Cheetah Chrome Motherfuckers

I CCM, da Pisa, sono stati una delle più grandi band punk italiane degli anni ’80, come provato da una discografia purtroppo non molto nutrita della quale ho avuto il piacere di scrivere in tempo reale con le sole eccezione del 7”EP d’esordio 400 Fascists del 1981, raro già all’epoca (giuro, non riuscii a procurarmene una copia, se non con notevole ritardo), e dell’epitaffio Live In So.36 del 1987 inciso in concerto a Berlino (al posto della recensione feci però pubblicare un’intervista, non mia e quindi non recuperabile in questa sede). L’intera produzione ufficiale del gruppo, meno il live ma con una mezza dozzina di tracce bonus, è stata ora raccolta in un doppio CD o LP confezionato dalla Area Pirata, corredato di note, foto, testi e memorabilia; si intitola The Furious Era 1979-1987 e… insomma, che ve lo dico a fare?

Permanent Scare
(GDHC)
Sebbene sia in circolazione già da qualche mese, vale lo stesso la pena di soffermarsi su questa cassetta volenterosamente assemblata, 50% ciascuno, dai fiorentini I Refuse It! e dai pisani Cheetah Chrome Motherfuckers. Il nastro costituisce, è bene sottolinearlo, uno dei più validi prodotti punk finora diffusi sul mercato italiano: gli I Refuse It sconvolgono con il loro hardcore “sperimentale” alla Meat Puppets, mentre i Cheetah Chrome Motherfuckers appassionano con un hardcore punk valorizzato da qualche influenza metal e da un canto vagamente alla Darby Crash. Un tape a mio parere eccezionale, che chiunque si definisca amante del punk dovrebbe acquistare immediatamente e, di riflesso, amare alla follia.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.72 del gennaio 1984

Furious Party
(Belfagor)
Sostenuta idealmente dalla agguerrite torme del Granducato Hardcore, e probabilmente destinata a diventare la label-guida della scena punk nostrana, uma nuova etichetta indipendente si affaccia sul mercato: il suo nome è Belfagor Records, il suo biglietto da visita tre 7” di altrettante formazioni italiane, Cheetah Chrome Mutherfuckers, Putrid Fever e Chain Reaction. Il numero uno del catalogo è per i pisani CCM, band storica del punk autoctono (il loro primo singolo è del 1981), con Furious Party. Il gruppo sembra essersi allontanato dal suo violentissimo sound alla Germs a favore di sonorità diverse, più vicine all’hardcore nel primo lato e più lente e perverse nel secondo. Si tratta, comunque, di un disco piuttosto riuscito, nel quale i ragazzi hanno coraggiosamente battuto strade relativamente orvginali invece di dedicarsi a sonorità stereotipate e banali.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.89 del giugno 1985

Into The Void
(Belfagor)
I CCM, alias Cheetah Chrome Motherfuckers, sono una delle più note e titolate band punk nostrane, e probabilmente la più longeva fra quelle oggi in circolazione. Della loro line-up ha fatto parte per molto tempo Dome La Muerte, il chitarrista dei Not Moving, e la loro lunga attività – che, purtroppo, si è concretizzata in ben poche apparizioni su vinile – è stata sempre contrassegnata dalla volontà di superare gli angusti confini del punk e dell’hardcore convenzionali per dar vita a un rock violento e perverso, con frequenti puntate nel caos “costruttivo”. Quanto detto emerge prepotentemente dai solchi di Into The Void, 33 giri registrato negli Stati Uniti con la collaborazione alla console di Paul Mahern degli Zero Boys, stimato ensemble americano analogo ai CCM per inclinazioni musicali; un sound sporco malato e rabbioso, per il quale il termine punk appare quantomai limitativo. Indigesto per gli ascoltatori convenzionali, consigliato agli amanti del furore e dell’oltraggio.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.117 dell’ottobre 1987

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: , | 1 commento

Navigazione articolo

Un pensiero su “Cheetah Chrome Motherfuckers

  1. Luca Paisiello

    Nei CCM ha suonato Sandro Favilli, ora titolare di Prom-O-Rama, gran persona con un importante “bagaglio” professionale, tra l’altro lui ha lavorato con Appino, Molthenim i Fast Animals ed altri, chapeau. Mi ha raccontato un po’ di quel periodo e di quando era negli I Refuse It! Un pezzo di storia del punk nostrano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: