Hard & Heavy & Freak

Ho letto recensioni sempre positive ma meno di quanto mi aspettassi, a proposito di questo – secondo me – formidabile cofanetto dedicato all’hard rock psichedelico, con tutte le deviazioni del caso, sviluppatosi oltremanica fra il 1968 e il 1972. Che volte che vi dica? Posso anche capirne le ragioni, ma sono loro a sbagliare. Di brutto.

AAVV I'm A Freak Baby copI’m A Freak Baby…
(Grapefruit)
Indipendentemente dal formato (più lussuoso o più spartano) scelto per ragioni di opportunità commerciale, i cofanetti del gruppo Cherry Red sono ormai un classico del mercato odierno: lo strumento ideale per una prima infarinatura nient’affatto risicata a fenomeni musicali specifici, e dunque ideale base di partenza per futuri approfondimenti. D’accordo che esistono YouTube, Spotify, Wikipedia e una miriade di siti per ogni esigenza, ma un’antologia “fisica” con brani selezionati ad hoc da esperti del settore e con il corredo di note e foto ha ben altro fascino, specie se il prezzo è invitante. Nel caso in oggetto, una cifra compresa fra i trenta e i trentacinque euro garantirà l’accesso, attraverso quarantotto tracce e un libretto di trentasei pagine, all’interessantissimo panorama che iniziò a svilupparsi nel Regno Unito nel 1968, quando la psichedelia fino ad allora imperante in ambito “sotterraneo” avviò la sua duplice metamorfosi: da un lato tecnicizzandosi e arricchendosi, generando così il progressive, e dall’altro accentuando le sue caratteristiche di potenza, abrasività e ferocia. Come il sottotitolo A Journey Through The British Heavy Psych & Hard Rock Underground Scene 1968-72 chiarisce senza rischio di malintesi, questo I’m A Freak Baby… si concentra solo sulla seconda tendenza, allineando band famose (in scaletta affiorano Deep Purple, Fleetwood Mac, Uriah Heep, Chicken Shack, Groundhogs, Move, Taste o Yardbirds) ma puntando gli spot soprattutto su ciò che all’epoca non ottenne le luci della ribalta o lo fece per un battito di ciglia. Poi, ok, non mancano mitici gruppi più o meno di culto quali Edgar Broughton Band, Pink Fairies, Deviants, Third World War e Hawkwind (nella incarnazione originaria Hawkwind Zoo), ma a rendere le quasi quattro ore di sequenza eccitantissime e spesso sorprendenti sono le prove generali con dieci anni di anticipo della New Wave Of British Heavy Metal (per esempio, Factory e Gun), i Motörhead ante litteram Wicked Lady (è il loro pezzo a dare il nome alla raccolta) e in generale l’impatto d’insieme, al di là della forse inevitabile e comunque magnifica rozzezza di alcune performance. Gli appassionati della materia riconosceranno sigle “da gourmet” come Velvett Fogg, Second Hand, Mickey Finn, Andromeda, Cycle, Sam Gopal e Crushed Butler, ma rimarranno probabilmente smarriti di fronte agli Iron Claw, ai The Kult, ai Bare Sole, agli Egor, ai Barnabus e agli Iron Maiden che però non sono quegli Iron Maiden lì; e la grande soddisfazione non è nell’atteggiarsi a saputelli rilevando assenze tipo High Tide o Crazy World Of Arthur Brown, ma godersi il fantastico itinerario che si snoda fra blues deviato, trame cupe, torbide e ossessive che ha senso definire proto-stoner, scintille di noise ancora da venire. Erano “freak”, i ragazzi, e avevano di che vantarsene.
Tratto da Classic Rock n.45 dell’agosto 2016

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: