Un ricordo di Stan Lee

Se qualcuno mi chiedesse a quale foto sono più affezionato delle tantissime che conservo come testimonianze dei miei incontri con persone più o meno famose, non avrei alcuna esitazione a indicare quella che potete vedere qui sopra. Curiosamente, non mi ritrae con un musicista, bensì con l’uomo – artista, autore, creativo, genio… non saprei proprio come definirlo, con una parola sola – al quale devo una passione che coltivo addirittura da prima di quella per la musica: i supereroi della Marvel. Sono di quelli che nel lontano 1970 acquistò in tempo reale il primo numero de “L’Uomo Ragno” edito dall’Editoriale Corno, senza sapere di cosa si trattasse ma essendo attratto da quel “n.1” che mi faceva ipotizzare una futura collezione, e da allora i personaggi della Casa delle Idee sono una costante della mia vita. Più di tutti ho sempre amato Spider-Man, di cui posseggo tutti gli albi di tutte le collane in edizione americana – eccetto una trentina, ovviamente dei primissimi – fino al 2010, e una raccolta di circa settecento gadget di ogni tipo che però ho smesso di ampliare quando con l’uscita del primo film la cosa divenne troppo dispendiosa.
Da appassionato DOC di vecchia data, quando fui informato che Stan Lee, l’inventore di quasi tutti i characters che mi hanno accompagnato durante l’infanzia, l’adolescenza e la maturità, sarebbe venuto a Roma, quasi ebbi un mancamento. L’occasione era il lancio in Italia del progetto “Marvel 2099” (che purtroppo non fu molto fortunato, ma non conta), e il Sorridente avrebbe rilasciato alcune interviste. Al tempo, fra l’altro, collaboravo stabilmente con la Star Comics, che pubblicava in Italia parte delle collane Marvel, e quindi il rischio di rimanere escluso non era contemplato. L’incontro avvenne all’Hotel Lord Byron di Roma, nel quartiere Parioli, il 17 marzo del 1993. Alla conferenza eravamo in pochissimi e fu facile, alla fine, scambiare due chiacchiere a quattr’occhi, anche se nonostante avessi già trentadue anni ero emozionato come un ragazzino, e credo che la mia espressione nella foto lo faccia percepire. Ricordo una persona gentile, simpatica, piena di entusiasmo. Non mi feci autografare nulla e con il senno di poi non fu una cosa molto intelligente, ma potevo mettermi a rompere le scatole al mio più grande mito chiedendogli di firmare questo e quello? Avevo la foto, che portai subito a sviluppare in un laboratorio, con un’ansia pazzesca che non fosse venuta, o fosse venuta male.
Stasera ho appreso che Stan Lee se n’è andato, per sempre. Non è vuota retorica affermare che sapere che non c’è più e che non potrò più gridare con gioia “eccolo!” scoprendo i suoi camei nei film Marvel. Non ci si può scagliare contro il destino bastardo perché, insomma, novantacinque anni sono un’età ragguardevole e novantacinque anni da Stan Lee sono qualcosa per la quale probabilmente venderei l’anima al diavolo, ma il dolore è lo stesso enorme. Excelsior!, Stan, e grazie di aver contribuito a rendermi quello che per tanti versi sono ancora: un eterno ragazzo, alla faccia di quello che dice l’anagrafe.

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Categorie: memorie | Tag: | 5 commenti

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5 pensieri su “Un ricordo di Stan Lee

  1. Cosimo

    Rip grande Stan!!!

  2. backstreet70

    Stan Lee ha segnato la mia infanzia, la mia adolescenza insomma tutta la mia vita.
    Ha creato un qualcosa di immenso, sono venuti altri autori bravissimi che avevano qualcosa di lui (Peter David e Bendis per esempio) ma non erano lui e nessuno lo sarà.
    Ci divertiavamo a guardare i suoi cameo e le sua appararizioni (come in Big Bang Theory) e lo consideravamo immortale.
    Ci mancherà sicuramente.

    p.s. questo mi pare il post giusto per chiederti se pubblicherai mai qualcosa di tuo apparso sugli albi della Star comics (che di sicuro avrò già letto visto che li compravo tutti).

  3. Giovanni Remo

    Bel ricordo, bella foto.

  4. Nica Midulla Le Pira

    Grazie Federico,un bel ricordo di tempi felici con Francesco alle prese con “L’uomo ragno”

  5. Andrea Ettore Bernagozzi

    Per un misterioso fenomeno spazio-temporale, certamente causato dalla vicinanza con Stan Lee, nella foto, invece di 32 anni, ne dimostri 9 o 10, l’età di quando comprasti quel primo fumetto in edicola. E’ come nel film “Contact” quando, ammirando da vicino lo splendore delle stelle che aveva studiato solo da anni luce di distanza, al volto da adulta della radioastronoma interpretata da Jodie Foster si sovrappone, per la meraviglia, quello di quand’era bambina. Capita ai Veri Credenti. RIP Stan Lee, dopo che qualche mese fa ci ha lasciato Steve Ditko, ovvero i due autori delle storie su “L’Uomo Ragno” #1 dell’Editoriale Corno.

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