Oltre le stelle (12)

Nel 2000, quando Il Mucchio Selvaggio era settimanale (la fase durò dall’ottobre 1996 al dicembre 2004), Gianluca Testani varò una simpatica rubrica che occupava due pagine in ogni numero. Si chiamava, appunto, “Oltre le stelle” ed era una sorta di appendice de “Le stelle del Mucchio”, la tabella nella quale i componenti dello staff della rivista assegnavano da sempre il loro “voto” – dalle cinque stelle di “imperdibile” alle due palle di “inascoltabile”, con in mezzo “formidabile”, “adorabile”, “apprezzabile”, “ascoltabile” e “prescindibile” – ad alcune decine di album di uscita recente. L’idea di Gianluca era semplice ed efficace: lui sceglieva uno di questi dischi, uno dei più importanti, e cinque o sei di noi altri dovevano commentarlo in circa mille caratteri, privilegiando i toni discorsivi ed evitando quelli da recensione. Insomma, più che il “critico” scriveva l’appassionato, a ruota libera e in prima persona.
Consapevole che con il senno di poi spesso non mi trovo più d’accordo con me, anche per colpa di ascolti non sempre approfonditi e dello spirito ludico della rubrica, in questo spazio riproporrò via via tutti i miei “Oltre le stelle”, in ordine cronologico, cinque per volta.
TRICKY
Blowback
* * *
Padroni di dissentire ma Tricky mi piace, anche se non mi verrebbe mai in mente di consegnarlo a eventuali extraterrestri come campione di normale essere umano. Mi piacciono i suoi dischi così particolari e sono molto felice di non dovermi (quasi) mai preoccupare di giustificare sotto il profilo critico tale mio apprezzamento, visto che – per ragioni troppo difficili da spiegare in questi esigui spazi – ho scelto di scrivere di altri generi musicali. Non avete idea di quanto possa essere piacevole, per chi fa il mio lavoro, ascoltare un album senza porsi il problema di paragonarlo a quello che lo ha preceduto, della sua coerenza con il percorso etico-concettuale dell’artista o delle nuove direzioni che potrebbe indicare. Non tacciatemi dunque di “qualunquismo” se affermo che a mio parere Blowback è molto bello, anche se me ne infischio di sapere perché. E non chiedetemi se esso sia migliore o peggiore di Maxinquaye o Pre-Millennium Tension, a meno che non vogliate sentirvi rispondere con un perentorio, inequivocabile ‘sti cazzi.
(da Il Mucchio Selvaggio n.465 del 4 dicembre 2001)

MERCURY REV
All Is Dream
* * *
Bel gruppo, i Mercury Rev. Belli soprattutto in quest’ultimo album, che meglio di altri del loro ampio e pur pregevole repertorio sa immergere in atmosfere oniriche e carezzevoli dove il concetto di “canzone (più o meno pop)” è interpretato in senso decisamente espansivo. D’accordo che per apprezzare appieno la poetica surreale e avvolgente del gruppo americano bisogna possedere una certa predisposizione alle alchimie psichedeliche e alle raffinatezze strumentali, ma mi riesce abbastanza difficile credere che un essere umano dotato di anche scarsa sensibilità possa restare del tutto indifferente di fronte a questo sfoggio di creatività, intensità ed espressività. La sola critica che riesco a considerare accettabile – ma che personalmente non condivido – è quella relativa al fatto che la voce possa a tratti risultare stucchevole; per quanto riguarda il resto, sono ammessi solo gli applausi.
(da Il Mucchio Selvaggio n.466 del’11 dicembre 2001)

THALIA ZEDEK
Been Here And Gone
* * *
Me lo ricordo benissimo, l’esordio da solista di Thalia Zedek, e non solo perché ancora mi brucia il fatto di non essermi avveduto di una piccola nota sul mio pre-release e di averlo quindi recensito parlando di due cover invece che delle tre presenti in scaletta; e neppure solo perché la voce decisamente mascolina della ex chitarrista dei Come è di quelle che rimangono bene impresse nella memoria. Me lo ricordo benissimo perché il mercato non offre purtroppo molti album così semplici e belli, e in grado di mettere così totalmente a nudo l’anima di chi li ha realizzati. Certo, se il rock’n’roll in circolazione fosse tutto di questo stampo le crisi depressive surclasserebbero la voglia di pogo, ma visto cosa in genere passa il convento dischi come Been Here And Gone vanno accolti come una ventata d’aria magari non proprio fresca ma comunque salutare. Io me lo tengo stretto.
(da Il Mucchio Selvaggio n.467 del 18 dicembre 2001)

BJÖRK
Vespertine
* * *
Non sono mai stato un grande estimatore degli Sugarcubes, ma in compenso ho sempre trovato che i lavori solistici di Björk, quale più quale meno, posseggano caratteristiche piuttosto intriganti. Di Vespertine, però, mi sono quasi innamorato: non necessariamente perché sacrifica (non del tutto) l’approccio pop/dance privilegiando la dimensione intimista, ma per il suo straordinario equilibrio tra intensità (e dunque emozione) ed estetica (nel senso di perfezione formale). Più ascolto quest’album, più mi convinco che dovrebbe essere “esposto” – non per la veste grafica, che pure è splendida, ma per i contenuti – in un museo d’arte moderna. E poi… mi considerereste folle se vi dicessi che da quando utilizzo Sun In My Mouth come sveglia mattutina il mio inizio di giornata non ha più nulla di traumatico?
(da Il Mucchio Selvaggio n.468 dell’8 gennaio 2002)

BOB DYLAN
Love And Theft
* * *
Ho sentito pareri contrastanti, a proposito di quest’ultimo album di Bob Dylan, e la cosa mi ha stupito: non perché mi sembri strano che qualcuno possa non approvare le scelte – nel caso in questione, sono il primo ad ammetterlo, abbastanza singolari – di questo autentico monumento della musica del ‘900, ma perché non capisco come si possa non rimanere almeno ammirati da come il suddetto abbia il coraggio di rimettersi sempre in gioco. Ma chi glielo fa fare, viene da chiedersi, visto che il suo nome è scolpito a caratteri cubitali nella storia e i diritti d’autore maturati e maturandi gli consentirebbero di vivere da re per i prossimi tremila anni? Eppure, il vecchio Zimmie lo fa, dimostrando inoltre ispirazione, classe e una vena giocosa di rado riscontrata nella sua musica. E anche se Love And Theft non vale The Freewheelin’, Highway 61 Rivisited, Blonde On Blonde, Blood On The Tracks, Oh Mercy o Time Out Of Mind, è bello essere cullati dalle sue note.
(da Il Mucchio Selvaggio n.469 del 15 gennaio 2002

In “Oltre le stelle” 1: Belle And Sebastian, Sinéad O’Connor, Pearl Jam, Jay-Jay Johanson, Deftones.
In “Oltre le stelle” 2: Giovanni Lindo Ferretti, Coldplay, Giant Sand, Badly Drawn Boy, Blonde Redhead.
In “Oltre le stelle” 3: Black Heart Procession, Radiohead, Mojave 3, Rancid, Go-Betweens.
In “Oltre le stelle” 4: U2, Marlene Kuntz, Amen, PJ Harvey, Gentle Waves.
In “Oltre le stelle” 5: Menlo Park, Lambchop, Fatboy Slim, Johnny Cash, Aluminum Group.
In “Oltre le stelle” 6: Godspeed You Black Emperor!, Songs: Ohia, Cousteau, Geoff Farina, Kings Of Convenience.
In “Oltre le stelle” 7: Magnetic Fields, Stephen Malkmus, Steve Wynn, Tortoise, Arab Strap.
In “Oltre le stelle” 8: Orb, Bonnie “Prince” Billy, Tom McRae, John Frusciante, Daft Punk.
In “Oltre le stelle” 9: Nick Cave, Manic Street Preachers, R.E.M., Mogwai, Mark Eitzel.
In “Oltre le stelle” 10: Lift To Experience, Black Crowes, Tindersticks, Radiohead, Manu Chao.
In “Oltre le stelle” 11: Tools, Sparklehorse, Mark Lanegan, Muse, Travis.

Annunci
Categorie: Oltre le stelle | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: