Mio zio, che mi ha reso… me

Il signore che vedete con me in questa foto del 2011 è mio zio Elio, che oggi compie ottantasette anni ed è grossomodo uguale ad allora. Vinco la mia ben nota riservatezza sulle questioni private e ve ne parlo, sia per fargli gli auguri in modo un po’ speciale, sia perché merita un po’ di gloria nella cerchia (non tanto) piccola di tutti voi che mi seguite, mi leggete, ascoltate i miei suggerimenti e spesso mi scrivete cose davvero toccanti a proposito del fatto che certi miei articoli, libri e trasmissioni radio vi abbiano orientato verso musiche e artisti a voi prima sconosciuti, rendendo le vostre vite – lo dite voi, eh – migliori.
Beh, senza mio zio non sarebbe andata così. È stato infatti lui a trasmettermi l’amore per la lingua, parlandomi fin da piccolissimo con parole a me ignote e invitandomi a cercarne il significato sul vocabolario. Lui a farmi avvicinare alla radio, alla registrazione audio, agli impianti hi-fi e alla fotografia. Lui a trasmettermi quell’interesse che tuttora coltivo per la fantascienza e lui ad acquistarmi il numero 1 de “L’Uomo Ragno” dell’Editoriale Corno che, a dieci anni, avevo notato in edicola, accendendo così la mia passione per la Marvel. Lui, soprattutto, a comprarmi i primi dischi che sceglievo da ragazzino nelle nostre passeggiate in centro ogni sabato pomeriggio e a girarmi i soldi per prenderne altri ancora, di nascosto dai miei pur amatissimi genitori per i quali la musica avrebbe dovuto rimanere un hobby e non diventare una professione. Lui a portarmi per la prima volta negli Stati Uniti. Lui a sostenere economicamente in buona parte la nascita di “Velvet”. Lui ad appoggiarmi in tutto, “sgridandomi” con i suoi modi garbati solo quando ce n’era veramente bisogno. La sua costante presenza è stata per me cruciale, e anche se qualche volta gliel’ho detto, non credo abbia mai capito fino in fondo quanto.
Insomma, per tutte le ragioni suddette senza mio zio Elio oggi starei di sicuro facendo altro, e dato che di quello che sono diventato e quello che faccio sono nel complesso molto soddisfatto, nel giorno del suo compleanno mi sento di ringraziarlo in pubblico. Anche a rischio di metterlo a disagio, perché a lui le “luci della ribalta” – perdonate l’enfasi – non sono mai piaciute. Auguri, zio.

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Categorie: memorie | 5 commenti

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5 pensieri su “Mio zio, che mi ha reso… me

  1. Antal

    Come si dice in inglese è giusto “to pay our dues”. Buon compleanno a tuo zio

  2. Anonimo

    Tanti auguri anche da parte mia. Anche io avevo uno zio super che purtroppo non c’è più da 3 anni. A me ha fatto scoprire la bellezza del pugilato.
    Simone

  3. Tanti tanti auguri!

    Falli anche da parte mia! Ho inteso tutto….

  4. giorgio moioli

    Hai avuto una bella idea, Federico. I fatti che descrivi sono sicuramente più che sufficienti per procurare a tuo zio Elio l’ “onore” di essere festeggiato dalla nostra tribù. Se poi dici che lui è stato basilare fautore della (seppur breve) stagione di Velvet, allora arrivo quasi al punto di commuovermi.
    Io non conosco personalmente tuo zio e, per la verità, nemmeno te (anche se, avendo cominciato a leggere il Mucchio da quel primo numero con Neil Young in copertina e avendo continuato con tutti i periodici, i libri e i siti possibili e immaginabili, non mi sento affatto di considerarti un estraneo…….) ma mi unisco con grande piacere all’augurio di buon compleanno, aggiungendo le congratulazioni per quella che mi pare essere stata una vita intensa e ricca di bei contenuti.

  5. Gian Luigi Bona

    Tanti carissimi auguri anche da parte mia. I miei nonni hanno fatto cose simili nei miei confronti e la loro mancanza mi pesa ogni giorno. È fondamentale avere qualcuno che ci aiuta a crescere e sopratutto a esprimere noi stessi in tutti i momenti della vita ma sopratutto quando si è giovani. Il bene che si fa, l’amore che si dona in qualche modo migliora tutta l’umanità anche se poco per volta.
    Un abbraccio a tuo zio e ancora tanti carissimi auguri.

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