Savages

Dallo scorso 22 gennaio è nei negozi il secondo album di questa band tutta al femminile, apprezzata anche in concerto, che si pone sulla scia di sonorità di trentacinque e più anni or sono. Retromania, portami (ancora) via.

Savages copAdore Life (Matador)
Nella primavera del 2013, con l’album d’esordio Silence Yourself, le Savages avevano dimostrato con la massima chiarezza possibile quanto già da tempo si sapeva; ovvero, che certo post-punk tenebroso e incisivo salito agli onori delle cronache nell’ultimo scorcio di Seventies non aveva perso, dopo oltre tre decenni, la capacità di suscitare intense passioni. Questo, si badi bene, non solo fra gli attempati nostalgici, ma anche in una nutrita e agguerrita schiera di giovani che erano ben lungi dal venire al mondo nei giorni in cui Siouxsie And The Banshees – nome scelto non a caso – gettavano le basi della loro leggenda. In fondo, la scoperta dell’acqua calda: tanto il culto di cui la prima stirpe new wave non ha mai (o quasi) smesso di essere oggetto, quanto le attenzioni a volte eccessive per gli esponenti dei revival succedutisi già dai ’90, provano inequivocabilmente l’espressività e la comunicatività di tale formula musicale.
Arrivate alla sempre difficile prova della conferma forti di consensi nient’affatto trascurabili di critica e vendite, le quattro ragazze londinesi non hanno prevedibilmente cambiato registro. Hanno messo a frutto l’esperienza acquisita, perfezionando qualcosa e lavorando sulle sfumature, ma nella sostanza sono rimaste le stesse: grintose, graffianti, cupe, ossessive, ieratiche, attente agli aspetti melodici ma mai propense a soluzioni “pop” scontate. Ecco dunque che Adore Life, come il suo predecessore, riporta in auge incantesimi ancora efficaci, antichi nel concetto ma moderni per quanto riguarda architetture di chitarra, basso, batteria e voce in generale meno “sottili” e più rotonde. Manca la sorpresa, se così si vuol dire (benché, nel contesto, il termine possa far sorridere), ma ispirazione e classe non sono scemate; e tutto colpisce a dovere, proprio come l’immagine della bellissima copertina.
Tratto da AudioReview n.371 del gennaio 2016

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Categorie: recensioni | Tag: | 1 commento

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Un pensiero su “Savages

  1. Ferrer64

    Ho amato molto il loro primo album, il quale era un chiaro tributo ai primi Banshees, ma quanta energia, che goduria ascoltare questo sound dal sapore nostalgico ma ancora pulsante e fragoroso…

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