Morrissey (live ’12)

I concerti alla Cavea dell‘Auditorium Parco della Musica sono quasi sempre una gioia per gli occhi e le orecchie. Ecco così che dopo quella della settimana scorsa estraggo dall’archivio la recensione di un altro evento live svoltosi nella stupenda cornice di cui sopra, con protagonista l‘ex frontman degli Smiths (con la band scioltasi da oltre un quarto di secolo, ancora viene definito in questo modo), con il quale ho sempre avuto un rapporto un po’ difficile (non a caso di lui non ho scritto molto; c’è comunque qualcosa qui). Ci sarebbe forse stato altro da dire, in termini di dettagli, ma il succo è tutto nelle righe che seguono.

live Morrissey fotoCavea Auditorium
(Roma, 7 luglio 2012)
Concerto molto atteso, quello romano di Morrissey, sei anni dopo l’ormai mitica esibizione del 2006 al Teatro Romano di Ostia Antica. E concerto molto particolare fin da prima dell’inizio, con un paio di centinaia di fan autorizzati ad assieparsi in piedi sotto lo stage – all’Auditorium non è mai consentito se non nei bis, per questioni di sicurezza legate al palco basso e per rispetto nei confronti di chi ha speso tempo e denaro per assicurarsi i posti in prima fila – proprio per volere del bizzoso artista inglese. In questa cornice fattasi sempre più calda, e davanti a una Cavea affollatissima, Steven Patrick da Manchester ha sciorinato per un’ora e mezza tutti i suoi trucchi da raffinato e consumato entertainer, dando l’impressione di star bene e divertirsi ma non fornendo attestati di irrefrenabile entusiasmo: lo prova il fatto che ci sia stato un solo bis, una How Soon Is Now? durante la quale vari spettatori sono saltati sul palco cercando – e talvolta ottenendo – il contatto fisico con il loro idolo.
Per il resto, sebbene i ripescaggi dal repertorio degli Smiths non siano stati numerosissimi, la scaletta non ha lesinato in momenti emozionanti: notevolmente applaudita, anche per via del suo stretto rapporto con la Città Eterna, You Have Killed Me (ma possibile che in tanti anni nessuno abbia ancora insegnato al Nostro come si pronuncia “Cavour”?), toccanti One Day Goodbye Will Be Farewell e I Know It’s Over, drammatica (anche per i filmati di maltrattamenti agli animali proiettati sullo schermo) Meat Is Murder, morbidamente trascinante Still Ill, intensa la cover di To Give (The Reason I Live) di Frankie Valli. I più esigenti non avranno magari apprezzato la monoliticità della band nelle esecuzioni più rock, e i più seriosi avranno forse trovato pacchiane le bandiere tricolori sulle casse della batteria e le magliette azzurre con la scritta “Forza Mozza” (la mise del chitarrista Boz Boorer, che si sarebbe potuto scambiare per la sorella di Antony, valeva però da sola il prezzo del biglietto), ma sarebbe davvero eccessivo considerare tali dettagli come pregiudizievoli della qualità dello show. Legittimo se non giusto, invece, rilevare che quattro o cinque brani in più, selezionati fra i tanti imprescindibili che sono stati esclusi, avrebbero reso l’evento ancor più memorabile.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.698 del settembre 2012

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Categorie: recensioni live | Tag: , , , | 1 commento

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Un pensiero su “Morrissey (live ’12)

  1. sonica

    Ciao, sì lo so che non è più il frontman degli Smiths da quasi un trentennio, ma Morrissey, per quelli come me che hanno vissuto gli Smiths nell’adolescenza, è un mito. L’ho visto in concerto a Milano lo scorso autunno, ed è sempre un’emozione incredibile poterlo ascoltare. Purtroppo canta poche canzoni degli Smiths, mannaggia a lui. E lo fa di proposito, ovviamente 😦

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