Them

La prima, vera band del giovane Van Morrison esistette per poco più di due anni. Le furono sufficienti per conquistare uno spazio importante nella Storia, che avrebbe avuto anche se il rosso frontman avesse deciso di ritirarsi nel 1966 invece di dedicarsi a una carriera da solista che sarebbe stata, in molti suoi capitoli, formidabile.

Them copThe Complete Them
1964-1967
(Sony Legacy)
Difficile che qualcuno possa lasciarsi andare a un “ooooh!” di meraviglia nell’apprendere che questa ennesima raccolta della band che dall’aprile 1964 all’estate 1966 fu di Van Morrison non contiene inediti realmente significativi sul piano artistico: benché pochi dei ventitré brani del terzo CD, quello delle curiosità da completisti e collezionisti, fossero già stati pubblicati, dominano versioni alternative e demo, con soltanto la rara Mighty Like A Rose e una mezza dozzina di esecuzioni dal vivo al programma “Saturday Club” della BBC a suscitare maggiore interesse. Poco male, in ogni caso, sia perché l’ultimo compact è in pratica regalato, sia perché ciò che conta davvero sono le quarantacinque tracce dei primi due dischetti: ovvero, tutto quello che del gruppo irlandese venne sparso fra il 1965 e il 1967 in due notevoli LP – The Angry Young Them, 1965, e Them Again, 1966 – e una quindicina di 45 giri, tutti marchiati Decca.
Per molti, i Them sono sinonimo dell’immortale Gloria, una delle canzoni più popolari (e coverizzate) di ogni epoca, ma tale visione è estremamente riduttiva. Nella sua pur breve parabola, infatti, il quintetto di Belfast ha dato vita a moltissima musica di alto livello, dove garage e beat si intrecciano con R&B e soul in una miscela resa ancor più esplosiva dalla straordinaria voce del rosso frontman; la graffiante Mystic Eyes per il repertorio autografo (a firma Morrison) e l’avvolgente, sensuale Don’t Look Back (di John Lee Hooker) per le (numerose) interpretazioni di pezzi altrui sono in tal senso illuminanti.
Corredato di una presentazione dello stesso Van “The Man”, The Complete Them è lo strumento perfetto per accostarsi a questo ensemble cruciale per il rock dei Sixties (e, dunque, per il rock tout court) e non solo “palestra” giovanile di un songwriter e cantante fra i più ispirati di sempre; a meno di miracolosi ritrovamenti che appaiono francamente molto improbabili, non si riesce a ipotizzare come se ne potrebbe confezionare uno migliore.
Tratto da Blow Up n.211 del dicembre 2015

Advertisements
Categorie: recensioni | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: