Teho Teardo – Blixa Bargeld

Credevo di aver già recuperato almeno uno dei miei articoli su Teho Teardo, ma mi sbagliavo; qualcosa in Rete già c’era, ma si trattava di un pezzo per Fanpage a proposito di Still Smiling, primo atto della collaborazione fra il poliedrico artista di Pordenone e il leader degli Einstürzende Neubauten. In questo caso, invece, l’argomento è il secondo album della “strana coppia”, da me fra l’altro intervistata in video – vedere qui – in occasione dell’uscita; ma perché non recuperare anche la recensione del primo lavoro, da AudioReview?

Still Smiling
(Spècula)
Mauro “Teho” Teardo ha avviato ufficialmente la sua carriera oltre un quarto di secolo fa, e fino agli ultimi anni ‘90 si è mosso – accanto a colleghi anche stranieri e con diverse sigle: Meathead, Here e Matera le più note – fra rock alternativo e avanguardia; nel 2000 ha poi iniziato a lavorare nell’ambito delle colonne sonore per la televisione, il teatro e il cinema, guadagnandosi la stima di vari registi (Salvatores, Chiesa, Sorrentino, Vicari, Molaioli e altri: fra gli score da lui firmati ci sono quelli per Il divo, Lavorare con lentezza, Diaz, La ragazza del lago e L’amico di famiglia) nonché di un’icona assoluta quale Ennio Morricone, che ha vergato di suo pugno una nota di presentazione nell’antologia Soundtrack Work 2004-2008. Anche Blixa Bargeld si è occupato di musiche per immagini, ma la sua grande notorietà mondiale è legata agli Einstürzende Neubauten – da lui fondati a Berlino Ovest nel 1980 – e alla sua ventennale attività di (non solo) chitarrista nei Bad Seeds di Nick Cave. Due artisti che di primo acchito possono apparire difficili da amalgamare ma che, a ben vedere, vantano molte affinità e compatibilità; e questo loro esordio assieme, concepito superando con amore e dedizione problemi geografici e di impegni professionali, lo conferma con la massima chiarezza possibile.
A dispetto di un’immagine di copertina autoironica – si pensa a Collodi ma anche al Dadaismo, il tutto ammantato di riferimenti allo spiritismo – che non conoscendo i protagonisti potrebbe magari suscitare dubbi sulla serietà del progetto, Still Smiling è un album al 100% compiuto, oltre che dotato di notevoli attrattive e di una sua singolare godibilità. La formula è giocata sulle intense suggestioni della voce bassa e morbida di Blixa, mai spinta e sempre espressiva, e di trame strumentali all’insegna della pacatezza e di una (relativa) rarefazione, nelle quali confluiscono assortite chitarre e tastiere, equilibrati arzigogoli elettronici e gli archi di Martina Bertoni (violoncello), del Balanescu Quartet e di Elena De Stabile (violino). Sono cinquantacinque minuti – alcuni in più nella stampa in doppio vinile, con tredici brani invece di dodici – che sfilano avvolgenti – benché spesso evocativi di una fascinosa inquietudine – in un incontro di scansioni ritmiche mai troppo accentuate, di un’attenzione maniacale al dettaglio, di testi che spaziano fra l’inglese, il tedesco e un’italiano curioso ma non per questo caricaturale. Mutatis mutandis, ci si trova a imbastire analogie con il Songs For ‘Drella realizzato nel lontano 1990 da John Cale e Lou Reed per rendere omaggio al loro mentore Andy Warhol, con scenari mitteleuropei al posto di quelli newyorkesi ma con lo stesso amore per certa avanguardia classicheggiante e per un gusto narrativo legato al concetto di canzone ma nient’affatto schiavo dei suoi dogmi: aspettatevi, insomma, belle melodie, ma dimenticatevi più o meno sfacciati ammiccamenti al pop. Indicativa la A Quiet Life, qui ripresa in altra versione, che tre anni lanciò la collaborazione della “strana coppia” per il soundtrack di Una vita tranquilla di Claudio Cupellini.
Collocabile da qualche parte, e non potrebbe essere altrimenti, fra le atmosfere cinematografiche (ma, forse, più teatrali) e gli Einstürzende Neubauten meno rumorosi e taglienti, Still Smiling è un disco di raro impatto estetico ed emotivo. Un ammaliante, magnetico matrimonio tra ispirazione, profondità, eleganza.
Tratto da AudioReview n.344 del giugno 2013

teardo-bargeld-copNerissimo
(Spècula)
Il sodalizio fra Teho Teardo e il leader degli Einstürzende Neubauten, che tre anni fa aveva trovato per la prima volta sbocco in un intero album (Still Smiling), aveva ottime possibilità di rimanere il tipico “one shot”, se non altro per i mille impegni del nostro eclettico compositore, molto attivo a livello internazionale nel campo della musica per immagini, e del suo più famoso compagno d’avventura tedesco, fra le icone dell’avant-rock degli ultimi trentacinque anni. Per fortuna non è andata così, e dopo aver confezionato una sorta di appendice all’esordio (l’EP Spring, 2014), i due hanno voluto ritrovarsi per concepire una seconda prova più, come dire?, consapevole; non un “proviamo a collaborare per vedere cosa accade”, ma un “approfondiamo quanto sviluppato in precedenza sulla base dell’ormai acquisita certezza della bontà del nostro discorso comune”. Insomma, non proprio la stessa cosa.
Senza alcun dubbio, il risultato premia lo sforzo di volontà e il talento della “strana coppia”, tradottisi in una nuova, suggestiva rappresentazione sull’asse Berlino-Roma, giocata fra avvolgenti sonorità elettroacustico-elettroniche e testi più o meno declamati in inglese, tedesco e italiano. La new wave alla quale entrambi gli interpreti sono molto legati è un’eco tutt’altro che lontana, alla pari della musica colta e del mood da soundtrack cinematografico, e tutto confluisce in una specie di cabaret mitteleuropeo tanto surreale quanto affascinante che ha forse i suoi momenti più significativi nella title track (in due versioni), in Ich Bin Dabei, in The Beast e soprattutto in Animelle. Un Nerissimo che racchiude in sé l’intero spettro cromatico, ben riassunto da una foto di copertina nella quale è difficile capire dove si trovi il confine – sempre che esista – fra austerità e sana, salutare autoironia.
Tratto da AudioReview n.375 del maggio 2016

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