Led Zeppelin

Pubblicato il 5 ottobre del 1970 negli Stati Uniti e solo in 23 dello stesso mese in Gran Bretagna, il terzo album dei Led Zeppelin è uno dei capitoli in parte controversi di una discografia comunque formidabile dall’inizio alla fine. Così ne scrissi in occasione della sua ristampa “deluxe”, doppia, uscita per la Rhino/Warner.

led-zeppelin-iii-copIII
(Atlantic)
Al tempo dell‘uscita, nell‘autunno del 1970, la stampa non fu tenera con il terzo album dei Led Zeppelin, ormai già stelle consolidate e pertanto appetibile bersaglio. Colpa non della prima facciata, inaugurata dalla poi classicissima Immigrant Song e ricca di altri momenti vigorosi (Celebration Day, Out On The Tiles, il blues Since I‘ve Been Loving You), ma della seconda, dove le vampate hard lasciavano il posto a trame acustiche di indirizzo folk-rock qua e là – ad esempio, Tangerine – screziate di aromi psych. Un sound, allineato alla particolarissima copertina con le immagini rotanti, in cui le malelingue videro stanchezza e imborghesimento invece che ispirati tentativi di battere nuove strade. La storia ha poi dato a III quello che gli competeca, e nonostante i fan lo reputino (appena appena) inferiore ai due lavori precedenti e ai tre successivi, negargli la qualifica di pietra miliare sarebbe quantomeno parecchio ingeneroso.
Come per Led Zeppelin e II, questa nuova ristampa offre un‘efficace rimasterizzazione e un secondo CD di materiale altrimenti inedito: differenti mix di cinque brani, versioni strumentali di Friends e Out On The Tiles (quest‘ultima ribattezzata, chissà perché?, Bathroom Sound) e, dulcis in fundo, Jennings Farm Blues (ovvero, Bron-Y-Aur Stomp in chiave elettrica, ma senza cantato) e una scarna medley blues – chitarra, slide, armonica e voce – di Key To The Highway di Charles Segar e Trouble In Mind di Richard M. Jones. È invece mancante all‘appello Hey Hey What Can I Do, apparsa in origine solo su 45 giri come retro di Immigrant Song e, sì, essendo l‘unico pezzo non pubblicato su album durante la non lunghissima ma intensa parabola della band britannica, non si capisce davvero per quale ragione non abbia trovato posto in una scaletta che dovrebbe essere “definitiva”.
Tratto da AudioReview n.353 del luglio 2014

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Categorie: recensioni | Tag: , | 4 commenti

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4 pensieri su “Led Zeppelin

  1. dei primi tre è il più bello senza dubbio alcuno per me!!
    Forse il primo, essendo un debutto me lo insidia… Ma III vince comunque!!

    II non entra nemmeno in gioco, 5-6 migliori per me ne han fatti.
    Senza Thank You e Moby Dick, lo mettevo anche dopo Coda e In Through nella mia classifica.
    Sempre sembrato il tentativo, non riuscito fortunatamente, di Jimmy Page di far diventare il Dirigibile la sua one man band. Nonché il riferimento per un mare di macho-smanettoidi, spesso milionari dei successivi 30 anni.
    Ciccio, con Plant, Bonham e quel geniaccio assoluto di JPJ (qui per me ai minimi termini non per qualità ma per quantità, rispetto al resto della carriera) non poteva funzionare!

    p.s.
    il giochetto di fermare la band e tu fai il solo è carino e ad effetto una volta all’interno dello stesso brano. Iterato fa quasi scoppiare a ridere (almeno a me, Serena e Pietro).

  2. Sonica

    I miei si sono sposati nel 1969 il giorno in cui uscì Led Zeppelin, io sono nata il giorno di Led Zeppelin III. Direi che gli Zeppelin sono nel mio patrimonio culturale e sono felice 🙂 Premesso questo, Led Zeppelin III inizia con l’immensa Immigrant song e prosegue con Since In’ve been loving you: già solo per queste 2 canzoni è un album imprescindibile. Che poi i primi 4 dischi degli Zeppelin siano stratosferici, è lapalissiano, ma per fortuna, hanno lasciato un patrimonio pazzesco.
    La questione se sia meno bello degli altri 3 è davvero una discussione simile al sesso degli angeli, inutile quindi 🙂

  3. backstreet70

    ” nonostante i fan lo reputino (appena appena) inferiore ai due lavori precedenti e ai tre successivi, negargli la qualifica di pietra miliare sarebbe quantomeno parecchio ingeneroso.”

    In parole povere lo ritengono il “meno bello” di tutti.

    • Di sicuro tutti o quasi lo reputano il “meno bello” del poker iniziale. Sui tre successivi dipende dai fan, ma diciamo che se non proprio il “meno bello” in assoluto, finisce nella seconda colonna della classifica. Su “Rateyourmusic”, che è abbastanza attendibile, è al momento sesto su otto (non contando “The Song Remains The Same” e “Coda”).

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