Oltre le stelle (25)

Nel 2000, quando Il Mucchio Selvaggio era settimanale (la fase durò dall’ottobre 1996 al dicembre 2004), Gianluca Testani varò una simpatica rubrica che occupava due pagine in ogni numero. Si chiamava, appunto, “Oltre le stelle” ed era una sorta di appendice de “Le stelle del Mucchio”, la tabella nella quale i componenti dello staff della rivista assegnavano da sempre il loro “voto” – dalle cinque stelle di “imperdibile” alle due palle di “inascoltabile”, con in mezzo “formidabile”, “adorabile”, “apprezzabile”, “ascoltabile” e “prescindibile” – ad alcune decine di album di uscita recente. L’idea di Gianluca era semplice ed efficace: lui sceglieva uno di questi dischi, uno dei più importanti, e cinque o sei di noi altri dovevano commentarlo in circa mille caratteri, privilegiando i toni discorsivi ed evitando quelli da recensione. Insomma, più che il “critico” scriveva l’appassionato, a ruota libera e in prima persona.
Consapevole che con il senno di poi spesso non mi trovo più d’accordo con me, anche per colpa di ascolti non sempre approfonditi e dello spirito ludico della rubrica, in questo spazio riproporrò via via tutti i miei “Oltre le stelle”, in ordine cronologico, cinque per volta.
NICK CAVE
Nocturama
* * *
C’era una cosa che non sapevo, all’epoca dei primi ascolti (e quindi della mia recensione) di Nocturama: che l’album è stato arrangiato e registrato in pochi giorni e in condizioni di totale serenità. Una circostanza che ha logicamente pesato sul mood e sull’approccio interpretativo delle canzoni, nelle quali i Bad Seeds e il loro leader appaiono – con alcune inevitabili eccezioni – meno cupi e morbosi della norma. Che ciò sia un male è tutto da dimostrare, visto anche come il disco compensa i cali di tensione con una freschezza e una classe straordinarie; stupisce, quindi, che taluni lo abbiano stroncato, rinfacciando al Nostro addirittura di non essere più quello dei Birthday Party (e ci sarebbe molto da stupirsi del contrario, visto che dallo scioglimento dei suddetti sono trascorsi vent’anni). A mio avviso, Nocturama immortala comunque un gran bel Nick Cave: al di là di ogni altra considerazione, un artista vero e non un cliché.
(da Il Mucchio Selvaggio n.534 del 20 maggio 2003)

JIMI TENOR
Higher Planes
*
Amici ben più competenti di me in materia mi avevano detto che il nuovo album di Jimi Tenor lasciava alquanto a desiderare, e quindi non mi sono preso la briga di ascoltarlo in tempo reale. L’ho fatto ora, e rilevo che avrei avuto modi migliori di investire quasi cinquantatré minuti del mio tempo: in primis perché queste forme di contaminazione trendy a sfondo jazz/black non sono proprio la mia passione, e poi perché l’album – almeno rispetto al precedente Out Of Nowhere, l’unico altro titolo dell’artista finlandese che ho in casa – scivola in modo inodore, insapore e incolore. Non provando particolare trasporto per questa musica nemmeno quando è di qualità eccelsa, non posso certo apprezzarla quando è – pur abilmente: il mestiere, a Tenor, non manca – così vicina a un esercizio di stile. Higher Planes non mi dispiace come sottofondo, a volume basso, e onestamente non mi sembra un gran complimento… ma io, su queste cose, faccio testo come semplice appassionato e non come critico.
(da Il Mucchio Selvaggio n.535 del 27 maggio 2003)

CALEXICO
Feast Of Wire
* *
Mi è successa una cosa bizzarra, con Feast Of Wire: che, al momento di riaffidarlo al lettore CD, non me lo ricordavo affatto. Non una canzone, non una nota, nulla. In compenso, ricordavo benissimo lo straordinario showcase che la band – in due, ma sembravano ventidue – ha tenuto al Big Mama di Roma per presentarlo, e devo confessare di non aver ritrovato in questi solchi la stessa magia. Ovviamente, i Calexico rimangono sempre brillanti e ispirati nel loro folk visionario (basta Black Heart, che non avrebbe sfigurato in Forever Changes dei Love, per fugare eventuali dubbi), ma più riascolto il disco e più ho l’impressione che qualcosa non funzioni. Manca magari l’effetto-sorpresa dei precedenti lavori? Oppure, si avverte la presenza di troppi “riempitivi”? O, ancora, il suono si è fatto eccessivamente levigato? Boh. Spero, con il prossimo album, di essere in grado di fornirvi una risposta.
(da Il Mucchio Selvaggio n.536 del 3 giugno 2003)

ZWAN
Mary Star Of The Sea
* *
Se non sono rimasto folgorato da Mary Star Of The Sea all’epoca del suo arrivo nei negozi, quando gli entusiasmi per la fine dell’astinenza da Smashing Pumpkins avrebbero in qualche modo dovuto pesare sul giudizio, nutrivo seri dubbi sull’eventualità di potermene innamorare al momento del riascolto: dubbi fondatissimi, poiché la prima prova degli Zwan di Billy Corgan non sembra proprio essere uno di quei dischi che migliorano “invecchiando”. Non peggiora nemmeno, però: le canzoni non hanno infatti smarrito quel loro stravagante fascino pop e quella fragranza che, in teoria sarebbe incompatibile con la ricchezza degli arrangiamenti. Alla fine, comunque, il brano più riuscito risulta essere Of A Broken Heart (l’Until I Died del CD-R diffuso mesi fa alla stampa) il più etereo e intimista della scaletta: una considerazione della quale Billy, per le sue prossime mosse, ci auguriamo vorrà far tesoro.
(da Il Mucchio Selvaggio n.537 del 10 giugno 2003)

MARLENE KUNTZ
Senza peso
* * * *
Dall’epoca dell’uscita – anzi, da quando la Virgin mi fornì la copia pre-release per scriverne la recensione – Senza peso non si è mosso dallo scaffale “strategico” vicino allo stereo: un fatto fondamentale, specie considerando come la vita media dei dischi, almeno per noi professionisti dell’ascolto, sia drammaticamente breve. Non lo frequento tutti i giorni, questo non è purtroppo possibile, e neppure lo frequento per intero, ma di quei dieci/dodici spizzichi alla settimana non riesco proprio a fare a meno; e la cosa più sorprendente è che i brani scelti cambiano sempre, a dimostrazione di una qualità globale notevolissima. L’album più godibile dei Marlene Kuntz, insomma? Sì, non c’è dubbio. E anche il più maturo, il più articolato, il più eclettico… massì, il migliore, anche se nella discografia del quartetto piemontese le classifiche di merito rimangono una questione di sfumature.
(da Il Mucchio Selvaggio n.538 del 17 giugno 2003)

In “Oltre le stelle” 1: Belle And Sebastian, Sinéad O’Connor, Pearl Jam, Jay-Jay Johanson, Deftones.
In “Oltre le stelle” 2: Giovanni Lindo Ferretti, Coldplay, Giant Sand, Badly Drawn Boy, Blonde Redhead.
In “Oltre le stelle” 3: Black Heart Procession, Radiohead, Mojave 3, Rancid, Go-Betweens.
In “Oltre le stelle” 4: U2, Marlene Kuntz, Amen, PJ Harvey, Gentle Waves.
In “Oltre le stelle” 5: Menlo Park, Lambchop, Fatboy Slim, Johnny Cash, Aluminum Group.
In “Oltre le stelle” 6: Godspeed You Black Emperor!, Songs: Ohia, Cousteau, Geoff Farina, Kings Of Convenience.
In “Oltre le stelle” 7: Magnetic Fields, Stephen Malkmus, Steve Wynn, Tortoise, Arab Strap.
In “Oltre le stelle” 8: Orb, Bonnie “Prince” Billy, Tom McRae, John Frusciante, Daft Punk.
In “Oltre le stelle” 9: Nick Cave, Manic Street Preachers, R.E.M., Mogwai, Mark Eitzel.
In “Oltre le stelle” 10: Lift To Experience, Black Crowes, Tindersticks, Radiohead, Manu Chao.
In “Oltre le stelle” 11: Tool, Sparklehorse, Mark Lanegan, Muse, Travis.
In “Oltre le stelle” 12: Tricky, Mercury Rev, Thalia Zedek, Björk, Bob Dylan.
In “Oltre le stelle” 13: Stereolab, Spiritualized, White Stripes, Strokes, Eels.
In “Oltre le stelle” 14: Fugazi, Gorky’s Zygotic Mynci, Starsailor, Aphex Twin, Ryan Adams.
In “Oltre le stelle” 15: Sodastream, Jim O’Rourke, Mick Jagger/Paul McCartney, Black Rebel Motorcycle Club, Notwist.
In “Oltre le stelle” 16: Bad Religion, Cornelius, Chemical Brothers, Lambchop, Joey Ramone.
In “Oltre le stelle” 17: Teenage Fanclub & Jad Fair, Marianne Faithfull, Boards Of Canada, Gomez, Desaparecidos.
In “Oltre le stelle” 18: Neil Young, Elvis Costello, Jon Spencer Blues Explosion, Badly Drawn Boy, Pedro The Lion.
In “Oltre le stelle” 19: Wilco, Tom Waits, Bruce Springsteen, Moby, Dot Allison.
In “Oltre le stelle” 20: Korn, David Bowie, Vines, Sonic Youth, Solomon Burke.
In “Oltre le stelle” 21: Red Hot Chili Peppers, Primal Scream, Flaming Lips, Coldplay, Queens Of The Stone Age.
In “Oltre le stelle” 22: Interpol, Underworld, Peter Gabriel, Beck, Black Heart Procession.
In “Oltre le stelle” 23: Steve Von Till, Sigur Ros, The Libertines, Badly Drawn Boy, Pearl Jam.
In “Oltre le stelle” 24: Johnny Cash, Suicide, Beth Gibbons & Rustin Man, Audioslave, The Roots.

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