Radio Birdman

È di questi giorni la notizia che dall’1 al 4 luglio i più volte redivivi Radio Birdman torneranno in Italia per quattro concerti (Padova, La Spezia, Salsomaggiore Terme e Bologna). Recupero così dal cassetto questa retrospettiva fin troppo succinta (ma lo spazio era tiranno) apparsa diciotto anni abbondanti fa su Rumore. È un ulteriore tassello che si aggiunge ai già numerosi altri presenti in questo blog a proposito della magnifica scena rock australiana della seconda metà dei ‘70 e di tutti gli ‘80.
Radio Birdman fotoDei Radio Birdman avremmo dovuto occuparci da tempo. Non lo abbiamo fatto, pur non lesinando in occasionali accenni, forse cullandoci nell’illusione che il più mitizzato gruppo australiano degli ultimi vent’anno fosse noto quasi a chiunque; o magari, ipotesi non del tutto da escludere, per una sorta di timore che i “rumoristi” più giovani – adusi in gran parte a suoni “moderni” – avrebbero potuto non comprenderne la grandezza. Deciso di correre il rischio, colmiamo adesso la grave lacuna approfittando di un doppio aggancio all’attualità (triplo, volendo considerare anche la reunion di qualche mese fa): da un lato la recente uscita del nuovo album di quei New Christs che dell’ensemble di Sydney sono, come vedremo più avanti, legittima progenie, e dall‘altro l’imminente approdo nel nostro Paese, per un tour che si preannuncia infuocato, di quel Deniz Tek Group la cui discendenza dalla storica band è diretta almeno quanto quella dei Nuovi Cristi. Buona lettura, quindi. E se dei Radio Birdman non possedete nulla, cominciate pure a ricavare uno spazio sui vostri scaffali: sì, proprio là, tra la “N” dei New York Dolls e la “S” di quegli Stooges ai quali i nostri eroi si sono per moltissimi versi ispirati.
L’aggregazione dello stormo. Il luogo, come già detto, è Sydney, l’epoca gli ultimi mesi del 1974. I Radio Birdman nacquero dal contemporaneo scioglimento di due formazioni mai arrivate all’incisione discografica: i TV Jones del chitarrista Deniz Tek (nei quali ha suonato anche il tastierista Pip Hoyle, membro stabile solo dalla metà del ‘77) e i Rats di Rob Younger (voce), Carl Rourke (basso) e Ron Keeley (batteria). Il nome venne ricavato da una strofa di l970 degli Stooges, mentre l’organico raggiunse il suo assetto definitivo nell’arco di un anno: dapprima con la sostituzione di Rourke con Warwick Gilbert, già alla sei corde nei Rats, e quindi con l’arrivo del secondo chitarrista Chris Masuak. Da prima di stabilizzare la line-up, il gruppo aveva comunque iniziato a costruirsi un certo seguito a livello cittadino, strappando anche un ingaggio continuativo all’Oxford Tavern di Darlinghurst grazie all’involontaria collaborazione di Lou Reed. Omaggiato di una T-shirt al termine di una conferenza-stampa, l’ex leader dei Velvet Underground aveva promesso di assistere a un eventuale concerto che l’ensemble avesse tenuto durante la sua permanenza a Sydney; l’illustre ospite non si fece vedere, ma il manager del club – che aveva offerto ospitalità per ovvie ragioni pubblicitarie – fu talmente colpito dallo show da assumere i Birdman come attrazione fissa per le serate di venerdì e sabato.
Il decollo. Da qui in avanti, la carriera della band fu rapida e inarrestabile: i primi articoli, la vittoria in una rassegna “punk” promossa dalla rivista “RAM”, numerosi live e quindi l’approdo a quei Trafalgar Studios che sponsorizzarono Burn My Eye, 7”EP d’esordio registrato nel 1976 ma immesso sul mercato nel febbraio ‘77, un paio di mesi dopo un’altra basilare produzione indipendente australiana, il singolo (I’m) Stranded dei Saints. Pur nella sua relativa approssimazione, l’EP testimoniava perfettamente dell’irruenza e della sanguigna espressività del quintetto, messe al servizio di un sound di scuola Detroit – dopo l’uscita, Tek ritornò addirittura per qualche tempo nella natia Ann Arbor per ottenere la “benedizione” dei suoi vecchi eroi Ron Asheton e Fred “Sonic” Smith, e per un pelo non vi (ri)mise radici – ma caratterizzato da un impatto di chiara matrice punk; ed anche se Younger e compagni hanno sempre negato qualsiasi relazione con il “movimento”, rivendicando la propria superiore statura musicale, è innegabile che il loro approccio ribelle e iconoclasta, il loro recupero di certe radici rock’n’roll e persino alcuni aspetti del loro look – per non parlare delle solite, assurde accuse di nazismo, causate dai riferimenti militari presenti nell’abbigliamento di scena, nella grafica e nei nomi impartiti ai tour – presentavano evidenti analogie con quanto andava contemporaneamente sviluppandosi negli Stati Uniti e in Gran Breatagna. Punk senza saperlo e prima che esso venisse riconosciuto come categoria, insomma, alla pari dei cugini Saints; e senz’altro punk per forza deflagrante e propulsiva, specie considerando come dal ‘76 al ‘78, almeno nell’Australia del rock, quasi chiunque abbia imbracciato una chitarra, fondato un’etichetta o allestito una sala d’incisione lo ha fatto perchè travolto dal ciclone Radio Birdman.
Il volo e lo schianto. Smith And Wesson Blues, Snake, 1-94 e Burned My Eye, gli episodi dell’EP, costituirono ghiotta anticipazione dell’album Radios Appear, pubblicato dalla Trafalgar nel luglio 1977 e ristampato dalla WEA locale non appena esaurite le tremila copie della prima tiratura: dieci canzoni memorabili, dalla cover di T.V. Eye degli Stooges alla programmatica New Race passando per altre gemme di energia e calore quali Murder City Nights, Descent Into The Maelstrom, Love Kills e Hand Of Love”. Le dieci canzoni di cui sopra diventarono poi dodici – con l’esclusione di T.V. Eye, Monday Morning Gunk e Love Kills, sostituite da What Gives, Non-Stop Girls, Aloha Steve and Danno, Hit ‘Em Again (firmata Tek/Asheton) e un travolgente rifacimento di You’re Gonna Miss Me dei 13th Floor Elevators – nella seconda edizione di Radios Appear, confezionata dalla Sire per i mercati americano ed europeo grazie al boss Seymour Stein, recatosi in Australia per i Saints ma rimasto folgorato dai Birdman al punto di non poter fare a meno di offrire loro un contratto; tra le due stampe, una serie di torride esibizioni in patria e un lungo tour in UK, Francia, Belgio e Olanda (con alcune date assieme ai Flamin’ Groovies) che si concluse nei giugno ‘78 con una stratosferica performance alla Oxford University. L’ultima dell’ensembie, che per insanabili crisi interne aveva già stabilito di porre fine alla sua gloriosa avventura. Il secondo LP Living Eyes, registrato in Galles un paio di mesi prima con la produzione di Deniz Tek, vide la luce per la WEA australiana solo nel 1981, proponendo il sestetto in una veste più raffinata ma non meno convincente che in passato e alimentando non pochi rimpianti grazie alla bellezza di brani quali More Fun, Crying Sun, Breaks My Heart e Alone In The Endzone.
Nuove ali. Dopo la prematura dissoluzione, nessuno dei membri dei Radio Birdman ha appeso lo strumento al chiodo. Tutti, anzi, hanno proseguito l’attività di musicisti, operando in formazioni a volte di breve durata ma quasi sempre eccellenti. Rimandando ad altra sede (ci sarà, non dubitate) un’analisi dettagliata del complesso albero genealogico del gruppo, cominceremo col ricordare che Rob Younger, in parallelo alla sua fortunata carriera di produttore, guida ancor oggi i New Christs, cui la cronica instabilità di line-up non ha impedito di realizzare una decina di favolosi singoli ed EP (in parte raccolti nell’antologia Divine Rites) e due album di non meno rimarchevole caratura (soprattutto il primo, Distemper, uscito per la Citadel nel 1989); lo stesso Younger è anche stato membro, assieme a Deniz Tek, Warwick Gilbert, Ron Asheton degli Stooges e Dennis Thompson degli MC5, dei magnifici New Race, autori nella primavera del 1981 di un tour australiano dal quale è stato tratto l’imperdibile The First And The Last (Trafalgar/Wea, 1982), forse il capolavoro dell’intera famiglia.
Deniz Tek, Pip Hoyle e Ron Keeley hanno suonato assieme nei Visitors, sorta di “clone” della band-madre che vedeva Mark Sisto, ex roadie dei Birdman, rivestire con ottimi risultati il ruolo di cantante (per loro un 12”EP con quattro pezzi e un LP postumo, anch’esso senza titolo, editi rispettivamente dalla Phantom nel 1980 e dalla Citadel nel 1981); il chitarrista, a seguire qualche esperienza minore e vari anni di pausa, ha quindi fondato il Deniz Tek Group, con il quale ha inciso due CD per la Red Eye (Take It To The Vertical del ‘92 e Outside del ‘94), mentre Chris Masuak è stato ed è tuttora protagonista di vicende solo a tratti esaltanti con gli Hitmen di Johnny Kannis (il cui omonimo debutto su WEA, datato 1981 e con Warwick Gilbert in organico, è un grande e purtroppo misconosciuto classico del rock’n’roll dei nostri antipodi) e con gli Screaming Tribesmen (il 12”EP Date With A Vampyre, Citadel 1985, la loro migliore prova), nonché come solista e produttore. E qui, almeno per il momento, ci fermiamo.
Il museo dell‘aria. Detto che la quasi totalità della discografia “Radio Birdman e dintorni” è stata ristampata in CD ed è dunque più o meno facilmente reperibile, non possiamo comunque esimerci dal segnalare il From The Ashes del 1988, cofanetto targato WEA Australia che contiene quattro 33 giri (le due versioni di Radios Appear, Living Eyes e The First And The Last), due 12”EP (Burn My Eye e l’altrimenti inedito More Fun!, quest’ultimo con quattro episodi dal vivo nel 1977) e un singolo con Aloha Steve And Danno e Anglo Girl Desire; di esso esiste anche una versione doppio compact con un’ampia scelta (trentuno brani) dai suddetti vinili, mentre la non meno imponente biografia di Vivien Johnson (Radio Birdman, Sheldon Booth 1990) è in grado di soddisfare ogni minima curiosità sul gruppo. Che merita ampiamente, tanto vale ribadirlo, la devozione e il culto di cui non cessa di essere oggetto, più di quanto riesca a spiegare questo articolo fin troppo ricco di nomi, titoli e date.
Tratto da Rumore n.54/55 del luglio/agosto 1996

 

 

Annunci
Categorie: articoli | Tag: | 3 commenti

Navigazione articolo

3 pensieri su “Radio Birdman

  1. Demis

    Li ho visti a Montelaguardia (Perugia) nel 2003, rimane senza dubbio uno dei più bei concerti a cui ho assistito! da brivido!!!

  2. Ciao Federico,
    fino al 1985 non sapevo neanche della loro esistenza, ma il doppio ristampa Living Eyes/Radios Appear (Overseas Version) ha cambiato la mia vita, pochi sono i dischi che ho ascoltato ed ascolto così spesso (forse solo Plan 9 e Marshmallow Overcoat hanno deliziato le mie orecchie in tal quantità).

    L’ozrock ci sta regalando ancora ottimi album, magari difficili da reperire, ma con un pò di pazienza …
    Approfitto per segnalare due albums, che ho appena scoperto, dei quali magari hai parlato ma mi sono sfuggiti:

    A’Dam Sykles, The ‎– Out Of The Circle Game – 2008 (un capolavoro di psychedelic rock)

    Sick Rose – No Need For Speed – 2011 (fantastico powerpop al livello di Plimsouls e dei grandi aussie Sunnyboys)

    ugo

    ps: la data di Padova (sono a Bolzano) mi tenta terribilmente!!!

  3. Massimo Parravicini

    Un motivo in più per non perdere la prossima edizione del Festival Beat di Salsomaggiore

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

L'ultima Thule

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

8th of May

wild cats walk longer

Withnail e io

Il blog di Carlo Bordone

juveniledelinquentmusic

Hi NRG ROCK'N'ROLL!!!!!!!!!!!!!!!

BABYSNAKES di Massimo Del Papa

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

PELLEeCALAMAIO di Gianni Gardon

Parole in libertà: pensieri sparsi su ciò che mi ronza per la testa e ciò che mi gira attorno.

Nudespoonseuphoria's Blog

100 cover versions and a kitchen sink drama

Venerato Maestro Oppure

Il primo blog di Eddy Cilìa

BASTONATE

Dove la musica è ancora una ragione di vita (un blog di Federico Guglielmi)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: