fotografie

The Decline, 1981

Serie “Fotografie”, n.16
Quand’ero giovane, più o meno tra i diciotto e i ventisette/ventotto anni, mi interessavo anche di fotografia. Nulla di professionale, ero un appassionato dilettante senza grandi pretese, ma dato che all’epoca fare foto costava abbastanza (a parte la macchina, c’era da pagare pellicole, sviluppo ed eventuale stampa), ero costretto a studiare bene luci, esposizione, inquadrature e soprattutto momenti giusti per scattare, sperando che andasse tutto bene (cosa che avrei scoperto solo dopo aver ritirato stampe o diapositive in laboratorio). In mezzo a tanti obbrobri sfocati, scuri, “bruciati” e/o semplicemente brutti, qualcosa di bello saltava fuori; in questa “serie” propongo stralci da questo mio album dei ricordi, raccontandone la storia.

Giorni fa mi è stato richiesto di commentare brevemente un film giustamente epocale come The Decline Of Western Civilization, e come spesso accade in questi casi la mia mente ha creato dei link, ricordandomi di questa foto che giaceva nei miei archivi da quasi quarant’anni. La scattai infatti trentanove anni meno un giorno fa – era il 23 maggio del 1981 – allo Stadio Comunale di Firenze in occasione del concerto dei Clash, evento che aveva logicamente causato una massiccia migrazione verso la Toscana da tutta Italia. Fra i tanti romani c’era Alberto Mecarolo, batterista di quegli Shotgun Solution che nel 1983 sarebbero stati la prima band da me prodotta; lo vidi di spalle, appollaiato e assorto, con addosso il suo magnifico giubbetto ispirato al film, e l’immagine mi parve in qualche modo iconica. Sperando che non cambiasse posizione tirai fuori la mia Olympus, la puntai, misi a fuoco e scattai. La luce che non era il massimo e le persone che salivano le scale davanti a lui la rendono imperfetta, ma nonostante ciò a me continua a sembrare molto bella. Almeno concettualmente, lo è di sicuro.

1: Throbbing Gristle, 1981
2: Dead Kennedys, 1981
3: Devo, 1979
4: Rob Younger, 1986
5: Tuxedomoon, 1980
6: Joe Strummer, 1981
7: Snakefinger, 1981
8: Linton Kwesi Johnson, 1981
9: B-52’s, 1980
10: Talking Heads, 1980
11. Martha Davis, 1980
12. Spandau Ballet, 1981
13. Plasmatics, 1981
14. Devo, 1980
15. Fasten Belt, 1981

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Fasten Belt, 1989

Serie “Fotografie”, n.15
Quand’ero giovane, più o meno tra i diciotto e i ventisette/ventotto anni, mi interessavo anche di fotografia. Nulla di professionale, ero un appassionato dilettante senza grandi pretese, ma dato che all’epoca fare foto costava abbastanza (a parte la macchina, c’era da pagare pellicole, sviluppo ed eventuale stampa), ero costretto a studiare bene luci, esposizione, inquadrature e soprattutto momenti giusti per scattare, sperando che andasse tutto bene (cosa che avrei scoperto solo dopo aver ritirato stampe o diapositive in laboratorio). In mezzo a tanti obbrobri sfocati, scuri, “bruciati” e/o semplicemente brutti, qualcosa di bello saltava fuori; in questa “serie” propongo stralci da questo mio album dei ricordi, raccontandone la storia.
Nel periodo a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 i Fasten Belt sono stati una delle band più significative del rock romano, e non è un giudizio di parte anche se ho rivestito il ruolo di produttore artistico dei loro tre album, due per la mia High Rise e uno per la BMG; la mia decisione di produrli era insomma una diretta conseguenza del mio apprezzamento, al di là del notevole successo che riscuotevano in città (ma non solo: dovunque andassero era il delirio). Doveva essere la primavera del 1989 quando appresi che gli Hoodoo Gurus sarebbero venuti in tour dalle nostre parti; tramite il promoter, provai a chieder loro – che mi conoscevano, di persona e come maggiore sponsor del rock australiano qui nella Penisola – se fossero interessati ad avere come spalla una band italiana consigliata da me, e la cosa andò in porto senza grandi difficoltà; così, i Fasten Belt aprirono con ottimi riscontri i tre concerti tenuti a settembre (a Milano il 23, a Rimini il 24 e a Firenze il 25) da Dave Faulkner e compagni. Dato che conoscevo i miei polli e volevo esser certo che non succedessero casini, fui io a “governare” la trasferta, accompagnandoli e dettando regole a volte impopolari; ricordo, ad esempio, che loro volevano viaggiare con le rispettive compagne ma io, preoccupato del raddoppio della carovana e delle distrazioni, posi il veto (naturalmente le ragazze si organizzarono da sole e alla prima data erano tutte sotto il palco). Furono quattro giorni un po’ tesi ma anche di divertimento sfrenato e sinceramente mi dispiace di non avere ricordi particolarmente vividi di tutto ciò che accadde.
Alla data di Firenze decisi di scattare qualche fotografia e la mia preferita è questa, che ritrae in posa plastica il chitarrista Paolo Bertozzi (tuttora mio amico fraterno). Sullo sfondo si possono notare il batterista Marco Di Nicolantonio, la schiena del cantante Alex Buccini e l’altro chitarrista Fabio Camerini; il bassista Massimo Bandiera, purtroppo, non sono riuscito a farcelo entrare. Se non proprio l’ultima, è stata di sicuro una delle ultime volte che ho utilizzato la mia Olympus OM10, che tuttora conservo con relativa valigetta di ottiche.

