Punk: lo scempio

206x273_LeScienze_NOIR_1_DATA_Giugno.inddMa guarda un po’ che cosa curiosa… proprio vero che non si finisce mai di imparare. Mi occupo professionalmente di musica da quasi quarant’anni, e oggi scopro che Seventeen Seconds dei Cure – per citare solo un esempio – è un album classificabile come punk. Non ho davvero parole per esprimere quanto secondo me la nuova collana di dischi da edicola de La Repubblica/L’Espresso sia un affronto alla corretta informazione musicale; non solo per quello che manca, visto che magari la colpa è dei diritti non concessi dalle case discografiche o da chi per loro, ma anche per i dischi  assurdi che ci sono finiti dentro.

Si legge nella presentazione: “Brani duri e veloci, chitarre rumorose e batterie potenti: questo è il punk, il più graffiante dei generi musicali. A quarant’anni dalla sua nascita, una raccolta imperdibile per ascoltare a tutto volume le band che ne hanno fatto la storia: dai Sex Pistols ai Ramones, dagli Stooges ai CCCP, dai Blink 182 ai New York Dolls“. Passi per la sballatissima iperbole de “il più graffiante dei generi musicali” che si commenta da sola, passi la superficialità con la quale si mischiano sottogeneri generi ed epoche,  ma ci mettono Seventeen Seconds dei Cure. Non so se vi rendete conto… SEVENTEENSECONDSDEICURE.

E nessuno mi venga a dire che, però, una decina di quei titoli sono comunque pietre miliari del punk propriamente, oppure che in mezzo ci sono pure i Germs e gli X: non significa nulla. L’operazione è indifendibile sotto il profilo culturale, e chi l’ha curata – non so chi sia, non mi sono preoccupato di scoprirlo e sinceramente non me ne frega nulla se probabilmente è qualcuno che conosco di persona, incontro e saluto – ha sulla coscienza l’ennesimo oltraggio alla storia del rock.

Ma chi li obbliga, a fare queste cose? Pensassero ai loro giornali e basta, no?

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Categorie: presentazioni | Tag: | 35 commenti

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35 pensieri su “Punk: lo scempio

  1. Anonimo

    Concordo decisamente.

  2. Gian Luigi Bona

    Brani duri e veloci, chitarre rumorose e batterie potenti ! Ma questo è “Seventeen Seconds” !!! 😂
    Capace che chi ha lavorato su questa “opera” è stato anche pagato !!!

  3. Il titolo della collana si commenta da solo…
    Scarsa cultura o più facilmente superficialità ? Mah?

  4. Iggy

    e tu che ne sai di Punk, scusa?

    • Sempre più di chiunque abbia pensato o avallato questo abominio. 🙂

    • Non voglio difendere Guglielmi, non ne ha bisogno.
      Lo leggevo negli anni 80 nel Mucchio e questo chiude la questione.

      Una domanda magari più per Federico che conosce queste cose: quando nascono questi “progetti editoriali” e li pensano, a che tipo di pubblico ? Grazie.

      • Credo che quella di Iggy fosse una battuta. Almeno io l’ho capita così.
        A parte ciò, sono progetti per un pubblico il più “generico” possibile, non a caso promossi con roboanti proclami volti a far pensare che si tratti di qualcosa di straordinariamente bello e fico e imperdibile oh yeah. Però, come ho ià scritto altrove, sono soprattutto operazioni che puntano a occupare ogni spazio di mercato e fare terra bruciata, scoraggiando chiunque altro volesse magari tentare di fare cose analoghe. E lo strapotere economico del gruppo editoriale marcia di pari passo alla sua arroganza nel modo di porsi.

      • Grazie Federico, ora è tutto più chiaro.
        Sai che ti dico?
        In direzione ostinata e contraria.

  5. Diego

    Il primo pensiero che mi è venuto è stato: ma noi che sappiamo cosa sia il punk dobbiamo ancora preoccuparci dell’ignoranza dilagante sul suolo italico? Dispiace per chi ci crederà e verrà deviato dalla vera verità, questo sì, ma c’è da sperare che pochi ci cascheranno. In fin dei conti, nell’era di internet i media per conoscere ed acculturarsi abbondano, senza cadere nelle trappole dei furbastri di turno…

  6. DaDa

    Se leggete gli articoli musicali sui giornali in questione vi rendete conto della superficialità con cui vengono trattati determinati argomenti (non solo il punk). Chi li scrive è anche competente, ma deve sottostare ai diktat redazionali (succede anche nelle cronache politiche). Per quanto riguarda la collana in oggetto, a parte i Cure, che non hanno mai fatto un disco punk, metterci i Blink è a mio parere un abominio.
    P.S. Chiedere a Guglielmi cosa sa di Punk ? effettivamente è un dubbio legittimo, visto che se ne occupa “solo” da 30 anni !

  7. Mehmet

    Secondo me sei troppo severo. Una collana del genere venduta al grande pubblico non può che far bene, potrebbe aiutare chi non ha idea di cosa sia la musica di qualità ad un diverso ascolto. E poi anche se ci mettiamo i Cure chi se ne frega (che comunque non è che sono propriamente prog ).

    • Sono severo, sì, me ne rendo conto. È che quando per decenni vedi quasi solo cose fatte più o meno a cazzo di cane invece che bene, e riscontri solo mancanze di rispetto, di senso e di gusto nei confronti della Storia, e vedi che tutto diventa sempre più superficiale, dozzinale e misero… o ti adegui e te ne infischi, o ti inalberi. Essendo il punk la musica della mia vita, quella che ho studiato a fondo più di ogni altra, mi sono inalberato.
      “Seventeen Seconds” lì in mezzo è un oltraggio a ogni logica, comunque. 🙂

    • Mehmet, la disinformazione non aiuta.

  8. Perché “The Scream” di Siouxsie & The Banshees c’entra qualcosa? E gli Stooges? E i Joy Division?
    E’ roba da stampa generalista, gente che non sta troppo a preoccuparsi di dare informazioni corrette.
    “Brani duri e veloci, chitarre rumorose e batterie potenti” potrebbe valere per almeno una decina di sottogeneri rock, per dire.
    Bella roba, questa iniziativa…chissà se agli autori, assieme il bonifico, hanno recapitato anche un naso tondo di plastica rossa.

    • DaDa

      Gli Stooges sono i protopunk per antonomasia, i primi Banshees e JD sono già oltre, anche se l’eredità punk si sente. I primi secondo me ci stanno, i secondi meno. Ian Dury ? Undertones ? Stiff Little Fingers ? Non perevenuti. Come dici tu stampa generalista, per un pubblico a cui non gliene è mai fregato un cazzo (dico io). 30 anni fa se ascoltavi certa musica questi ultimi ti guardavano come un marziano o un tossico, ora fa figo.

      • Gli Stooges sono proto-punk, per l’appunto. Allora anche i Sonics sono proto-punk, e via risalendo. Se si parla di “punk” propriamente detto, gli Stooges ne sono fuori, quantomeno cronologicamente. E anche stilisticamente, perché sono stati proto-punk ma anche proto-altro (hard rock, ad esempio).
        Senza contare che, come scrivi, era PIENO di gruppi propriamente punk da includere in una collana con anche solo una vaga pretese di completezza: Stiff Little Fingers, Dead Kennedys, Minor Threat, Black Flag, Discharge, Husker Du, Rancid, New Bomb Turks e potremmo andare avanti ore.
        Ah, gli ex sessantottini tuttologi!

  9. Concordo in pieno, malgrado la qualità indiscutibile di alcuni dei dischi presenti, questa iniziativa è stupida e inutile. Punk is dead, adesso sembra tutto power pop!

  10. ci dementichiamo dei Dead Boys!

  11. @Dada, guarda che tutto quello che è cultura underground alla fine vien fagocitata dal sistema (capitalistico), il tuo discorso “ti guardavano come marziano o tossico”, vale per i primi sfigati che seguivano il vasco di turno e ben ricordo mie conoscenti nel ’78/80, con tatuaggi, considerati l’ultima ruota del carro, ora come ben sai è da fighi. Per quelli come noi vale il confronto sapendo discutere del perchè e del come e del che cosa, oggi chi ha dei tatuaggi non indica che ascolti musica udergroiund o significati di vita, politici, o altro, ma solo moda….e ovviamente per rimanere in tema il vinile non sanno nemmeno cosa serve.

    • DaDa

      Lo so che tutto (o quasi) viene fagociato dal sistema, volevo solo dire che all’epoca ( fine settanta – primi ottanta), il fenomeno punk/wave qui in Italia era seguito da pochi e vestirsi di nero con creste o ciuffoni era considerato una stramberia. Poi, come dici tu, è diventato tutto moda. Pensa al look di certi calciatori ! Comunque queste iniziative editoriali tardive e superficiali, concentrandosi (male) solo sull’aspetto musicale fanno perdere di vista i veri significati del Punk: il DIY, lo sberleffo rivolto alla nostra società, la voglia di esprimersi di chi non aveva tecnica ma aveva idee. Il motto “suona la tua canzone, fai il tuo film, dipingi il tuo quadro” ( riporto più o meno) andava oltre la musica permenando tutte le arti e dando impulso alla cultura da lì in avanti. Non solo quindi “Brani duri e veloci, chitarre rumorose e batterie potenti”.

  12. backstreet70

    Orgio se escludi gli Stooges allora dall’altra parte devi escludere gli Husker Du.

    a parte Siouxsie direi che pure i Television sono un poco fuori posto.

    • DaDa

      Potevano demarcare il genere cronologicamente oppure bastava che leggessero qualche libro sul punk ( come quello del Guglielmi), non ci voleva molto ….

