Memorabilia (3)

Una serie di post dedicata a oggetti particolari legati alla musica che mi sono trovato a possedere più o meno per caso; a differenza di tanti colleghi che ne vanno a caccia e ne posseggono centinaia se non migliaia, io me ne sono sempre abbastanza fregato, però in tanti anni di attività un tot di cose le ho raccolte e allora ho pensato di presentarle qui e raccontarne la storia, un po’ come sto ancora facendo con i dischi più strani che ho e le foto da me scattate, e come ho fatto con le spillette. In linea di massima si tratta di gadget realizzati dalle case discografiche a scopo promozionale o celebrativo, ma non mancherà qualche chicca privata.
I tre oggetti promozionali qui fotografati presentano molte divergenze, ma anche alcune affinità. Per esempio, sono legati a tre band emiliane e hanno evidenti connessioni con il bere. Il primo è il boccale dei Modena City Ramblers, risalente al 1994 in cui il gruppo firmò con la Black Out/Universal e ripubblicò il suo primo album con l’aggiunta di un brano – Il bicchiere dell’addio, ospite Bob Geldof – assente nell’edizione originale su X Records. Il secondo è un bicchierino “da scherzo di carnevale” approntato dalla Italian Records nel 1983 per il lancio del secondo, vero album dei Gaznevada, Psicopatico Party. Il terzo, infine, è un gadget del 1979, griffato Cramps, diffuso in pochi esemplari per l’uscita dell’album Kinotto degli Skiantos: una vera bottiglietta di chinotto San Pellegrino dalla quale l’etichetta originale era stata sostituita con un adesivo ad hoc.

Memorabilia 1: Cartonato di In Utero dei Nirvana.
Memorabilia 2: Spaghetti dei Guns N’Roses

Categorie: cazzeggi | Tag: | 2 commenti

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2 pensieri su “Memorabilia (3)

  1. Paolo Backstreet Iglina

    Nel caso degli Skiantos la Sanpellegrino era d’accordo?

    • Non lo so e non so se ci fosse un qualche tipo di diritto sulla forma della bottiglia. Ma erano altri tempi, non c’erano tutte le (assurde) ossessioni di oggi… e poi era un gadget per addetti ai lavori, non una cosa posta in commercio. E la canzone “Kinotto” era uno spot fantastico per la quasi omonima bevanda, al tempo non proprio popolarissima. Fossi stato il sommo capo della San Pellegrino, gli avrei mandato qualche centinaio di bottoglie come ringraziamento. 😀

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