1: Throbbing Gristle, 1981
2: Dead Kennedys, 1981
3: Devo, 1979
4: Rob Younger, 1986
5: Tuxedomoon, 1980
6: Joe Strummer, 1981
7: Snakefinger, 1981
8: Linton Kwesi Johnson, 1981
9: B-52’s, 1980
10: Talking Heads, 1980
11. Martha Davis, 1980
12. Spandau Ballet, 1981
13. Plasmatics, 1981
14. Devo, 1980

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Devo, 1980

Serie “Fotografie”, n.14
Quand’ero giovane, più o meno tra i diciotto e i ventisette/ventotto anni, mi interessavo anche di fotografia. Nulla di professionale, ero un appassionato dilettante senza grandi pretese, ma dato che all’epoca fare foto costava abbastanza (a parte la macchina, c’era da pagare pellicole, sviluppo ed eventuale stampa), ero costretto a studiare bene luci, esposizione, inquadrature e soprattutto momenti giusti per scattare, sperando che andasse tutto bene (cosa che avrei scoperto solo dopo aver ritirato stampe o diapositive in laboratorio). In mezzo a tanti obbrobri sfocati, scuri, “bruciati” e/o semplicemente brutti, qualcosa di bello saltava fuori; in questa “serie” propongo stralci da questo mio album dei ricordi, raccontandone la storia.
Sì, lo so che dei Devo avevo già pubblicato una foto, ma quella proveniva da un servizio del 1979, quando i ragazzi dell’Ohio erano venuti a Roma solo per un’apparizione televisiva. Quella recuperata qui è invece del 1980, più precisamente del 22 giugno, quando la band suonò per la prima volta dal vivo nella Capitale. Il concerto si svolse nel parco che circonda Castel S.Angelo e io, che li avevo già reincontrati al concerto del giorno prima in quel di Perugia, avevo preso appuntamento con loro per trascorrere assieme un po’ del loro tempo libero. Assistetti al soundcheck, andammo un po’ in giro nei dintorni (compresa Piazza S. Pietro, ovvio) e scattai un po’ di foto (questa volta in b/n), tra le quali questa in fondo al loro bus della quale vado abbastanza orgoglioso perché riuscii ad acchiapparli tutti e cinque assieme e a superare difficili condizioni di luce, catturando anche un bellissimo riflesso – che fa tanto uomo-robot… – sugli occhiali di Mark Mothersbaugh. Nel precisare che, no, la foto non è al contrario (i manifesti erano attaccati sui vetri all’esterno, non all’interno), aggiungo che la sera Bob Mothersbaugh mi regalò la sua tuta e che la mattina dopo accompagnai Alan Myers con il mio scooter a vedere la Cappella Sistina. Ma queste sono altre storie…

1: Throbbing Gristle, 1981
2: Dead Kennedys, 1981
3: Devo, 1979
4: Rob Younger, 1986
5: Tuxedomoon, 1980
6: Joe Strummer, 1981
7: Snakefinger, 1981
8: Linton Kwesi Johnson, 1981
9: B-52’s, 1980
10: Talking Heads, 1980
11. Martha Davis, 1980
12. Spandau Ballet, 1981
13. Plasmatics, 1981

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Plasmatics, 1981

Serie “Fotografie”, n.13
Quand’ero giovane, più o meno tra i diciotto e i ventisette/ventotto anni, mi interessavo anche di fotografia. Nulla di professionale, ero un appassionato dilettante senza grandi pretese, ma dato che all’epoca fare foto costava abbastanza (a parte la macchina, c’era da pagare pellicole, sviluppo ed eventuale stampa), ero costretto a studiare bene luci, esposizione, inquadrature e soprattutto momenti giusti per scattare, sperando che andasse tutto bene (cosa che avrei scoperto solo dopo aver ritirato stampe o diapositive in laboratorio). In mezzo a tanti obbrobri sfocati, scuri, “bruciati” e/o semplicemente brutti, qualcosa di bello saltava fuori; in questa “serie” propongo stralci da questo mio album dei ricordi, raccontandone la storia.
Ho una buona trentina di diapositive scattate al concerto romano dei Plasmatics del 30 gennaio 1981 (qui la recensione che ne scrissi illo tempore), ma quale più, quale meno non mi soddisfano. Andare sotto il palco era impossibile data la concentrazione di gente che voleva vedere da vicino le tette di Wendy O. Williams (true story!) e allora trovai un posticino su una specie di palchetto laterale situato in alto, e i risultati lasciarono a desiderare: usando il teleobiettivo era complicatissimo mettere bene a fuoco, le luci non erano ottimali, il gruppo sul palco era estremamente dinamico… un casino. Benché non perfetta, la migliore mi sembra questa: riuscii a cogliere la Wendy (che, come potete vedere, indossava solo stivali, mutandine leopardate, un cappello e… schiuma da barba) proprio mentre si accingeva a segare in due una chitarra appoggiata su un apposito fermo in legno durante l’esecuzione di Butcher Baby. Sulla destra si può intuire come fosse vestito il chitarrista Richie Stotts, mentre dietro Wendy si vede quasi tutto il bassista Jean Beauvoir.
Onestamente, i Plasmatics non erano ‘sto granché. Però dal vivo erano molto spettacolari, e ci si divertiva sul serio.

1: Throbbing Gristle, 1981
2: Dead Kennedys, 1981
3: Devo, 1979
4: Rob Younger, 1986
5: Tuxedomoon, 1980
6: Joe Strummer, 1981
7: Snakefinger, 1981
8: Linton Kwesi Johnson, 1981
9: B-52’s, 1980
10: Talking Heads, 1980
11. Martha Davis, 1980
12. Spandau Ballet, 1981

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Spandau Ballet, 1981

Serie “Fotografie”, n.12
Nei primi anni ’80 a Roma i concerti di artisti stranieri non erano proprio frequentissimi e comunque, quando si trattava di nomi emergenti, molti ci andavano a prescindere, per rendersi conto. Nel 1981, gli Spandau Ballet non erano ancora la potenza commerciale che sarebbero diventati di lì a pochissimo. Avevano pubblicato un solo album, che per la mia visione dell’epoca era – concettualmente – “il male” ma che all’ascolto schifissimo non faceva (almeno To Cut A Long Story Short o Musclebound rimangono brani pop di pregio, e per l’epoca erano perfino “interessanti”), e toccare con mano la loro effettiva consistenza poteva essere sensato. Così, il 16 giugno, varcai la soglia del Much More, una grande discoteca del quartiere Parioli che occasionalmente si prestava a ospitare esibizioni di area rock. Ho il vago ricordo di un concerto non esaltante, freddino, anche perché nel locale ci saranno state al massimo cinquanta persone. Ebbi così la possibilità di muovermi tranquillamente sotto il palco per fotografare i musicisti, e questo scatto di Tony Hadley è uno dei cimeli che mi sono rimasti. Negli anni seguenti, quando il gruppo inglese spopolava, mi sono trovato più volte a raccontare a gente “normale” che l’avevo visto suonare davanti a poche decine di spettatori, avendo l’impressione di non essere davvero creduto.Quand’ero giovane, più o meno tra i diciotto e i ventisette/ventotto anni, mi interessavo anche di fotografia. Nulla di professionale, ero un appassionato dilettante senza grandi pretese, ma dato che all’epoca fare foto costava abbastanza (a parte la macchina, c’era da pagare pellicole, sviluppo ed eventuale stampa), ero costretto a studiare bene luci, esposizione, inquadrature e soprattutto momenti giusti per scattare, sperando che andasse tutto bene (cosa che avrei scoperto solo dopo aver ritirato stampe o diapositive in laboratorio). In mezzo a tanti obbrobri sfocati, scuri, “bruciati” e/o semplicemente brutti, qualcosa di bello saltava fuori; in questa “serie” propongo stralci da questo mio album dei ricordi, raccontandone la storia.

1: Throbbing Gristle, 1981
2: Dead Kennedys, 1981
3: Devo, 1979
4: Rob Younger, 1986
5: Tuxedomoon, 1980
6: Joe Strummer, 1981
7: Snakefinger, 1981
8: Linton Kwesi Johnson, 1981
9: B-52’s, 1980
10: Talking Heads, 1980
11. Martha Davis, 1980

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