Third World War

Non ricordo se quest’album finì o meno nell’elenco di quelli “di culto” di Extra dal quale ho di recente attinto svariate schede, ma se ci finì non fui io a scriverne. Comunque è di sicuro un mio personale culto da quasi quattro decenni, e la recente ristampa mi sembra un eccellente pretesto per presentarlo a chi, magari, non l’avesse mai sentito nominare.

Third World War copThird World War (Esoteric)
Proprio un altro mondo, gli anni ‘70, se c’era chi riteneva un (potenziale) buon affare creare “a tavolino” un gruppo che frequentasse la stessa aree musicale di gente brutta, sporca, cattiva e deviata come Edgar Broughton Band, Pink Fairies, Deviants o High Tide. L’uomo dietro la Terza Guerra Mondiale era il produttore John Fenton, che ideò l’efficace sigla sociale e mise assieme Terry Stamp (voce, chitarra), Jim Avery (basso) e altri musicisti secondari affinché si dedicassero allo sviluppo di un r’n’r rozzo e abrasivo, con il corredo di testi barricaderi tramite i quali dar voce ai malumori e alla voglia di riscatto dei proletari britannici.
Ben poco fortunato sotto il profilo commerciale, il progetto abortì dopo soli due LP, dei quali questo appena ristampato – con due bonus track tratte da 45 giri – è il primo e il migliore. Uscito in origine nel 1971 per la Fly Records, il disco mette in fila nove brani secchi, scarni e sgarbati, in massima parte collocabili fra l’hard e il proto-punk benché non privi di qualche sfumatura R&B e folk. A fotografare il mood generale basterebbero già solo i titoli, ma il meglio della scaletta è negli assalti brutali, ruvidi e taglienti di Ascension Day e Working Class Man. I limiti formali sono evidenti, ma non sminuiscono – al contrario, per certi versi esaltano – l’efficacia comunicativa ed eversiva di quello che rimane un classico, seppur “minore”, dell’underground e della controcultura d’oltremanica prima dell’arrivo del ciclone punk.
Tratto da Classic Rock n.35 dell’ottobre 2015

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