1982: la mia playlist

Come ho avuto modo di precisare in altre occasioni, le playlist da me compilate nei primi anni della mia attività giornalistica non erano onnicomprensive, bensì concentrate solo sugli ambiti musicali dei quali – per scelta di vita, diciamo così – mi occupavo professionalmente in via quasi esclusiva; quindi, in sostanza, rock “nuovo” in ogni sua declinazione. Quella relativa al 1982, pubblcata sul n.62 (marzo 1983) del Mucchio Selvaggio, comprendeva addirittura ventiquattro titoli, come a dire “due album al mese”. Mi credete se dico che, rileggendo l’elenco, dagli occhi mi scendono le lacrime?
Rikk Agnew – All My Myself
Alley Cats – Escape From The Planet Earth
Laurie Anderson – Big Science
Bauhaus – The Sky’s Gone Out
Christian Death – Only Theatre Of Pain
Cinecyde – I Left My Heart In Detroit City
Cure – Pornography
Dream Syndicate – The Days Of Wine And Roses
Flesh Eaters – Forever Came Today
Gun Club – Miami
Lords Of The New Church – Lords Of The New Church
Meat Puppets – Meat Puppets
Names – Swimming
Pale – Blue Agents
Psychedelic Furs – Forever Now
Psychic TV – Force The Hand Of Chance
Siouxsie & The Banshees – A Kiss In The Dreamhouse
Soft Verdict – Vergessen
Theatre Of Hate – Westworld
The Thought – The Thought
Virgin Prunes – If I Die, I Die
Wall Of Voodoo – Call Of The West
X – Under The Big Black Sun
XTC – English Settlement

Le altre playlist presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1984
1986
1987
1991
1996
2000
2006
2013
2014
2015
2016

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Categorie: playlist | 11 commenti

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11 pensieri su “1982: la mia playlist

  1. Un po’ sorpreso per l’esclusione di “New gold dream” ma estasiato per l’inclusione di “Call of the west”!

  2. DaDa

    Grande annata, a cui aggiungerei Music For A New Society di John Cale ed i “leggeri” Avalon dei Roxy Music e New Gold Dream dei Simple Minds.

  3. Ugo Malachin

    Grande playlist!
    I capolavori degli anni ottanta suonano molto più freschi rispetto alla maggior parte di quelli delle decadi precedenti, certamente più inventivi e seminalì ma, con il tempo, spesso hanno perso la magia dei primi ascolti.
    Un plauso per i Cinecyde e, soprattutto, per la alla fuga dal pianeta terra, veramente parte della mia vita

  4. backstreet70

    Sugli X la recensione (cumulativa dei primi tre album) l’hai fatta.
    Solo per dire che non è evidenziata in rosso.

  5. Ho ancora quel numero del mucchio e naturalmente quasi tutti i dischi in vinile.

  6. Dalla tua playlist è evidente che la tanto bistrattata musica anni ’80, in realtà ha prodotto capolavori che adesso ci sogniamo. Dove sono i nuovi Cure, o i nuovi Wall of Voodoo?

    • DaDa

      Anche io non capisco questo accanimento contro gli anni ottanta, che dal punto di vista musicale sono stati ricchissimi. E questa playlist lo dimostra.

  7. Xav

    E quindi con te siamo in tre in Italia a conoscere ed amare i Names ?

  8. Anonimo

    È proprio vero, c’è una sequenza di lp che fa impressione. I Cure, Gun Club, Wov, psychedelic furs, siouxie faccio fatica a pensare a quale sono più legato. Sarà perché avevo 16 anni?

  9. Luca Paisiello

    Certi album mettono i brividi ancora adesso, tutta roba scoperta un lustro e più dopo.

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