Prophilax: il libro

I miei lettori di Roma e zone limitrofe conoscono di sicuro i Prophilax, quanto meno per sentito dire. Quelli del resto d’Italia, forse sì e forse no. In ogni caso, sono una band decisamente fuori dalle righe, e per più valide ragioni. Se ne scrivo qui, è perché da pochissimo è uscito un libro che racconta in modo pirotecnico la loro stravagante storia, un libro del quale ho tra l’altro avuto il piacere di scrivere la prefazione. È una prefazione assolutamente in tema con lo spirito del gruppo che qui riporto a scopo per così dire promozionale, anche se con l’autore del volume non mi sono mai incontrato e in comune abbiamo quasi solo il cognome. Il Nerkionomicon– questo il geniale titolo – è reperibile da più parti (Amazon compreso); qui il link diretto alla pagina dell’editore, Settecittà di Viterbo. Un’ultima cosa: amici che “governate” Wikipedia, non prendetela a male: si fa per ridere, cosa della quale specie di questi tempi c’è un dannato bisogno.

Fino a qualche giorno fa, Daniele Guglielmi era solo uno dei miei amici di Facebook. Questo per precisare, a scanso di equivoci dei quali comunque mi fregherebbe il giusto (cioè nulla) che non è mio parente e che, quindi, quello che sto scrivendo qui non è in alcun modo “dovuto”. Perché lo sto scrivendo, allora? In primis, perché sono stato conquistato dal titolo di ciò che, con rispetto parlando, avete adesso in mano (il libro, che credevate?), e poi perché la lettura di tutto il resto mi ha sinceramente divertito. Nella vita e nel mio mestiere sono una persona serissima, ma nel privato ho anche un lato per così dire “cazzaro” che mi fa amare i giochi di parole, la goliardia meglio se greve, le battute politicamente scorrette, gli scarti fuori dalle righe e le missioni più o meno impossibili come questa affrontata da Daniele: raccontare in modo credibile e professionale una vicenda discretamente folle.
Lo ammetto senza problemi: dei Prophilax posseggo appena un paio di dischi che ho ascoltato di rado, su di loro non ho mai scritto alcunché di lungo e organico e il nostro legame più stretto, a parte l’essere concittadini, è che i due fondatori hanno frequentato – parecchi anni dopo me – il mio stesso liceo. Non sono insomma un fan, anche se li reputo a loro modo simpatici e sono affascinato dalla loro capacità di portare avanti per decenni un progetto per molti versi assurdo, oltretutto senza abbassare l’asticella del pessimo gusto. Provateci voi altri, a essere tanto caparbiamente e brillantemente stronzi dalla post-adolescenza fino (quasi) alla terza età.
In virtù di questo mio rispetto, uso tale termine anche se nel contesto fa un po’ ridere, non ho potuto esimermi dal prendere le loro parti in una insensata scaramuccia che si è svolta dietro le quinte di Wikipedia. Alcuni dei notabili dediti al controllo del rispetto delle locali Tavole della Legge (al confronto, quelle del Sinai sono robetta) miravano per la quarta volta alla cancellazione della voce in quanto “non enciclopedica”, e visto che una delle poche citazioni ritenute autorevoli a proposito del gruppo era farina del mio sacco, mi sono trovato in mezzo tra i feroci censori e quelli che, al contrario, difendevano il pieno diritto dei Prophilax ad avere una scheda a loro nome nella cosiddetta “Enciclopedia libera”. Alla fine le forze del bene hanno trionfato e gli inventori del porno-rock non sono stati cassati, ma che una mia brevissima riflessione pubblicata in un commento a un post nel mio blog sia divenuta un elemento a sostegno del valore di una band… beh, è per me esilarante alla pari degli pseudonimi Ceppaflex e Sbohr.
Tra l’altro, avere la certezza che quelle parole fossero realmente mie è ciò che ha spinto Daniele a contattarmi, perché lui non le trovava da nessuna parte e Google non lo aiutava. Da cosa è nata dunque cosa e alla fine, senza riflettere troppo sulle conseguenze che potrebbe avere per il mio finora buon nome, ho scritto – ma “vergare” sarebbe magari più appropriato – questa prefazione inevitabilmente sconclusionatissima. Con un libro autentico che ha pure il mio imprimatur, si auspica che i censori di Wikipedia soffocheranno per sempre le loro bramosie di cassare e si attaccheranno al… sì, quello che Giuseppe Gioachino Belli ha celebrato in una poesia che i Prophilax avrebbero il dovere morale di adattare in canzone.

 

Categorie: presentazioni | Tag: | 1 commento

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Un pensiero su “Prophilax: il libro

  1. Prip

    sono andato a leggermi la querelle su Wikipedia, l’idea che mi sono fatto è che ci sia stata una situazione simil-guerra civile americana: una minoranza intransigente di utenti ha cercato di imporre la propria posizione sfruttando le pieghe del regolamento dell’enciclopedia. Ma essendo minoranza, gli è andata male – e per fortuna direi!

    Prova del fatto che di minoranza si trattava è anche la constatazione che qualche angelo ha prontamente e generosamente utilizzato il libro come riferimento per “puntellare” la voce. Il che peraltro dimostra quanto di questa pubblicazione ci fosse un disperato bisogno.

    Congratulazioni ai 2 Guglielmi e a tutti coloro che ci hanno messo mano!

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