Ricordando Ewan MacColl

In un momento storico collocabile circa un quarto di secolo fa, gli album-tributo erano una simpatica novità e – non sempre, ma spesso sì – una piacevole occasione di stupore. Poi hanno iniziato a uscirne troppi, molti dei quali senza senso e di qualità discutibile e di star loro dietro mi sono, si scusi il francesismo, un po’ rotto le palle. Ciò non significa che, quando me ne capitano sotto gli occhi, faccia finta di non vederli; ok, non sono più intenzionato, come dalla seconda metà degli anni ’80 fino all’inizio del decennio successivo, a collezionarli tutti (bel matto, eh?), ma continuo a accostarmici con curiosità e speranza. Perché lo so che, seppure di rado, ci si può imbattere in qualcosa del genere.

EM_JOY cover v001 orangesJoy Of Living
(Cooking Vinyl)
Chiunque abbia un minimo di pratica con il folk delle Isole Britanniche non può non conoscere Ewan MacColl, ma anche chi percorre altre rotte musicali dovrebbe averlo almeno sentito nominare per il suo lavoro di agitatore culturale e sociale, avviato già negli anni ’30 e proseguito fino alla morte – a settantaquattro anni, nel 1989 – causata da problemi cardiaci. Sintetizzando al massimo, lo si potrebbe definire il Pete Seeger di questo lato dell’Atlantico: per l’impegno “a Sinistra”, per aver composto infinite canzoni di protesta, per il sostegno a tante giuste cause, per il ruolo simbolico acquisito grazie a questa attività frenetica e appassionata. Di Seeger, fra l’altro, era pure (divenuto) parente, avendone sposato in terze nozze la sorellastra Peggy: una bellissima storia d’amore durata più di tre decanni e sostenuta/alimentata dai numerosi interessi in comune, della quale rimangono come testimonianze una buona trentina di album in coppia e tre figli.
Proprio i due più giovani, Calum e Neil, sono responsabili di questo ricchissimo tributo, ben ventuno tracce, che vuole ricordare e celebrare MacColl – all’anagrafe, James Henry Miller – in occasione del centenario della nascita, avvenuta nel Lancashire, da genitori scozzesi, il 25 gennaio 1915. Un omaggio strepitoso per la qualità dei brani, scelti in un songbook nel quale abbondano i gioielli, e per le doti degli interpreti, diversi per nazionalità, età e background ma evidentemente legati al maestro da qualcosa di più della semplice stima che si deve a un grandissimo songwriter. Al di là della bellezza delle canzoni, nessuna delle quali stravolta rispetto al modello, una lezione di stile, visto come tutte sono caratterizzate da arrangiamenti raffinati nei quali convivono magicamente sobrietà e solennità: folk-rock, con il primo a prevalere sul secondo, che compensa la scarsa vivacità – dominano le trame morbide e avvolgenti – con un’intensità e una forza emotiva dalle quale non si può non essere soggiogati; e, naturalmente, con la varietà delle voci maschili e femminili che si avvicendano in un’ora e ventitré minuti di parole e musiche mai meno che memorabili. Arduo scegliere fra l’americano Steve Earle, alle prese con la caracollante Dirty Old Town (forse il pezzo più famoso presso la platea rock in quanto proposto, fra i tanti, dai Pogues), e il veterano irlandese Christy Moore – in passato, frontman di Planxty e Moving Hearts – che rende in chiave più evocativa la Companeros già riletta anni fa; fra Paul Buchanan dei Blue Nile, che trasforma in una ballad da ore piccole The First Time Ever I Saw Your Face, a Billy Bragg – per più versi, l’Ewan MacColl “moderno” – che irrobustisce e nello stesso tempo ingentilisce Kilroy Was Here; e, poi, tutti gli altri, da Martin Carthy alle Unthanks passando per Dick Gaughan, Jarvis Cocker, Paul Brady, David Gray, Norma Waterson, Seth Lakeman, Rufus e Martha Wainwright assieme, con tanti classici e alcune perle meno note. Comprensibile e giusto che in scaletta manchi un pezzo di cui MacColl un po’ si vergognava, ovvero quella The Ballad Of Stalin dove, facendosi prendere la mano dalle sue convinzioni politiche, esaltava il dittatore sovietico.
Tratto da AudioReview n.368 dell’ottobre 2015

Annunci
Categorie: recensioni | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: