Punk! (dieci anni dopo)


Sono passati esattamente dieci anni dall’uscita di “Punk!”, che – senza nulla voler togliere ai numerosi altri – è il mio “libro della vita”. Tuttora in catalogo, è un volume di grande formato (21,5×28) di 266 pagine in carta pesante, con tanto testo e tante foto, venduto ad appena 24,50 € (di listino) grazie alla lodevole politica commerciale della Giunti. È un libro dal taglio unico, per l’Italia e (a quanto mi risulta) per il resto del mondo: non perché si concentra solo sul primo punk, quello dei ’70, ma perché prende in esame la nascita, lo sviluppo e le produzioni discografiche delle varie scene locali, non limitandosi ai soliti nomi arcinoti ma citando tutti coloro che all’epoca incisero almeno un 45 giri. La trattazione è suddivisa in diciotto capitoli abbastanza omogenei per lunghezza, dedicati nell’ordine a New York, Londra, Manchester, Scozia e Irlanda, L’altra Inghilterra, Boston, Los Angeles, San Francisco, Ohio, Detroit, Texas, L’altra America, Canada, Australia e Nuova Zelanda, Francia, Scandinavia, L’altra Europa e Italia. Ne vado molto più che orgoglioso e sono molto contento che in questi dieci anni sia entrato in parecchie migliaia di case, divenendo una pubblicazione “di riferimento” per ogni interessato alla materia. Ci lavorai per circa tre anni rubando ogni ritaglio di tempo all’ordinaria amministrazione, e ricordo come di frequente consultassi la Rete per rassicurarmi che nessuno, più all’estero che qui, avesse approntato un’opera simile, cosa che mi avrebbe poi qualificato come “copione”. Non è andata così e “Punk!” è rimasto one of a kind; e, come volevo, sempre attuale, perché la storia del primo punk è quella e non potrà certo essere cambiata, benché in questi dieci anni sul mercato siano apparse molte ristampe estese e lavori confezionati con materiali d’archivio anche inediti.

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Categorie: presentazioni | Tag: | 17 commenti

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17 pensieri su “Punk! (dieci anni dopo)

  1. backstreet70

    Mentre i due succitati libri non si trovano (solo hardcore a più di 40 euro) vedo su Amazon (sempre giunti come casa editrice) a tua firma “Punk e hardcore” di cosa si tratta? Una unione tra i due testi?

    • “Punk e hardcore” è il libro del 1999. Dopo dieci anni si pensò di ristamparlo, ma si decise di dividerlo in due – che poi era la mia idea originale – mettendo in uno il punk e nell’altro l’hardcore, ovviamente aggiornando le schede che già c’erano e aggiungendone un tot di nuove.

      • backstreet70

        Ma sono gli altri due volumi insieme?

      • Forse mi sono spiegato male, ci riprovo.
        “Punk & Hardcore” è uscito nel 1999.
        “Punk” e “Hardcore” sono usciti nel 2009.
        Tutto il materiale presente in “Punk & Hardcore” è stato diviso in due e inserito circa metà in “Punk” e circa metà in “Hardcore”. Chiaramente, sia in “Punk” che in “Hardcore” è stato aggiunto materiale nuovo: aggiornamenti al 2009 delle vecchie schede e un bel po’ di schede completamente nuove, non inserite nel primo libro del 1999 per ragioni di spazio.
        A livello di quantità, il materiale contenuto in “Punk” (del 2009) più “Hardcore” (sempre del 2009) è esattamente il doppio di quello contenuto in “Punk & Hardcore” (del 1999).

  2. backstreet70

    Ma i volumi della Giunti Hardcore e Punk saranno mai ristampati?

  3. Anonimo

    Sarebbe piaciuto anche a Malcom Owen, che tuttavia si sarebbe anche domandato il motivo della sua esclusione.

    • Sarebbe stata una domanda legittima. Allora… un libro così complesso doveva per forza essere gestito, per decidere cosa inserire a cosa lasciar fuori, secondo criteri “scientifici”. Uno era considerare solo le “prime generazioni” punk di ogni scena, fissando l’anno dell’esordio su disco come “indicatore” della generazione di appartenenza. Per la fondamentale londinese, la regola è stata “si inserisce solo chi ha esordito su disco prima del 1979, meglio se già in circolazione nel ’77”. Quindi, i Ruts o anche i Crass – peraltro attivi da ben prima di debuttare su vinile – sono stati a malincuore esclusi. Anche se di recente qualcuno afferma che il primo 45 giri dei Ruts, “In A Rut”, sia uscito alla fine del 1978, dieci anni fa tutte le mie numerosissime fonti parlavano di gennaio 1979. Inserire i Ruts – nati nel 1978 – sarebbe stata una forzatura per varie ragioni e, soprattutto, sarei stato costretto a trattare moltissime altre band che hanno esordito nel 1979, anche se sicuramente di seconda generazione, venendo così meno al principio-base del libro: occuparsi solo delle “prime generazioni” punk. È stata una scelta inevitabile: dolorosa, ma coerente con il progetto.

  4. backstreet70

    Mai letto.
    Ora provvedo.
    Mi perdoni?

    • Ahahahah, ma figurati! Mica è obbligatorio.

      • backstreet70

        Arrivato ieri ma lo leggerò dopo Natale perchè finisce sotto l’albero (per ragioni spirituali mie da ora sino a Natale le cose che mi compro finiscono sotto l’albero).

  5. È forse la migliore guida ad un genere musicale musicale mai uscita in lingua italiana. E, come tale, è giusto celebrarne un compleanno importante. Complimenti Federico!

  6. Massimo Parravicini

    Ognuno dei diciotto capitoli contiene una short-list “Non si può fare a meno di ascoltare” che è un’ottima guida.
    Faccio fatica a trovare i tuoi Atlanti Giunti Punk e Hardcore (ho quello due in uno del 1999). E’ prevista una ristampa?

    • Sul sito Giunti sono entrambi disponibili!

      • backstreet70

        Passando dalla foto a fianco mi dice per entrambi “al momento non disponibile”.
        Su Amazon ho trovato un Hardcore a 40 euri o giù di lì.

      • Porca miseria! Allora sono davvero esauriti. Il problema è che le eventuali ristampe, sempre che la Giunti fosse disposta a farle, andrebbero aggiornate, e devo candidamente ammettere di non seguire più come un tempo quei settori… non tanto le band storiche, quanto quelle nuove.

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