La mia professione

8th of MayA volte capita che colleghi e appassionati vogliano chiacchierare con me di questioni legate al mio lavoro, per riportare i discorsi su riviste, webmagazine, blog. Corrado Ori Tanzi ha un bel blog e mi ha intervistato a proposito di un sacco di temi che credo possano interessarvi, anche perché si tratta di argomenti che difficilmente vengono affrontati – specie in modo così esplicito – nei miei articoli. Grazie allora a Corrado per l’opportunità.
Trovate tutto qui.

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Categorie: interviste | Tag: | 2 commenti

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2 pensieri su “La mia professione

  1. Country Boy

    Accidenti ‘sto Corrado! Un’intervista più gratificante e ben fatta presumibile che non esista nel tuo curriculum, ma se esiste sei veramente molto fortunato oltre che bravo eccetera… peraltro quel Lomax è stato così accattivante ed eccitante (altro che Bangs o Bertoncelli o hi hi Scaruffi… non ha ‘adulato’ il giornalista di musica ma l’Uomo Musica che c’è in te tutto intero, ‘sto Corrado t’ha colpito in pieno al cuore!) che ti ha messo in magnifica forma e gagliardamente ispirato, ed allora l’intervista è riuscita così bene da poter dire che tu come Silvestro Stallone e lui come Burgess Meredith, tu l’eroe e lui il trainer. Complimenti a tutti e due, e grazie perchè un brivido di entusiasmo, minimo in quanto non coinvolto eppur sentito proprio come di fronte ad un bel filmacchione, me l’avete dato.

  2. Maudit

    Molto interessante il passaggio su musica e tv (tra l’altro non sapevo che Ghiaccio bollente fosse stato soppresso, un’altra genialata made in Rai).
    A questo proposito leggevo qualche settimana fa un’intervista a Renzo Arbore, in cui affermava senza mezzi termini che, se solo volesse, la Rai avrebbe tantissimo materiale da mandare in onda – a costo zero! -, visto che ha gli archivi pieni zeppi di materiale musicale, tanto da poter dedicare alla musica un canale apposito, per la vastità dell’archivio stesso (e del resto basti pensare al suo bellissimo D.O.C., dove un tempo passavano calibri come Litfiba, CCCP o Miles Davis).
    Ti chiedo: perché la musica, come forma d’arte, è così poco valorizzata da mamma Rai Tv? Perché si è ridotta pure lei a scimmiottare la tv commerciale con talent e reality dal dubbio, se non pessimo, gusto? Eppure basterebbe veramente poco…

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