Spandau Ballet, 1981

Serie “Fotografie”, n.12
Nei primi anni ’80 a Roma i concerti di artisti stranieri non erano proprio frequentissimi e comunque, quando si trattava di nomi emergenti, molti ci andavano a prescindere, per rendersi conto. Nel 1981, gli Spandau Ballet non erano ancora la potenza commerciale che sarebbero diventati di lì a pochissimo. Avevano pubblicato un solo album, che per la mia visione dell’epoca era – concettualmente – “il male” ma che all’ascolto schifissimo non faceva (almeno To Cut A Long Story Short o Musclebound rimangono brani pop di pregio, e per l’epoca erano perfino “interessanti”), e toccare con mano la loro effettiva consistenza poteva essere sensato. Così, il 16 giugno, varcai la soglia del Much More, una grande discoteca del quartiere Parioli che occasionalmente si prestava a ospitare esibizioni di area rock. Ho il vago ricordo di un concerto non esaltante, freddino, anche perché nel locale ci saranno state al massimo cinquanta persone. Ebbi così la possibilità di muovermi tranquillamente sotto il palco per fotografare i musicisti, e questo scatto di Tony Hadley è uno dei cimeli che mi sono rimasti. Negli anni seguenti, quando il gruppo inglese spopolava, mi sono trovato più volte a raccontare a gente “normale” che l’avevo visto suonare davanti a poche decine di spettatori, avendo l’impressione di non essere davvero creduto.Quand’ero giovane, più o meno tra i diciotto e i ventisette/ventotto anni, mi interessavo anche di fotografia. Nulla di professionale, ero un appassionato dilettante senza grandi pretese, ma dato che all’epoca fare foto costava abbastanza (a parte la macchina, c’era da pagare pellicole, sviluppo ed eventuale stampa), ero costretto a studiare bene luci, esposizione, inquadrature e soprattutto momenti giusti per scattare, sperando che andasse tutto bene (cosa che avrei scoperto solo dopo aver ritirato stampe o diapositive in laboratorio). In mezzo a tanti obbrobri sfocati, scuri, “bruciati” e/o semplicemente brutti, qualcosa di bello saltava fuori; in questa “serie” propongo stralci da questo mio album dei ricordi, raccontandone la storia.

1: Throbbing Gristle, 1981
2: Dead Kennedys, 1981
3: Devo, 1979
4: Rob Younger, 1986
5: Tuxedomoon, 1980
6: Joe Strummer, 1981
7: Snakefinger, 1981
8: Linton Kwesi Johnson, 1981
9: B-52’s, 1980
10: Talking Heads, 1980
11. Martha Davis, 1980

Categorie: fotografie | Tag: | Lascia un commento

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