1988: la mia playlist

Questa del 1988 fu una delle (purtroppo pochissime) mie playlist apparse su “Velvet”, mensile dalla vita piuttosto travagliata della quale sono stato anche (co)editore. È una storia interessante che dovrei decidermi a raccontare nel dettaglio, prima che gli anni trascorsi alterino o cancellino i ricordi, e prima o poi lo farò. Intanto, ecco i dodici titoli faticosamente selezionati tre decenni fa, che come sempre rispecchiavano i miei ascolti reali; insomma, senza forzature volte a dare di sé l’immagine di giornalista “cool” (quanti ce n’erano, quanti ce ne sono ancora) o di esperto “obiettivo”. L’assenza di Green dei R.E.M., comunque, rimane per me un mistero, specie considerando che sulla band, in contemporanea all’uscita del disco, avevo pure scritto un lungo articolo, e che nella recensione di “AudioReview” gli avevo assegnato un 9, lo stesso voto da me dato a Daydream Nation e Ultramega OK (trattati nella stessa pagina, non so se mi spiego: significa che questi tre capolavori sono usciti praticamente assieme).
Nick Cave And The Bad Seeds – Tender Prey
Tracy Chapman – Tracy Chapman
Crazyhead – Desert Orchid
Dog Soldier – Name Your Poison
Feelies – Only Life
Jane’s Addiction – Nothing’s Shocking
Social Distortion – Prison Bound
Sonic Youth – Daydream Nation
Soundgarden – Ultramega OK
Steeplejack – Pow Wow
U2 – Rattle And Hum
Waterboys – Fisherman’s Blues

Le altre playlist annuali presenti ne “L’ultima Thule”:
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1980
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Categorie: playlist | 16 commenti

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16 pensieri su “1988: la mia playlist

  1. Anonimo

    La prima volta che ho riletto qua la tua playlist non ci ho fatto caso poi ripensandoci…. MA MANCA SURFER ROSA DEI PIXIES!!!!! Aspetto commenti….

    • Eh, lo so. All’epoca non mi capito di scriverne, e probabilmente in sede di stesura di playlist non ci avrò pensato, o avrò preferito privilegiare dischi dei quali avevo scritto, o magari – non posso ricordarlo – avendolo ascoltato meno perché non ne dovevo scrivere, non l’ho preso in considerazione.

  2. Ugo Malachin - rawkin' dog

    sorry Extra non l’ho mai letto, ma suppongo sia uscito quando ormai mi mancava il tempo per leggere ::-(

  3. Ugo Malachin - rawkin' dog

    Velvet era veramente la rivista migliore e @Gian Luigi Bona ha elogiato un mio pallino. Domani o sabato metto Pow Wow sul blog, non credo che gli artisti ne avranno a male, sperando di indurre qualcun altro all’acquisto di Dream Market Radio, magari in vinile, una traccia in meno, ma per le mie orecchie canine il formato LP è più rilassante 🙂

  4. Anonimo

    Velvet è stata la miglior rivista musicale di sempre, sarà un piacere leggere qualcosa scritta da te Federico… ciao R.

  5. Mauro

    Beh, in quegli anni, gli ottanta, assurdamente bistrattati ancora oggi, stilare un best of the year di appena dodici titoli che fosse un minimo esaustivo era praticamente impossibile. In quell’anno, tanto per dire, oltre a quelli che tu inseristi nella tua lista uscirono Our Beloved Revolutionary Sweetheart dei Camper Van Beethoven, The Trinity Session dei Cowboy Junkies, Dancing to Restore an Eclipsed Moon dei Red Temple Spirits, Copperhead Road di Steve Earle, Divine Rites dei New Christs, Sour Mash dei Beasts of Bourbon, In the Spanish Cave dei Thin White Rope, e qui mi fermo se no ne cito un’altra trentina. Quanto a Velvet, che dire, semplicemente la miglior rivista musicale di sempre.

    • DaDa

      Troppo bistrattati gli ottanta diciamolo … io sono molto legato alla prima metà, ma rileggendo questa playlist i capolavori non mancavano anche nella seconda. Il podio a Nick Cave, Jane’s Addiction e Thin White Rope, ma di poco sugli altri da voi citati.

      • Il problema della cattiva reputazione degli anni ’80 sta nella qualità di molta della musica emersa a livello di massa. Il rock underground o comunque non di massa ha offerto cose favolose.

    • Caro Mauro, per alcune considerazioni ti rimando a quanto ho apena risposto a DaDa e “Anonimo”. Per il resto… sì, hai citato un altro tot di dischi della madonna.

  6. Luca Paisiello

    Che bell’annata quella del 1988, i Jane’s, i SY, gli U2, i Soundgarden, i Metallica, i Poison, Dalla-Morandi, Live in Suicide dei GNR, il Keeper II degli Helloween, la Pianta del Te’ di Fossati, l’esordio dei Ritmo Tribale con Bocca Chiusa e degli Afterhours allora in inglese… Vado a recuperare i Dog Soldier, da un primo ascolto sul Tubo sembrano piacevoli

  7. Gian Luigi Bona

    Mamma mia quanto sono bravi gli Steeplejack !!! Dream Market Radio del 2014 è un altro capolavoro

  8. Anonimo

    In effetti non mi dispiacerebbe leggere qualcosa riguardo quella rivista che acquistai dal primo numero e che conservo (ma conservo anche il mucchio e qualche altra rivista concorrente…) gelosamente. Mi piaceva ed era gradevole la lettura. Peccato che l’esperienza si chiuse un po’ in sordina, almeno per quanto riguarda il lato lettore.

    • È stata una storia a suo modo esemplare. Anche di presunzione (mia, soprattutto), di fiducia malriposta, di alcune profonde amicizie e di umane miserie. Prima o poi la racconterò nel dettaglio, lo dovrò fare per forza.

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