Neil Young – Freedom

Digito “Neil Young” nella casella di ricerca del blog e saltano fuori le recensioni di due album (Le Noise del 2010 e The Monsanto Years del 2015), più una breve presentazione del videoclip di Rockin’ In The Free World. Un po’ poco, no? Ecco allora cosa scrissi nel lontano 1989 di uno dei dischi del loner che preferisco, proprio quello di Rockin’ In The Free World. Certo, accorgermi che lo trattavo fondamentalmente “da vecchio” quando aveva quarantatré anni, mentre oggi io ne ho cinquantasette, un po’ stranisce.

Freedom
(Reprise)
Freedom. Un titolo davvero perfetto per l’ennesima fatica di un musicista – e soprattutto un Uomo – che della libertà di pensiero, di scelta e di espressione ha sempre fatto la sua bandiera, anche a costo di cocenti delusioni (e, artisticamente parlando, di clamorosi tonfi). Ed è rilevante che, in quest’epoca di interrogativi sui reali significati del rock, l’album si apra con una scarna (chitarra acustica, armonica e voce) Rockin’ In The Free World, registrata dal vivo; e che allo stesso brano, stavolta in una concitata versione elettrica con la band – alla maniera di Rust Never Sleeps – sia affidato il compito di chiuderlo, lasciando cosi echeggiare nella memoria il crudo e struggente grido di denuncia di un mondo malato e di un’America piena di contraddizioni.
Basterebbe solo Rockin In The Free World a giustificare l’acquisto di Freedom, certo il disco più ispirato e ricco di passione del “loner“ canadese da un bel po’ di anni a questa parte. Ma c’è dell’altro: alcune splendide ballate (su tutte, la spagnoleggiante Eldorado e la pianistica Wrecking Ball), una schizofrenica Don’t Cry che alterna melodie soffuse e brutali dissonanze, una cover bizzarra e spigolosa di On Broadway. Tutto un caleidoscopio di suoni ed emozioni, orchestrati da una line-up essenziale (con Neil ci sono soltanto Rick Rosas al basso e Chad Cromwell alla batteria) alla quale si aggiungono in modo più o meno occasionale alcuni ospiti di rilievo (Ben Keith alla pedal steel guitar, Linda Ronstadt alla seconda voce, il versatile Frank “Poncho” Sampedro a dividersi fra tastiere, chitarra e mandolino). È un album secco e diretto, Freedom, arrangiato con estrema cura ma caratterizzato da un impatto quasi “live”; e non c’è da preoccuparsi per l’affiorare di alcune pennellate di “routine” westcoastiana, peraltro di gran classe, giacché nei quasi sessantuno minuti del 33 giri è quasi impossibile riscontrare pause o vistose cadute di pathos, nei testi – sempre intensissimi – come nelle atmosfere. Neil Young non è cambiato, come l’altrettanto affascinante Bob Dylan di Oh Mercy, ma ha semplicemente ricominciato a mostrare la parte migliore di se stesso; non è poco, specie per un quarantaquattrenne disilluso e più volte provato dalle avversità. “Long may you run”, allora, Neil. Sempre così, come un bisonte stanco ma ancora ebbro della sua libertà.
Tratto da Velvet n.14 del novembre 1989

Annunci
Categorie: Uncategorized | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: