1987: la mia playlist

A due mesi abbondanti dall’ultima volta, torno a proporre una mia vecchia playlist annuale. “Vecchia” nel senso di “pubblicata in tempo reale su qualche rivista” e non “compilata adesso con il senno di poi”. Questa del 1987, che apparve sul Mucchio, è semplice, “secca”: i dieci album che trent’anni fa mi piacquero (e che ascoltai) di più.
playlist-1987-cop
Band Of Outsiders – Acts Of Faith
Bevis Frond – Inner Marshland
Breathless – Three Times And Waving
City Kids – The Orphans Parade
Hoodoo Gurus – Blow Your Cool
Hüsker Dü – Warehouse: Songs And Stories
Jesus And Mary Chain – Darklands
Lizard Train – Slippery
Paul Roland – Danse Macabre
Sisters Of Mercy – Floodland

Le altre playlist presenti ne “L’ultima Thule”:
1979
1980
1984
1986
1996
2006
2014
2015
2016

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Categorie: playlist | 7 commenti

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7 pensieri su “1987: la mia playlist

  1. Ugo Malachin

    Ciao Federico, veramente dieci meravigliosi vinili che possiedo con orgoglio, dei quali ho fatto anche il rip per il mio IPod! Se dovessi scegliere oggi quelli che preferisco (domani magari la scelta sarebbe diversa data l’altissima qualità di tutti gli albums) direi Lizard Train – Slippery, Band Of Outsiders – Acts Of Faith e City Kids – The Orphans Parade prodotti da Alan Thorne e dal “nostro” caro amico Rob Younger, sicuramente quello del lotto che ho ascoltato di più in questi 30 (sic) anni, lirico ed avvolgente come pochi. Mi permetto di aggiungere un undicesimo titolo, Sea Hunt dei Plan 9 (che sono il mio “PALLINO”) e di chiederti se, con il senno di poi …, li avresti inclusi con Dealing With The Dead nella tua playlist del 1984 e Keep Your Coll And Read The Rules l’anno successivo. Ugo

    • No, non credo che li avrei inseriti… alla fine sono sempre stato uno di quelli che si appassionano delle cose “nuove”, e tranne rarissimi casi mi veniva (e mi viene) naturale inserire nelle playlist artisti differenti da quelli che avevo già inserito. Non voglio dire che dopo due o tre dischi “mi stufo”, ma se un artista fa più o meno sempre le stesse cose, e magari pubblica pure un disco all’anno, è difficile che finisca sempre nelle playlist.

  2. A parte Hüsker Dü e Hoodoo Gurus, terrificante: mi fa compiacere di non esserci stato e non aver condiviso il settarismo che pare fosse un connotato irrinunciabile degli ascoltatori del tempo.
    Il disco di Paul Roland è molto bello, ma addirittura da Top 10?
    Ciao e grazie per la condivisione.

    • Erano “i miei” Top 10, i dieci album che mi avevano colpito di più a livello personale, per le ragioni più diverse, nell’ambito della musica della quale si scriveva sul Mucchio. Non ho però capito questa cosa del “settarismo”… è una lista estremamente varia, sul piano stilistico.

      • Settarismo perché denota bene una certa mentalità del tempo delle tribù musicali; per questo mi scrivevo contento di non esserci stato.
        È certamente una playlist variegata, per un ascoltatore/giornalista di area Mucchio.

  3. DaDa

    Io invece mi scopro “settario” ed apprezzo la lista. Non sono d’accordo su Floodland, a mio parere buono ma nulla più (specialmente se rapportato alle precedenti produzioni dei Sisters).

  4. Pingback: 1991: la mia playlist | L'ultima Thule

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