Il Teatro degli Orrori

Quando nel 2012 fu pubblicato il terzo lavoro de Il Teatro degli Orrori (qui un’intervista dell’epoca del secondo) al Mucchio si pensò, visto il “peso” della materia, di metter su una recensione doppia, dove due giornalisti valutavano l’album calcando la mano più sugli aspetti positivi (John Vignola) e più su quelli negativi (io). Mai avrei potuto immaginare che dalle mie considerazioni sarebbe derivata un’esplicita citazione di me medesimo in una canzone del quarto disco della band, uscito lo scorso 2 ottobre.

Teatro degli Orrori copIl mondo nuovo
(La Tempesta)
Diffidare almeno un po’ di vati e profeti dovrebbe essere un imperativo categorico, tanto più in questi giorni dove una scorreggia riesce – anche se per pochi attimi, per fortuna – a fare il rumore di una bomba: sono in troppi a spararle gross(issim)e, a fingere di essere ciò che non sono, a cavalcare l’idiozia di coloro che, bovinamente, seguono gli hype montati ad arte da piccoli Malcolm McLaren wannabe. A scanso di equivoci, però, qui nessuno sta accusando Pierpaolo Capovilla di cialtroneria: qualità ne possiede a iosa (e pure il sottoscritto non ha mancato di sottolinearle, proprio su queste pagine), e della sua superiorità sulla plebaglia rock nazionale il Nostro era del resto convinto da molto prima che qualcuno iniziasse ad attribuirgli prerogative semidivine. Se (più o meno) se la tirava quando quasi nessuno sapeva chi fosse, perché non dovrebbe farlo oggi che c’è chi lo considera un intellettuale e un pensatore illuminato, seppure con atteggiamenti alla Vittorio Sgarbi nei confronti di colleghi, giornalisti e pubblico?
Terzo album del Teatro degli Orrori in nemmeno cinque anni, a certificare irrefrenabili urgenze creative e/o intento di battere il ferro finché è caldo, Il mondo nuovo non è in assoluto un brutto disco, al di là della sua evidente funzione di fungere da amplificatore del mito-Capovilla. È però verboso e compiaciuto di se stesso per quanto riguarda i testi, dei quali non si può tuttavia disconoscere il messaggio educativo, la forza immaginifica e lo spessore poetico, e incoerente – per scelta, ovvio – nelle musiche, sorta di catalogo (ottimamente confezionato) di qualsiasi tendenza alternative degli anni 90. Sedici brani per oltre settantaquattro minuti che a tratti convincono ma più spesso risultano irritante sfoggio di pretenziosità, fra citazioni colte innestate con accuratezza chirurgica e costante ricerca dell’effetto-shock. Insomma, più che “il teatro degli orrori” si è al cospetto de “la fiera delle vanità”, ma non proprio quella di Thackeray.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.692 del marzo 2012

Advertisements
Categorie: recensioni | Tag: | 2 commenti

Navigazione articolo

2 pensieri su “Il Teatro degli Orrori

  1. Gian Luigi Bona

    Il mio commento sicuramente è qualunquista e inopportuno però quelli che “se la tirano” mi fanno sempre un po’ compassione perché poi arriva chi ti tira fuori dei veri padreterni come potrebbe essere un Lou Reed o un John Cale e tu puoi solo prendere i tuoi quattro dischi e rendendoti conto che al massimo puoi fare l’arrogante nel tuo pollaio prendi e vai a casa.

    • Anche il “tirarsela” fa parte del gioco. Quello che dici è verissimo, ma a volte l’arroganza spinge a fare cose – non ncessariamente negative – che altrimenti non si farebbero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: