Ralph McTell

Più passa il tempo, e più mi convinco che il formato CD sia perfetto per operazioni antologiche come questa, dedicata a un maestro assoluto del british folk. Quattro album storici (e splendidi) in due compact, libretto informativo, prezzo più che invitante, suono limpido e privo di tutti i crepitii e i disturbi da usura che purtroppo flagellano i vinili, specie quando la musica è pacata e rarefatta.

All Things Change
(Cherry Tree)
Detto che la qualità degli oltre venti album di studio da lui messi in fila in mezzo secolo di uscite discografiche scende di rado sotto il “buono”, i numerosi cultori del british folk “moderno” – quello affacciatosi alla ribalta nei Sixties e più o meno vicino all’universo rock – sono pressoché concordi nel collocare al vertice della produzione di Ralph McTell, che del genere è uno dei padri, i quattro usciti fra il 1968 e il 1970 per l’etichetta-culto Transatlantic: Eight Frames A Second, Spiral Staircase, My Side Of Your Window e quell’ancor più notevole Revisited assemblato solo con reincisioni o remix di brani in origine pubblicati nei tre precedenti. Cosa buona e giusta, insomma, aver raccolto in questo doppio CD il materiale di cui sopra, con in più un pezzo tratto da un 45 giri, due outtake dalle session del LP d’esordio e un libretto con informazioni dettagliate e fotografie.
Le cinquantuno tracce di All Things Change, in massima parte autografe, sono dunque una sorta di Bibbia di quel songwriting chitarristico figlio delle tradizioni delle isole britanniche, con saltuarie deviazioni verso blues e country e qualche tocco jazzy, che in tantissimi avrebbero preso come base di partenza per elaborare il proprio stile. Dominano le ballad all’insegna della delicatezza e dell’intensità, tutte pregevolissime nella scrittura, negli arrangiamenti sobri ma raffinati, nel canto soft e sempre evocativo. La più nota è senza dubbio Streets Of London, riproposta da centinaia di altri artisti, ma dove si pesca si pesca bene; anche tra le poche cover, fra le quali Kind Hearted Woman Blues (Robert Johnson), una Morning Dew alla Fred Neil, il classico Hesitation Blues e un’altrimenti inedita Suzanne di Leonard Cohen. Nulla di meglio di questi suoi primi, magnifici passi per accostarsi a un vero maestro del “folk d’autore” anglosassone.
Tratto da AudioReview n.387 del maggio 2017

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Categorie: recensioni | Tag: | 1 commento

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Un pensiero su “Ralph McTell

  1. sono molto felice di questo articolo Federico perche’ mi da la possibilita’ di scoprire meglio questo artista forse sottovalutato ?
    ”Streets Of London mi da sempre i brividi ogni volta ,ascoltata in tutte le salse questa canzone, anche una versione orribile dance che ascoltai tempo fa su una radio tedesca se non ricordo male….merita l’approfondimento questo artista bye

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