Teho Teardo – Blixa Bargeld

Credevo di aver già recuperato almeno uno dei miei articoli su Teho Teardo, ma mi sbagliavo; qualcosa in Rete già c’era, ma si trattava di un pezzo per Fanpage a proposito di Still Smiling, primo atto della collaborazione fra il poliedrico artista di Pordenone e il leader degli Einstürzende Neubauten. In questo caso, invece, l’argomento è il secondo album della “strana coppia”, da me fra l’altro intervistata in video – vedere qui – in occasione dell’uscita.

teardo-bargeld-copNerissimo (Spècula)
Il sodalizio fra Teho Teardo e il leader degli Einstürzende Neubauten, che tre anni fa aveva trovato per la prima volta sbocco in un intero album (Still Smiling), aveva ottime possibilità di rimanere il tipico “one shot”, se non altro per i mille impegni del nostro eclettico compositore, molto attivo a livello internazionale nel campo della musica per immagini, e del suo più famoso compagno d’avventura tedesco, fra le icone dell’avant-rock degli ultimi trentacinque anni. Per fortuna non è andata così, e dopo aver confezionato una sorta di appendice all’esordio (l’EP Spring, 2014), i due hanno voluto ritrovarsi per concepire una seconda prova più, come dire?, consapevole; non un “proviamo a collaborare per vedere cosa accade”, ma un “approfondiamo quanto sviluppato in precedenza sulla base dell’ormai acquisita certezza della bontà del nostro discorso comune”. Insomma, non proprio la stessa cosa.
Senza alcun dubbio, il risultato premia lo sforzo di volontà e il talento della “strana coppia”, tradottisi in una nuova, suggestiva rappresentazione sull’asse Berlino-Roma, giocata fra avvolgenti sonorità elettroacustico-elettroniche e testi più o meno declamati in inglese, tedesco e italiano. La new wave alla quale entrambi gli interpreti sono molto legati è un’eco tutt’altro che lontana, alla pari della musica colta e del mood da soundtrack cinematografico, e tutto confluisce in una specie di cabaret mitteleuropeo tanto surreale quanto affascinante che ha forse i suoi momenti più significativi nella title track (in due versioni), in Ich Bin Dabei, in The Beast e soprattutto in Animelle. Un Nerissimo che racchiude in sé l’intero spettro cromatico, ben riassunto da una foto di copertina nella quale è difficile capire dove si trovi il confine – sempre che esista – fra austerità e sana, salutare autoironia.
Tratto da AudioReview n.375 del maggio 2016

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