1999: la mia playlist

A inizio 2000 i giornalisti del Mucchio furono chiamati a redigere l’elenco delle loro preferenze discografiche per il 1999 e in quella circostanza si esagerò: venticinque titoli. OK, l’anno era stato particolarmente ricco, ma forse erano un po’ troppi. Ripropongo comunque l’elenco così com’era, ma con un disco in meno perché non si trattava di un’autentica novità bensì di un raccolta di materiali d’archivio. Avrei anche potuto dimezzare il numero, ma l’operazione sarebbe stata “con il senno di poi”, e allora perché? Beccateveli tutti e ventiquattro e che buon pro vi faccia.
Afterhours – Non è per sempre
Assalti Frontali – Banditi
Beck – Midnite Vultures
Black Heart Procession – 2
Blur – 13
Elettrojoyce – Elettrojoyce
Estra – Nordest cowboys
Flaming Lips – The Soft Bulletin
Julie’s Haircut – Fever In The Funk House
Korn – Issues
Mark Lanegan – I’ll Take Care Of You
Inger Lorre – Transcendental Medication
Marlene Kuntz – Ho ucciso paranoia
Mogwai – Come On Die Young
Mike Ness – Cheating At Solitaire
Nine Inch Nails – The Fragile
Pavement – Terror Twilight
Iggy Pop – Avenue B
Rage Against The Machine – The Battle Of Los Angeles
Stan Ridgway – Anatomy
24 Grana – Metaversus
Venus – Welcome To The Modern Dance Hall
Tom Waits – Mule Variations
XTC – Apple Venus Vol.1

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
19791980198119821983198419851986 – 1987198819891990 – 199119921995 – 1996 – 199719982000 – 20012002200320042006 – 2007 – 200820132014201520162017

Annunci
Categorie: playlist | 5 commenti

Navigazione articolo

5 pensieri su “1999: la mia playlist

  1. Emidio

    Ciao Federico,
    la tua playlist del 2018 l’hai postata? non la trovo.
    Emidio

    • No… dall’inizio dell’anno scorso ho completamente smesso di pubblicare sul blog materiale nuovo presente sulle riviste.. Quindi, nemmeno la playlist. Mi dispiace.

  2. Donald

    “13” dei Blur fu decisamente il disco del 1999 per me. Ricordo di essere rimasto letteralmente a bocca aperta di fronte all’ennesima evoluzione sonora del quartetto (anche se conoscendoli, insomma, c’era da aspettarselo eh). L’altro che mi colpì tantissimo fu “The Soft Bulletin” dei Flaming Lips, anche quello rappresentò un’evoluzione sorprendente per il gruppo. Di quell’anno mi viene in mente anche Peasants, Pigs & Astronauts” dei Kula Shaker, anche se l’esordio rimaneva decisamente superiore (rimasi colpito dai dischi che i Kula Shaker fecero uscire negli anni ’00, a sorpresa. Davvero ottimi per me)

  3. Francesco Callegari

    Quanto ho ascoltato Filippo Gatti ed i suoi Elettrojoyce!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: