Oltre le stelle (34)

Nel 2000, quando Il Mucchio Selvaggio era settimanale (la fase durò dall’ottobre 1996 al dicembre 2004), Gianluca Testani varò una simpatica rubrica che occupava due pagine in ogni numero. Si chiamava, appunto, “Oltre le stelle” ed era una sorta di appendice de “Le stelle del Mucchio”, la tabella nella quale i componenti dello staff della rivista assegnavano da sempre il loro “voto” – dalle cinque stelle di “imperdibile” alle due palle di “inascoltabile”, con in mezzo “formidabile”, “adorabile”, “apprezzabile”, “ascoltabile” e “prescindibile” – ad alcune decine di album di uscita recente. L’idea di Gianluca era semplice ed efficace: lui sceglieva uno di questi dischi, uno dei più importanti, e cinque o sei di noi altri dovevano commentarlo in circa mille caratteri, privilegiando i toni discorsivi ed evitando quelli da recensione. Insomma, più che il “critico” scriveva l’appassionato, a ruota libera e in prima persona.
Consapevole che con il senno di poi spesso non mi trovo più d’accordo con me, anche per colpa di ascolti non sempre approfonditi e dello spirito ludico della rubrica, in questo spazio riproporrò via via tutti i miei “Oltre le stelle”, in ordine cronologico, cinque per volta.

AIR
Talkie Walkie
* * *
Francesi, fighetti, trendy, lontanissimi dal rock’n’roll: sulla carta, gli Air dovrebbero starmi mostruosamente sulle palle. Invece, incredibile!, mi piace parecchio ascoltarli, anche se alla lunga gli attributi di cui sopra me li sfiancano un tantino e anche se sono convinto che la dote che più di ogni altra ha loro consentito di affermarsi, ai livelli che ben sappiamo, non sia di natura artistica ma abbia a che vedere con ciò che elegantemente si definisce opportunismo (e, volgarmente, ruffianeria o paraculaggine). L’esordio Moon Safari, a mio avviso, non si batte, ma con tutto quello che è venuto dopo (vendite comprese) è destinato a rimanere irripetibile; quindi tanto vale godersi quello che hanno da offrire qui in Talkie Walkie, che è comunque (molto) piacevole anche se è un po’ troppo, come dire?, rigido e “perfettino”. E anche se i Nostri sono francesi, fighetti, trendy e lontanissimi dal rock’n’roll.
(da Il Mucchio Selvaggio n.580 del 25 maggio 2004)

SOPHIA
People Are Like Seasons
* * * *
Capisco quelli che adorano Robin Proper-Sheppard, e – con qualche sforzo – capisco anche quelli che affermano che il musicista americano dovrebbe, a ogni suo CD, allegare una carriola per il trasporto delle parti basse inevitabilmente (?) ingigantitesi in seguito all’ascolto. Io, però, non la penso certo come questi ultimi, al punto che le tre stelle assegnate in gennaio a People Are Like Seasons sono nel frattempo divenute quattro: per lo più semplici e fragili, eppure pesantissime a livello emotivo, le canzoni di questo disco sono infatti riuscite a farsi amare sempre più a ogni nuova frequentazione, rendendosi via via quasi indispensabili, e in qualche caso – citerei l’iniziale Oh My Love, strategicamente posta in avvio di scaletta – del tutto indispensabili. Tanto che il lettore CD le pretende quotidianamente.
(da Il Mucchio Selvaggio n.581 dell’1 giugno 2004)

AL GREEN
I Can’t Stop
* * * *
Due anni fa, Don’t Give It Up On Me di Solomon Burke aveva infiammato parecchi animi; compreso, stranamente, il mio, che difficilmente subisce il fascino di dischi di soul e R&B usciti dopo i primi ‘70. Mai, quindi, mi sarei aspettato che così presto un altro album classicamente black di fresca uscita mi avrebbe rapito il cuore. Oddio, forse quello di Burke era meno classico di questo, ma non è il caso di fare questioni di lana caprina: quel che conta è che il nuovo (capo)lavoro di Al Green emana da ogni nota talento, carisma, gusto e sensualità, riportando a giorni che non ci sono più e che mai più, purtroppo, torneranno. In omaggio a quei tempi leggendari, I Can’t Stop l’ho comprato in vinile: doppio e con tre canzoni per lato, con l’unico neo dell’assenza della copertina apribile. E vedere la puntina scorrere sui solchi fa godere ancora di più.
(da Il Mucchio Selvaggio n.582 dell’8 giugno 2004)

VERDENA
Il suicidio dei samurai
* * * *
Oltre alla musica – la musica, più che le canzoni, che pure ci sono – dei Verdena mi piacciono molto la spontaneità e l’esuberanza: fanno quello che gli pare e non si preoccupano più di tanto di cercare di nascondere o ammorbidire tale modus operandi. Si sono comportati così anche in questo loro terzo album, che pure è il più “pop” (con le virgolette del caso) di una carriera discografica incredibilmente vissuta solo in ambito major: un album “fuori”, o se preferite stoned, che se ne sbatte delle regole di mercato e suona potente, insinuante, creativo. Poi, è ovvio, Il suicidio dei samurai può anche lasciare tiepidini o non piacere affatto, ma posso affermare con certezza è che di giovani gruppi italiani così credibili nel proprio essere rock a tutti i livelli, in cinque lustri di devozione alla causa, ne ho conosciuti davvero pochi. Peccato che parte di coloro che si accostano ai tre ragazzini terribili lo facciano con le orecchie ben foderate di pregiudizi.
(da Il Mucchio Selvaggio n.583 del 15 giugno 2004)

AUF DER MAUR
Auf Der Maur
* * * *
Contrariamente a quel che affermano i detrattori, ritengo che il notevole hype creatosi attorno all’esordio solistico di Melissa non sia – almeno, non più di tanto – dovuto a quelle doti estetiche che la fanciulla non si è peraltro certo preoccupata di nascondere. Sciocco, insomma, liquidare la faccenda con la solita, vecchia battuta (sessista) a base di peli e buoi, specie considerando come l’ascolto di Auf Der Maur continui a regalare ottime vibrazioni e come l’affascinante canadese abbia offerto anche dal vivo – al di là di qualche limite canoro – eloquenti attestati del proprio valore. Certo, le rivoluzioni sonore sono di casa altrove (dove? Chi lo sa, per favore, me lo dica…), ma nell’ambito del rock al femminile più o meno classico album di questo livello sono merce rara. Confermo le quattro stelle, e programmo repeat all. E poi (ri)passo a Polly Paulusma.
(da Il Mucchio Selvaggio n.584 del 22 giugno 2004)

In “Oltre le stelle” 1: Belle And Sebastian, Sinéad O’Connor, Pearl Jam, Jay-Jay Johanson, Deftones.
In “Oltre le stelle” 2: Giovanni Lindo Ferretti, Coldplay, Giant Sand, Badly Drawn Boy, Blonde Redhead.
In “Oltre le stelle” 3: Black Heart Procession, Radiohead, Mojave 3, Rancid, Go-Betweens.
In “Oltre le stelle” 4: U2, Marlene Kuntz, Amen, PJ Harvey, Gentle Waves.
In “Oltre le stelle” 5: Menlo Park, Lambchop, Fatboy Slim, Johnny Cash, Aluminum Group.
In “Oltre le stelle” 6: Godspeed You Black Emperor!, Songs: Ohia, Cousteau, Geoff Farina, Kings Of Convenience.
In “Oltre le stelle” 7: Magnetic Fields, Stephen Malkmus, Steve Wynn, Tortoise, Arab Strap.
In “Oltre le stelle” 8: Orb, Bonnie “Prince” Billy, Tom McRae, John Frusciante, Daft Punk.
In “Oltre le stelle” 9: Nick Cave, Manic Street Preachers, R.E.M., Mogwai, Mark Eitzel.
In “Oltre le stelle” 10: Lift To Experience, Black Crowes, Tindersticks, Radiohead, Manu Chao.
In “Oltre le stelle” 11: Tool, Sparklehorse, Mark Lanegan, Muse, Travis.
In “Oltre le stelle” 12: Tricky, Mercury Rev, Thalia Zedek, Björk, Bob Dylan.
In “Oltre le stelle” 13: Stereolab, Spiritualized, White Stripes, Strokes, Eels.
In “Oltre le stelle” 14: Fugazi, Gorky’s Zygotic Mynci, Starsailor, Aphex Twin, Ryan Adams.
In “Oltre le stelle” 15: Sodastream, Jim O’Rourke, Mick Jagger/Paul McCartney, Black Rebel Motorcycle Club, Notwist.
In “Oltre le stelle” 16: Bad Religion, Cornelius, Chemical Brothers, Lambchop, Joey Ramone.
In “Oltre le stelle” 17: Teenage Fanclub & Jad Fair, Marianne Faithfull, Boards Of Canada, Gomez, Desaparecidos.
In “Oltre le stelle” 18: Neil Young, Elvis Costello, Jon Spencer Blues Explosion, Badly Drawn Boy, Pedro The Lion.
In “Oltre le stelle” 19: Wilco, Tom Waits, Bruce Springsteen, Moby, Dot Allison.
In “Oltre le stelle” 20: Korn, David Bowie, Vines, Sonic Youth, Solomon Burke.
In “Oltre le stelle” 21: Red Hot Chili Peppers, Primal Scream, Flaming Lips, Coldplay, Queens Of The Stone Age.
In “Oltre le stelle” 22: Interpol, Underworld, Peter Gabriel, Beck, Black Heart Procession.
In “Oltre le stelle” 23: Steve Von Till, Sigur Ros, The Libertines, Badly Drawn Boy, Pearl Jam.
In “Oltre le stelle” 24: Johnny Cash, Suicide, Beth Gibbons & Rustin Man, Audioslave, The Roots.
In “Oltre le stelle” 25: Nick Cave, Jimi Tenor, Calexico, Zwan, Marlene Kuntz.
In “Oltre le stelle” 26: Go-Betweens, Massive Attack, Lou Reed, Cat Power, Stephen Malkmus.
In “Oltre le stelle” 27: Kills, Turin Brakes, White Stripes, Daniel Johnston, Wire.
In “Oltre le stelle” 28: Blur, Cody ChesnuTT, Warlocks, Arab Strap, Yeah Yeah Yeahs.
In “Oltre le stelle” 29: Marilyn Manson, Radiohead, Grandaddy, Mogwai, Eels.
In “Oltre le stelle” 30: Thrils, Mars Volta, Kings Of Leon, The Coral, Neil Young.
In “Oltre le stelle” 31: Warren Zevon, Josh Rouse, Kraftwerk, Muse, Joe Strummer.
In “Oltre le stelle” 32: A Perfect Circle, Robert Wyatt, Belle And Sebastian, Outkast, Frankie HI-NRG MC.
In “Oltre le stelle” 33: Twilight Singers, Ryan Adams, Oi Va Voi, Damien Rice, Isobel Campbell.

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