Oltre le stelle

Oltre le stelle (48)

Nel 2000, quando Il Mucchio Selvaggio era settimanale (la fase durò dall’ottobre 1996 al dicembre 2004), Gianluca Testani varò una simpatica rubrica che occupava due pagine in ogni numero. Si chiamava, appunto, “Oltre le stelle” ed era una sorta di appendice de “Le stelle del Mucchio”, la tabella nella quale i componenti dello staff della rivista assegnavano da sempre il loro “voto” – dalle cinque stelle di “imperdibile” alle due palle di “inascoltabile”, con in mezzo “formidabile”, “adorabile”, “apprezzabile”, “ascoltabile” e “prescindibile” – ad alcune decine di album di uscita recente. L’idea di Gianluca era semplice ed efficace: lui sceglieva uno di questi dischi, uno dei più importanti, e cinque o sei di noi altri dovevano commentarlo in circa mille caratteri, privilegiando i toni discorsivi ed evitando quelli da recensione. Insomma, più che il “critico” scriveva l’appassionato, a ruota libera e in prima persona.
Consapevole che con il senno di poi spesso non mi trovo più d’accordo con me, anche per colpa di ascolti non sempre approfonditi e dello spirito ludico della rubrica, in questo spazio riproporrò via via tutti i miei “Oltre le stelle”, in ordine cronologico, cinque per volta.
Oltre le stelle 48 cop
FLEET FOXES
Fleet Foxes
* *
Se n’è parlato moltissimo, di questo disco e questo gruppo. Anche oltre i loro reali meriti, perché se è vero che i Fleet Foxes sono bravi (specie sul palco, mi dicono i bene informati e gli stralci live colti in Rete), e Fleet Foxes un disco ispirato e confezionato con cura artigianale e buon gusto, è d’altro canto difficile negare che la formula del quintetto americano, alla lunga, stanchi. Se l’album fosse stato un “mini” con le migliori cinque di queste undici tracce, allora i superlativi sarebbero giustificati, ma in questa veste un po’ pletorica e discontinua a livello di qualità di songwriting il folk-pop estatico/agreste della band riveli sì fascino – dato per lo più dalla fragilità e dalle atmosfere “sospese” – ma pure più di un limite. Che gli entusiasti continuino ad esaltarsi, ma considerare Fleet Foxes un epocale capolavoro può aver senso solo in rapporto alla medietà dell’odierna offerta di musica: io rimango sulle due stelline, che magari potrebbero anche esser tre ma non so che farci se sto diventando sempre più esigente.
(da Il Mucchio Selvaggio n.655 del febbraio 2009)

TV ON THE RADIO
Dear Science
* * *
Confesso di trovarmi un po’ in difficoltà, quando qualcuno mi chiede di indicare i nomi di gruppi “nuovi” – o, meglio, saliti alla ribalta negli ultimi quattro/cinque anni – non troppo di nicchia e davvero meritevoli di attenzione, che magari abbiano le carte in regola per durare; gente, insomma, con un progetto artistico proprio e ben definito, nonché dotata del talento e dello spessore necessari per continuare a portarlo avanti in modo stimolante. Possibile che con il tempo mi ricrederò, ma ora come ora cito sempre Arcade Fire e TV On The Radio e qualcosa vorrà pur dire, così come il fatto che Dear Science compaia nella mia Top 10 del 2008: perché, poche storie, il “soul in salsa wave/sperimentale” della band newyorkese vanta ispirazione, creatività, equilibrio formale, coraggio di contaminare, impatto “estetico” ed emozionale. Musica vivace, godibile, intelligente, calda, autorevole: in una sola parola, bella. Forse anche compiaciuta di se stessa, ok, ma ci si può passar sopra.
(da Il Mucchio Selvaggio n.656 del marzo 2009)

THE MATTHEW HERBERT BIG BAND
There’s Me And There’s You
* * *
Non ricordo se l’ho mai scritto, ma io e il jazz (ogni genere di jazz) siamo mondi lontanissimi. Non che lo disprezzi o che voglia sminuirne il valore, figuriamoci, poiché almeno di fronte ai maestri la mia mente si inchina ammirata, ma il cuore non accelera: è una questione di pelle e ormai mi sono rassegnato all’idea, pur non smettendo di portarmi a casa classici su classici nella speranza che prima o poi uno sappia accendere il sacro fuoco dell’amore. Poteva forse Matthew Herbert riuscire laddove hanno fallito Davis, Coltrane o Coleman? Ovviamente, no. Però quest’album tutto sommato stravagante, che in qualche modo è jazz ma di sicuro non lo è nel senso canonico del termine (però molto del miglior jazz dei canoni ha spesso voluto strafottersene, e allora come la mettiamo?), mi piace parecchio: trovo le sue alchimie curiose, godibili e intriganti, e più che a Duke Ellington mi fa pensare ai Residents. Comunque io di jazz non ho certo la pretesa di capirne, anzi, e dunque prendete le mie parole con beneficio d’inventario.
(da Il Mucchio Selvaggio n.657 dell’aprile 2009)

MARIANNE FAITHFULL
Easy Come, Easy Go
* * * *
Di quest’album non posseggo la versione in CD, ma solo quella in vinile: per certi versi un handicap, dato che il discone nero e per di più doppio richiede una “ritualità” di ascolto – vogliamo chiamarla slow listening? – purtroppo spesso incompatibile con le fruizioni stile catena di montaggio impostemi dalla mia professione. Insomma, per farla breve, Easy Come Easy Go non frequentava il mio Thorens da fine ottobre: era peraltro stato suo inseparabile compagno per un paio di mesi, cosa che gli aveva garantito un posto nella mia Top 10 del 2008, ma la lunga pausa me l’ha in qualche modo rivelato “nuovo”, almeno per quanto concerne alcune delle sue preziose e affascinanti sfumature all’insegna di una passionalità sobria, elegante e “colta”. L’amore rimasto in sospeso è così risbocciato, forte come prima e magari anche di più; velato di rimorso, però, dato che da una donna così non ci si dovrebbe separare neppure per un giorno. Figuriamoci per quasi mezzo anno.
(da Il Mucchio Selvaggio n.658 del maggio 2009)

In “Oltre le stelle” 1: Belle And Sebastian, Sinéad O’Connor, Pearl Jam, Jay-Jay Johanson, Deftones.
In “Oltre le stelle” 2: Giovanni Lindo Ferretti, Coldplay, Giant Sand, Badly Drawn Boy, Blonde Redhead.
In “Oltre le stelle” 3: Black Heart Procession, Radiohead, Mojave 3, Rancid, Go-Betweens.
In “Oltre le stelle” 4: U2, Marlene Kuntz, Amen, PJ Harvey, Gentle Waves.
In “Oltre le stelle” 5: Menlo Park, Lambchop, Fatboy Slim, Johnny Cash, Aluminum Group.
In “Oltre le stelle” 6: Godspeed You Black Emperor!, Songs: Ohia, Cousteau, Geoff Farina, Kings Of Convenience.
In “Oltre le stelle” 7: Magnetic Fields, Stephen Malkmus, Steve Wynn, Tortoise, Arab Strap.
In “Oltre le stelle” 8: Orb, Bonnie “Prince” Billy, Tom McRae, John Frusciante, Daft Punk.
In “Oltre le stelle” 9: Nick Cave, Manic Street Preachers, R.E.M., Mogwai, Mark Eitzel.
In “Oltre le stelle” 10: Lift To Experience, Black Crowes, Tindersticks, Radiohead, Manu Chao.
In “Oltre le stelle” 11: Tool, Sparklehorse, Mark Lanegan, Muse, Travis.
In “Oltre le stelle” 12: Tricky, Mercury Rev, Thalia Zedek, Björk, Bob Dylan.
In “Oltre le stelle” 13: Stereolab, Spiritualized, White Stripes, Strokes, Eels.
In “Oltre le stelle” 14: Fugazi, Gorky’s Zygotic Mynci, Starsailor, Aphex Twin, Ryan Adams.
In “Oltre le stelle” 15: Sodastream, Jim O’Rourke, Mick Jagger/Paul McCartney, Black Rebel Motorcycle Club, Notwist.
In “Oltre le stelle” 16: Bad Religion, Cornelius, Chemical Brothers, Lambchop, Joey Ramone.
In “Oltre le stelle” 17: Teenage Fanclub & Jad Fair, Marianne Faithfull, Boards Of Canada, Gomez, Desaparecidos.
In “Oltre le stelle” 18: Neil Young, Elvis Costello, Jon Spencer Blues Explosion, Badly Drawn Boy, Pedro The Lion.
In “Oltre le stelle” 19: Wilco, Tom Waits, Bruce Springsteen, Moby, Dot Allison.
In “Oltre le stelle” 20: Korn, David Bowie, Vines, Sonic Youth, Solomon Burke.
In “Oltre le stelle” 21: Red Hot Chili Peppers, Primal Scream, Flaming Lips, Coldplay, Queens Of The Stone Age.
In “Oltre le stelle” 22: Interpol, Underworld, Peter Gabriel, Beck, Black Heart Procession.
In “Oltre le stelle” 23: Steve Von Till, Sigur Ros, The Libertines, Badly Drawn Boy, Pearl Jam.
In “Oltre le stelle” 24: Johnny Cash, Suicide, Beth Gibbons & Rustin Man, Audioslave, The Roots.
In “Oltre le stelle” 25: Nick Cave, Jimi Tenor, Calexico, Zwan, Marlene Kuntz.
In “Oltre le stelle” 26: Go-Betweens, Massive Attack, Lou Reed, Cat Power, Stephen Malkmus.
In “Oltre le stelle” 27: Kills, Turin Brakes, White Stripes, Daniel Johnston, Wire.
In “Oltre le stelle” 28: Blur, Cody ChesnuTT, Warlocks, Arab Strap, Yeah Yeah Yeahs.
In “Oltre le stelle” 29: Marilyn Manson, Radiohead, Grandaddy, Mogwai, Eels.
In “Oltre le stelle” 30: Thrills, Mars Volta, Kings Of Leon, The Coral, Neil Young.
In “Oltre le stelle” 31: Warren Zevon, Josh Rouse, Kraftwerk, Muse, Joe Strummer.
In “Oltre le stelle” 32: A Perfect Circle, Robert Wyatt, Belle And Sebastian, Outkast, Frankie HI-NRG MC.
In “Oltre le stelle” 33: Twilight Singers, Ryan Adams, Oi Va Voi, Damien Rice, Isobel Campbell.
In “Oltre le stelle” 34: Air, Sophia, Al Green, Verdena, Auf Der Maur.
In “Oltre le stelle” 35: Lambchop, Franz Ferdinand, Joss Stone, The Veils, Sondre Lerche.
In “Oltre le stelle” 36: Blonde Redhead, N*E*R*D*, Patti Smith, Prince, Morrissey.
In “Oltre le stelle” 37: Polly Paulusma, Devendra Banhart, Felix Da Housecat, PJ Harvey, Keane.
In “Oltre le stelle” 38: Kings Of Convenience, Badly Drawn Boy, Wilco, Beastie Boys, Brian Wilson.
In “Oltre le stelle” 39: Mark Lanegan, Interpol, Tom Waits, R.E.M., U2.
In “Oltre le stelle” 40: Bright Eyes, Low, Beck, Arcade Fire, Eels.
In “Oltre le stelle” 41: Black Rebel Motorcycle Club, dEUS, Sigur Rós, Franz Ferdinand, Cat Power.
In “Oltre le stelle” 42: Arctic Monkeys, Vinicio Capossela, Flaming Lips, Tool, Pipettes.
In “Oltre le stelle” 43: Primal Scream, Thom Yorke, Bob Dylan, Joanna Newsom, Tom Waits.
In “Oltre le stelle” 44: The Good, The Bad & The Queen, Grinderman, Arcade Fire, Modest Mouse, Wilco.
In “Oltre le stelle” 45: Björk, Battles, White Stripes, Liars, Amy Winehouse.
In “Oltre le stelle” 46: Vic Chesnutt, Bruce Springsteen, PJ Harvey, Radiohead.
In “Oltre le stelle” 47: Black Mountain, Mars Volta, Portishead, R.E.M.

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Oltre le stelle (47)

Nel 2000, quando Il Mucchio Selvaggio era settimanale (la fase durò dall’ottobre 1996 al dicembre 2004), Gianluca Testani varò una simpatica rubrica che occupava due pagine in ogni numero. Si chiamava, appunto, “Oltre le stelle” ed era una sorta di appendice de “Le stelle del Mucchio”, la tabella nella quale i componenti dello staff della rivista assegnavano da sempre il loro “voto” – dalle cinque stelle di “imperdibile” alle due palle di “inascoltabile”, con in mezzo “formidabile”, “adorabile”, “apprezzabile”, “ascoltabile” e “prescindibile” – ad alcune decine di album di uscita recente. L’idea di Gianluca era semplice ed efficace: lui sceglieva uno di questi dischi, uno dei più importanti, e cinque o sei di noi altri dovevano commentarlo in circa mille caratteri, privilegiando i toni discorsivi ed evitando quelli da recensione. Insomma, più che il “critico” scriveva l’appassionato, a ruota libera e in prima persona.
Consapevole che con il senno di poi spesso non mi trovo più d’accordo con me, anche per colpa di ascolti non sempre approfonditi e dello spirito ludico della rubrica, in questo spazio riproporrò via via tutti i miei “Oltre le stelle”, in ordine cronologico, cinque per volta.

BLACK MOUNTAIN
In The Future
* * * *
Benché già possedessi il CD promozionale, al concerto dello scorso maggio di In The Future ho acquistato una copia in (sacro) vinile, e giacché c’ero ho aggiunto il primo album (sempre in formato 33 giri) e una T-shirt (ovviamente nera): un gesto che, insomma, certifica un apprezzamento notevole, se non addirittura una sorta di “adesione alla causa” della band, che nella mia visione distorta (ehm…) della realtà è quasi un ibrido, con qualche deviazione verso il miglior prog, tra i primi Black Sabbath e i Jefferson Airplane. Al momento – un domani, chissà: i mezzi non sembrano comunque mancargli – i Black Mountain non fanno certo rivoluzioni, ma i loro brani turgidi e potenti, abrasivi e al contempo evocativi, sono di quelli che aprono le famose “porte della percezione” care a William Black così come a Jim Morrison. Anzi, che le buttano giù a spallate.
(da Il Mucchio Selvaggio n.651 dell’ottobre 2008)

MARS VOLTA
The Bedlam In Goliath
* * *
Sono un bel problema, i Mars Volta, e non solo nel contesto di uno staff mucchiesco che – storicamente – si turba e/o si inalbera non appena sente anche un vago odore di progressive; suscita odio feroce o amore travolgente, la band americana, e i pochi che non sposano una delle due posizioni finiscono per essere accusati di cerchiobottismo. L’avevo detto, a Testani: “Gianluca, ma non puoi scegliere un altro disco?”. Lui però non mi ha voluto ascoltare, ed eccomi così a ripetere per la millesima volta di essere profondamente affascinato da questo gruppo così diverso e creativo, ma di apprezzarlo a livello di testa e non di cuore. Globalmente più vicino alla forma-canzone rispetto agli altri titoli dei Mars Volta, The Bedlam In Goliath mette come al solito un sacco di carne al fuoco: peccato che, come al solito, non c’è uniformità di giudizio sulla riuscita della cottura e la qualità del condimento. A scanso di equivoci, comunque, io mangio di gusto, ma senza correre il rischio di indigestioni.
(da Il Mucchio Selvaggio n.652 del novembre 2008)

PORTISHEAD
Third
* * * *
Ormai quasi tutti lo consideravano un album perduto, di quelli che se fosse stato “ritrovato” avrebbe deluso e che sarebbe dunque stato meglio ipotizzare (ah, il vecchio gioco dei what if…) che ascoltare. Contro ogni legittima previsione, il terzo album dei Portishead a undici anni dal precedente è stato invece una gran bella sorpresa: nella formula in larga parte rinnovata, che nonostante gli inevitabili agganci al passato mostra un ensemble ancora una volta nuovo, e nella qualità del suono e del songwriting, che almeno nei momenti migliori non fa invidiare quella di Dummy e Portishead. Insomma, un disco notevole: intenso, avvolgente e coinvolgente sul piano emotivo, con i suoi arditi equilibri di ombre, luci e malinconie spesso di sapore folk, e ricco di fascino e motivi di interesse sotto il profilo stilistico, grazie al felice connubio tra freddezza elettronica e calore umano. Una stella in più rispetto alla valutazione originaria, giacché l’autunno lo esalta ancor più della primavera, e una considerazione oziosa: sarebbe stato perfetto per il catalogo della 4AD. Applausi.
(da Il Mucchio Selvaggio n.653 del dicembre 2008)

R.E.M.
Accelerate
* * *
Come poi inequivocabilmente sottolineato dall’ottimo tour che ha toccato in due tranche anche l’Italia, con Accelerate i R.E.M. hanno ritrovato quell’energia e quella voglia di r’n’r che in Around The Sun erano state pressoché “congelate”: un’eccellente notizia, senza dubbio, alla faccia del megasuccesso planetario e di una carriera discografica avviata verso il trentennale. Piuttosto che lo stile e la qualità compositiva, ambedue ben noti a chiunque conosca un minimo la band, di queste undici nuove canzoni sorprendono però la carica, la vitalità e l’entusiasmo, a partire dal manifesto programmatico Living Well Is The Best Revenge alla persino più fragorosa chiusura della divertente I’m Gonna DJ: roba da esordienti con il fuoco nel cuore/al culo e non da veterani cinquantenni, che per quanto mi riguarda non va oltre le tre stelle solo per via di precedenti che si intitolano, per fare alcuni esempi, Life’s Rich Pageant, Document, Green, Automatic For The People, New Adventures In Hi-Fi: un grandissimo passato può essere un problema, come no.
(da Il Mucchio Selvaggio n.654 del gennaio 2009)

In “Oltre le stelle” 1: Belle And Sebastian, Sinéad O’Connor, Pearl Jam, Jay-Jay Johanson, Deftones.
In “Oltre le stelle” 2: Giovanni Lindo Ferretti, Coldplay, Giant Sand, Badly Drawn Boy, Blonde Redhead.
In “Oltre le stelle” 3: Black Heart Procession, Radiohead, Mojave 3, Rancid, Go-Betweens.
In “Oltre le stelle” 4: U2, Marlene Kuntz, Amen, PJ Harvey, Gentle Waves.
In “Oltre le stelle” 5: Menlo Park, Lambchop, Fatboy Slim, Johnny Cash, Aluminum Group.
In “Oltre le stelle” 6: Godspeed You Black Emperor!, Songs: Ohia, Cousteau, Geoff Farina, Kings Of Convenience.
In “Oltre le stelle” 7: Magnetic Fields, Stephen Malkmus, Steve Wynn, Tortoise, Arab Strap.
In “Oltre le stelle” 8: Orb, Bonnie “Prince” Billy, Tom McRae, John Frusciante, Daft Punk.
In “Oltre le stelle” 9: Nick Cave, Manic Street Preachers, R.E.M., Mogwai, Mark Eitzel.
In “Oltre le stelle” 10: Lift To Experience, Black Crowes, Tindersticks, Radiohead, Manu Chao.
In “Oltre le stelle” 11: Tool, Sparklehorse, Mark Lanegan, Muse, Travis.
In “Oltre le stelle” 12: Tricky, Mercury Rev, Thalia Zedek, Björk, Bob Dylan.
In “Oltre le stelle” 13: Stereolab, Spiritualized, White Stripes, Strokes, Eels.
In “Oltre le stelle” 14: Fugazi, Gorky’s Zygotic Mynci, Starsailor, Aphex Twin, Ryan Adams.
In “Oltre le stelle” 15: Sodastream, Jim O’Rourke, Mick Jagger/Paul McCartney, Black Rebel Motorcycle Club, Notwist.
In “Oltre le stelle” 16: Bad Religion, Cornelius, Chemical Brothers, Lambchop, Joey Ramone.
In “Oltre le stelle” 17: Teenage Fanclub & Jad Fair, Marianne Faithfull, Boards Of Canada, Gomez, Desaparecidos.
In “Oltre le stelle” 18: Neil Young, Elvis Costello, Jon Spencer Blues Explosion, Badly Drawn Boy, Pedro The Lion.
In “Oltre le stelle” 19: Wilco, Tom Waits, Bruce Springsteen, Moby, Dot Allison.
In “Oltre le stelle” 20: Korn, David Bowie, Vines, Sonic Youth, Solomon Burke.
In “Oltre le stelle” 21: Red Hot Chili Peppers, Primal Scream, Flaming Lips, Coldplay, Queens Of The Stone Age.
In “Oltre le stelle” 22: Interpol, Underworld, Peter Gabriel, Beck, Black Heart Procession.
In “Oltre le stelle” 23: Steve Von Till, Sigur Ros, The Libertines, Badly Drawn Boy, Pearl Jam.
In “Oltre le stelle” 24: Johnny Cash, Suicide, Beth Gibbons & Rustin Man, Audioslave, The Roots.
In “Oltre le stelle” 25: Nick Cave, Jimi Tenor, Calexico, Zwan, Marlene Kuntz.
In “Oltre le stelle” 26: Go-Betweens, Massive Attack, Lou Reed, Cat Power, Stephen Malkmus.
In “Oltre le stelle” 27: Kills, Turin Brakes, White Stripes, Daniel Johnston, Wire.
In “Oltre le stelle” 28: Blur, Cody ChesnuTT, Warlocks, Arab Strap, Yeah Yeah Yeahs.
In “Oltre le stelle” 29: Marilyn Manson, Radiohead, Grandaddy, Mogwai, Eels.
In “Oltre le stelle” 30: Thrills, Mars Volta, Kings Of Leon, The Coral, Neil Young.
In “Oltre le stelle” 31: Warren Zevon, Josh Rouse, Kraftwerk, Muse, Joe Strummer.
In “Oltre le stelle” 32: A Perfect Circle, Robert Wyatt, Belle And Sebastian, Outkast, Frankie HI-NRG MC.
In “Oltre le stelle” 33: Twilight Singers, Ryan Adams, Oi Va Voi, Damien Rice, Isobel Campbell.
In “Oltre le stelle” 34: Air, Sophia, Al Green, Verdena, Auf Der Maur.
In “Oltre le stelle” 35: Lambchop, Franz Ferdinand, Joss Stone, The Veils, Sondre Lerche.
In “Oltre le stelle” 36: Blonde Redhead, N*E*R*D*, Patti Smith, Prince, Morrissey.
In “Oltre le stelle” 37: Polly Paulusma, Devendra Banhart, Felix Da Housecat, PJ Harvey, Keane.
In “Oltre le stelle” 38: Kings Of Convenience, Badly Drawn Boy, Wilco, Beastie Boys, Brian Wilson.
In “Oltre le stelle” 39: Mark Lanegan, Interpol, Tom Waits, R.E.M., U2.
In “Oltre le stelle” 40: Bright Eyes, Low, Beck, Arcade Fire, Eels.
In “Oltre le stelle” 41: Black Rebel Motorcycle Club, dEUS, Sigur Rós, Franz Ferdinand, Cat Power.
In “Oltre le stelle” 42: Arctic Monkeys, Vinicio Capossela, Flaming Lips, Tool, Pipettes.
In “Oltre le stelle” 43: Primal Scream, Thom Yorke, Bob Dylan, Joanna Newsom, Tom Waits.
In “Oltre le stelle” 44: The Good, The Bad & The Queen, Grinderman, Arcade Fire, Modest Mouse, Wilco.
In “Oltre le stelle” 45: Björk, Battles, White Stripes, Liars, Amy Winehouse.
In “Oltre le stelle” 46: Vic Chesnutt, Bruce Springsteen, PJ Harvey, Radiohead.

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Oltre le stelle (46)

Nel 2000, quando Il Mucchio Selvaggio era settimanale (la fase durò dall’ottobre 1996 al dicembre 2004), Gianluca Testani varò una simpatica rubrica che occupava due pagine in ogni numero. Si chiamava, appunto, “Oltre le stelle” ed era una sorta di appendice de “Le stelle del Mucchio”, la tabella nella quale i componenti dello staff della rivista assegnavano da sempre il loro “voto” – dalle cinque stelle di “imperdibile” alle due palle di “inascoltabile”, con in mezzo “formidabile”, “adorabile”, “apprezzabile”, “ascoltabile” e “prescindibile” – ad alcune decine di album di uscita recente. L’idea di Gianluca era semplice ed efficace: lui sceglieva uno di questi dischi, uno dei più importanti, e cinque o sei di noi altri dovevano commentarlo in circa mille caratteri, privilegiando i toni discorsivi ed evitando quelli da recensione. Insomma, più che il “critico” scriveva l’appassionato, a ruota libera e in prima persona.
Consapevole che con il senno di poi spesso non mi trovo più d’accordo con me, anche per colpa di ascolti non sempre approfonditi e dello spirito ludico della rubrica, in questo spazio riproporrò via via tutti i miei “Oltre le stelle”, in ordine cronologico, cinque per volta.

VIC CHESNUTT
North Star Deserter
* * * *
Un disco che divide, poche storie: perché Vic Chesnutt non è certo uno leggero, perché quanti lo apprezzano nella sua veste più “convenzionale” potrebbero trovare un po’ ostico l’apporto strumentale dei Thee Silver Mt. Zion, perché – viceversa – i cultori della Constellation potrebbero non gradire particolarmente un approccio al songwriting che rimane, ed è più che comprensibile, cantautoriale. Chi “entrerà” in North Star Deserter, emotivamente e non solo musicalmente, gli riconoscerà però senza dubbio la statura del capolavoro: perché dall’incontro fra due “mondi” artistici che potevano ritenersi inconciliabili sono scaturiti risultati di grande equilibrio, armonia e spessore, e perché l’intensità dei suoi dodici episodi all’insegna di atmosfere cupe e toni un po’ “lamentosi” – tendenzialmente fragili e scarni, ma a tratti accesi di deflagrante, pur misurato vigore – è di quelle che lasciano ipnotizzati, pacificati a dispetto delle inquietudini, splendidamente rapiti.
(da Il Mucchio Selvaggio n.646 del maggio 2008)

BRUCE SPRINGSTEEN
Magic
* *
Anche se mi confronto con la questione da ormai quasi trent’anni, non so ancora capacitarmi dell’atteggianento acritico dei fan di Springsteen – anche dei fan in genere, ma quella è un’altra faccenda: dagli estimatori del Boss mi aspetto qualcosa in più che da quelli di Vasco Rossi – che inevitabilmente si traduce in una esaltazione oltre ogni buon senso di quanto realizzato dal proprio beniamino. Ok, Magic ha i soliti bei testi. E, ok, è vero che, superato il primo impatto fortemente negativo, con i successivi ascolti guadagna qualcosa. Però, accidenti… come si fa a reputarlo un grande album in assoluto, e come si fa a non accorgersi che per ritrovare un Boss così “sottotono” è necessario ritornare ai tempi di Human Touch? L’obiettività, purtroppo, dice che Magic è sostanzialmente un capitolo minore nella splendida saga di Bruc; con qualche picco, qualche mezzo obbrobrio e un suono piuttosto “di maniera”. Quasi quasi era meglio quando Springsteen ce li fa faceva sudare, i dischi, invece di questi ultimi anni nei quali sembra doverli pubblicare per forza.
(da Il Mucchio Selvaggio n.647 del giugno 2008)

PJ HARVEY
White Chalk
* * * *
Già splendido nel contesto casalingo, White Chalk è stato ulteriormente esaltato dalla sua resa live: nella cornice dell’Auditorium romano, una PJ in perfetta solitudine ha dimostrato – una volta in più – quanto la fragilità possa essere forte, la rarefazione intensa, il poco tanto. Un intimismo appassionatamente condiviso per una serie di canzoni ”folk” le cui atmosfere non rimandano alle giornate di sole o alle notti di luna quanto piuttosto ai momenti un po’ ambigui e un po’ magici delle aurore e dei tramonti, visto come sono sospese in una dimensione onirica e avvolte in ombre diàfane. A livello personale, a proposito di quello che è stato il mio album dell’anno per il 2007 posso aggiungere che non mi viene da riascoltarlo spessissimo: e questa sua “ritrosia” a richiedere l’ascolto non è un limite comunicativo ma, al contrario, una conferma della sua assoluta, preziosissima specialità.
(da Il Mucchio Selvaggio n.648/649 del luglio/agosto 2008)

RADIOHEAD
In Rainbows
* * * *
Visti i lunghi anni di apprezzamento convinto ma freddo della band non lo ritenevo possibile, eppure è accaduto: mi sono innamorato di un album dei Radiohead. Questo. In precedenza, prima come file e poi su CD, lo avevo frequentato un tot di volte e gratificato delle solite tre stelline, ma quando ho dovuto recuperarlo per recensirlo su Extra, ascoltandolo con l’iPod (già, da alcuni mesi anch’io ne posseggo uno…) invece che con lo stereo, il sentimento è esploso: le trame strumentali imbastite da Thom Yorke e soci non mi sono più sembrate algide, il canto distaccato, le melodie studiate a tavolino, le atmosfere pretenziose… e finalmente, dietro quelli che mi parevano solo esercizi intellettuali magnifici ma sterili, avvertivo il pulsare del cuore. Oddio, brani che (ancora?) non mi prendono tanto ce ne sono, ovvero quelli più magniloquenti, ma Faust Arp, Bodysnatchers, Weird Fishes/Arpeggi, Jigsaw Falling Into Place, All I Need e Reckoner continuano a stendermi. E ora rimpiango di non averlo inserito tra i miei Top10 del 2007, In Rainbows. E di non essere andato al concerto di Milano. Comunque, stasera, nell’iPod caricherò Kid A, e chissà che non si verifichi un altro miracolo.
(da Il Mucchio Selvaggio n.650 del settembre 2008)

In “Oltre le stelle” 1: Belle And Sebastian, Sinéad O’Connor, Pearl Jam, Jay-Jay Johanson, Deftones.
In “Oltre le stelle” 2: Giovanni Lindo Ferretti, Coldplay, Giant Sand, Badly Drawn Boy, Blonde Redhead.
In “Oltre le stelle” 3: Black Heart Procession, Radiohead, Mojave 3, Rancid, Go-Betweens.
In “Oltre le stelle” 4: U2, Marlene Kuntz, Amen, PJ Harvey, Gentle Waves.
In “Oltre le stelle” 5: Menlo Park, Lambchop, Fatboy Slim, Johnny Cash, Aluminum Group.
In “Oltre le stelle” 6: Godspeed You Black Emperor!, Songs: Ohia, Cousteau, Geoff Farina, Kings Of Convenience.
In “Oltre le stelle” 7: Magnetic Fields, Stephen Malkmus, Steve Wynn, Tortoise, Arab Strap.
In “Oltre le stelle” 8: Orb, Bonnie “Prince” Billy, Tom McRae, John Frusciante, Daft Punk.
In “Oltre le stelle” 9: Nick Cave, Manic Street Preachers, R.E.M., Mogwai, Mark Eitzel.
In “Oltre le stelle” 10: Lift To Experience, Black Crowes, Tindersticks, Radiohead, Manu Chao.
In “Oltre le stelle” 11: Tool, Sparklehorse, Mark Lanegan, Muse, Travis.
In “Oltre le stelle” 12: Tricky, Mercury Rev, Thalia Zedek, Björk, Bob Dylan.
In “Oltre le stelle” 13: Stereolab, Spiritualized, White Stripes, Strokes, Eels.
In “Oltre le stelle” 14: Fugazi, Gorky’s Zygotic Mynci, Starsailor, Aphex Twin, Ryan Adams.
In “Oltre le stelle” 15: Sodastream, Jim O’Rourke, Mick Jagger/Paul McCartney, Black Rebel Motorcycle Club, Notwist.
In “Oltre le stelle” 16: Bad Religion, Cornelius, Chemical Brothers, Lambchop, Joey Ramone.
In “Oltre le stelle” 17: Teenage Fanclub & Jad Fair, Marianne Faithfull, Boards Of Canada, Gomez, Desaparecidos.
In “Oltre le stelle” 18: Neil Young, Elvis Costello, Jon Spencer Blues Explosion, Badly Drawn Boy, Pedro The Lion.
In “Oltre le stelle” 19: Wilco, Tom Waits, Bruce Springsteen, Moby, Dot Allison.
In “Oltre le stelle” 20: Korn, David Bowie, Vines, Sonic Youth, Solomon Burke.
In “Oltre le stelle” 21: Red Hot Chili Peppers, Primal Scream, Flaming Lips, Coldplay, Queens Of The Stone Age.
In “Oltre le stelle” 22: Interpol, Underworld, Peter Gabriel, Beck, Black Heart Procession.
In “Oltre le stelle” 23: Steve Von Till, Sigur Ros, The Libertines, Badly Drawn Boy, Pearl Jam.
In “Oltre le stelle” 24: Johnny Cash, Suicide, Beth Gibbons & Rustin Man, Audioslave, The Roots.
In “Oltre le stelle” 25: Nick Cave, Jimi Tenor, Calexico, Zwan, Marlene Kuntz.
In “Oltre le stelle” 26: Go-Betweens, Massive Attack, Lou Reed, Cat Power, Stephen Malkmus.
In “Oltre le stelle” 27: Kills, Turin Brakes, White Stripes, Daniel Johnston, Wire.
In “Oltre le stelle” 28: Blur, Cody ChesnuTT, Warlocks, Arab Strap, Yeah Yeah Yeahs.
In “Oltre le stelle” 29: Marilyn Manson, Radiohead, Grandaddy, Mogwai, Eels.
In “Oltre le stelle” 30: Thrills, Mars Volta, Kings Of Leon, The Coral, Neil Young.
In “Oltre le stelle” 31: Warren Zevon, Josh Rouse, Kraftwerk, Muse, Joe Strummer.
In “Oltre le stelle” 32: A Perfect Circle, Robert Wyatt, Belle And Sebastian, Outkast, Frankie HI-NRG MC.
In “Oltre le stelle” 33: Twilight Singers, Ryan Adams, Oi Va Voi, Damien Rice, Isobel Campbell.
In “Oltre le stelle” 34: Air, Sophia, Al Green, Verdena, Auf Der Maur.
In “Oltre le stelle” 35: Lambchop, Franz Ferdinand, Joss Stone, The Veils, Sondre Lerche.
In “Oltre le stelle” 36: Blonde Redhead, N*E*R*D*, Patti Smith, Prince, Morrissey.
In “Oltre le stelle” 37: Polly Paulusma, Devendra Banhart, Felix Da Housecat, PJ Harvey, Keane.
In “Oltre le stelle” 38: Kings Of Convenience, Badly Drawn Boy, Wilco, Beastie Boys, Brian Wilson.
In “Oltre le stelle” 39: Mark Lanegan, Interpol, Tom Waits, R.E.M., U2.
In “Oltre le stelle” 40: Bright Eyes, Low, Beck, Arcade Fire, Eels.
In “Oltre le stelle” 41: Black Rebel Motorcycle Club, dEUS, Sigur Rós, Franz Ferdinand, Cat Power.
In “Oltre le stelle” 42: Arctic Monkeys, Vinicio Capossela, Flaming Lips, Tool, Pipettes.
In “Oltre le stelle” 43: Primal Scream, Thom Yorke, Bob Dylan, Joanna Newsom, Tom Waits.
In “Oltre le stelle” 44: The Good, The Bad & The Queen, Grinderman, Arcade Fire, Modest Mouse, Wilco.
In “Oltre le stelle” 45: Björk, Battles, White Stripes, Liars, Amy Winehouse.

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Oltre le stelle (45)

Nel 2000, quando Il Mucchio Selvaggio era settimanale (la fase durò dall’ottobre 1996 al dicembre 2004), Gianluca Testani varò una simpatica rubrica che occupava due pagine in ogni numero. Si chiamava, appunto, “Oltre le stelle” ed era una sorta di appendice de “Le stelle del Mucchio”, la tabella nella quale i componenti dello staff della rivista assegnavano da sempre il loro “voto” – dalle cinque stelle di “imperdibile” alle due palle di “inascoltabile”, con in mezzo “formidabile”, “adorabile”, “apprezzabile”, “ascoltabile” e “prescindibile” – ad alcune decine di album di uscita recente. L’idea di Gianluca era semplice ed efficace: lui sceglieva uno di questi dischi, uno dei più importanti, e cinque o sei di noi altri dovevano commentarlo in circa mille caratteri, privilegiando i toni discorsivi ed evitando quelli da recensione. Insomma, più che il “critico” scriveva l’appassionato, a ruota libera e in prima persona.
Consapevole che con il senno di poi spesso non mi trovo più d’accordo con me, anche per colpa di ascolti non sempre approfonditi e dello spirito ludico della rubrica, in questo spazio riproporrò via via tutti i miei “Oltre le stelle”, in ordine cronologico, cinque per volta.
BJÖRK
Volta
* * * *
Non ho problemi ad ammettere che mi è capitato di valutare una produzione di Björk con il condizionamento psicologico della grandissima stima che nutro nei suoi confronti: è forse impossibile, infatti, trovare altri che come lei vantino creatività a 360°, coraggio di cambiare e gusto estetico, il tutto unito a un pizzico di (apparente?) snobismo non infastidisce ma, anzi, suscita simpatia. Quindi, sì, ci sono un paio di suoi dischi che in pratica non ascolto mai e per i quali il mio apprezzamento è, come dire?, solo “di testa”. Non è però questo il caso di Volta, che mi ha lentamente ma inesorabilmente conquistato con i suoi arditi e fantasiosi equilibri, esaltati in quella meraviglia – ospite Antony – che risponde al The Dull Flame Of Desire, di glaciale bellezza, armonia e sentimento: cinquantuno minuti che danzano senza rete sul filo sospeso tra sperimentazione e pop, sostenuti da estro, intensità, modernità e coolness.
(da Il Mucchio Selvaggio n.641 del dicembre 2007)

BATTLES
Mirrored
* *
Sì, ok, è inutile girarci attorno: per quanto i miei gusti siano notoriamente eclettici, le band come i Battles non sono la mia tazza di thè. Sarà che certi esercizi ritmico-stilosi mi hanno sempre lasciato un po’ tiepidino, e sarà che con gli anni ho iniziato a dipendere dalla forma-canzone più di quanto mi accadesse in gioventù, ma la scorsa primavera, dato che sapevo più o meno cosa attendermi, a Mirrored ho dedicato solo un ascolto per conoscenza. Oggi gli ho fatto fare un altro paio di giri mentre “limavo” l’intervista ai Savage Republic, e devo ammettere che le sue pirotecnie sonore hanno spesso catturato la mia attenzione: insomma, un gruppo bravo, estroso, brillante e persino divertente, ma forse troppo incline ad assecondare gli input del cervello invece di quelli del cuore (sempre che il cuore non sia artificiale). Di sicuro tante idee certo ben congegnate/confezionate e un percorso sonoro imprevedibile, ma sul fatto che un giorno avrò voglia di riascoltare Mirrored per piacere non farei grande affidamento.
(da Il Mucchio Selvaggio n.642 del gennaio 2008)

WHITE STRIPES
Icky Thump
* * *
Non so perché, ma l’idea dei White Stripes come band “di massa” continua a sembrarmi buffa, come del resto quella che il progetto di Jack e Meg – destinato secondo logica a rapida scadenza, visti i suoi apparenti limiti stilistici – sia invece divenuto una vera e propria carriera, oltretutto in (pur relativa) evoluzione. Più ricco di sfumature rispetto ai suoi cinque predecessori, Icky Thump costituisce un tentativo di ampliamento degli orizzonti espressivi senza peraltro alcuna abiura delle fondamenta sulle quali il duo di Detroit poggia da sempre le sue canzoni: canzoni che però, oggi, suonano in genere più ”grasse”, sature e magari a tratti leggermente forzate nella loro ricerca di spunti capaci di sorprendere. Tutto ok, ma i White Stripes li preferivo più scarni, più minimali, più naïf: quelli dei giorni di De Stijl e White Blood Cells, che continuo a ritenere i loro album migliori, quando invece degli abiti elaboratissimi e kitsch sfoggiati nelle nuove foto indossavano solo pantaloni e T-shirt.
(da Il Mucchio Selvaggio n.643 del febbraio 2008)

LIARS
Liars
* * * *
I mesi passano, ma quello di Liars – per la cronaca, uno dei miei dieci album preferiti dell’ormai lontano 2007 – continua a essere un ascolto godibilissimo e sempre ricco di stimoli, che si sviluppa tra continui colpi di scena ritmici, melodici e strutturali tout court. Spinto dalla fantasia e dall’ispirazione, il trio americano lascia campo libero alla sua indole comunicativa più diretta, senza tuttavia rinunciare al gusto per l’eccentricità, per la tanta carne al fuoco, per le ardite mescolanze di stili: insomma, pur non avendo smesso di essere creativi, visionari e fuori di testa, Angus, Aaron e Jason hanno organizzato la loro formula in modo più ordinato e meno “disturbante” ma non per questo meno brillante e significativa. Al punto che è davvero difficile capire cosa mai avrebbero potuto desiderare di più i pazzi (detto con simpatia, eh) che nell’ultima prova dei Bugiardi vedono un passo indietro rispetto alle tre precedenti, quelle dove le sperimentazioni prevalgono sulle canzoni.
(da Il Mucchio Selvaggio n.644 del marzo 2008)

AMY WINEHOUSE
Back To Black
* * *
Anche se la sua prima uscita risale addirittura alla fine del 2006, era giusto ritornare su Back To Black e questo sia perché l’album continua a suscitare interesse ed è quindi ancora percepito da molti come “nuovo”, sia perché la sua titolare ha dimostrato in più circostanze – anche poco positive, ok – di essere non solo una songwriter e interprete di talento, ma anche un vero personaggio, baciato da un carisma che si estende oltre l’ambito musicale. Sembra poi genuina, la Amy, e dato che si tratta di una qualità rara spero proprio di non scoprirla mai un ennesimo prodotto costruito a tavolino; nel frattempo, facendo gli scongiuri, non posso negare il sincero apprezzamento per questo disco sospeso tra classico e moderno, sensuale ma non svenevole, “ruffiano” ma con equilibrio e buon gusto. Commerciale? Nessun dubbio. Ma non si tratta di una parolaccia, almeno in questo caso.
(da Il Mucchio Selvaggio n.645 dell’aprile 2008)

In “Oltre le stelle” 1: Belle And Sebastian, Sinéad O’Connor, Pearl Jam, Jay-Jay Johanson, Deftones.
In “Oltre le stelle” 2: Giovanni Lindo Ferretti, Coldplay, Giant Sand, Badly Drawn Boy, Blonde Redhead.
In “Oltre le stelle” 3: Black Heart Procession, Radiohead, Mojave 3, Rancid, Go-Betweens.
In “Oltre le stelle” 4: U2, Marlene Kuntz, Amen, PJ Harvey, Gentle Waves.
In “Oltre le stelle” 5: Menlo Park, Lambchop, Fatboy Slim, Johnny Cash, Aluminum Group.
In “Oltre le stelle” 6: Godspeed You Black Emperor!, Songs: Ohia, Cousteau, Geoff Farina, Kings Of Convenience.
In “Oltre le stelle” 7: Magnetic Fields, Stephen Malkmus, Steve Wynn, Tortoise, Arab Strap.
In “Oltre le stelle” 8: Orb, Bonnie “Prince” Billy, Tom McRae, John Frusciante, Daft Punk.
In “Oltre le stelle” 9: Nick Cave, Manic Street Preachers, R.E.M., Mogwai, Mark Eitzel.
In “Oltre le stelle” 10: Lift To Experience, Black Crowes, Tindersticks, Radiohead, Manu Chao.
In “Oltre le stelle” 11: Tool, Sparklehorse, Mark Lanegan, Muse, Travis.
In “Oltre le stelle” 12: Tricky, Mercury Rev, Thalia Zedek, Björk, Bob Dylan.
In “Oltre le stelle” 13: Stereolab, Spiritualized, White Stripes, Strokes, Eels.
In “Oltre le stelle” 14: Fugazi, Gorky’s Zygotic Mynci, Starsailor, Aphex Twin, Ryan Adams.
In “Oltre le stelle” 15: Sodastream, Jim O’Rourke, Mick Jagger/Paul McCartney, Black Rebel Motorcycle Club, Notwist.
In “Oltre le stelle” 16: Bad Religion, Cornelius, Chemical Brothers, Lambchop, Joey Ramone.
In “Oltre le stelle” 17: Teenage Fanclub & Jad Fair, Marianne Faithfull, Boards Of Canada, Gomez, Desaparecidos.
In “Oltre le stelle” 18: Neil Young, Elvis Costello, Jon Spencer Blues Explosion, Badly Drawn Boy, Pedro The Lion.
In “Oltre le stelle” 19: Wilco, Tom Waits, Bruce Springsteen, Moby, Dot Allison.
In “Oltre le stelle” 20: Korn, David Bowie, Vines, Sonic Youth, Solomon Burke.
In “Oltre le stelle” 21: Red Hot Chili Peppers, Primal Scream, Flaming Lips, Coldplay, Queens Of The Stone Age.
In “Oltre le stelle” 22: Interpol, Underworld, Peter Gabriel, Beck, Black Heart Procession.
In “Oltre le stelle” 23: Steve Von Till, Sigur Ros, The Libertines, Badly Drawn Boy, Pearl Jam.
In “Oltre le stelle” 24: Johnny Cash, Suicide, Beth Gibbons & Rustin Man, Audioslave, The Roots.
In “Oltre le stelle” 25: Nick Cave, Jimi Tenor, Calexico, Zwan, Marlene Kuntz.
In “Oltre le stelle” 26: Go-Betweens, Massive Attack, Lou Reed, Cat Power, Stephen Malkmus.
In “Oltre le stelle” 27: Kills, Turin Brakes, White Stripes, Daniel Johnston, Wire.
In “Oltre le stelle” 28: Blur, Cody ChesnuTT, Warlocks, Arab Strap, Yeah Yeah Yeahs.
In “Oltre le stelle” 29: Marilyn Manson, Radiohead, Grandaddy, Mogwai, Eels.
In “Oltre le stelle” 30: Thrills, Mars Volta, Kings Of Leon, The Coral, Neil Young.
In “Oltre le stelle” 31: Warren Zevon, Josh Rouse, Kraftwerk, Muse, Joe Strummer.
In “Oltre le stelle” 32: A Perfect Circle, Robert Wyatt, Belle And Sebastian, Outkast, Frankie HI-NRG MC.
In “Oltre le stelle” 33: Twilight Singers, Ryan Adams, Oi Va Voi, Damien Rice, Isobel Campbell.
In “Oltre le stelle” 34: Air, Sophia, Al Green, Verdena, Auf Der Maur.
In “Oltre le stelle” 35: Lambchop, Franz Ferdinand, Joss Stone, The Veils, Sondre Lerche.
In “Oltre le stelle” 36: Blonde Redhead, N*E*R*D*, Patti Smith, Prince, Morrissey.
In “Oltre le stelle” 37: Polly Paulusma, Devendra Banhart, Felix Da Housecat, PJ Harvey, Keane.
In “Oltre le stelle” 38: Kings Of Convenience, Badly Drawn Boy, Wilco, Beastie Boys, Brian Wilson.
In “Oltre le stelle” 39: Mark Lanegan, Interpol, Tom Waits, R.E.M., U2.
In “Oltre le stelle” 40: Bright Eyes, Low, Beck, Arcade Fire, Eels.
In “Oltre le stelle” 41: Black Rebel Motorcycle Club, dEUS, Sigur Rós, Franz Ferdinand, Cat Power.
In “Oltre le stelle” 42: Arctic Monkeys, Vinicio Capossela, Flaming Lips, Tool, Pipettes.
In “Oltre le stelle” 43: Primal Scream, Thom Yorke, Bob Dylan, Joanna Newsom, Tom Waits.
In “Oltre le stelle” 44: The Good, The Bad & The Queen, Grinderman, Arcade Fire, Modest Mouse, Wilco.

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Oltre le stelle (44)

Nel 2000, quando Il Mucchio Selvaggio era settimanale (la fase durò dall’ottobre 1996 al dicembre 2004), Gianluca Testani varò una simpatica rubrica che occupava due pagine in ogni numero. Si chiamava, appunto, “Oltre le stelle” ed era una sorta di appendice de “Le stelle del Mucchio”, la tabella nella quale i componenti dello staff della rivista assegnavano da sempre il loro “voto” – dalle cinque stelle di “imperdibile” alle due palle di “inascoltabile”, con in mezzo “formidabile”, “adorabile”, “apprezzabile”, “ascoltabile” e “prescindibile” – ad alcune decine di album di uscita recente. L’idea di Gianluca era semplice ed efficace: lui sceglieva uno di questi dischi, uno dei più importanti, e cinque o sei di noi altri dovevano commentarlo in circa mille caratteri, privilegiando i toni discorsivi ed evitando quelli da recensione. Insomma, più che il “critico” scriveva l’appassionato, a ruota libera e in prima persona.
Consapevole che con il senno di poi spesso non mi trovo più d’accordo con me, anche per colpa di ascolti non sempre approfonditi e dello spirito ludico della rubrica, in questo spazio riproporrò via via tutti i miei “Oltre le stelle”, in ordine cronologico, cinque per volta.
THE GOOD, THE BAD & THE QUEEN
The Good, The Bad & The Queen
* * * *
Il mondo è strano e questa non è una novità… però, sapete, sono rimasto un po’ basito avvedendomi che The Good, The Bad & The Queen non otteneva consensi plebiscitari: mediamente piaceva, a taluni anche tanto, ma alla fine l’apprezzamento – al di là dei (pochi) fischi percepiti fra gli applausi – sembrava quasi “di circostanza”, figlio più del blasone dei titolari del progetto che non della convinzione dell’eccezionalità dell’album; un album pacato, forse pure leggermente compiaciuto di se stesso, che può metterci un po’ a insinuarsi ma che non difetta certo di intensità, di gusto, di brillantezza di scrittura/arrangiamento. Chissà, magari un giorno mi ricrederò, ma intanto la prova del “breve termine” non schioda The Good The Bad & The Queen dalla mia “Top 10” del 2007… e vorrà pur dire qualcosa che abbia schifato la stampa standard inviatami dalla EMI e abbia acquistato quella limited, per la confezione digipak e soprattutto per il gustoso DVD con brani live e un’intervista.
(da Il Mucchio Selvaggio n.635 del giugno 2007)

GRINDERMAN
Grinderman
* * *
Dato di fatto numero 1: a Nick Cave non si può ormai chiedere più nulla, visto quanto il suo contributo alla storia del rock sia stato ampio e importante. Dato di fatto numero 2: Grinderman è un disco dotato di un equilibrio, un’estetica e un’ispirazione senz’altro encomiabili, che di sicuro avrà riconciliato con l’artista australiano quanti hanno trovato un po’ troppo “pacificate” le sue ultime uscite con i Bad Seeds. Però, insomma, inventarsi addirittura un’identità parallela per fare il verso al se stesso di venti e più anni prima ci è parso un po’ forzato, una sorta di inutile giustificazione per un’umanissima, comprensibilissima nostalgia per i giorni andati: giorni che non potranno più ritornare, come dimostrato da brani blues dove grinta e furore sono in sordina, non per scelta ma perché certi sacri fuochi non possono essere riaccesi. Un guardarsi indietro, comunque, sincero, intenso e godibilissimo, anche se (magnificamente) inutile.
(da Il Mucchio Selvaggio n.636/637 del luglio/agosto 2007)

ARCADE FIRE
Neon Bible
* * *
Oggi che più o meno tutto è già stato detto, e spesso neppure una volta sola, realizzare un esordio convincente è abbastanza difficile, ma lo è ancora di più confermarsi quando l’effetto-sorpresa è svanito. Ai primi ascolti, lo ammetto, Neon Bible non mi aveva fatto rimpiangere Funeral, ma al recupero dopo qualche mese il nuovo confronto con il predecessore ne ha rivelato i limiti: limiti piccoli, perché si è comunque in presenza di un album godibilissimo dove freschezza e barocchismi risultano sempre ben bilanciati, ma sufficienti a ridurre di una stellina il giudizio ai tempi dettato dall’entusiasmo; anche perché, con il senno di poi, in queste tracce si ha l’impressione di scorgere accenni di levigazione e “normalizzazione” del sound. Dettagli, in ogni caso, che almeno per ora non possono indurre a mettere in dubbio il valore di una delle band più stimolanti e autorevoli dell’ultima generazione… con quell’almeno per ora la cui eco è però, purtroppo, un po’ sinistra.
(da Il Mucchio Selvaggio n.638 del settembre 2007)

MODEST MOUSE
We Are Dead Before The Ship Even Sank
* *
Ogni tanto capita, e ogni volta si rimane un po’ straniti: si è convinti di avere bene in mente i contenuti di un disco ascoltato tempo prima, ma riaffidandolo al lettore se ne “scopre” un altro. Mi è successo con We Were Dead… dei Modest Mouse, gruppo che ammetto senza problemi di avere abbastanza snobbato: lo ricordavo, chissà perché, pacato, e me lo ritrovo invece pieno di ritmo di vivacità. Mi viene da pensare che inconsciamente avessi voluto rimuovere certi eccessi di levigata ruffianeria, ma non può essere così: alcuni dei brani più convincenti, come March Into The Sea o Spitting Venom, sono movimentati, frizzanti, persino grintosi. E allora? Boh, che vi devo dire, l’ho frequentato per un paio di giorni come se in passato non lo avessi mai fatto, e il giudizio non è cambiato: un album che in parte, purtroppo, dissipa il talento di una band che avrebbe tutti i mezzi per essere sempre grandissima. Non una debacle, perché la classe è tanta e in fondo ci si diverte pure, ma l’apparente gusto di strafare e qualche caduta nel pacchiano possono irritare. Ed è un peccato.
(da Il Mucchio Selvaggio n.639 dell’ottobre 2007)

WILCO
Sky Blue Sky
* * *
Un po’ me ne dolgo, ma per quanto mi riguarda – e rimarco il “mi”: parla insomma l’ascoltatore di musica e non il giornalista/critico/studioso del rock/quelchecazz’è – i Wilco rientrano nel novero degli artisti “da apprezzamento di circostanza”: quelli che se capita ascolto con piacere, salutando con applausi mentali ogni nota, ma che mai mi viene in mente di affidare allo stereo per puro e semplice diletto. Una cosa bizzarra, specie considerando come la musica di Tweedy e compagni faccia esplicito riferimento a band/solisti e stili che invece adoro, ma che posso farci? Sky Blue Sky ha (ri)girato nel mio lettore, accompagnando lo svolgimento di varie faccende, catturando anche spesso la mia attenzione con il suo equilibrio, la sua profondità, l’audacia delle sue geometrie sonore, la sua bellezza… ma so già che, dopo la stesura di queste mille battute, ritornerà sullo scaffale per essere recuperato solo nel caso decida di inserirne un brano in una trasmissione alla radio. Ma magari sono io a essere sbagliato, non i Wilco.
(da Il Mucchio Selvaggio n.640 del novembre 2007)

In “Oltre le stelle” 1: Belle And Sebastian, Sinéad O’Connor, Pearl Jam, Jay-Jay Johanson, Deftones.
In “Oltre le stelle” 2: Giovanni Lindo Ferretti, Coldplay, Giant Sand, Badly Drawn Boy, Blonde Redhead.
In “Oltre le stelle” 3: Black Heart Procession, Radiohead, Mojave 3, Rancid, Go-Betweens.
In “Oltre le stelle” 4: U2, Marlene Kuntz, Amen, PJ Harvey, Gentle Waves.
In “Oltre le stelle” 5: Menlo Park, Lambchop, Fatboy Slim, Johnny Cash, Aluminum Group.
In “Oltre le stelle” 6: Godspeed You Black Emperor!, Songs: Ohia, Cousteau, Geoff Farina, Kings Of Convenience.
In “Oltre le stelle” 7: Magnetic Fields, Stephen Malkmus, Steve Wynn, Tortoise, Arab Strap.
In “Oltre le stelle” 8: Orb, Bonnie “Prince” Billy, Tom McRae, John Frusciante, Daft Punk.
In “Oltre le stelle” 9: Nick Cave, Manic Street Preachers, R.E.M., Mogwai, Mark Eitzel.
In “Oltre le stelle” 10: Lift To Experience, Black Crowes, Tindersticks, Radiohead, Manu Chao.
In “Oltre le stelle” 11: Tool, Sparklehorse, Mark Lanegan, Muse, Travis.
In “Oltre le stelle” 12: Tricky, Mercury Rev, Thalia Zedek, Björk, Bob Dylan.
In “Oltre le stelle” 13: Stereolab, Spiritualized, White Stripes, Strokes, Eels.
In “Oltre le stelle” 14: Fugazi, Gorky’s Zygotic Mynci, Starsailor, Aphex Twin, Ryan Adams.
In “Oltre le stelle” 15: Sodastream, Jim O’Rourke, Mick Jagger/Paul McCartney, Black Rebel Motorcycle Club, Notwist.
In “Oltre le stelle” 16: Bad Religion, Cornelius, Chemical Brothers, Lambchop, Joey Ramone.
In “Oltre le stelle” 17: Teenage Fanclub & Jad Fair, Marianne Faithfull, Boards Of Canada, Gomez, Desaparecidos.
In “Oltre le stelle” 18: Neil Young, Elvis Costello, Jon Spencer Blues Explosion, Badly Drawn Boy, Pedro The Lion.
In “Oltre le stelle” 19: Wilco, Tom Waits, Bruce Springsteen, Moby, Dot Allison.
In “Oltre le stelle” 20: Korn, David Bowie, Vines, Sonic Youth, Solomon Burke.
In “Oltre le stelle” 21: Red Hot Chili Peppers, Primal Scream, Flaming Lips, Coldplay, Queens Of The Stone Age.
In “Oltre le stelle” 22: Interpol, Underworld, Peter Gabriel, Beck, Black Heart Procession.
In “Oltre le stelle” 23: Steve Von Till, Sigur Ros, The Libertines, Badly Drawn Boy, Pearl Jam.
In “Oltre le stelle” 24: Johnny Cash, Suicide, Beth Gibbons & Rustin Man, Audioslave, The Roots.
In “Oltre le stelle” 25: Nick Cave, Jimi Tenor, Calexico, Zwan, Marlene Kuntz.
In “Oltre le stelle” 26: Go-Betweens, Massive Attack, Lou Reed, Cat Power, Stephen Malkmus.
In “Oltre le stelle” 27: Kills, Turin Brakes, White Stripes, Daniel Johnston, Wire.
In “Oltre le stelle” 28: Blur, Cody ChesnuTT, Warlocks, Arab Strap, Yeah Yeah Yeahs.
In “Oltre le stelle” 29: Marilyn Manson, Radiohead, Grandaddy, Mogwai, Eels.
In “Oltre le stelle” 30: Thrills, Mars Volta, Kings Of Leon, The Coral, Neil Young.
In “Oltre le stelle” 31: Warren Zevon, Josh Rouse, Kraftwerk, Muse, Joe Strummer.
In “Oltre le stelle” 32: A Perfect Circle, Robert Wyatt, Belle And Sebastian, Outkast, Frankie HI-NRG MC.
In “Oltre le stelle” 33: Twilight Singers, Ryan Adams, Oi Va Voi, Damien Rice, Isobel Campbell.
In “Oltre le stelle” 34: Air, Sophia, Al Green, Verdena, Auf Der Maur.
In “Oltre le stelle” 35: Lambchop, Franz Ferdinand, Joss Stone, The Veils, Sondre Lerche.
In “Oltre le stelle” 36: Blonde Redhead, N*E*R*D*, Patti Smith, Prince, Morrissey.
In “Oltre le stelle” 37: Polly Paulusma, Devendra Banhart, Felix Da Housecat, PJ Harvey, Keane.
In “Oltre le stelle” 38: Kings Of Convenience, Badly Drawn Boy, Wilco, Beastie Boys, Brian Wilson.
In “Oltre le stelle” 39: Mark Lanegan, Interpol, Tom Waits, R.E.M., U2.
In “Oltre le stelle” 40: Bright Eyes, Low, Beck, Arcade Fire, Eels.
In “Oltre le stelle” 41: Black Rebel Motorcycle Club, dEUS, Sigur Rós, Franz Ferdinand, Cat Power.
In “Oltre le stelle” 42: Arctic Monkeys, Vinicio Capossela, Flaming Lips, Tool, Pipettes.
In “Oltre le stelle” 43: Primal Scream, Thom Yorke, Bob Dylan, Joanna Newsom, Tom Waits.

 

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