1983: la mia playlist

L’annata 1983 fu davvero pazzesca e per cercare di renderle giustizia pubblicai sul Mucchio una playlist di addirittura ventiquattro album solo di cosiddetto nuovo rock, per di più integrata con un’ulteriore listina di esclusi suddivisi per genere. Rileggendola mi sono però accorto della presenza di cinque titoli “inadatti”, diciamo così, in quanto di breve durata (EP o mini e non album veri e propri) e/o assemblati con materiale live/di archivio; ho così cassato – soffrendo un po’ – gli “intrusi” (Avengers, Cramps, Gun Club, Last e Soft Verdict) e li ho sostituiti con altrettanti LP stilisticamente affini recuperati dalle “riserve”, ottenendo alla fine questo schieramento.
Bad Brains – Rock For Light
Bauhaus – Burning From The Inside
Cabaret Voltaire – The Crackdown
Clock DVA – Advantage
Flesh Eaters – A Hard Road To Follow
Fleshtones – Hexbreaker!
45 Grave – Sleep In Safety
Green On Red – Gravity Talks
Bruce Joyner – Way Down South
Neats – Neats
R.E.M. – Murmur
Sex Gang Children – Song And Legend
Shockabilly – Heart vs Shockabilly
Slickee Boys – Cybernetic Dreams Of Pi
Social Distortion – Mommy’s Little Monster
Soft Cell – The Art Of Falling Apart
Sonic Youth – Confusion Is Sex
Spear Of Destiny – Grapes Of Wrath
The Stranglers – Feline
U2 – War
Alan Vega – Saturn Strip
Violent Femmes – Violent Femmes
X – More Fun In The New World
XTC – Mummer

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1982
1984
1985
1986
1987
1988
1990
1991
1995
1996
1997
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Categorie: playlist | 11 commenti

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11 pensieri su “1983: la mia playlist

  1. Christian Princeps

    Per quanto riguarda la scelta del disco metal ovviamente mi riferivo alle considerazioni di Orgio.

  2. Christian Princeps

    Un piccolo sguardo agli States.I debutti neopsichedelici dei Three ‘o clock e dei Rain Parade, proprio del 1983, sono veramente molto carini.
    Come disco metal, più che “Kill’em all” dei Metallica, importante più da un punto di vista storico che qualitativo, inserirei “Melissa” dei Mercyful fate.

  3. Ale

    Che meraviglia… mi permetto di aggiungere “fuori tempo massimo”:
    Echo & the Bunnymen – Porcupine
    Alien Sex Fiend – Who’s been sleeping in my brain

    Quando parli di titoli “inadatti” tra questi c’è The Southern Death Cult?

  4. Mi permetto un’uscita sincera, sperando di non offenderti, perché non ve n’è, né ve n’è mai stata, l’intenzione:
    leggere questa playlist mi conferma che ciò che scrivi su hard & heavy, e in particolare sui Metallica, non è attendibile.
    Grazie anche per questa playlist, interessante e da cui si capisce, una volta di più, che già allora avevi grande intuito professionale. Con immutata stima.

    • Il problema è l’assenza di “Kill’ em All”? Mi pare proprio di averlo scoperto in tempo reale, ma comunque per la playlist di quell’anno (come per quelle di quasi tutti gli anni) attingevo tra i generi dei quali scrivevo sul Mucchio. E sul Mucchio di metal non scrivevo.
      Se invece non ha capito nulla, spiegamelo! 😀

      • Sostanzialmente sì (anche se nell’83 sono usciti altri album storici del genere). Ma, appunto, il fatto che il Mucchio fosse di area antitetica al genere ha fatto sì che i suoi autori, te compreso, si siano specializzati in generi, giustappunto, antitetici. E infatti la playlist (ottima, ribadisco) rispecchia quell’appartenenza musicale (si può dire socio-musicale?) antitetica. Con ogni conseguente valutazione di attendibilità dell’opinione su artisti attinenti a generi musicali “fuori dal Mucchio”.
        Ma non mi azzarderei mai a dire che non hai capito nulla; spero sia stato e sia chiaro.

      • Ma no, non funziona così… almeno, non per me. Per dire, mi ritengo piuttosto esperto di canzone d’autore italiana, che ho sempre ascoltato, eppure sul Mucchio per tutti gli anni ’80 ne ho recensita pochissima, e solo di gente che in qualche vaghissimo modo poteva avere attinenza con il rock e/o la new wave (il primo Ruggeri, il primo Vasco Rossi, Battiato). Idem per tanto “classic rock” che seguivo attentamente (Dylan, Young, Rolling Stones eccetera), ma del quale non scrivevo mai. Nel 1981, nello spazio curato da me sul Mucchio, avevo inserito pure una rubrica di heavy metal e dintorni (affidata a un esperto), e facevo in modo di ascoltare tutto quello che ci veniva recensito. Insomma, volevo solo dire che consacrarsi professionalmente a un macrogenere non implica per forza il disinteresse per gli altri settori dei quali non ci si occupa.

      • Sono certo che quanto affermi in conclusione sia esatto e, probabilmente, la norma, giacché in ogni campo lavorativo solo ai più fortunati è dato di occuparsi esclusivamente di ciò che interessa. Tuttavia, ciò conferma quanto scrivevo sopra, ossia che ogni giudizio sui generi non di area Mucchio (e dunque principalmente a hard rock e heavy metal, ma anche a svariato rock “classico” e al prog) non è attendibile con la “fede privilegiata”, per così dire, che ci si può attendere da chi del giudizio musicale ha fatto una professione. Sarebbe come chiedere un parere oculistico ad un ortopedico.
        Quindi, per restare in metafora, mi permetto di considerarti un buono, a tratti ottimo, oculista, ma di chiedere pareri ortopedici a chi si è specializzato in ortopedia 🙂
        Grazie delle risposte chiarificatrici, che dimostrano ulteriormente la serietà del tuo modus operandi.

  5. Anonimo

    In effetti una quantità di bei dischi impressionante.
    Solo Guglielmi però può avere gli attributi per piazzare gli Shockabilly di E. Chadbourne tra i dischi migliori, non perché non se lo meritassero ma perché erano veramente ostici ma divertenti assai.

    • Non credo di essermi mai posto realmente il problema che certe scelte potevano essere esagerate: ho sempre inserito nelle playlist quello che mi andava di inserirci, e loro mi piacevano assai. Ne ho sempre scritto in termini molto positivi.

  6. Ugo Malachin - rawkin' dog

    se dovessi fare una playlist dei dischi che considero immortali inserirei sicuramente questi 6 albums:
    Green On Red – Gravity Talks
    Bruce Joyner – Way Down South
    Neats – Neats
    R.E.M. – Murmur
    Slickee Boys – Cybernetic Dreams Of Pi
    Social Distortion – Mommy’s Little Monster (fuori classifica – tutti i superlativi non bastano)
    ma anche gli altri!!! Veramente un’annata d’oro
    W gli 80’s

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