3 aprile 1982

Logo_Rai_1982Non ricordo se l’ho mai detto, ma dal 1976 compilo un diario di quello che faccio. Non è dettagliato a livelli maniacali, nel senso che se vado allo stadio scrivo solo “allo stadio” e non anche di che partita si trattava e com’è finita, e che se in un pomeriggio casalingo scendo per un quarto d’ora al bar o vado dal giornalaio non scrivo “bar” o “giornalaio”, ma è un riepilogo piuttosto preciso delle mie principali attività. Non so davvero come e perché, a nemmeno sedici anni, mi è venuta l’idea… so solo che ho cominciato ed è diventata un’abitudine che mi porto dietro ancora oggi. E che si è rivelata, a posteriori, più volte utilissima per ricordare eventi e situazioni tipo concerti visti, dischi acquistati, incontri, playlist radiofoniche. Fino ai primi ’90, tutto è annotato su classiche agende – dagli ’80 in poi, due per anno: una per la vita privata, una per le questioni professionali e musicali – alle quali talvolta mi capita di metter mano per bizzarre ma necessarie ricerche.
Beh, fino a pochi giorni fa, se qualcuno mi avesse chiesto quando ho trasmesso per la prima volta in RAI avrei risposto “primi mesi del 1983, con un programma chiamato Master Under 18”. E avrei clamorosamente sbagliato, come mi ha rivelato un’agenda del 1982. Innanzitutto, perché il ciclo di “Master Under 18” è iniziato prima (2 novembre 1982), ma soprattutto perché il mio esordio dai microfoni della Radio di Stato, più precisamente Radiouno, avvenne sabato 3 aprile 1982, con uno spazio del quale – strano, ma vero – ho in memoria solo qualche flash. La famosa agenda mi dice che era un programma di due sole puntate, nel quale affiancavo un conduttore ben più anziano di me, Beppe Chierici. Andò in onda il 3 dalle 13,40 alle 14,30 e il 10 dalle 13,30 alle 15,00, e da quanto sono riuscito a ricostruire, voleva essere una sorta di viaggio esplicativo e senza pretese di esaustività su come, nella musica “dei giovani” di quel periodo, si affrontassero i temi dell’amore, dell’antimilitarismo, della religione e della solitudine, più un quinto che non saprei dirvi perché non riesco a capire che accidenti ho scritto (true story). Sono certo che l’idea di fondo del programma non fosse mia, così come non ho dubbi sul fatto che la selezione delle canzoni lo fosse al 100%. Fatico a credere che nel 1982, all’ora di pranzo del sabato, su Radiouno mi fosse consentito di presentare quello che potete leggere qui sotto, ma… è successo. E ne vado fiero.

Effetto Giovani 3/4/1982
Stranglers – Pin Up
Joy Division – Love Will Tear Us Apart
Germs – The Other Newest One
T.S.O.L. – Die For Me
Red Rockers – Dead Heroes
Spizz Energi – Soldier Soldier
Discharge – Massacre Of Innocence

Effetto Giovani 10/4/1982
Dead Kennedys – Religious Vomit
John Foxx – Pater Noster
Public Image Ltd – Religion 2
Joy Division – Disorder
Siouxsie & The Banshees – The Staircase
Sex Pistols – Problems
The Sound – I Can’t Escape Myself
Circle Jerks – Don’t Care/Live Fast Die Young
Dead Boys – 3rd Generation Nation
Avengers – We Are The One
Nuns – World War III

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Categorie: memorie, playlist | Tag: | 5 commenti

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5 pensieri su “3 aprile 1982

  1. luigi

    io invece mi ricordo l’ultima puntata con luis mann su radio 2 quando chiusero un tuo programma che ha fatto storia e che si chiuse prima con un pezzo da ghost stories dei dream syndicate e poi con escape with me from the planet earth degli alleycats che da allora e’ diventata una delle mie dieci canzoni della vita.
    Io sono quello che su Extra hai pubblicato la lettera che ti avevo inviato sul mio amore per il rock australiano
    E’ un piacere ritrovarti
    ciao
    Luigi

    • Anonimo

      Quello con Luisa Mann era Stereodrome. Credo di avere una cassettina con intervista a Jeffrey Lee Pierce fatta da Guido Chiesa: può essere? Sarà stato lo Stereodrome condotto da Guglielmi o da qualcun altro?

  2. PaoloRep

    Caro Federico, scoprire che tenevi dei diari mi fa andare in “sollucchero”. Il tuo percorso è il percorso di tutti noi assieme a te che ti seguiamo da decenni. Mi piacerebbe che riesumassi da quei diari anche la stagione di Punto Radio. Quanto eravamo giovani, ricordi ?! Non rammento neanche che anni fossero ma ho ben chiaro che alle 21.00 ero incollato alla radio. Mi puoi fare questo ennesimo regalo ?

  3. giovanni

    Alcune considerazioni in ordine sparso:
    1. Peccato non avere le registrazioni delle trasmissioni sarebbe interessante poterle ascoltare dopo così tanti anni;
    2. Se consideriamo l’anno e i gusti di Federico mancano dalla playlist i Cramps o i Gun Club o i Wall of Voodoo. Vedo poi che non ci sono italiani ma Gaznevada o simili ci potevano stare;
    3. I Dead Kennedys al sabato pomeriggio su Rai1? Ecco perché solo due puntate….!

  4. Gian Luigi Bona

    Ottima lista! Sarà l’effetto nostalgia ma quanti dischi belli uscivano all’epoca !

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