1980: la mia playlist

Capiamoci bene: negli anni fra il 1979 e il 1983 ho scritto in pratica solo di new wave, punk e musica nuova in genere, e poiché sul Mucchio ero pressoché l’unico a seguire queste tendenze, mentre il resto dello staff era orientato sul rock convenzionale, nelle mie playlist figuravano esclusivamente titoli della mia, diciamo così, area di competenza. Per fare un esempio relativo proprio a questo 1980, ascoltavo e amavo pure The River di Bruce Springsteen e Sandinista! dei Clash (che, essendo nel mezzo fra “classico” e “moderno”, inserii comunque nella playlist delle mie “seconde scelte”, così come Boy degli U2).
playlist-1980-copAthletico Spizz 80 – Do A Runner
Circle Jerks – Group Sex
Cramps – Songs The Lord Taught Us
Dark Day – Exterminating Angel
Dead Kennedys – Fresh Fruit For Rotting Vegetables
Devo – Freedom Of Choice
Echo & The Bunnymen – Crocodiles
Gaznevada – Sick Soundtrack
Joy Division – Closer
Killing Joke – Killing Joke
MX80 Sound – Out Of The Tunnel
Nuns  – The Nuns
Residents – Commercial Album
Snakefinger – Greener Postures
Talking Heads – Remain In Light
Tuxedomoon – Half-Mute
Urban Verbs – Urban Verbs
U.X.A. – Illusions Of Grandeur
X – Los Angeles
VV.AA. – The Decline Of Western Civilization

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Categorie: playlist | 7 commenti

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7 pensieri su “1980: la mia playlist

  1. Marco Marcuccio

    La cosa più impressionante – al di là della gustosa contestualizzazione temporale – è la qualità dell’offerta: nonostante la selezione “di nicchia”, su una ventina di album almeno 8 sono rimasti capolavori assoluti, che tutt’ora travalicano i generi e le ere.
    Sarebbe possibile oggi?

    • Max

      A quali capolavori ti riferisci?

      • DaDa

        Scusa Max, per te i dischi citati di Joy Division, X, Killing Joke e Talking Heads non lo sono ? per non parlare di Fresh Fruit for Rotting Vegetables ed Half Mute. Non mi pare roba da poco.

      • Max

        Certo che lo sono e li posseggo anche! Forse non mi ero spiegato bene 🙂
        Come lo era anche crazy rhytms dei the feelies per me anche se non compare nella lista di grandi dischi!

  2. Attilio Castellano

    Temo che tra 36 anni troveremo pochi capolavori assoluti nella playlist del 2016. Penso che il problema sia anche nel modo in cui oggi viene pensata e poi commercializzata la musica di un artista. Credo che specie i gruppi più giovani pensino più in termini di singolo che di album. Il download del singolo brano anziché dell’album finisce per condizionare anche gli artisti più affermati.

    • DaDa

      Completamente d’accordo con te per i Feelies. Credo che comunque spulciando tra le uscite del periodo si trovino veramente altre gemme preziose.

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