Vox Pop (non l’etichetta)

Come da titolo, il tema qui affrontato non è la storica etichetta milanese degli anni ’90, quella di Afterhours, Africa Unite, Ritmo Tribale e Prozac + (tra gli altri), bensì una oscurissima band californiana dei primi anni ’80 della quale ho avuto il privilegio di recensire in tempo reale i soli due dischi (un singolo e un EP) oltre a un album postumo che in seguito ho poi scoperto essere un (mezzo?) bootleg, ma chissenefrega. Questo è quanto, nel prossimo futuro ribatterò con i loro “gemelli” 45 Grave.

Cab Driver
(Bad Trip)
Esordio per i Vox Pop, i componenti dei quali dividono la propria attività con un’altra band (presente nella compilation Darker Scratcher) chiamata 45 Grave. Il suono dei primi si distacca però nettamente da quello dei secondi, almeno a giudicare dai brani finora editi su disco; non più sonorità strane, con ritmo cantilenante e voci nasali, ma una musica compatta e violenta, dotata però di indiscussa originalità e di trovate molto interessanti. C’è chi vi ha trovato qualcosa di Blue Cheer, Velvet Underground, Faust e Black Sabbath e in effetti i paragoni possono essere calzanti per due brani perversi e cupi come Cab Driver e Just Like Your Mom, che fanno di questo singolo una delle più piacevoli sorprese, californiane e non, degli ultimi tempi.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.38 del febbraio 1981

The Band The Myth The Volume
(Mystic)
Secondo vinile per i Vox Pop, una delle principali band di culto californiane, nelle cui fila militano personaggi cone Don Bolles (ex Germs), Dinah Cancer e Paul B. Cutler (entrambi anche nei 45 Grave). A seguire l’eccellente singolo Cab Driver, in questo 12”EP il gruppo offre un altro saggio delle sue capacità di destreggiarsi fra sonorità malate e perverse, avvolte in atmosfere abrasive e intrise di paranoia. Piuttosto che cimentarsi con l’hardcore punk più sfrenato come la maggior parte dei colleghi dell’area di Los Angeles, qui i Vox Pop preferiscono proporre tre canzoni lunghe, lente e tenebrose, dotate di enorme forza di impatto a livello emotivo e non di brutalità e immediatezza fisica. Buon disco, anche se nel complesso inferiore al precedente 45 giri.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.54 del luglio/agosto 1982

More Drugs Than Elvis
(Very Bad Trip)
Se la vostra attenzione di appassionati si è rivolta alla scena californiana di quindici e più anni orsono, dovreste aver conosciuto i Vox Pop: magari non direttamente, vista la cronica irreperibilità dei loro dischi (il singolo Cab Driver e il 12”EP The Band, The Myth, The Volume, più varie partecipazioni a raccolte), ma almeno per sentito dire; ben quattro dei sei musicisti che facevano parte dell’ensemble di Los Angeles vantano infatti una certa fama a livello non solo underground: Don Bolles per il suo passato in Germs e Consumers, Paul B. Cutler come chitarrista di 45 Grave e Dream Syndicate, Dinah Cancer per il suo ruolo di frontwoman negli stessi 45 Grave e Jeff Dahl in virtù delle sue infinite esperienze stabili e collaborazioni estemporanee come solista e in seno a svariate band (una su tutte, Angry Samoans).
Giunge dunque quantomai gradita la pubblicazione a 33 giri di queste vecchissime session radiofoniche (KPFK, 1980) che mostrano il gruppo nella prima fase della sua attività: undici episodi in massima parte inediti – ci sono comunque Cab Driver e Just Like Your Mom, entrambi nel 45 giri di debutto, e Production, uno dei tre titoli dell’EP – dove l’indole sovversiva dei Vox Pop è sviluppata come da copione in un sound crudo e spigoloso che fonde rabbia e immediatezza punk con allucinate velleità sperimentali e scampoli di tradizione (non a caso nella scaletta è compresa una perfida Heroin di Lou Reed/Velvet Underground. Un suono, insomma, decisamente rivoluzionario per l’epoca in cui è stato concepito, che giustifica l’epigrafe “there is no Sonic Youth, there is only Vox Pop” apposta sul retrocopertina; e che merita senza dubbio almeno un accurato ascolto, se non altro per gratificare questi sfortunati precursori con un minimo di meritatissima gloria postuma.
Tratto da Bassa Fedeltà n.1 del maggio/giugno 1997

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: