Action Time Vision

Riflettori puntati su un altro gran bel cofanetto della Cherry Red, questa volta dedicato alla uscite indipendenti della prima ondata punk britannica. Lo si può trovare a meno di quaranta euro, e come minimo c’è da pensarci seriamente.

aavv-action-time-vision-copChi non è particolarmente addentro alla materia ritiene che il punk originario, quello della seconda metà dei ’70, sia stato una faccenda di poche decine di band rilevanti, con il contorno di una pletora di insignificanti carneadi. Se pure la realtà fosse questa, e non lo è affatto, nelle produzioni di tali carneadi – spesso limitate qualche oscuro 45 giri – abbondano gemme di straordinario valore, inni da due o tre accordi che non hanno nulla da invidiare a canzoni ben più conosciute, e magari le superano in quanto a incisività, forza trascinante e brillantezza. Intitolato come un brano degli Alternative TV di Mark Perry (che con la sua fanzine “Sniffin’ Glue” fu il filosofo del panorama d’oltremanica) e confezionato nella tipica veste verticale a libro contenente quattro compact e sessantaquattro pagine di informazioni e foto, questo Action Time Vision marchiato Cherry Red centra l’obiettivo di documentare in modo ampio e interessante il fenomeno, evitando – forse anche per avere meno problemi di diritti – di attingere nei cataloghi delle major e scavando invece nell’underground, come da eloquente specifica riportata in copertina: “A Story Of UK Independent Punk 1976-1979”.
Niente Sex Pistols, Clash, Buzzcocks, Generation X, Jam, X-Ray Spex o Penetration, allora, ma tra le centoundici tracce si rinviene di tutto e di più. Oltre all’arcinota New Rose dei Damned, primo documento del punk britannico pubblicato nell’ottobre del 1976, sfilano pezzi tra i migliori del repertorio di gruppi comunque tutt’altro che di secondo piano quali Sham 69, Chelsea, Stiff Little Fingers, Boys, i summenzionati Alternative TV, 999, Lurkers, Eater, Menace, Drones, Members o Wire, senza dimenticare Angelic Upstarts, U.K. Subs, Cockney Rejects e Vice Squad; numerose chicche da cultori quali Fascist Dictator dei Cortinas, You Make Me Sick dei Satan’s Rats, Kicks In Style degli Users, Speed Freak dei V2, Television Screen dei Radiators From Space, Get Your Woofing Dog Off Me dei Jerks, Radio Call Sign dei Lockjaw o I Am A Dalek degli Art Attacks; curiosità che non lasciano indifferenti opera di Johnny & The Self Abusers (a breve ribattezzatisi Simple Minds), Killjoys (con il futuro Dexy’s Midnight Runners Kevin Rowland), Riff Raff (con Billy Bragg), Nipple Erectors (con Shane McGowan, poi frontman dei Pogues); alcune “finestre” sul post-punk aperte da Adam & The Ants, Fall, Tubeway Army, addirittura Joy Division e la splendida anomalia Only Ones. Per i neofiti, un’epifania straordinaria; per i più smaliziati, nonostante assenze che avranno di sicuro una buona spiegazione ma che dispiacciono (gli Adverts!), una magnifica opportunità per ripassare la lezione e regalarsi eventuali, insospettabili sorprese.
Tratto da Classic Rock n.50 del gennaio 2017

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Categorie: recensioni | Tag: | 5 commenti

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5 pensieri su “Action Time Vision

  1. backstreet70

    Letta la recensione lunedì intorno alle 10. Ordinato su amazon mezz’ora dopo. Arrivato il mattino dopo.

    Un bell’acquisto decisamente.

  2. Anonimo

    Son tre settimane che non ascolto altro.

  3. Anonimo

    Ero io che non so perché son uscito anonimo

  4. backstreet70

    ora si vede?

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