Joe Strummer

Tre anni e mezzo fa un caro amico mi chiese un breve pezzo su Joe Strummer – “eventualmente, anche riciclato” – da pubblicare nel libretto di un’edizione speciale del DVD del film di Julien Temple Il futuro non è scritto. Mi disse che ci sarebbero stati altri tre testi: uno di Riccardo Bertoncelli, uno di Eddy Cilìa e uno suo; come compenso, qualche soldo non precisato e un paio di copie del DVD. Risposi che andava bene e, dopo aver cercato senza fortuna qualcosa di riciclabile, decisi di scrivere ex novo una sorta di presentazione dell’artista piena di riferimenti che sarebbero stati colti solo dai fan. Buttai giù, divertendomi, circa 2700 caratteri, spedii e me ne dimenticai totalmente. Poi con l’amico mi sono purtroppo perso di vista e non solo non ho mai ricevuto soldi e DVD, ma non sono neppure riuscito a capire se questo benedetto DVD fosse uscito o no… e me ne sono dimenticato di nuovo. Poco fa, per puro caso, mi è capitato sotto gli occhi il file, l’ho letto come se fosse la prima volta e, trovandolo piuttosto carino, ho deciso di pubblicarlo qui, in aggiunta a questo e a quest’altro. Prima o poi chiederò notizie, ma intanto, se qualcuno di voi possiede il DVD in questione, con il mio testo, mi faccia per favore un fischio.

Strummer fotoDa quel maledetto 22 dicembre 2002 è trascorso già un decennio, eppure è come se Joe Strummer fosse ancora qui. Solita retorica da quattro soldi? Magari lo è, almeno per quanti vedono nel co-leader dei Clash solo una delle tante icone del rock scomparsa sì anzitempo, ma non in giovane età e comunque in modo poco interessante al fine della mitizzazione postuma: un infarto a causa di una malformazione congenita subito a cinquant’anni e neppure mentre si scatenava sul palco, in barba ai luoghi comuni a proposito delle vite spericolate dei musicisti. Chi ha ricordi diretti di Strummer e ha goduto della sua musica in tempo reale, invece, in questa retorica ama crogiolarsi: con uno spesso velo di tristezza per quanto accaduto, ovvio, ma anche con una sorta di fiero compiacimento per essere stato testimone di un’esperienza ben più significativa delle tante pur magnifiche canzoni da essa generate. Già, perché i Clash – senza nulla togliere all’altro Joe, inutile prendersi in giro, alla fine si parla di loro – non sono stati soltanto una formidabile macchina da guerra r’n’r, bensì anche (e soprattutto) una Fede: con le sue contraddizioni, i suoi dogmi, i suoi riti e i suoi paraphernalia involontariamente (?) stilosi e imitatissimi da schiere di adepti.
Della Santa Chiesa dello Scontro, Joe Strummer era senza alcun dubbio il pontefice, una tiara sopra i sodali Mick, Paul e Topper: un unto del Signore delle Chitarre che aveva raccolto la chiamata della Londra punk e l’aveva poi fatta rimbombare a tutte le latitudini, seppur “sporcandola” con un’infinità di altri suoni bianchi e neri. Addirittura più neri che bianchi, come a voler smentire chi gli rinfacciava le origini tutt’altro che proletarie e lo accusava di simpatie destrorse, a dispetto delle sue corde ammazzafascisti come quelle dell’amatissimo Woody Guthrie. Per un pugno di anni i Clash regnarono incontrastati, predicando il meticciato rock e proponendosi come rivoluzionari infervorati ma non sempre lucidi: celebre la t-shirt con la scritta “Brigade Rosse” indossata da Joe a un raduno antirazzista, gesto incompreso come tanti altri disseminati in una carriera che non a caso ha assunto toni leggendari. Carriera all’insegna di una coerenza apparentemente ondivaga ma in effetti rigorosa, al di là degli errori di valutazione e degli incidenti di percorso che comunque spogliano il John Graham Mellor un giorno ribattezzatosi Strimpellatore dei suoi presunti requisiti divini. Ricordiamolo allora come uomo, seppur illuminato: un uomo che pianse, si dice, apprendendo che il titolo della sua Rock The Casbah era stato scritto su una bomba americana sganciata sull’Iraq durante la Guerra del Golfo.
Tratto (forse) dal libretto per l’edizione 2012 del DVD Il futuro non è scritto.

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Categorie: presentazioni | Tag: | 1 commento

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Un pensiero su “Joe Strummer

  1. Anonimo

    Dici bene, una vera e propria fede

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