Neurosis (live ’08)

Ah, quanto amo i Neurosis. Magari non li ascolto spessissimo perché sono un po‘, come dire?, “faticosi”, ma li apprezzo e li ammiro in modo pressoché incondizionato. Al punto che sei anni e mezzo fa, in piena estate, salii in macchina superando senza particolari difficoltà il dramma che qualsiasi manuale di patologia definisce “pesantezza di culo” e mi recai fino a Senigallia. Non me ne sono mai pentito, anche se a ripensarci fu un concerto piuttosto atipico.

Neurosis live fotoMamamia
(Senigallia, 23 agosto 2008)
Un cielo pieno di stelle sulla testa, una brezza decisamente fresca a far dimenticare che si era in agosto, un ampio prato appena scosceso – con il palco nella parte alta – sul quale erano collocate alcune centinaia di sedie a sdraio: questo l’ambiente del Mamamia in versione estiva che ha accolto i Neurosis a tanti anni dalla loro ultima apparizione in Italia. Bello e comodo, specie per chi non ama il caos sotto lo stage, ma un po’ bizzarro e dispersivo per un gruppo che offre il meglio di sé in condizioni di concentrazione se non di raccoglimento quasi mistico, con l’aggravante di un volume che – non posizionandosi in prossimità delle casse – appariva inadeguato in termini di impatto.
A seguire la doppia apertura di The Ocean (post-hardcore di accettabile fattura ma non proprio personale) e A Storm Of Light (più articolati e interessanti ma anche un po’ tediosi nelle loro fluide sonorizzazioni ai film che scorrono sullo schermo), i Neurosis hanno legittimato appieno il loro ruolo di attrazione della serata, con un concerto granitico e al contempo ricco di sfumature: un crossover a 360 gradi che ha avuto come pressoché unico protagonista – minimi, infatti, i recuperi dal glorioso passato – l’ultimo album Given To The Rising, proposto in un vorticoso e travolgente crescendo di pathos, fantasia, furore. Autentiche macchine da guerra, con cuori umani colmi di sofferenza ma anche bramosi di catarsi, Steve Von Till e compagni si sono immolati per circa un’ora e venti – pochino, purtroppo – davanti a una platea che non è stata compiaciuta con saluti o ringraziamenti né tantomeno con il rito ormai farsesco del bis: sono arrivati e, pur con il limite di quanto conventito dalla location, hanno messo Senigallia a ferro e fuoco. Nell’aria, mentre lo spazio diventava discoteca per frotte di teenager tutti uguali, sembrava di avvertire un sinistro odore di incenso e zolfo.
Tratto da Il Mucchio Selvaggio n.651 dell‘ottobre 2008

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Categorie: recensioni live | Tag: , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Neurosis (live ’08)

  1. Anonimo

    “Senigallia a ferro e fuoco” detto da un romanista (non illustre come Mommsen, ma è noto che tu lo sei) pare contenere un’evocazione dei tempi di Brenno e Furio Camillo

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