Creation Records

In un Mucchio del – suppongo – 1986 dovrebbe esserci un mio articolo sui primi passi della leggendaria Creation, e prima o poi lo riesumerò per riproporlo qui. In alternativa, ecco intanto una recensione molto recente di uno box dedicato allo stesso argomento; il sottotitolo “L’alba della Creation” è in tal senso eloquentissimo.

Creation Artifact copArtifact
(Cherry Red)
Il box con le ristampe dei primi dieci 45 giri della Creation pubblicato in occasione dell’ultimo Record Store Day è certo un fantastico gadget, ma è innegabile che quanti – pur amando gli “oggetti” – antepongono la musica e il suo inquadramento storico al semplice feticismo avranno maggiori soddisfazioni da questo cofanetto formato libro, oltretutto più economico: sia per i contenuti sonori quintuplicati, sia per le novanta pagine di testi informativi a cura di Neil Taylor (che della materia in oggetto fu testimone oculare e cronista sul “NME”) ed eloquentissime immagini. Tutto quello che occorre sapere, insomma, sui primi passi dell’etichetta fondata nel 1983 da Alan McGee, che tutto il mondo conosce per aver lanciato gli Oasis ma che in passato aveva scoperto Jesus And Mary Chain e Primal Scream, più decine di altre band meno note/ricordate ma spesso assai significative.
I cinque compact di Creation Artifact – The Dawn Of Creation Records rendono ottimamente conto della produzione della label dal 1983 al 1985 con i brani dei suddetti singoli e con un centinaio di ulteriori episodi estratti da altri 7 pollici, compilation, demo e session radiofoniche. Benché notevolmente ampio, lo spettro stilistico ruota attorno al guitar-pop e alla psichedelia, con momenti più melodiosi alternati a incursioni spigolose e/o stravaganti; colpisce il talento di molti protagonisti, ma anche la genuinità e la piacevole “incompiutezza” delle canzoni, indicative di un’espressività libera e assai poco contaminata dalla ricerca di consensi di mercato. A breve si sarebbe fatta strada, ed è giusto così, un minimo di malizia commerciale, ma queste sei ore di diamanti grezzi (e a volte pazzi) immortalano la label nella sua fase più avventurosa e intrigante: da The Legend! a Jesus And Mary Chain e Primal Scream, passando per Loft, Biff Bang Pow!, Pastels, Jasmine Minks, Revolving Paint Dream, Bodines, X-Men, Meat Whiplash, Moodists e alcuni ospiti giustificati (ad esempio i Laughing Apple, fondati dallo stesso McGee prima dei Biff Bang Pow!, i Membranes o i Television Personalities), è tutto un continuo fiorire di creatività, magari “imperfetta” nella forma ma prodiga di sorprese e suggestioni.
Tratto da Blow Up n.208 del settembre 2015

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