6/17
Claudio Lolli – Ho visto anche degli zingari felici
Gianfranco Manfredi – Ogino Knaus
Faust’O – Eccolo qua
Alberto Camerini – Neurox

Giovedì 29/6/17
Kinks – Waterloo Sunset
Small Faces – Itchycoo Park
Hollies – Stop Stop Stop
Who – Substitute

Venerdì 30/6/17
XTC – Making Plans For Nigel
Cars – Let’s Go
Talking Heads – Life During Wartime
Gary Numan – Cars

Pop Corn – Finale (1 di 7)
Pop Corn – Finale (2 di 7)
Pop Corn – Finale (3 di 7)
Pop Corn – Finale (4 di 7)

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2007: la mia playlist

Lo so bene che molti di voi preferiscono le playlist più vecchie, ma poiché intendo via via pubblicare tutte quelle che ho in archivio (per ora, dal 1979 al 2016) e non voglio giocarmi solo le carte “migliori”… accontentatevi del 2007. Che, a quanto (ri)vedo, è un gran bell’accontentarsi.

Arcade Fire – Neon Bible
Vic Chesnutt – North Star Deserter
Fiery Furnaces – Widow City
The Good, The Bad & The Queen – The Good, The Bad & The Queen
PJ Harvey – White Chalk
Jennifer Gentle – The Midnight Room
Liars – Liars
Neurosis – Given To The Rising
Tinariwen – Aman Iman
Verdena – Requiem

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:

1979
1980
1982
1984
1986
1987
1991
1996
2000
2006
2013
2014
2015
2016

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Pop Corn – Finale (4 di 7)

Dopo il ciclo di sedici settimane dedicato ai 45 giri (dal 26 settembre 2016 al 13 gennaio 2017) e quello di diciotto focalizzato sugli LP (dal 15 gennaio al 26 maggio 2017), “Pop Corn: musica di qualità nelle classifiche italiane degli anni ’60 e ’70” – lo spazio di circa venti minuti da me ideato e condotto che va in onda ogni sera dal lunedì al venerdì attorno alle 22 e 15 su Rai Isoradio – è entrato nella sua terza e ultima fase, di sette settimane. L’obiettivo rimane quello dell’intrattenimento culturale, attraverso l’ascolto e le storie di canzoni belle, significative o comunque interessanti che andavano per la maggiore nella Penisola in quel periodo d’oro per il rock e il pop.
Ecco le scalette, con i link diretti per l’ascolto in streaming, delle cinque puntate trasmesse dal 19 al 23 giugno, che fanno parte di un ciclo di venti incentrato sul fenomeno degli adattamenti in italiano di famose canzoni straniere.

Lunedì 19/6/17
Ribelli – Chi mi aiuterà
Camaleonti – Io lavoro
Rita Pavone – Stai con me
Ornella Vanoni – Non dirmi niente

Martedì 20/6/17
Sorrows – Mi si spezza il cuore
Everly Brothers – Susie Q
Paul Anka – Ogni giorno
Dion – Donna la prima donna

Mercoledì 21/6/17
Casuals – Massachusetts
Augusto Righetti – Venus
Pooh – Vieni fuori
Dik Dik – Il mondo è con noi

Giovedì 22/6/17
Mia Martini – Nel rosa
Maurizio Vandelli – Era lei
Satelliti – La vita è come un giorno
Profeti – L’amore mi aiuterà

Venerdì 23/6/17
Don Backy – Una ragazza facile
Gino Santercole – Sono un fallito
Adriano Pappalardo – Ai miei figli che dirò
Corvi – Questo è giusto?

Pop Corn – Finale (1 di 7)
Pop Corn – Finale (2 di 7)
Pop Corn –  Finale (3 di 7)

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