    • Beh, no. “Land Speed Record” è hardcore puro, ad esempio. E anche dopo si resta essenzialmente in ambito punk; ci entra anche altro (psichedelia, ballate acustiche, ecc.), ma gli Husker sono sempre rimasti un gruppo essenzialmente punk.
      Sui Television sono d’accordo con te, ma è proprio l’iniziativa ad essere sballata, per come è formulata. Di mio, dovendo “riassumere” il punk in 19 dischi (come le uscite previste nell’iniziativa in questione), includerei:
      1) “Nevermind The Bollocks” dei Sex Pistols
      2) “Ramones” dei Ramones
      3) “The Clash” dei Clash
      4) “Damned Damned Damned” dei Damned
      5) “Blank Generation” di Richard Hell & the Voidoids
      6) “Young, Loud and Snotty” dei Dead Boys
      7) “GI” dei Germs
      8) “The Feeding Of The 5000” dei Crass
      9) “The First, The Best and the Last” degli Sham 69
      10) “Los Angeles” degli X
      11) “Hear Nothing, See Nothing, Say Nothing” dei Discharge
      12) “Complete Discography” dei Minor Threat
      13) “Zen Arcade” degli Husker Du
      14) “Fresh Fruit For Rotting Vegetables” dei Dead Kennedys
      15) “Damaged” dei Black Flag
      16) “Mommy’s Little Monster” dei Social Distortion
      17) “Dookie” dei Green Day
      18) “Smash” degli Offspring
      19) “…And Out Come The Wolves” dei Rancid
      E comunque resterebbe fuori roba imprescindibile come Saints, Flesh Eaters, Bad Brains, Adverts, New Bomb Turks e molti altri. Quindi, alla fine della fiera, tanto vale lasciar perdere. Ma spiegalo tu ai grossi gruppi editoriali…

      • backstreet70

        Direi che è completa. La mancanza, in quella dell’edicola, dei Rancid e Dead Kennedy grida vendetta (anche perché sono band andate oltre ad un successo di nicchia).

      • DaDa

        D’accordo su tutto tranne Zen Arcade: ci metterei il primo dei Saints al suo posto. Lascerei anche un posto per Fresh Fruit.. dei Dead Kennedys (il mio disco punk preferito). Ma sono i miei gusti personali.Spero comunque che i curatori della collana leggano post come questi, così si fanno un’idea delle puttanate che combinano.

  13. Non ho resistito perché devo capire. Ho letto la pagina dedicata al progetto, leggendo i titolo dai è fatta da un punk per prenderci per il culo !
    scherzo.
    I Blondie, Joy Division e i Cure come scriveva Federico poi 2 Ramones i Television Patti Smith un minestrone senza né arte né parte …
    Comunque è da anni che non acquisto testate editoriali di quel gruppo.
    Federico ti spiace se gli invio una copia del tuo libro? 😜

  14. Giampy

    Come memoria storica vi invito a riflettere sul fatto che a firma Assante/Castaldo il gruppo editoriale in oggetto aveva già pubblicato Punk Generation dieci anni orsono. Si trattava di una compilation minestrone con Buzzcocks, X-Ray Spex, Bad Religion, Sex Pistols, Sham69, Germ, The Cure (Boys don’t cry), Patti Smith, Ramones…
    Dico minestrone perché nel mio piccolo avrei almeno diviso USA da UK visto che alle mie stanche orecchie le cose suonano molto diverse ed anche le storie, le date e i movimenti lo sono. Una edizione del trentennale e una mega per il quarantennale di un fenomeno epocale contrario proprio a queste cose. Ma guarda caso le royalties forse finiscono nelle tasche di EMI, Sony BMG, Universal e Warner…
    LBNL nel CD14 in pubblicazione il 6 dicembre (prima del 27 data prevista per Seventeen Seconds) ci saranno i Joy Division (Unknown Pleasures) che se vogliamo dirla tutta che cazzo c’entrano? (Nessuno pensi male, le mie copie, di tutti e due, sono nella categoria New Wave 🙂 )
    D’altronde la ristampa di Blank Generation o Damned Damned Damned potrebbe venire utile a chi ha una vecchia copia tutta crepiti e graffi. O no?

    • backstreet70

      Più che altro ha fatto un minestrone fra punk e new wave (a parte i confini nazionali sicuramente importanti) senza un minimo di coerenza.
      Poi, vado a memoria, ci sono i Blink ma non i Green day quindi proprio della serie “mettiamoci il primo che ci viene in mente” (o forse la più probabile “di chi sono i diritti”).

  15. Anonimo

    Fate un gesto punk: sputate su iniziative di questo genere (in senso metaforico – ovvio – che’ il vero punk in fondo e’ un signore. Poco distinto forse, ma sempre signore…)

  16. Anonimo

    Ci starebbero benino anche gli exploited

    • Verissimo. Il punto è sempre lo stesso: cosa lasceresti fuori, per tracciare una convincente storia del punk in 19 dischi? Restano escluse troppe cose rilevanti. Quindi tanto vale non prendere iniziative del genere.
      Probabilmente quel gruppo editoriale là è rimasto ancora al disco 9 de “L’America del Rock”, dove sotto il titolo “La nascita del punk e della new wave” si potevano trovare anche gente come Suzanne Vega, Laurie Anderson e gli Stray Cats…

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