Kyuss

Il 30 giugno di ventiquattro anni fa, i magnifici Kyuss – dai quali, come dovrebbero sapere pure i sassi, presero il via tante avventure di stoner e dintorni, la più famosa quella dei Queens Of The Stone Age – pubblicarono il loro formidabile secondo album. Qui in Italia arrivò, credo, con lieve ritardo, tant’è che ne scrissi solo dopo l’estate e la recensione fu pubblicata solo a dicembre. Che ne dite, ci avevo preso?

Kyuss copBlues For The Red Sun (Dali)
Nient’altro che ruvido hard-blues: sporco, fragoroso e intriso di passione, a riproporre antichi riti che l’evolversi della tecnica e l’avvicendarsi dei trend non hanno potuto cancellare dall’immaginario di ogni rocker d’oltreoceano. Un blues un po’ perverso, se vogliamo, che corre sul confine fra Sixties e Seventies, ostentando ad attestato della sua modernità il marchio inconfondibile del crossover; e che ferisce con il cupo incedere delle sue ritmiche, con il poderoso ruggito dei suoi riff, con l’abrasività canora di un John Garcia che a tratti sembra la controfigura in chiave appena più satanica di Glenn Danzig (altro losco figuro del quale dovreste già possedere almeno l’ultimo How The Gods Kill).
Cruda e sanguigna anche nell’incisione rétro, supervisionata da Chris Goss dei misconosciuti Masters Of Reality, questa seconda fatica dei Kyuss reinterpreta il concetto di “musica elettrica per il corpo e la mente” edificando melodie distorte e spargendo attorno a sé scintille di pura ed enigmatica freakedelia; e nelle sue canzoni, sulle quali aleggia una splendida atmosfera di libertà a dispetto della claustrofobica pesantezza di gran parte degli intrecci, passato e presente si inseguono in un gioco che solo i poveri di spirito potrebbero clasificare come sterilmente autocelebrativo. Se non appartenete alla categoria, e se subite il fascino delle fantasie chitarristiche, Blues For The Red Sun sarà certo un ascolto indicato, una tonificante boccata di aria malsana per scacciare lo stucchevole lezzo della imperante plastificazione.
Tratto da AudioReview n.122 del dicembre 1992

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: , | 2 commenti

Navigazione articolo

2 pensieri su “Kyuss

  1. Questo dei Kyuss è un disco rock coi controcoglioni. E’ da un bel po’ di tempo che non lo ascolto, la tua recensione mi ha fatto venire voglia di metterlo nel lettore e spararlo ad alto volume!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: