Gianmaria Testa (1958-2016)

GianMaria Testa,Bologna 23 Maggio 2011

Si sapeva da tempo che non stava bene, ma speravo tanto che ce la facesse, che la malattia bastarda si sarebbe alla fine convinta che un artista così sensibile, e una persona così garbata e per bene, meritasse altro tempo da trascorrere su questa terra. La notizia della sua scomparsa, poco fa, mi è arrivata addosso come un treno, uno di quelli che lui per anni ha governato da capostazione, quando ancora la sua carriera di cantautore era “a mezzo servizio”. Questo perché Gianmaria, per me, non era “solo“ un musicista ascoltato su disco e in concerto, ma uno di quelli che avevo conosciuto e intervistato più volte (ricordo in particolare una chiacchierata durata ore per un “dossier” del Mucchio Extra), apprezzandone anche le doti umane. Scrivere altro sarebbe al momento pesantissimo, e allora me ne astengo. Recupero però una mia recensione del suo ultimo album, un doppio CD+DVD dal vivo che consiglio caldamente. Un caro abbraccio, Gianmaria. 

Grafica1.CDRMen At Work (Incipit)
Per tutta la fase iniziale di una carriera oltretutto avviata in età non proprio verde (era trentasettenne ai tempi dell’esordio discografico, nel 1995), Gianmaria Testa riscuoteva più consensi all’estero – specie al di là delle Alpi – che in patria. Una situazione che da un pezzo è cambiata, tanto che adesso non sono in pochi a vedere nell’artista piemontese, in primis per i suoi meriti ma in seconda battuta anche a causa dei ritiri (e delle scomparse…) di parecchi protagonisti storici, il più accreditato alfiere della classica canzone d’autore italiana. Lui, schivo di natura, naturalmente minimizza, ma il suo impeccabile percorso non gli lascia scampo. E questo doppio album dal vivo non si fa sfuggire l’opportunità di rimarcarlo.
Confezionato legando assieme come se si trattasse di uno stesso concerto episodi estratti da varie esibizioni tenute fra Austria e Lussemburgo nel febbraio 2013, e soprattutto Germania esattamente un anno prima, Men At Work non è un live spoglio come il Solo dal vivo del 2009. Gianmaria Testa è infatti accompagnato da una brillante band elettroacustica di tre elementi (chitarre, basso/contrabbasso, batteria) che conferisce alle sue canzoni una veste nuova, sempre sostanzialmente sobria ma ricca di colori che sottolineano la forza espressiva dei versi e delle melodie. Da citare in particolare una Cordiali saluti da brividi (il tema affrontato è il licenziamento), ma nessuno dei ventitré brani dei due compact – tutti già noti, eccetto l’appassionata cover di Hotel Supramonte di Fabrizio De André – è meno che riuscito. Completa l’ottima operazione un bel DVD con le riprese di una serata dello scorso luglio a Torino (peccato solo che manchi il menù per selezionare le singole tracce), il tutto racchiuso in un’elegante scatolina di cartone che, scelta concettuale e non solo estetica, richiama l’idea di un “artigianato di qualità”.
Tratto da AudioReview n.348 del novembre/dicembre 2013

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Categorie: memorie, recensioni | Tag: | 1 commento

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Un pensiero su “Gianmaria Testa (1958-2016)

  1. Massimo Sarno

    Condivido in pieno il tuo rammarico; di persone piu` attente alla sostanza che all’apparenza come Gianmaria questo paese avrebbe un dannato bisogno.

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