The Jesus And Mary Chain

Ho trovato un po’ di tempo per sfogliare vecchie riviste degli anni ’80 e fare alcune scansioni. Ad esempio, questa del primo, memorabile 33 giri dei Jesus And Mary Chain, che trent’anni (meno qualche mese) fa avevo recensito con enorme entusiasmo. Per me, una rarità: d’accordo che quando qualcosa mi colpisce sul serio non mi vergogno di lasciarlo trapelare, ma di norma limito le esaltazioni alla sfera personale e non mi sbilancio in previsioni sul futuro. In questa circostanza lo feci, e non credo di essere stato un cattivo profeta.

Psychocandy copPsychocandy
(Blanco Y Negro)
Pochissimi gruppi, negli ultimi dieci anni di rock’n’roll, hanno fatto discutere tanto quanto Jesus & Mary Chain, e ancora meno hanno suscitato pareri cosi contrastanti: già all’epoca del loro debutto a 45 giri marchiato Creation, i quattro scozzesi erano delle celebrità underground, e le reazioni di critica e pubblico oscillavano tra l’esaltazione incondizionata e la totale deplorazione; colpa (o merito?), più della musica, di una vocazione alle esibizioni esasperate e violente destinate quasi sempre a scatenare risse furibonde e di un’attitudine iconoclasta che ha fatto scomodare a qualche critico l’etichetta di “nuovi Sex Pistols”. Ma cosa hanno fatto, in fondo, questi giovanissimi rocker per giustificare il putiferio creatosi attorno al loro (dissacrante) nome? Semplicissimo. Hanno scoperto il classico Uovo di Colombo, dando corpo a intuizioni che, seppure non del tutto originali, posseggono senza ombra di dubbio i requisiti dell’ispirazione e dell’inventiva. Jesus & Mary Chain hanno infatti messo assieme degli accordi (pochi, alla maniera del punk) e hanno dato vita ad abbozzi di canzoni, nascondendoli dietro un imponente muro di feedback chitarristico e accostandogli un cantato evocativo, una voce quasi sussurrata che sembra provenire dal più allucinante e irreale dei sogni; ’esito è un sound malato, a tratti vellutatatamente malinconico e a tratti quasi brutale, scandito da ritmi incisivi e efficacissimo a esprimere sensazioni differenti fra loro ma ugualmente ricche di vitalità. Un risultato inedito? Almeno in parte, sì, anche se i tributi da pagare a Velvet Underground e Suicide non sono pochi (che coincidenza: i Velvet nei mid-Sixties, Vega e Rev nei mid-Seventies… che avessimo scoperto la cult-band del decennio?).
Psychocandy, attesissimo primo album del quartetto, comprende ben quattordici pezzi (dieci dei quali alla prima apparizione su vinile): alcune “delicate” ballad ricordano l‘incanto/incubo di Cheree, altre la furia devastante di Frankie Teardrop, altre ancora esplorano le possibilità intermedie; con semplicità di strutture, Jesus & Mary Chain rinnovano alla loro maniera uno stile leggendario, fornendone un’interpretazione che non è né pop, né psichedelica, né punk bensì un’efficacissima miscela delle tre tendenze. Geni o mistificatori? Artisti come ne nascono assai di rado o eccentrici “predatori” del mio perduto? Istinto o freddo calcolo? Nessuno può dirlo, almeno per adesso. Le risposte, forse, le avremo nei mid-Nineties, quando magari ci imbatteremo in un mito più fresco e saremo costretti a ricordarci dei Jesus & Mary Chain.
Un album ostico ma affascinante, una raccolta di canzoni superlative nonostante la loro minimale schiettezza e la loro ripetitività (non erano forse cosi anche le prime gemme dei Velvet e dei Suicide?). Di sicuro, un disco importante, che resterà tale anche se il gruppo dovesse sciogliersi domani o se i suoi componenti rivelassero che esso è venuto fuori per puro caso. A mio parere, una pietra miliare per il rock di oggi. E forse anche per quello di domani.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.95 del dicembre 1985

Advertisements
Categorie: recensioni | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: