Prima dei Pink Floyd

Pink Floyd 1965 fotoSono rimasto davvero sorpreso di come l’uscita di questo prezioso cimelio floydiano sia stata, in fondo, piuttosto poco propagandata. Ricordo nitidamente come, da ragazzo e anche oltre, noi appassionati fantasticassimo sui primi esperimenti della band britannica (quando ancora non aveva assunto il nome con la quale avrebbe acquisito il successo su scala planetaria)… quanto ci sarebbe piaciuto ascoltare qualcosa! E il poco in seguito trapelato fra bootleg e web è sempre stato, appunto, poco. Quando lo scorso novembre, a sorpresa, è apparso questo doppio 45 giri con materiale in massima parte mai diffuso, non potevo crederci… così come non posso credere che il disco sia rimasto semi-carbonaro. Che sia stato classificato frettolosamente come l’ennesima puttanata per fan terminali? Chissà. Io, comunque, mi sono fiondato ad approfondire… e senza dare nemmeno un euro ai soliti speculatori, va da sé, come spero abbiano fatto e faranno in tanti. E attendo con fiducia una nuova edizione non a tiratura limitata e a prezzo normale, perché per un disco così alla fisicità non so proprio rinunciare.

Pink Floyd cop1965
Their First Recordings
(Parlophone)
Creato nel 2007 con l’intento di (ri)avvicinare il pubblico degli appassionati ai “classici” negozi di dischi, il Record Store Day si è trasformato, in breve tempo, nell’ennesima occasione perduta; ormai lo si potrebbe ribattezzare “Ebay Dealer Day”, visto come molte delle sue uscite speciali sono pressoché invisibili per la gente normale e diventano in un attimo “highly collectable”, ovvero manna per i rivenditori-speculatori internettiani. Valga come prova di quanto detto questo doppio 45 giri dei Pink Floyd, diffuso in un migliaio di esemplari per il “Black Friday” dello scorso 27 novembre e subito offerto in Rete a cifre comprese fra i 250 e i 400 euro. Follia? Senza dubbio sì, ma non è la prima e non sarà purtroppo nemmeno l’ultima di questo mercato impazzito dove la musica è ormai una sorta di optional. Certo, pensare a un prodotto come 1965 e stamparne così poche copie è, più che stupido, criminale. I sani di mente lasceranno comunque che i collezionisti si scannino tra loro e, ascoltando intanto i file grazie ai soliti canali alternativi, attenderanno la già annunciata ristampa fisica, che sarà probabilmente in formato Cd e/o mini-Lp. Al di là di ogni brama completista, 1965 è infatti un documento di notevole valore storico, che attraverso sei brani per diciotto minuti totali consente di “studiare” la band di Syd Barrett, Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright – qui un quintetto, con il chitarrista Rado Klose – quando non aveva ancora assunto il nome Pink Floyd.
Delle sei tracce, incise professionalmente, solo la Lucy Leave firmata Barrett (una filastrocca ruvida e stranita) e la cover ipnotica e visionaria di I’m A King Bee di Slim Harpo erano note ai più maniacali cultori dell’ensemble britannico, perché fatte circolare clandestinamente. Assieme alle rimanenti, delle quali si conoscevano i titoli e nulla più, offrono una eloquente panoramica dello stile originario di un gruppo che, partendo da canoni blues/R&B, si orientava con acerba ma autorevole convinzione verso diverse forme di psichedelia e garage (fanno fede l’incalzante Double O Bo, l’abrasiva Remember Me e la caracollante Butterfly, tutte composte da Barrett) o verso il pop lunare; eloquente Walk With Me Sydney, scritta da Waters e marchiata dalla seconda voce di Juliette Gale (poi consorte di Richard Wright). Pur con tutti i limiti del caso, dovuti alla gioventù (anche se l’età media dei cinque era di circa ventun anni: “giusta”, per gli standard dell’epoca) e alla scarsa pratica con lo studio di registrazione, in questi provini è impossibile non cogliere i segni premonitori del talento deviante e deviato che nel fulgido 1967 floydiano sarebbe esploso nei singoli Arnold Layne e See Emily Play, nonché nella pietra miliare The Piper At The Gates Of Dawn.
Tratto da Classic Rock n.39 del febbraio 2016

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: , | 2 commenti

Navigazione articolo

2 pensieri su “Prima dei Pink Floyd

    • DaDa

      Il confanetto è certo proibitivo come prezzo, ma è una manna, nonostante gran parte dei brani sia reperibile in rete. Mi sembra che dal menu manchi la versione con orchestra di A Saucerful of Secrets…..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: