New Order (1981)

Non ho problemi ad ammettere che, a livello di “pancia” e non di cervello, i New Order non sono uno dei miei gruppi preferiti; insomma, il Guglielmi studioso della musica ne riconosce le doti ma il Guglielmi semplice appassionato li ascolta di rado e, comunque, non ne apprezza certo tutti i dischi. All’epoca dell’album di debutto, pubblicato dalla mitica Factory il 13 novembre 1981, le posizioni dei due Guglielmi di cui sopra erano perfettamente allineate.

New Order cop

Movement
(Factory)
Molte speranze e qualche giustificato timore erano il contorno al1’attesa di questo primo album di Peter Hook, Bernard Albrecht e Stephen Morris non etichettato con il nome Joy Division. Il “nuovo ordine” intrapreso dai tre musicisti (ai quali si è aggiunta la tastierista Gillian Gilbert), che hanno addosso il peso di un’eredità forse eccessiva, aveva già dato qualche frutto con i 45 giri Ceremonye Procession, gioiellini solo parzialmente adatti ad appurare l’effettiva consistenza della band, inizialmente paragonata da taluni a un gallo senza cresta. Movement giunge dopo lunga attesa, ma il suo arrivo riesce solo in parte ad allontanare i rimpianti: troppo fresco è ancora il ricordo di Ian Curtis, e troppi i paragoni che vengono in mente; l’ideale sarebbe separare una volta per tutte il presente da ciò che è stato… ma come farlo, con ancora nelle orecchie gli echi di Sti1l, il doppio LP edito appena qualche mese fa a mo’ di chiusura del capitolo Joy Division?
Movement, comunque, è decisamente bello; prodotti dal solito Martin Hannett, i suoi brani portano ancora segni più o meno labili dell’esperienza passate, ma non poteva essere altrimenti. A contare è che vi sia da parte del gruppo la volontà, qui chiaramente manifestata, di non adagiarsi sugli allori ma di proseguire a evolversi per raggiungere livelli sempre più elevati di espressività musicale. Quello che i New Order hanno in meno rispetto ai Joy Division è solo la bellezza della voce, ma del resto le vette toccate da Ian Curtis sono quasi inarrivabili. Sul piano strumentale, il cambiamento è notevole: il sound si è fatto più limpido, con un uso che non esiterei a definire eccezionale della chitarra, il lavoro assai incisivo della sezione ritmica, che svolge una funzione efficacissima di cesello oltre che di sostegno sonoro, e infine i solenni e misurati interventi di tastiere. Le cadenze sono lente, le atmosfere velate: le canzoni sono la logica prosecuzione di Atmosphere, Passover o Decades, e pur mantenendone inalterata la maestosità, vi aggiungono in molti casi un tocco di gioia e vivacità nuovo e accattivante. Appena otto episodi, nessuno dei quali edito in precedenza, tra i quali spiccano Chosen Time, The Him, Doubts Even Here e Denia1, tutti indubbiamente destinati a imprimersi nel cuore, più che nel cervello, di chi saprà apprezzarli. I New Order riprendono il discorso Joy Division nel punto esatto in cui esso si era interrotto. Movement è un disco del quale non si può fare a meno, e questo è solo l’inizio.
(da Il Mucchio Selvaggio n.48 del gennaio 1982)

Categorie: recensioni | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: