2016: la mia playlist

Molti, o almeno spero, la conosceranno già, perché lettori “Blow Up” (dove è stata pubblicata nel numero di dicembre). Le belle tradizioni, però, vanno rispettate, e quindi ecco anche qui su “L’ultima Thule”, la mia playlist annuale, con relativi link a mie recensioni sui dischi elencati. Rispetto a quella di “Blow Up”, ho però cambiato un titolo, inserendo al posto di un altro un disco ascoltato (bene) troppo tardi per finire in una lista che per una tradizione pessima – ma adottata da tutti, pure all’estero – è stata compilata a novembre. Forse sarebbe superfluo precisarlo, ma vista l’abbondanza di teste durissime in circolazione faccio presente che la playlist non ha alcuna pretesa di segnalare gli album migliori dell’anno in senso oggettivo, ma intende essere solo un riassunto dei miei ascolti più graditi; ergo, il primo che commenta “ma come, MANCA …!” può andarsene serenamente lì, in quel posto dove viene ogni giorno spedita una quantità di gente.
playlist-2016-copAfterhours – Folfiri o Folfox
Bombino – Azel
David Bowie – Blackstar
Nick Cave – Skeleton Tree
Leonard Cohen – You Want It Darker
Niccolò Fabi – Una somma di piccole cose
Ray LaMontagne – Ouroboros
Il Muro del Canto – Fiore de niente
Motta – La fine dei vent’anni
Agnes Obel – Citizen Of Glass
Iggy Pop – Post Pop Depression
Gemma Ray – The Exodus Suite
Teho Teardo-Blixa Bargeld – Nerissimo
Amerigo Verardi – Hippie Dixit
Ryley Walker – Golden Sings That Have Been Sung

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Categorie: playlist | 6 commenti

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6 pensieri su “2016: la mia playlist

  1. Giusta precisazione, infatti come faccio io, ho messi i dischi che ho preso e ascoltato e davvero mi sono piaciuti. Grazie e Buon Anno!

  2. Massimo Parravicini

    Ma come, MANCA…
    Un buon 2017 di grande musica a tutti quanti seguono questo bellissimo blog

  3. Gian Luigi Bona

    Quest’anno è stato ricco anche di opere italiane notevoli, tra queste le mie preferite sono le opere di Motta, Afterhours e Amerigo Verardi. Inoltre mi è arrivato due giorni fa il nuovo Gang (con il CD “Scarti” che ho scelto dal Crowdfunding) e sebbene sia riuscito a sentirlo male e di corsa mi sembra molto bello.
    Devo ancora ascoltare Il Muro del Canto però.

  4. A me sono piaciuti molto 8000km dei Mau Mau e l’ultimo dei 99 Posse, entrambi raccontano delle belle storie. Voi avete avuto modo di ascoltarli?

  5. Pingback: 1991: la mia playlist | L'ultima Thule

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